Anello sulle Dolomiti di Brenta - Novembre 2024

Stebbianco

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Data la nutrita schiera di appassionati di escursionismo, mentre attendo che circa 200 Gb di file vengano trasferiti dal mio PC al mio HD (dovrei organizzarmi con una più veloce SSD, ma sono poco pratico in questo ambito), ho deciso di raccontarvi una delle più belle gite che mi sono fatto in montagna negli ultimi tempi.

Era il primo giorno di novembre del 2024, un venerdì. Giornata meteorologicamente notevole: cielo terso e temperature miti (fin troppo!).

Alle ore 5.45 sono al parcheggio Vallesinella (1510 mslm), il tempo di mettermi gli scarponi e organizzare bene lo zaino e mi avvio sul SAT 317 in direzione del rif. Casinei (1830 mslm).


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Prodromi di alba sui primi metri del SAT 317.


Nel 2024, ad inizio ottobre, fece una nevicatona (per il periodo) e così, nonostante il rialzo delle temperature nei giorni successivi, gran parte delle cime oltre i 3000 rimasero candide.


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Presanella in prossimità del rif. Casinei.


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Da sinistra: Carè Alto, Corno di Cavento e Crozzon di Làres. Se sbaglio qualcuno di più esperto mi corregga!


Giunto al rif. Casinei tengo la destra per il sentiero SAT 318 in direzione Friddolin e poi rif. ai Brentei (2180 mslm), che raggiungo nel giro di una cinquantina di minuti.
Lo scenario è da mozzare il fiato.


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Rifugio ai Brentei. Sullo sfondo il Crozzon di Brenta con (alla nostra sinistra) il celebre canalone Neri.


A questo punto un essere umano normale (che non sarebbe di certo partito alle 2.30 da casa) potrebbe già dirsi ampiamente soddisfatto, fermarsi per il pranzo, fare una pennica all'aria buona e tornarsene a casa. Ma noi (io ed i miei lettori) proseguiamo sul SAT 318 in direzione Bocca di Brenta.


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Chiesetta sul SAT 318, non appena superato il rif. Brentei. Sullo sfondo al centro la Cima di Brenta bassa con, alla sua destra, la Cima di Brenta alta ed in mezzo la Bocca di Brenta (2550 mslm).


La traccia qui è molto facile fino ai 2400 mslm, punto in cui vi sono delle corde fisse utili a superare una paretina. L'accesso ai cavi tuttavia è impedito da una frana, a tal punto che mi tocca arrampicare qualche metro senza protezioni prima di riuscire a moschettonare il cavo. Nulla di impossibile, intendiamoci, ma sappiatelo. Specialmente in questi periodi dell'anno è un po' così.


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Nevaio ai piedi della via attrezzata.


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I pochi metri di roccette per giungere ai cavi.


Superata questa paretina troviamo un altro nevaio. La pendenza è piuttosto dolce, ma la neve è in realtà ghiaccio vivo: servono i ramponi.


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Nevaio ai piedi della Bocca di Brenta. Sulla sinistra la parete di accesso alla via ferrata delle Bocchette Centrali.


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Nevaio da sopra.


La Bocca di Brenta si affaccia sulla valle di Molveno. Qui ha inizio la via delle Bocchette centrali, un percorso attrezzato molto facile (senza alcuna difficoltà tecnica, con solo qualche punto esposto – il primo traverso a partire dalla Bocca di Brenta) in un ambiente selvaggio di una bellezza disarmante. Ho impiegato 2 ore per giungere alla Bocca degli Armi (l'altro capo della via ferrata) a quota 2750 mslm. Il dislivello della via è contenuto: il punto più alto, di 2790 mlsm, lo si raggiunge sotto la Torre di Brenta.


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Dalla Bocca di Brenta verso Molveno. Al centro, su uno sperone di roccia, il rif. Tosa.


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Passaggio sotto la Torre di Brenta alta.


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Passaggio sotto la Torre di Brenta alta.


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Il Campanile basso.


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Ultimo passaggio sotto la Torre di Brenta.


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Guardando indietro: bocca tra la Torre di Brenta ed il Campanile basso.


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Verso il Campanile alto.


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Torre di Brenta (sinistra) e Campanile basso.


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Crozzon di Brenta (e Cima Tosa?)


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Un tipico traverso della via delle Bocchette centrali.


La via della Bocchette termina con alcune scale a picco sulla Bocca d'Armi. Da qui, mediante il SAT 305, si scende verso il rif. Alimonta su un nevaio (ghiaccio vivo). C'è anche la possibilità di scendere su una traccia sgombra da neve che passa più sotto la parete della Cima degli Armi, ma quel giorno scaricava giù di tutto e così preferisco farmi il nevaio al suo margine. Il nevaio non è propriamente pianeggiante, pertanto in queste condizioni i ramponi sono d'obbligo (possibilmente anche una piccozza), i ramponcini non sono sufficienti.


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Nevaio della Bocca d'Armi.


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Nevaio della Bocca d'Armi da lontano. Al centro la Cima degli Armi, a destra la Torre di Brenta.


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Gruppo dell'Adamello e della Presanella.


Raggiunto il rif. Alimonta, imboccando il SAT 323 (e rimanendoci) si giungerebbe in meno di un'ora al rif. Brentei e di qui in circa 90' al parcheggio Vallesinella. Io, poco dopo aver superato il rif. Alimonta, devio a destra per la via ferrata S.O.S.A.T. (detta anche delle Bocchette basse).


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Verso l'attacco della S.O.S.A.T. Sul pianoro si intravede il rif. Alimonta. All'estrema destra, sullo sfondo, Cima di Brenta Alta. Al centro, sullo sfondo, la Bocca degli Armi.


La via S.O.S.A.T. è una via ferrata facile con l'eccezione di un passaggio dove si deve attraversare una gola. Farla in direzione contraria rispetto a quella da me percorsa la rende, a parer mio, più agevole. Rispetto alle Bocchette centrali è tecnicamente appena più impegnativa ma fisicamente più agevole – è più breve e non ha praticamente dislivelli. Percorro la via ferrata in circa 45'. Su una terrazza mi fermo per il pranzo (alle 15.00 circa).


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Attacco della S.O.S.A.T.


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L'attraversamento della gola avviene discendendo la parete fotografata (al di sotto dello scalino, che è il sentiero di accesso) in obliquo. Sulla sinistra si intravedono delle scale arrugginite non più in uso. Dopodiché si sale la parete sotto i miei piedi.


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Il rifugio Brentei!


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Cima Grande. S'intravedono anche alcuni impianti del Grosté, nonché il rif. Graffer.


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Gruppo di Cima Falkner.


Al termine della S.O.S.A.T., al primo bivio, prendiamo sulla sinistra il SAT 303 e nel giro di pochissimi minuti raggiungiamo il rif. Tuckett (2260 mslm). Da qui, dovendo tornare al Casinei, abbiamo la possibilità di scendere sia per il SAT 317 sia per il SAT 328 + 318. Io opto per la prima soluzione. Dal rif. Casinei al Vallesinella si ripercorrerà la traccia percorsa al mattino, SAT 317.


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Rifugio Tuckett. Sullo sfondo a destra il gruppo di Cima Brenta.


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La Presanella al tramonto dal rifugio Casinei.


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Vallesinella.


Chiudo il tutto in 12 ore scarse, con relativa calma e diverse pause (qualche chiacchiera al rif. Alimonta con un ragazzo del posto, il pranzo comodo e le tante piccole pause fotografiche). L'anello ha uno sviluppo di 21 Km (reali), con un dislivello positivo di 1610 m (reale); di questi 21 Km circa 2.5 Km sono su via ferrata. Il giro è estenuante, ma è anche bellissimo.

È ovviamente possibile, nonché forse consigliabile, dividerlo in 2 o più giorni e magari abbinarlo alla via della Bocchette alte (in quel momento chiusa per manutenzione), con pernottamento al Brentei e/o all'Alimonta e/o al Tuckett. In autunno (i rifugi chiudono a fine settembre) attenzione alle condizioni dei nevai perché emerge il ghiaccio vivo (nel caso in cui si volesse percorrere la via delle Bocchette alte, alla Bocca di Tuckett anche troverete ghiaccio vivo).
 
Ultima modifica:
Sempre spettacolare il Brenta, è parecchio che non ci vado. Mi ha sempre colpito il silenzio che regna nei suoi valloni, per lo meno a me, abituato ai fragori d'acqua dell'antistante Adamello o del Cevedale. Visto che non sono uomo da ferrate, mi piacerebbe un giorno tornarci per salire all'Alimonta, l'unico rifugio che mi manca.

Ps. nota da nerd rompipalle: quello ritratto non è il rif. Pedrotti ma il Tosa (usato come dependance del primo, che rimane nascosto dietro la parete di destra).
 
Sempre spettacolare il Brenta, è parecchio che non ci vado. Mi ha sempre colpito il silenzio che regna nei suoi valloni, per lo meno a me, abituato ai fragori d'acqua dell'antistante Adamello o del Cevedale. Visto che non sono uomo da ferrate, mi piacerebbe un giorno tornarci per salire all'Alimonta, l'unico rifugio che mi manca.

Ps. nota da nerd rompipalle: quello ritratto non è il rif. Pedrotti ma il Tosa (usato come dependance del primo, che rimane nascosto dietro la parete di destra).

L'Alimonta è uno dei più belli. Anche se forse il mio preferito è il XII Apostoli, forse anche complici le condizioni in cui l'ho vissuto (con neve).

Hai ragione per la questione Tosa vs Pedrotti, grazie per il chiarimento. Correggerò la didascalia.
Forse nella foto si intravede la zona di atterraggio dell'elicottero antistante il rif. Pedrotti.
 
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