Arkin
Well-known member
fare pannelli sui tetti costa il doppio o il triplo che a terra. Ed il costo del lavoro sui tetti, che fa la differenza tra avere un impianto a terra o sui tetti, non e’ affatto calato nel coreo degli anni. Pertanto stai suggerendo di spendere qualcosa 500-600 miliardi di euro per assicurarsi la corrente anche a gennaio, e 30 miliardi ogni anno a regime per cambiare i pannelli che si ammalorano. Una follia. Con quella cifra ci faresti abbastanza reattori non solo per soddisfare tutto il fabbisogno italiano, ma anche per la Germania, la Francia e la Spagna.fare pannelli sui tetti costa il doppio o il triplo che a terra. Ed il costo del lavoro sui tetti, che fa la differenza tra avere un impianto a terra o sui tetti, non e’ affatto calato nel coreo degli anni. Pertanto stai suggerendo di spendere qualcosa 500-600 miliardi di euro per assicurarsi la corrente anche a gennaio, e 30 miliardi ogni anno a regime per cambiare i pannelli che si ammalorano. Una follia. Con quella cifra ci faresti abbastanza reattori non solo per soddisfare tutto il fabbisogno italiano, ma anche per la Germania, la Francia e la Spagna.
la stima non l’ho fatta io, ma hai concordato, il GSE, che e’ chi paga e gestisce incentivi e commercio dei certificati verdi. Credo che la loro stima sia corretta.
sui pannelli sui tetti non ci sono economie di scala. I pannelli costeranno anche meno, ma il progetto ed il lavoro su ogni singolo tetto e’ un piccolo cantiere a sé stante. Molto costoso. Solo su impianti a terra ci possono essere qualche economia. Ma il grande costo oramai è l’installazione.
no, il ragionamento non è quello. Se lo Stato spende 100 per un prodotto o servizio importato, non gli torna niente se non il prodotto o il servizio stesso. Se lo spende su un prodotto o servizio fatto da persone che pagano tasse e contributi in italia gli torna 50% entro 12 mesi Sotto forma di tasse e contributi. Per cui se per fare un reattore lo Stato investisse 1 miliardo all’anno per 10 anni fino a che non entra in funzione, in realtà sta investendo 500 milioni all’anno e non un miliardo. Questo e’ il punto.
negli impianti che proponi pannelli, pale e batterie sono tutti importati. Soldi che escono e non rientrano in tasse. Non ne tieni conto.
nelle centrali nucleari il lavoro e’ fatto quasi tutto in italia, sia per la parte edile che per la parte elettromeccanica. L’unica cosa da importare è l’uranio naturale. Che nel caso di un EPR significa 60 Milioni di euro all anno. E fa tanta energia elettrica quanta ne otterresti da 2 miliardi di euro di gas ai prezzi odierni utilizzando una centrale turbogas ( che peraltro hanno efficienza piuttosto bassa, ma possono partire in pochi minuti ).
la stima non l’ho fatta io, ma hai concordato, il GSE, che e’ chi paga e gestisce incentivi e commercio dei certificati verdi. Credo che la loro stima sia corretta.
->francamente non mi è chiaro come arrivi a quella cifra, se mi dai maggiore visibilità sul conteggio gli do volentieri un occhio però ripeto trasferiamoci a parlare in altra sede
sui pannelli sui tetti non ci sono economie di scala. I pannelli costeranno anche meno, ma il progetto ed il lavoro su ogni singolo tetto e’ un piccolo cantiere a sé stante. Molto costoso. Solo su impianti a terra ci possono essere qualche economia. Ma il grande costo oramai è l’installazione.
->no non concordo, se guardi in giro il costo medio del classico impianto 6kw-10 kwh noterai che continua a scendere sempre
no, il ragionamento non è quello. Se lo Stato spende 100 per un prodotto o servizio importato, non gli torna niente se non il prodotto o il servizio stesso. Se lo spende su un prodotto o servizio fatto da persone che pagano tasse e contributi in italia gli torna 50% entro 12 mesi Sotto forma di tasse e contributi. Per cui se per fare un reattore lo Stato investisse 1 miliardo all’anno per 10 anni fino a che non entra in funzione, in realtà sta investendo 500 milioni all’anno e non un miliardo. Questo e’ il punto.
->Come potra leggere nell' articolo che manco a a farlo apposta mi è appena capitato sottomano, il costo dei pannelli è marginale rispetto a costo di tutto l' impianto e non lo dice Arkin lo dice un premio nobel di fisica
negli impianti che proponi pannelli, pale e batterie sono tutti importati. Soldi che escono e non rientrano in tasse. Non ne tieni conto.
nelle centrali nucleari il lavoro e’ fatto quasi tutto in italia, sia per la parte edile che per la parte elettromeccanica. L’unica cosa da importare è l’uranio naturale. Che nel caso di un EPR significa 60 Milioni di euro all anno. E fa tanta energia elettrica quanta ne otterresti da 2 miliardi di euro di gas ai prezzi odierni utilizzando una centrale turbogas ( che peraltro hanno efficienza piuttosto bassa, ma possono partire in pochi minuti ).
->gli impianti sarebbero importati inizialmente ma se si facesse un piano di politica industriale serio a 15/20 anni, si darebbe la possibilità ad aziende italiane ed europee (che già ci sono non è che batterie e pannelli si fanno solo ed esclusivamente in cina) di crescere e strutturarsi per partecipare al mercato
Qui di seguito l' articolo che dicevo.
Ti anticipo l' osservazione "eh ma non è del settore" . Certo ma siccome si parla di sistemi di energia forse un laureato in fisica e con un nobel su sistemi complessi vale la pena di sentire che dice.
Anche perchè se gli unici che possono parlare sono esperti di energia nucleare è come dire "oste com'è il vino? Bono...."
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www.repubblica.it
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