Del Sentiero del Ponale avevo sentito parlare davvero tantissimo, ma non mi ero mai fermato ad approfondire bene che cosa fosse esattamente.
Finalmente sono andato a percorrerlo in mountain bike e, a dire il vero, ancora oggi non ho capito fino in fondo quale sia la definizione topograficamente corretta: il “Sentiero del Ponale” è l’intero itinerario che da Riva del Garda porta fino al Lago di Ledro? È un insieme di sentieri? Oppure, più semplicemente, è solamente quel magnifico tratto scavato nella roccia a picco sul Garda, nei primi chilometri da Riva fino alla zona del ristoro Ponale Alto?
Senza diventare matti per la questione topografica, andando al sodo, il percorso da Riva del Garda al Lago di Ledro è una bellissima gita da fare in mountain bike.
Non è troppo lungo, non è particolarmente difficile, presenta solo alcuni tratti più impegnativi poco prima del Lago di Ledro e, pur essendo abbastanza frequentato, non l’ho trovato affatto asfissiante. La fama del Ponale, insomma, è assolutamente meritata.
Ecco il park gratuito, è anche tenuto molto bene.
Non pensavo Riva del Garda centro fosse così bello! Ho scoperto un bellissimo borgo con una miriade di viuzze.
Dopo essere passato dal centro di Riva e aver fatto una buona colazione, mi sono diretto verso la famosa centrale idroelettrica. Una volta raggiunto il grande edificio giallo, anche grazie a un video visto su YouTube, ho imboccato per circa 200 metri la Gardesana, condividendo quindi la strada con le automobili.
Nella foto si vede la "casa" della centrale idroelettrica:
Questo è probabilmente l’unico tratto che ho trovato un po’ delicato per quanto riguarda il pericolo automobili.
Ecco il bivio per prendere il/la/lo Ponale.
Per il resto, il percorso è quasi interamente dedicato a biciclette e pedoni, e i brevi tratti da condividere con le auto non mi sono sembrati particolarmente problematici, anche perché il traffico non era intenso.
La vecchia strada del Ponale è letteralmente scavata nella roccia e si sviluppa a picco sul Lago di Garda. Pedalando si possono vedere, molto più in basso, persone sui kayak e sui materassini gonfiabili che nuotano nelle acque del lago.
Da questo lato del Garda, con la luce che ho trovato quel giorno, l’acqua aveva un incredibile colore verde smeraldo.
La pendenza non è assolutamente proibitiva: si sale tranquillamente con un rapporto medio e il fondo, pur essendo ghiaioso, è molto compatto. Non ho quindi trovato particolari difficoltà nella salita.
Io, naturalmente, me ne ero dimenticato.
Questo è il ristoro Ponale Alto. Appena superata la sua terrazza bisogna prendere la strada sulla destra.
Al bivio ho preso la strada di sinistra, che mi sembrava più interessante. In effetti porta verso Pregasina e alla zona di Punta Larici, da dove partono alcuni degli itinerari panoramici più famosi della zona.
Mi sono accorto di aver sbagliato strada soltanto dopo essere arrivato nei pressi della strada asfaltata e della galleria. Poco male: ho approfittato dell’errore per fare una pausa in un magnifico punto panoramico e poi sono tornato indietro fino al bivio: tutto allenamento e fitness.
In pratica, ho aggiunto qualche chilometro e un po’ di dislivello al giro.
A un certo punto si scende verso sinistra, si attraversa la valle e si comincia a risalire dal versante opposto.
È qui che arrivano i tratti più impegnativi dell’intero itinerario.
Le pendenze diventano più sostenute e ci sono alcune rampe che possono mettere alla prova chi non è particolarmente allenato. Con una e-bike, ovviamente, il problema è molto relativo, anche se ho visto un paio di signore riuscire a mettere in difficoltà le proprie bici elettriche su una curva a tornante particolarmente stretta: quasi cappottavano.
Superata questa serie di rampe si arriva a Molina di Ledro e, una volta raggiunto il Lago di Ledro, consiglio assolutamente di proseguire facendo almeno il giro del lago.
È un tratto molto piacevole e permette di completare la giornata con un altro bellissimo ambiente naturale.
Lago di Ledro
Dopo tutti quei chilometri, ho ritenuto doveroso fare un po’ di “refill” di carboidrati e proteine con una birra e un bel piatto di carne salada.
Direi che il recupero è stato impeccabile.
Qui bisogna fare un po’ attenzione a non farsi prendere troppo dall’entusiasmo in discesa. In alcuni tratti della ciclabile si incontrano infatti pedoni, biciclette e anche qualche intralcio particolare, e in certi punti il passaggio può diventare piuttosto stretto e affollato.
Una volta tornati sul tratto sterrato del Ponale, però, ci si può godere ancora di più il panorama.
In discesa, con la strada che scorre più velocemente, si riesce quasi ad apprezzare il paesaggio ancora meglio: le pareti rocciose, le montagne e la vista sempre più ampia su Riva del Garda rendono questo tratto davvero spettacolare.
Dati del giro
Senza la deviazione verso Pregasina, il giro dovrebbe essere lungo circa 33 km complessivi, includendo il tratto fino al Lago di Ledro e il ritorno.
Il dislivello dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 metri, anche se devo ancora verificare il dato preciso con la traccia GPS.
In ogni caso, non è un giro particolarmente lungo o difficile e, secondo me, è perfetto per una domenica alla scoperta di una delle zone più belle del Garda Trentino.
Il Sentiero del Ponale è famoso, molto famoso, forse fin troppo famoso.
Però, dopo averlo finalmente percorso, posso dire che la sua fama è assolutamente meritata.
Un giro magnifico in mountain bike, con un primo tratto semplicemente spettacolare e un itinerario che permette di combinare il Lago di Garda, le montagne del Trentino e il Lago di Ledro in una sola giornata.
E, per quanto riguarda la domanda geografica che mi sono posto all’inizio: credo che, alla fine, quando si dice “fare il Ponale”, si intenda soprattutto il famoso tratto della vecchia strada scavata nella roccia sopra il Lago di Garda. Il percorso fino al Lago di Ledro è invece l’itinerario ciclistico completo che utilizza anche altri tratti di strada e ciclabile.
Comunque lo si voglia chiamare, vale assolutamente la pena farlo.
Finalmente sono andato a percorrerlo in mountain bike e, a dire il vero, ancora oggi non ho capito fino in fondo quale sia la definizione topograficamente corretta: il “Sentiero del Ponale” è l’intero itinerario che da Riva del Garda porta fino al Lago di Ledro? È un insieme di sentieri? Oppure, più semplicemente, è solamente quel magnifico tratto scavato nella roccia a picco sul Garda, nei primi chilometri da Riva fino alla zona del ristoro Ponale Alto?
Senza diventare matti per la questione topografica, andando al sodo, il percorso da Riva del Garda al Lago di Ledro è una bellissima gita da fare in mountain bike.
Non è troppo lungo, non è particolarmente difficile, presenta solo alcuni tratti più impegnativi poco prima del Lago di Ledro e, pur essendo abbastanza frequentato, non l’ho trovato affatto asfissiante. La fama del Ponale, insomma, è assolutamente meritata.
Partenza da Riva del Garda
Ho parcheggiato a Riva del Garda in quello che, almeno per quanto ne so, è uno dei rarissimi parcheggi gratuiti della zona. Complimenti al Comune di Riva del Garda: almeno questo non è ancora diventato a pagamento! Park vecchio opedale.Ecco il park gratuito, è anche tenuto molto bene.
Non pensavo Riva del Garda centro fosse così bello! Ho scoperto un bellissimo borgo con una miriade di viuzze.
Dopo essere passato dal centro di Riva e aver fatto una buona colazione, mi sono diretto verso la famosa centrale idroelettrica. Una volta raggiunto il grande edificio giallo, anche grazie a un video visto su YouTube, ho imboccato per circa 200 metri la Gardesana, condividendo quindi la strada con le automobili.
Nella foto si vede la "casa" della centrale idroelettrica:
Questo è probabilmente l’unico tratto che ho trovato un po’ delicato per quanto riguarda il pericolo automobili.
Ecco il bivio per prendere il/la/lo Ponale.
Per il resto, il percorso è quasi interamente dedicato a biciclette e pedoni, e i brevi tratti da condividere con le auto non mi sono sembrati particolarmente problematici, anche perché il traffico non era intenso.
Il tratto più spettacolare: la strada scavata nella roccia
I primi cinque chilometri sono, a mio avviso, il pezzo più spettacolare.La vecchia strada del Ponale è letteralmente scavata nella roccia e si sviluppa a picco sul Lago di Garda. Pedalando si possono vedere, molto più in basso, persone sui kayak e sui materassini gonfiabili che nuotano nelle acque del lago.
Da questo lato del Garda, con la luce che ho trovato quel giorno, l’acqua aveva un incredibile colore verde smeraldo.
La pendenza non è assolutamente proibitiva: si sale tranquillamente con un rapporto medio e il fondo, pur essendo ghiaioso, è molto compatto. Non ho quindi trovato particolari difficoltà nella salita.
L’errore di percorso verso Pregasina
Arrivato nella zona del ristoro Ponale Alto, per proseguire verso il Lago di Ledro bisogna prendere la deviazione corretta.Io, naturalmente, me ne ero dimenticato.
Questo è il ristoro Ponale Alto. Appena superata la sua terrazza bisogna prendere la strada sulla destra.
Al bivio ho preso la strada di sinistra, che mi sembrava più interessante. In effetti porta verso Pregasina e alla zona di Punta Larici, da dove partono alcuni degli itinerari panoramici più famosi della zona.
Mi sono accorto di aver sbagliato strada soltanto dopo essere arrivato nei pressi della strada asfaltata e della galleria. Poco male: ho approfittato dell’errore per fare una pausa in un magnifico punto panoramico e poi sono tornato indietro fino al bivio: tutto allenamento e fitness.
In pratica, ho aggiunto qualche chilometro e un po’ di dislivello al giro.
Verso il Lago di Ledro
Dopo il Ponale Alto, la strada diventa asfaltata e, con una pendenza generalmente moderata, permette di guadagnare quota abbastanza agevolmente.A un certo punto si scende verso sinistra, si attraversa la valle e si comincia a risalire dal versante opposto.
È qui che arrivano i tratti più impegnativi dell’intero itinerario.
Le pendenze diventano più sostenute e ci sono alcune rampe che possono mettere alla prova chi non è particolarmente allenato. Con una e-bike, ovviamente, il problema è molto relativo, anche se ho visto un paio di signore riuscire a mettere in difficoltà le proprie bici elettriche su una curva a tornante particolarmente stretta: quasi cappottavano.
Superata questa serie di rampe si arriva a Molina di Ledro e, una volta raggiunto il Lago di Ledro, consiglio assolutamente di proseguire facendo almeno il giro del lago.
È un tratto molto piacevole e permette di completare la giornata con un altro bellissimo ambiente naturale.
Lago di Ledro
Birra e carne salada: il giusto finale
Arrivato a Pieve di Ledro ho fatto una sosta in una birreria molto piacevole: la Speck Stube o nome molto simile.Dopo tutti quei chilometri, ho ritenuto doveroso fare un po’ di “refill” di carboidrati e proteine con una birra e un bel piatto di carne salada.
Direi che il recupero è stato impeccabile.
Il ritorno
Il ritorno avviene sostanzialmente lungo lo stesso itinerario dell’andata.Qui bisogna fare un po’ attenzione a non farsi prendere troppo dall’entusiasmo in discesa. In alcuni tratti della ciclabile si incontrano infatti pedoni, biciclette e anche qualche intralcio particolare, e in certi punti il passaggio può diventare piuttosto stretto e affollato.
Una volta tornati sul tratto sterrato del Ponale, però, ci si può godere ancora di più il panorama.
In discesa, con la strada che scorre più velocemente, si riesce quasi ad apprezzare il paesaggio ancora meglio: le pareti rocciose, le montagne e la vista sempre più ampia su Riva del Garda rendono questo tratto davvero spettacolare.
Dati del giro
Senza la deviazione verso Pregasina, il giro dovrebbe essere lungo circa 33 km complessivi, includendo il tratto fino al Lago di Ledro e il ritorno.
Il dislivello dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 metri, anche se devo ancora verificare il dato preciso con la traccia GPS.
In ogni caso, non è un giro particolarmente lungo o difficile e, secondo me, è perfetto per una domenica alla scoperta di una delle zone più belle del Garda Trentino.
Il Sentiero del Ponale è famoso, molto famoso, forse fin troppo famoso.
Però, dopo averlo finalmente percorso, posso dire che la sua fama è assolutamente meritata.
Un giro magnifico in mountain bike, con un primo tratto semplicemente spettacolare e un itinerario che permette di combinare il Lago di Garda, le montagne del Trentino e il Lago di Ledro in una sola giornata.
E, per quanto riguarda la domanda geografica che mi sono posto all’inizio: credo che, alla fine, quando si dice “fare il Ponale”, si intenda soprattutto il famoso tratto della vecchia strada scavata nella roccia sopra il Lago di Garda. Il percorso fino al Lago di Ledro è invece l’itinerario ciclistico completo che utilizza anche altri tratti di strada e ciclabile.
Comunque lo si voglia chiamare, vale assolutamente la pena farlo.