Partecipanti: 2
Obiettivi dichiarati: 3
Obiettivi raggiunti: 0
Sacchi a peli perduti: 1
Sacchi a peli ritrovati: 1
Piccozze perdute: 1
Piccozze ritrovate: 0
Corde da buttare: 1
Zaini quasi perduti: 1
Peso zaini: N/A
Lattine di Guinness ramponate: 2
Temperature: "Antò fa caldo"
Malattie contratte: in valutazione
Soddisfazione: 100/100
Insomma, questo weekend lungo appena passato sul Monte Rosa è stata una discreta Caporetto, ma torniamo a casa comunque felici e soddisfatti
Se non altro abbiamo beccato 3 giorni di meteo veramente perfetti!
A inizio febbraio, in uno dei tanti venerdì sera in macchina con destinazione VDA, abbiamo messo giù il piano da battaglia per la primavera: google calendar segna per il 22-23-24 maggio "Dufour & Nordend", in ordine le due più alte cime del Monte Rosa. E perché no, già che ci siamo sul rientro anche la Jazzi (i tre obiettivi dichiarati).
La Nordend l'abbiamo salita l'anno scorso pernottando alla Monterosa Hutte: chi si ricorda il report (qui), si ricorderà della sfacchinata nel tornare a Cervinia ingiornata nottata 
Insomma, ci siamo innamorati del versante nord del Monte Rosa (personalmente, il più bel posto in cui sia mai stato in montagna, anche se la Est comunque conserva un posto speciale nel cuore). La maestosità dei ghiacciai di questo versante è qualcosa di indescrivibile. Il rifugio in questo periodo dell'anno chiude, ma rimane disponibile il locale invernale, che è comunque da prenotare (non lo sapevamo). Quando lo scopriamo, non ci sono posti disponibili, ma non vogliamo rinunciare al nostro programma. Decidiamo quindi di organizzarci per bivaccare in tenda qualora non trovassimo posto (riusciamo alla fine a prenotare due posti per il 22, ma non per il 23, pertanto gli zaini rimaranno carichi di un sacco di roba che si rileverà poi inutile peso per vari motivi).
L'inizio non è dei migliori (e manca ancora della roba da metterci dentro)
Saremo solo io e il socio Alex in questa bella avventura: si parte!
Venerdì 22 maggio
La settimana la passiamo all'insegna dell'organizzazione. Siamo tesi per il programma forse al di sopra delle nostre capacità, soprattutto considerando la nostra forma fisica (decisamente poco allenati quest'anno), ma alla fine è tutto pronto. Programma sulla carta semplice: partenza di buon ora da casa (5.20), arrivo a Tasch (7.30), shuttle per Zermatt (8.00), trenino per Rotenboden (8.20), avvicinamento a piedi per il sentiero che raggiunge il Gornergletscher e lungo giro ad arco per raggiungere la Monterosahutte passando per la Saaser Licka. Gli zaini sono veramente pesanti (attrezzatura da ghiacciao al completo / tenda / fornelletto / sacco a pelo / materassino / cibo per 3gg / power bank / macchina fotografica / birre e salame (e che cazzo, due birre ed un aperitivo ce le meriteremo sabato sera no?). Non abbiamo pesato, ma con anche sci e scarponi in spalla penso siamo tranquillamente tra i 25 e i 30 kg.
Stazione di Tasch: un dubbioso Alex in formato Sherpa
Beviamo due economici caffè da 4.5chf all'arrivo in stazione a Zermatt in attesa di prendere il trenino del Gornergrat. Alle 9 scendiamo alla penultima fermata di Rotenboden, che da accesso allo stupendo sentiero che taglia a mezzacosta il versante sud del Gornergrat. Il panorama da questo sentiero penso sia tra i più belli delle alpi.
SBADABAM (pano di 3 foto, nel dettaglio subito dopo: da sx verso dx indicativamente Monte Rosa / Lyskamm / Castore / Polluce / Roccia Nera / Breithorn / Piccolo Cervino, a destra del quale si intravede l'Unter Teodul Gletscher che abbiamo risalito l'anno scorso a sera inoltrata per rientrare a Cervinia)
I due obiettivi principali previsti per l'indomani: Dufour a dx e Nordend a sx
Le spalle non ringraziano...
Risalendo un pezzo di Gorner Gletscher (finalmente scaricando un po' di peso)
Monte Rosa Gletscher
Quello scoglio africano del Cervino (@marcolski)
Non ho fatto molte altre foto ad arrivare al rifugio per una semplice ragione: ci siamo demoliti...Pensavamo sarebbe stato plaisir/semplice, ma in realtà tra zaini pesanti, sviluppo immenso e caldo africano ci sfianchiamo parecchio (6h da Rotenboden al rifugio). Per di più, avevamo praticamente cibo nello zaino pensando non sarebbe servito più di tanto (impossibile aprire gli zaini pena rischiare di non riuscire più a richiudergli
). Il giro prevede di arrivare a questa sella Saaser Licka (attrezzata con corde fisse) che divide i ghiacciai del Gorner e del Monte Rosa. Per di più stiamo un pelo più alti del previsto e dobbiamo riscendere una quarantina di metri in cresta per trovare le corde, dovendo mettere i ramponi per un breve tratto (non con poche difficoltà). Nel tirargli fuori per di più rampono la lattina di Guinness in mio possesso, che già mi pregustavo per il sabato sera...Le madonne che non sono volate...
Arriviamo al rifugio verso le 15/15.30 detonati e mi accorgo di un piccolo dettaglio: il sacco a pelo attaccato allo zaino non c'è più
E Alex togliendo i ramponi dallo zaino, rampona a sua volta la sua lattina di Guinness. Ma che problemi abbiamo? Il QI si sta abbassando ora dopo ora.
Cominciano a volare madonne: lascio Alex a cominciare a sciogliere neve e sistemare un po' di cose e torno indietro 200m d+ a cercarlo, ma nulla. L'avrò perso alla sella. Decido che domani quando torneremo indietro dalla cima ci ripasserò a dare un'occhiata (in discesa dall'alto ci si arriva abbastanza comodi) e torno indietro al rifugio.
Finalmente ci riposiamo un attimo e poi cominciamo a preparare la cena (per di più eravamo forniti di buste liofilizzate della decathlon: devo dire molto buone).
Siamo in 10 nel locale invernale del rifugio. Io e alex andremo alla Dufour/Nordend insieme ad altri due; un gruppo di 3 ragazzi svizzeri andranno alla capanna Margherita (si fermeranno in totale 4giorni) mentre gli altri tre tentano il Lyskamm Orientale.
Ci godiamo gli ultimi raggi di sole


Sono ormai le 21.30. Ci mettiamo a dormire ma siamo parecchio dubbiosi sull'indomani: la sveglia suonerà alle 01.30 e non siamo nelle condizioni migliori.
Sabato 23 maggio
Puntuale come un treno svizzero...Dormo di merda. In camera fa veramente caldo e c'è chi russa, chi scoreggia, chi si alza a pisciare. Ad un certo punto guardo il cellulare, 01:29. "Cazzo, è ora". Sveglio Alex e si spostiamo nel deposito sci a far colazione (trovandoci tra l'altro uno che dorme per terra: va beh). Io sono demolito: faccio fatica a tenere gli occhi aperti e ho un po' di nausea. Provo a buttare già cibo ma sarà poca roba alla fine. Praticamente non parliamo per tutto il tempo della colazione e alle 2.30 siamo in cammino con le nostre frontali. Non fa freddo, -1° ed un rigelo perfetto (io metto subito su i rampant che non ho voglia di tribolare).
Io non sono per nulla in forma: ho subito il fiatone anche se stiamo procedendo a passo molto lento (forse troppo lento
). Non riesco a tenere gli occhi aperti e mi tornano in mente le notti del Tor: solo che non posso buttarmi giù a dormire cazzo, siamo appena usciti dal rifugio 
Seguiamo i paletti catarifrangenti che ci guidano verso il ripido pendio che ci farà accedere al ghiacciaio. Vediamo degli occhi di bestia in mezzo alle rocce e non riusciamo a capire cosa sia: "un lupo!" "una lince!". Era un banale camoscio
Finalmente dopo un paio d'ore cominciano a schiarire un po'.
Un po' di luce guardando verso est
Molta meno alle nostre spalle
Finalmente alba!
Peccato che noi però siamo esposti e nord ovest, e il sole lo vedremo molto tardi. E questo ghiacciaio è una freezer a cielo aperto, nonostante lo zero termci: fa un freddo porco, tant'è che salo con guscio e guanti pesanti). Nulla di insopportabile, ma pensando al caldo del giorno prima non mi aspettavo di patire freddo
Ormai è illuminato a giorno: il sonno comincia a farsi sentire meno
Antò, fa freddo!
Siamo ormai su ghiacciaio
Arriviamo a 4000m, dove c'è da prendere una decisione: deviare a destra, per andare a prendere l'attacco della cresta che sale alla Dufour, oppure proseguire dritti, arrivare alla Silbersattel e salire alla Nordend. In caso di Dufour, dovrei "tirare le fila" io, avendo (si fa per dire) un po' più di "confidenza" sui tratti alpinistici. Ma non me la sento proprio: ho svarioni, fiatone, e l'idea di caricarmi sci in spalla e di fare 300m in cresta a tratti parecchio esposta non mi va proprio, non sono per nulla confidente delle mie (già scarse) capacità oggi e sono decisamente poco lucido. Dico ad Alex che non me la sento e quindi procediamo dritti. Stiamo procedendo molto lenti, circa 200d+/h e la quota comincia a farsi sentire.
In avvicinamento nel cuore del Monte Rosa Gletscher, tra labirinti di seracchi e crepacci grandi come palazzi
"Alex, andiamo via veloci da qua sotto" (certo, come no. Io ogni 20 passi mi devo fermare a prendere fiato: Alex non è da meno
)
Buchi ne abbiamo? (non sono riuscito a fotografarlo tutto, ma era veramente immenso: con un solo ponte di neve per attraversarlo)
Finalmente verso le 12 arriviamo alla Silbersattel. Io ho passato l'ultima ora a fare versi: raramente sono stato così "conciato". Alex è detonato, ma lui lo è sempre

. E' un diesel mercantile: in un modo o nell'altro lui arriva sempre. Ci ritroviamo ad affrontare lo stesso discorso di qualche ora prima: per salire alla Nordend c'è da fare una cresta a tratti esposta e concludere con dei passaggini di II su rocce, altrettanto esposti. Io non me la sento proprio, per gli stessi motivi di prima. Anzi, mentre siamo seduti in cresta a riposarci un attimo penso di essermi addormentato un paio di volte, con tanto di sensazione di cadere e risveglio di soprassalto 


Decido di spostarmi dalla cresta e di tornare nel piattone della Silbersattel, a prova di caduta
Prima faccio qualche foto
Capanna Margherita
Top of the Switzerland: Dufourspitze
Guardando giù verso la cresta spartiacque Vallanzasca/Valsesia (cresta Signal)
Come l'anno scorso: "Ciao Macu!"
Nordend: ci rivedremo l'anno prossimo!
Il panorama alle nostre spalle: è tutto così lontano da qua!
Ci riposiamo per 45min abbondanti e iniziamo la discesa. In alto ancora bella neve invernale polverosa che lascia spazio ad una bella moquette perfettamente smollata man mano che scendiamo (molto lentamente: le mie gambe chiedono pietà
)
Ormai il sole ha raggiunto tutta la valle
Alle 14 arriviamo al rifugio tranquilli: niente cime ma ci siamo fatti una ben più che discreta sciata, ma soprattutto, in totale solitudine! Siamo comunque contenti e ci mettiamo a rifocillarci un po'. Controllo il cellulare per vedere se qualcuno ha dato disdetta e ci sono ben 6 posti liberi questa notte: non dobbiamo dormire in tenda o comunque per terra
Per festeggiare, ci sbattiamo in branda per un 3h abbondanti!
Verso le 17 veniamo svegliati da nuovi inquilini piuttosto maleducati (urlano e fanno parecchio casino, anche la mattina seguente). Va beh poco male, ci alziamo e cominciamo il nostro cazzo di aperitivo che ci pregustavamo da tutta settimana sulla terrazza: cubetti di grana, salame e intanto cominciamo a cucinare (oddio, scaldare l'acqua diciamo
). Peccato per le Guiness sacrificate il giorno prima...
Anche stasera, il tramonto si gode molto.
Grenz Glestcher sotto di noi
Lyskamm / Castore / Polluce e ultimi raggi sul Grenz Gletscher
Alle 21 siamo in branda: ci siamo ripresi decisamente di più rispetto al giorno precedente. Oggi abbiamo bevuto e mangiato bene, e sicuramente qualche ora di sonno extra aiuta. Per l'indomani il programma prevede il rientro a Zermatt, non prima di aver fatto una piccola deviazione verso la Jazzi o dintorni.
Domenica 23 maggio
Ci svegliamo di buon ora (3.30), colazione e alle 4.30 siamo in cammino a ritroso verso la Saaser Licka per svalicare sul Gorner Gletscher. Fa più caldo del giorno prima (2gradi), ma c'è un ottimo rigelo, complice la notte serena. Arriviamo alla base delle corde fisse e...Ritrovo il mio sacco a pelo

(in realtà venerdì sera gli ultimi arrivati ci avevano avvisato di averlo trovato: avevo confidato che fino a domenica sarebbe rimasto lì, senza che nessuno avesse voglia di portarsi ulteriore peso nello zaino per fottermelo
).
Oggi stiamo bene fisicamente e la notte siamo riusciti a dormire bene, ma comunque sulle spalle abbiamo ancora parecchi kg di zaino extra e procediamo lenti. Nonostante ciò, il mio QI è ormai al limite del livello di sopravvivenza. Per poco mi vola giù lo zaino nel vuoto, e non so più fare una calata in corda doppia, ho la longe legata dio solo sa in che modo all'imbrago, e non so per quale motivo non tengo una linea dritta in discesa ma decido di spostarmi a sx verso dei pioli metallici, rischiando il pendolo...Che prontamente farò...Le corde grattano e scopriamo poi nel ritirarle che una delle due è da buttare (si è sfaldata la calza di protezione e ci sono i trefoli a vista). Olè: speriamo di sopravvivere al resto della giornata va...
Anche da questo lato comunque il panorama è da togliere il fiato.
Nordend / Dufour / Monte Rosa Gletscher da un'angolazione più defilata
Ci incamminiamo lentamente verso la Jazzi
Jagerhorn e il plateau sommitale a ovest della Nordend
Il sole picchia anche oggi...
Arriviamo allo Stockhorn Pass e decidiamo di mollare giù gli zaini e di salire alla Torre di Castelfranco invece che andare alla Jazzi (150m scarsi, ma non sopportiamo più il peso sulle spalle)
Fast and light
Obiettivi dichiarati: 3
Obiettivi raggiunti: 0
Sacchi a peli perduti: 1
Sacchi a peli ritrovati: 1
Piccozze perdute: 1
Piccozze ritrovate: 0
Corde da buttare: 1
Zaini quasi perduti: 1
Peso zaini: N/A
Lattine di Guinness ramponate: 2
Temperature: "Antò fa caldo"
Malattie contratte: in valutazione
Soddisfazione: 100/100
Insomma, questo weekend lungo appena passato sul Monte Rosa è stata una discreta Caporetto, ma torniamo a casa comunque felici e soddisfatti
A inizio febbraio, in uno dei tanti venerdì sera in macchina con destinazione VDA, abbiamo messo giù il piano da battaglia per la primavera: google calendar segna per il 22-23-24 maggio "Dufour & Nordend", in ordine le due più alte cime del Monte Rosa. E perché no, già che ci siamo sul rientro anche la Jazzi (i tre obiettivi dichiarati).
La Nordend l'abbiamo salita l'anno scorso pernottando alla Monterosa Hutte: chi si ricorda il report (qui), si ricorderà della sfacchinata nel tornare a Cervinia in
Insomma, ci siamo innamorati del versante nord del Monte Rosa (personalmente, il più bel posto in cui sia mai stato in montagna, anche se la Est comunque conserva un posto speciale nel cuore). La maestosità dei ghiacciai di questo versante è qualcosa di indescrivibile. Il rifugio in questo periodo dell'anno chiude, ma rimane disponibile il locale invernale, che è comunque da prenotare (non lo sapevamo). Quando lo scopriamo, non ci sono posti disponibili, ma non vogliamo rinunciare al nostro programma. Decidiamo quindi di organizzarci per bivaccare in tenda qualora non trovassimo posto (riusciamo alla fine a prenotare due posti per il 22, ma non per il 23, pertanto gli zaini rimaranno carichi di un sacco di roba che si rileverà poi inutile peso per vari motivi).
L'inizio non è dei migliori (e manca ancora della roba da metterci dentro)
Saremo solo io e il socio Alex in questa bella avventura: si parte!
Venerdì 22 maggio
La settimana la passiamo all'insegna dell'organizzazione. Siamo tesi per il programma forse al di sopra delle nostre capacità, soprattutto considerando la nostra forma fisica (decisamente poco allenati quest'anno), ma alla fine è tutto pronto. Programma sulla carta semplice: partenza di buon ora da casa (5.20), arrivo a Tasch (7.30), shuttle per Zermatt (8.00), trenino per Rotenboden (8.20), avvicinamento a piedi per il sentiero che raggiunge il Gornergletscher e lungo giro ad arco per raggiungere la Monterosahutte passando per la Saaser Licka. Gli zaini sono veramente pesanti (attrezzatura da ghiacciao al completo / tenda / fornelletto / sacco a pelo / materassino / cibo per 3gg / power bank / macchina fotografica / birre e salame (e che cazzo, due birre ed un aperitivo ce le meriteremo sabato sera no?). Non abbiamo pesato, ma con anche sci e scarponi in spalla penso siamo tranquillamente tra i 25 e i 30 kg.
Stazione di Tasch: un dubbioso Alex in formato Sherpa
Beviamo due economici caffè da 4.5chf all'arrivo in stazione a Zermatt in attesa di prendere il trenino del Gornergrat. Alle 9 scendiamo alla penultima fermata di Rotenboden, che da accesso allo stupendo sentiero che taglia a mezzacosta il versante sud del Gornergrat. Il panorama da questo sentiero penso sia tra i più belli delle alpi.
SBADABAM (pano di 3 foto, nel dettaglio subito dopo: da sx verso dx indicativamente Monte Rosa / Lyskamm / Castore / Polluce / Roccia Nera / Breithorn / Piccolo Cervino, a destra del quale si intravede l'Unter Teodul Gletscher che abbiamo risalito l'anno scorso a sera inoltrata per rientrare a Cervinia)
I due obiettivi principali previsti per l'indomani: Dufour a dx e Nordend a sx
Le spalle non ringraziano...
Risalendo un pezzo di Gorner Gletscher (finalmente scaricando un po' di peso)
Monte Rosa Gletscher
Quello scoglio africano del Cervino (@marcolski)
Non ho fatto molte altre foto ad arrivare al rifugio per una semplice ragione: ci siamo demoliti...Pensavamo sarebbe stato plaisir/semplice, ma in realtà tra zaini pesanti, sviluppo immenso e caldo africano ci sfianchiamo parecchio (6h da Rotenboden al rifugio). Per di più, avevamo praticamente cibo nello zaino pensando non sarebbe servito più di tanto (impossibile aprire gli zaini pena rischiare di non riuscire più a richiudergli
Arriviamo al rifugio verso le 15/15.30 detonati e mi accorgo di un piccolo dettaglio: il sacco a pelo attaccato allo zaino non c'è più
E Alex togliendo i ramponi dallo zaino, rampona a sua volta la sua lattina di Guinness. Ma che problemi abbiamo? Il QI si sta abbassando ora dopo ora.Cominciano a volare madonne: lascio Alex a cominciare a sciogliere neve e sistemare un po' di cose e torno indietro 200m d+ a cercarlo, ma nulla. L'avrò perso alla sella. Decido che domani quando torneremo indietro dalla cima ci ripasserò a dare un'occhiata (in discesa dall'alto ci si arriva abbastanza comodi) e torno indietro al rifugio.
Finalmente ci riposiamo un attimo e poi cominciamo a preparare la cena (per di più eravamo forniti di buste liofilizzate della decathlon: devo dire molto buone).
Siamo in 10 nel locale invernale del rifugio. Io e alex andremo alla Dufour/Nordend insieme ad altri due; un gruppo di 3 ragazzi svizzeri andranno alla capanna Margherita (si fermeranno in totale 4giorni) mentre gli altri tre tentano il Lyskamm Orientale.
Ci godiamo gli ultimi raggi di sole
Sono ormai le 21.30. Ci mettiamo a dormire ma siamo parecchio dubbiosi sull'indomani: la sveglia suonerà alle 01.30 e non siamo nelle condizioni migliori.
Sabato 23 maggio
Puntuale come un treno svizzero...Dormo di merda. In camera fa veramente caldo e c'è chi russa, chi scoreggia, chi si alza a pisciare. Ad un certo punto guardo il cellulare, 01:29. "Cazzo, è ora". Sveglio Alex e si spostiamo nel deposito sci a far colazione (trovandoci tra l'altro uno che dorme per terra: va beh). Io sono demolito: faccio fatica a tenere gli occhi aperti e ho un po' di nausea. Provo a buttare già cibo ma sarà poca roba alla fine. Praticamente non parliamo per tutto il tempo della colazione e alle 2.30 siamo in cammino con le nostre frontali. Non fa freddo, -1° ed un rigelo perfetto (io metto subito su i rampant che non ho voglia di tribolare).
Io non sono per nulla in forma: ho subito il fiatone anche se stiamo procedendo a passo molto lento (forse troppo lento

Seguiamo i paletti catarifrangenti che ci guidano verso il ripido pendio che ci farà accedere al ghiacciaio. Vediamo degli occhi di bestia in mezzo alle rocce e non riusciamo a capire cosa sia: "un lupo!" "una lince!". Era un banale camoscio
Finalmente dopo un paio d'ore cominciano a schiarire un po'.Un po' di luce guardando verso est
Molta meno alle nostre spalle
Finalmente alba!
Peccato che noi però siamo esposti e nord ovest, e il sole lo vedremo molto tardi. E questo ghiacciaio è una freezer a cielo aperto, nonostante lo zero termci: fa un freddo porco, tant'è che salo con guscio e guanti pesanti). Nulla di insopportabile, ma pensando al caldo del giorno prima non mi aspettavo di patire freddo
Ormai è illuminato a giorno: il sonno comincia a farsi sentire meno
Antò, fa freddo!
Siamo ormai su ghiacciaio
Arriviamo a 4000m, dove c'è da prendere una decisione: deviare a destra, per andare a prendere l'attacco della cresta che sale alla Dufour, oppure proseguire dritti, arrivare alla Silbersattel e salire alla Nordend. In caso di Dufour, dovrei "tirare le fila" io, avendo (si fa per dire) un po' più di "confidenza" sui tratti alpinistici. Ma non me la sento proprio: ho svarioni, fiatone, e l'idea di caricarmi sci in spalla e di fare 300m in cresta a tratti parecchio esposta non mi va proprio, non sono per nulla confidente delle mie (già scarse) capacità oggi e sono decisamente poco lucido. Dico ad Alex che non me la sento e quindi procediamo dritti. Stiamo procedendo molto lenti, circa 200d+/h e la quota comincia a farsi sentire.
In avvicinamento nel cuore del Monte Rosa Gletscher, tra labirinti di seracchi e crepacci grandi come palazzi
"Alex, andiamo via veloci da qua sotto" (certo, come no. Io ogni 20 passi mi devo fermare a prendere fiato: Alex non è da meno
)Buchi ne abbiamo? (non sono riuscito a fotografarlo tutto, ma era veramente immenso: con un solo ponte di neve per attraversarlo)
Finalmente verso le 12 arriviamo alla Silbersattel. Io ho passato l'ultima ora a fare versi: raramente sono stato così "conciato". Alex è detonato, ma lui lo è sempre



Decido di spostarmi dalla cresta e di tornare nel piattone della Silbersattel, a prova di caduta Capanna Margherita
Top of the Switzerland: Dufourspitze
Guardando giù verso la cresta spartiacque Vallanzasca/Valsesia (cresta Signal)
Come l'anno scorso: "Ciao Macu!"
Nordend: ci rivedremo l'anno prossimo!
Il panorama alle nostre spalle: è tutto così lontano da qua!
Ci riposiamo per 45min abbondanti e iniziamo la discesa. In alto ancora bella neve invernale polverosa che lascia spazio ad una bella moquette perfettamente smollata man mano che scendiamo (molto lentamente: le mie gambe chiedono pietà
)Ormai il sole ha raggiunto tutta la valle
Alle 14 arriviamo al rifugio tranquilli: niente cime ma ci siamo fatti una ben più che discreta sciata, ma soprattutto, in totale solitudine! Siamo comunque contenti e ci mettiamo a rifocillarci un po'. Controllo il cellulare per vedere se qualcuno ha dato disdetta e ci sono ben 6 posti liberi questa notte: non dobbiamo dormire in tenda o comunque per terra
Verso le 17 veniamo svegliati da nuovi inquilini piuttosto maleducati (urlano e fanno parecchio casino, anche la mattina seguente). Va beh poco male, ci alziamo e cominciamo il nostro cazzo di aperitivo che ci pregustavamo da tutta settimana sulla terrazza: cubetti di grana, salame e intanto cominciamo a cucinare (oddio, scaldare l'acqua diciamo
Anche stasera, il tramonto si gode molto.
Grenz Glestcher sotto di noi
Lyskamm / Castore / Polluce e ultimi raggi sul Grenz Gletscher
Alle 21 siamo in branda: ci siamo ripresi decisamente di più rispetto al giorno precedente. Oggi abbiamo bevuto e mangiato bene, e sicuramente qualche ora di sonno extra aiuta. Per l'indomani il programma prevede il rientro a Zermatt, non prima di aver fatto una piccola deviazione verso la Jazzi o dintorni.
Domenica 23 maggio
Ci svegliamo di buon ora (3.30), colazione e alle 4.30 siamo in cammino a ritroso verso la Saaser Licka per svalicare sul Gorner Gletscher. Fa più caldo del giorno prima (2gradi), ma c'è un ottimo rigelo, complice la notte serena. Arriviamo alla base delle corde fisse e...Ritrovo il mio sacco a pelo
).Oggi stiamo bene fisicamente e la notte siamo riusciti a dormire bene, ma comunque sulle spalle abbiamo ancora parecchi kg di zaino extra e procediamo lenti. Nonostante ciò, il mio QI è ormai al limite del livello di sopravvivenza. Per poco mi vola giù lo zaino nel vuoto, e non so più fare una calata in corda doppia, ho la longe legata dio solo sa in che modo all'imbrago, e non so per quale motivo non tengo una linea dritta in discesa ma decido di spostarmi a sx verso dei pioli metallici, rischiando il pendolo...Che prontamente farò...Le corde grattano e scopriamo poi nel ritirarle che una delle due è da buttare (si è sfaldata la calza di protezione e ci sono i trefoli a vista). Olè: speriamo di sopravvivere al resto della giornata va...
Anche da questo lato comunque il panorama è da togliere il fiato.
Nordend / Dufour / Monte Rosa Gletscher da un'angolazione più defilata
Ci incamminiamo lentamente verso la Jazzi
Jagerhorn e il plateau sommitale a ovest della Nordend
Il sole picchia anche oggi...
Arriviamo allo Stockhorn Pass e decidiamo di mollare giù gli zaini e di salire alla Torre di Castelfranco invece che andare alla Jazzi (150m scarsi, ma non sopportiamo più il peso sulle spalle)
Fast and light
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