anche il goretex, gli sci con legni pregiati e titanial, le maschere polarizzate, i guanti in pelle etcc., gli hotel che devono avere min 4 stelle, i centri benessere, lo chef stellato al rifugio..la neve artificiale costa, gli impianti e il loro rinnovo/manutenzione idem
hai citato il peggiore esempio possibile, a RR spendi piu che a cortina e Courmayeur con una qualità del cibo pessima, proprio il peggiore aspetto del comprensorio direi. Mediamente i rifugi sulle piste nelle stazioni medio importanti in abruzzo hanno un rapporto qualità/prezzo assai mediocre e del tutto inferiore a quello che trovi al nord dal trentino alla vda, casomai è fuori dai comprensori nei paesi che puoi trovare ancora qualche raro esempio di ristorazione locale con cibo genuino e cucina tradizionale. Per i miei gusti a livello di cibo "montano" il Trentino alto adige ha una offerta, qualità e varietà anni luce superiore, sfatiamo un po i falsi miti.Da "nordico" mi vien da pensare al fatto che in località tipo RR, quando ti fermi per pranzo o cena, dove cadi mangi comunque da dio. Ma vuoi mettere abbinare lo sci alla fantastica cucina del sud?
Mmm.anche il goretex, gli sci con legni pregiati e titanial, le maschere polarizzate, i guanti in pelle etcc., gli hotel che devono avere min 4 stelle, i centri benessere, lo chef stellato al rifugio..
L'innevamento artificiale costa, gli impianti spesso sovradimensionati e sempre chiusi (cabine) non sono una esigenza solo per gli sciatori, anzi, ma portano a investimenti esponenziali, ma non solo questi i fattori che hanno cambiato l'assetto economico dello sci.
Lo sci in italia (e nel mondo direi) non è più uno sport "semi di massa" come avveniva negli anni 80-90 del grande boom di tomba la bomba, è tutto il mondo legato allo sci che si è posizionato su altro livello economico sociale, non ci sono piu i negozi nelle città, la gente fa pochi giorni ma deve avere confort elevati negli hotel , rifugi di pregio etcc. Di fatto il modello turistico è molto improntato a quello di pseudo lusso imposto dai social, "poco ma costoso". Lo sciatore medio non esiste piu, l'80% degli avventori nonn possiede attrezzature proprie ma noleggia per la "settimana bianca", assai diverso da 30-40 anni fa, i soggiorno sono brevi e costosi, nelle stazioni Italiane la presenza di italiani non è costante e maggioritaria nella stagione.
Sembra che senza i goretex o le odiose giacche sponsorizzate audi (da finto maestro) non si possa sciare con temperature che raramente vanno sotto zero ormai, che senza una lente oklay di alta qualità non si possa condurre a dovere su una blu larga 100 metri, che senza uno sci race gs non si possa fare una curva decente su una rossa, senza lo scarpone custom fit race 160 si sderapa pure sulla pista baby, se non mangi aragosta al rifugio poi sei appesantito, etcc..
Ho un po estremizzato il concetto, ma il vasto consumismo porta a un incremento del costo su tutti gli aspetti, basti pensare che gli atleti della valang azzurra sciavano con malgioncini e pantaloni elasticizzati che piu o meno si trovavano simili in qualsiasi bottega, oggi uno sciatore medio è succube di un marketing che gli impedisce di mettere soletta sulla neve senza materiali top di gamma. Lo stesso si puo dire per la scelta di alberghi, di rifugi, di non mettere il proprio delicato culetto su una fredda seggiovia ma solo su un comodo sedile riscaldato e coperto...
Non è solo il costo del GW che alza il costo dello sci come sport in generale e del turismo a esso collegato, ma la tendenza consumistica a 360° dal bastoncino alla funivia che porta a una crescita esponenziale del livello di prezzo a cui si colloca il "Pacchetto sci": impianti, parcheggi, soggiorni, pasti, abbigliamento e materiali.
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infatti ormai i polacchi e simili, con potere di acquisto dello stipendio assai piu consistente del nostro vengono a fare i "signori" nei resort italiani, quando ai tempi di tomba lavavano vetri ai semafori o quasi...Ciò che rema contro lo sci in questo paese è solo il potere d’acquisto e gli stipendi nominali da fame, di un paese fatto essenzialmente di dipendenti il cui 45% di stipendio viene esautorato dallo stato per servizi la cui qualità è spesso discutibile, dil resto 55, il 4% ti sparisce per la sola inflazione.
Come non detto, il cibo sarebbe per me stato il plus, ma se è così tanti saluti.hai citato il peggiore esempio possibile, a RR spendi piu che a cortina e Courmayeur con una qualità del cibo pessima, proprio il peggiore aspetto del comprensorio direi. Mediamente i rifugi sulle piste nelle stazioni medio importanti in abruzzo hanno un rapporto qualità/prezzo assai mediocre e del tutto inferiore a quello che trovi al nord dal trentino alla vda, casomai è fuori dai comprensori nei paesi che puoi trovare ancora qualche raro esempio di ristorazione locale con cibo genuino e cucina tradizionale. Per i miei gusti a livello di cibo "montano" il Trentino alto adige ha una offerta, qualità e varietà anni luce superiore, sfatiamo un po i falsi miti.
caro Giovanni,Intanto a ovindoli sono iniziati i lavori per la costruzione della seconda delle tre seggiovie previste per ampliare le piste in quota. Questo lotto viene realizzato sempre dal comune con finanziamenti pubblici, vediamo se il gestore degli impianti assumerà più personale oppure si mettono daccordo comune e gestore. La mancanza di personale è stato uno dei motivi per i quali l'anno passato gli impianti hanno girato a singhiozzo.
Per il resto, ormai lo sci è ritornato ad essere uno sport elitario, te lo puoi permettere se hai disponiiblità economiche.
Anni 80-90?
Ragazzi, ai tempi della valanga azzura, dal 1970-71 in poi, il provveditorato agli studi dava finanziamenti pubblici per organizzare settimane bianche con le scuole, con l'intento di far scoprire la montagna anche a chi non ci sarebbe mai andato, facendo rientrare tutto in un programma di cultura generale per i ragazzi. Altri tempi, altra mentalità, altro mondo, altre prospettive.......
sci è diventato uno sport "bipolare", costoso per tanti sciatori "occasionali" che fanno solo una settimana o qualche scappatella nel weekend sulla neve, quasi proibitivo per gli sportivi abituali che affrontano costi notevoli, quasi impensabile se ci aggiungi ora i carburanti alle stelle.Per il resto, ormai lo sci è ritornato ad essere uno sport elitario, te lo puoi permettere se hai disponiiblità economiche.
tutto è relativo, ovvero il concetto di Massa andrebbe specificato:Lo sci è uno sport di massa ed in salute, basta andare nel DSS e ci trovate il pienone che aumenta ogni anno ( come lo skipass). Il problema è solo italiano , clientela 70/80% stranieri, non solo tedeschi ed est europa ma ora tanti USA,england,brasile,arabi,indiani,giaponesi,cinesi,coreani. Stan ristrutturando decine di hotel 4/5☆ con Spa e prezzi fino a 3.000€ giorno, mai meno di 500 comunque. Problemi grossi appennino ( neve non garantita e GW) e piccole localita frequentate solo dai limitrofi italiani ( we di solito). Abbigliamento gli appassionati ( ita,ch,fr,aut) non comprano nelle catene economiche ed hanno sci e scarponi di proprietà