LA DISCESA (perfetta ? mmm... punti di vista)
la seggiovia è quasi arrivata, ma sto parlando con mia moglie e non me ne sono accorto, quindi quando il tedesco di fianco alza la barra non ho ancora tolto gli sci dall'appoggio e per poco non volo sulla rete di protezione sottostante.
scendo dalla seggiovia col terrore che il tedesco voglia fare la parte sinistra della pista mentre io la destra, cerco di tenerlo bene a distanza col braccio, come Bremer con Lautaro sui corner.
scarponi già allacciati, non ho tempo da perdere, io, la pista va azzannata e io ho fame !!
solo che devo far passare le mani nei laccioli, che con le moffole ci vuol sempre un po' di più, aggiustarmi la maschera, poi aspettare mia moglie che invece i ganci li aveva aperti tutti, fa due parole con l'addetto alla seggiovia, poi ci fermiamo a guardare il panorama, una foto con le Dolomiti sullo sfondo, mettiti più in là che sei controluce, ancora, sì, ferma lì, poi aspettiamo che parta il gruppetto di croati che mi paiono un po' brilli, vurìa mai che poi mi vengono addosso... la pista insomma comincio ad azzannarla 5' dopo. azzannarla... un morsino, diciamo. più come si lecca il gelato, ecco.
per prima parte mia figlia che dopo circa 12 centesimi di secondo è sparita alla vista, deve essere quel puntino che sfreccia lontano: la vedrò solo a fine pista, come al solito. per noi andare a sciare insieme vuol dire andare sulle seggiovie insieme.
finalmente mi lancio sulla pista. rigorosamente in diagonale, non scherziamo.
OK, Daniele, cosa ti dice sempre Doris [la mia maestra, NdR] ? cambio di spigolo... piega... giù le ginocchia... eddai, piega un po'... piega, Daniele, ca**o !! così... così, bravo, ci sei... sento che ho raggiunto il mio massimo, peccato non potermi vedere perchè devo avere una piega tipo l'avatar di Fabio, quasi innaturale da quanto son giù. e infatti in quel momento mia moglie superandomi mi dice "sei dritto come un palo, ma non riesci proprio ad andare un filo giù ? poco poco, lo dico per te, neh" e sparisce rapidamente seguendo le sue traiettorie pulite e regolari, insensibili a pendenza e condizioni della neve.
va be', le curve cominciano a susseguirsi, prendo il ritmo, aumenta la velocità. ciò non toglie che 'sti cacchio di bambini a spazzaneve mi stiano superando da ogni dove, ma non è rilevante, si vede che sono spazzanevisti esperti, poi mi sa che sono austriaci: facile, per loro.
ora gli altri sciatori sono come palloncini, fissati col filo a terra, ma mi appaiono come palloncini... strani: rotondi e con tante punte. come le mine in mare. capisco che la battaglia per la vita è iniziata. cerco le traiettorie che passino il più lontano dalle mine, ma devo anche evitare i missili che arrivano dall'alto. mi dico: tranquillo, quelli sanno sciare, mica come te, ci pensano loro a evitarti, tu cerca soltanto di non scartare bruscamente.
ed ecco che ci siamo.
cambio di pendenza.
concentrazione.
la mente pensa solo al gesto tecnico, comincio a sentirmi tutt'uno con la pista, in un grande disegno armonico che rasenta la perfezione zen, niente al mondo può distogliere la mia mente in questo momento quasi mistico, e... porca miseria che sventola questa con la tuta rosa !
lo sapevo: il tempo di voltarsi un po' a destra per seguire la bionda (giusto per ammirarne la tecnica sciistica, sia chiaro) e in un istante lo sci sinistro prende un cumulo di neve, le gambe si aprono, capisco che sta per succedere, il peso va indietro e le punte degli sci si alleggeriscono, non riesco a evitare un dossetto e praticamente impenno, salto (saranno almeno 5cm !), ricado pesantemente sulla neve, non mi spiego come ma riesco a stare in piedi, riprendo un vago controllo, ancora un'occhiata alla bionda ma solo per capire se ha visto la scena e ho fatto la mia solita figura di m..., mi dirigo verso il bordo pista come un'auto che ha finito la benzina e va solo per inerzia, e finalmente mi fermo un attimo. del resto, è anche ora della prima sosta: avrò fatto almeno 5-6 curve, che diamine !!
due respironi, individuo mia moglie che non vedendomi più si è fermata 100m più giù ad aspettarmi (sembra scocciata: sarà per l'attesa o avrà visto lo sguardo alla bionda ?), un'occhiata a monte per controllare di non entrare in rotta di collisione con altri spazzanevisti 5enni o croati alticci, e via, si riparte. stavolta tranquillo, pensa solo allo sci, devi portare le gambe a casa.
un po' di curve e qualche pausa dopo, sono sullo schuss finale (ma io mica mi accorgo che è uno schuss, per me è "dai che sei quasi arrivato").
mentre aspetto che la seggiovia mi dia la solita legnata nei polpacci, mi sento proprio soddisfatto.
non vedo l'ora di azzannare un'altra pista.