Solo per gli adepti degli adepti dei bassifondi© elvetici

Edo

???
una gita come questa ha probabilità di vedere la luce. In quanto la passione sull'argomento, per essere onesti già quantomeno presente (questo è il secondo requisito) ma dormiente proprio da uno di essi è stata slatentizzata. Altrimenti non vedo francamente dei grossi motivi per seguire il mio percorso. Al di là del fatto di volere magari andare a fare un giro in una zona dove non uno non è mai stato. A dire il vero l'autostrada che passa da lì già l'avevo percorsa più volte ma senza mai averla abbandonata ed in passato avevo pure fatto una passeggiata nel centro di Friburgo ma non sapevo affatto, prima di ricercare qualche informazione in merito un paio di mesi fa come conseguenza peraltro dell'esistenza del tanto discusso (in senso positivo) abbonamento per le piste da sci con il prezzo più concorrenziale dell'universo sciistico europeo (e forse pure mondiale) che lì nei dintorni esistessero delle piste da sci né tantomeno avevo pensato di farle rientrare nelle famose liste dei desideri futuri. Avendo però acquistato (ovviamente pure come conseguenza dell'idea instillatasi nella mia mente di andare a riempire quei buchi sul curriculum) a febbraio un abbonamento per uno dei trafori alpini non c'è tempo da perdere perché ogni lasciata potrebbe essere persa. Non che la condizione meteorologica e neveologica fosse tanto propizia quel primo di marzo (mi pare che fosse il primo di marzo ma a dire il vero non ho controllato la data) né tantomeno entusiasmante per la (le) località e per la giornata in essere ma come ho già asserito innumerevoli volte in caso di giri effettuati prettamente a scopo turistico come questo quello (intendo l'innevamento; riguardo al meteo sono molto più difissioso.) non rappresenta per il sottoscritto il principale fattore motivante per una sciata:

Trovandosi il luogo piuttosto scomodo da raggiungere in giornata dal luogo dove risiedo la partenza è dovuta avvenire giocoforza molto presto, nonostante il fatto che non fosse necessario arrivare per primi al parcheggio:

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Trascorse le necessarie ore di guida ad un certo momento viene il momento di dover lasciare l'autostrada per dirigersi verso la prima destinazione, in una mattinata di una sonnacchiosa domenica di quasi primavera della stagione sciistica in corso:

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La neve è assente fino alla meta ma una volta arrivato trovare un posto da parcheggiare risulta molto semplice. Dopo aver pagato il classico obolo ed essermela presa molto con calma per prepararmi e per mangiare qualcosa - finalmente un po' di tranquillità a differenza delle precedenti narrazioni - dopo l'acquisto di uno skipass che garantisce l'apertura dei cancelletti per un periodo di due ore e ritenuto dal sottoscritto sufficiente per riuscire a percorrere almeno per una volta tutte le piste della skiarea - mi sono incamminato verso la seggiovia:

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Dove un cartello mi avvisa di essere un intruso in questo territorio. Con faccia tosta però non gli do retta e proseguo oltre come avevo pianificato:

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Il primo impianto è simpatico: una delle rare seggiovie biposto ad agganciamento automatico presenti sulle montagne del mondo:

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Con mio stupore quel giorno non ero affatto da solo (mi immaginavo una località oramai semivuota - non ci troviamo poi così in là nella stagione ma questo genere di località l'alta stagione l'hanno già passata da un pezzo e tra l'altro la chiusura sarebbe avvenuta dopo non molti giorni) perché c'era una gara locale in corso. A causa di questo motivo una delle piste, quella più interessante che scenderebbe al parcheggio era chiusa:

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Per iniziare decido di scendere già in basso per una volta con l'intenzione di andare a prendere quello skiliffino che c'è vicino alla seggiovia e che non avrei altrimenti avuto più tempo per risalire in seguito a causa del limite temporale di accesso agli impianti:

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La pista è già un po' quasi alla frutta e la qualità della neve dalla metà in giù è già compromessa (il firn lo trovo piacevole come dovrebbe sapere chi ha già in passato letto miei interventi sull'argomento ma questi mucchi sul fondo ghiacciato no) pur trovandoci solamente nella metà della prima parte della giornata (se si prendono in considerazione le ore di luce a disposizione):

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Lo skilift è uno skilift, ma non mi aspettavo niente di differente. Dopo un rapido giro quaggiù la seggiovia mi riporta in altitudine da dove posso iniziare la vera esplorazione della piccola skiarea:

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La competizione ha finalmente avuto inizio:

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Dall'arrivo della seggiovia scendendo dall'altra parte rispetto alla pista che porta in basso si entra nel vero "cuore" della skiarea:

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Gli altri due impianti della skiarea, della zona che si può definire d'altitudine si diramano dallo stesso punto in due direzioni piuttosto ortogonali:

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Io inizio con il prendere lo skilift, che segue un tracciato piuttosto piatto e che serve una pista conseguentemente di scarso interesse per lo sciatore non alle prime armi nella disciplina:

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Però in panorama guardando verso sinistra al termine della sciovia è a parer mio il più bello della zona:

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Finalmente uno degli storici e tradizionali cartelli che mi fanno capire che sto sciando in Elvezia: trovo spiacevole il fatto che in altre skiarea da me visitate di recente li abbiano sostituiti con versioni aggiornate degli stessi ma con un aspetto molto più anonimo:

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Il secondo messaggio inizia con la pista blu piatta e poi prosegue con il raggiungimento del punto sommitale del comprensorio, laddove si trovano le piste più impegnative della località:

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Per cominciare percorro la pista rossa: la neve è un po' dura ma non sgradevole; purtroppo a due terzi proprio quando il tracciato - fedelmente in accordo alla tradizione locale - viene spezzato e la sciabilità viene compromessa scarseggia e presenta un numero elevato di sassi in mezzo alla pista:

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Per il secondo giro la discesa segue nella parte iniziale la pista rossa e poi al bivio prosegue nell'unico tratto nero della skiarea:

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Trovo apprezzabile il fatto di manifestare apertamente qual è il proprio colore preferito:

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Il terzo giro mi vede percorrere la pista blu numero sette:

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Che in un tempo straordinariamente veloce viene mezza avvolta dalla nebbia:

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Anche questo percorso nella parte finale è già arrivato al dessert .....:

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Mi rimane ancora un briciolo di tempo prima dello scadere delle due ore; il tempo per ripetere entrambi gli impianti:

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E per ritornare poi alla macchina:

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Il (uno dei tanti, mi sa) Lago Nero:

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Bene, l'esplorazione è terminata. Sicuramente non c'era il migliore degli innevamenti possibili ma mi sono altresì chiesto quanto frequentemente si possa trovare un buon innevamento su questa porzione di prealpi, seppur meno sfigate delle corrispettive italiane ma pure sempre situate, ovviamente, al limite della catena montuosa.

Dopo aver disindossato e riposto nel baule della macchina oppure tra i sedili di essa l'attrezzatura da sci mi metto in marcia verso la prossima destinazione la cui distanza tra i due parcheggi e più o meno stimabile in tre quarti d'ora di guida tranquilla:

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Qua il parcheggio è addirittura delimitato dalle sbarre meccaniche ed è quindi sconsigliato temporeggiare:

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La situazione non è molto invitante perché la parte superiore della skiarea sembra trovarsi nella nebbia. Il fatto tuttavia di essere entrato con la macchina all'interno della zona privata (per dire il vero mi pare che vidimando il biglietto prima dello scattare del sessantesimo minuto l'uscita potesse avvenire senza dover pagare l'antipatica gabella) mi ha fatto propendere per acquistare una tessera magnetica valida questa volta per un'ora soltanto - tempo comunque stimato essere sufficiente per scendere per una volta dalle poche piste presenti in questo luogo e nemmeno tutte aperte - dalla signorina cassiera che mi ha accolto con un "bonjour" come ci si potrebbe naturalmente aspettare dopo aver giustappunto superato il confine culturale (sospetto inoltre che pure a causa della magica tessera da queste parti di skipass a validità limitata ne emettano ben di meno che in passato). Inoltre il secondo motivo per il quale ho sciato lo stesso è quello che per una delle stagioni sciistiche future nei dintorni sono già state pianificate un paio di giornate che abbinano tra di loro altri bassifondi nei dintorni e questo oppure uno tra gli altri non sarebbe riuscito a rientrare nel programma dovendo tenere conto di quella che è la mia velocità massima per cambiare luogo raggiungibile negli spostamenti.

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L'impianto principale, nonché l'unico se non si considerano gli altri skilift (le cui piste sono comunque tutte percorribili utilizzando questo) è un telemix, dalle inusuali seggiole quadriposto. Per il primo dei viaggi mi accomodo all'interno di una delle cabine, anche perché immediatamente raggiungibili per chi è salito dal parcheggio:

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L'arrivo come si poteva vedere da sotto è immerso nella nebbia e risulta perfino difficile capire dove inizia la pista ma la nebbia per fortuna si trova appunto solo nella zona sommitale:

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Scendo quindi con la pista più impegnativa del luogo:

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E opto per la seggiola per il secondo viaggio dal momento che la pista termina proprio nei pressi del portale d'ingresso:

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L'altra opzione se non si vuole percorrere la pista di prima è quella di seguire per un breve tratto un tradizionale itinerario (stradino) condiviso con i pedoni che porta verso l'altra zona della skiarea:

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Dove si trova uno skilift che permette di ripetere queste tre pistarelle in alto senza dover tornare giù ogni volta:

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Sciovia il cui gancio è pressoché inafferrabile senza l'aiuto dell'omino dello skilift:

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In realtà gli skilift quassù sarebbero due ma una è (già?) chiusa. Le piste di questa sono comunque raggiungibili anche dall'altra:

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L'esplorazione anche di questa skiarea è pressoché terminata (per scendere da qua è aperta solamente una pista) ma se non cincischio troppo forse riesco ancora a fare una risalita:

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In effetti faccio avvenire l'ultimo bip oramai passato l'inizio del sessantesimo minuto a disposizione:

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Bene, sciata terminata. Adesso non rimane che ritornare a casa:

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Non prima di aver fatto una passeggiata in un centro abitato che ha un bel centro storico e che si trova lì nelle vicinanze dove, a differenza delle due aree sciistiche è stato abbastanza complicato trovare un posto per parcheggiare la macchina pur essendo oramai già un orario piuttosto tardivo per quello che è lo standard locale:

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La montagna che si vede sullo sfondo rappresenta il punto sommitale del bassofondo a mio parere (ipotesi deduttiva partorita dopo l'osservazione della skimap e di un paio di fotocronache pubblicate dal più produttivo fotocronista sciatorio di sicuro d'Europa) più interessante della zona. Si tratta di uno di quelli pianificati per una delle future visite e che nella giornata in questione risultava dalle informazioni reperibili in rete già inspiegabilmente chiuso:

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Moléson chiuso al 1° marzo? :unsure:

Allo Schwarzsee metto una crocetta di conferma della sua validità. La Berra invece non mi aveva mai particolarmente attirato. Penso che l'ostacolo per me sia più che altro di tipo estetico: quel telemix, come tutti i telemix, fa proprio schifo. Comunque complimenti per la ... missurata HIHIHI (un abbonamento da 60 minuti non sapevo neanche che esistesse ...)

E, come di consueto, grazie della condivisione stimato architetto.
 

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Io a me il bassofondo che mi sarebbe garbato più di tutti molto probabilmente era questo defunto qua (e che Lei bellamente ha ignorato pur passandoci a fianco):

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come tutti i telemix, fa proprio schifo.

Come mai, se posso chiedere, questo giudizio tranchant?

In alcune foto sembra che il cielo abbia lo stesso colore marroncino di alcune piste: forse la luce, o forse un pre-frontale di una perturbazione sahariana?
 
Secondo me l'unico motivo valido per una simile gita era acquistare dell'ottimo Gruyère stagionato. Le località per me erano insignificanti e non meritevoli di spesa, ma il formaggio si
 
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Puramente per motivi estetici: esso unisce ineleganti seggiolone a ingombranti scatolone. Se tale accozzaglia può anche andare in comprensorî da medio-grandi in su, in un bassofondo ciò che ricerco sono la purezza e la semplicità delle linee.
Quel che conta è la praticità e l'utilità , il resto conta nulla, meno ancora l'estetica in questi casi. Se c'è vuol dire che alla stazione serve
 
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più che magic pass
flop molled pass
comunque ottimi report di 2 località con impianti abbastanza strani seggiovia biposto automatica e uno con telemix...
varie ancora..
bravo grazie ancora.
 
Reportage sicuramente "singolare" (o "plurale" visto che le località son due? :) ) ma su località che non mi ispirano, e vedendole in quelle condizioni mi ispirano ancora di meno.
Dal punto di vista "collezionistico" ha senso.
 
Scusi, si è per caso persa per strada la prima parte della frase? :unsure:

Lo chiedo perché m'interessa capire.
La prima parte della frase è naturalmente il titolo Eccellenza!

Sono tuttavia intento ad intavolare una discussione con un mentore per cercare di schiarirmi le idee in merito e sono stati aperti scenari particolarmente interessanti (a cominciare dal fatto che in conseguenza del solo fatto di aver fatto accenno ai bassifondi egli è andato in cortocircuito):

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Sono vieppiù più confuso di prima. Rimango in attesa di sapere se ha qualcosa da aggiungere l'interessato .....

Mi rinfranca perlomeno sapere che uno dei punti fermi è stato ben compreso da tutte le parti in gioco:

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Che incursione in terra elvetica e soprattutto che coraggio ad averla portata a termine nonostante le condizioni decisamente non al top, sia delle neve che del meteo!!!:CC

Però, nonostante tutto, entrambe le località emanano un certo fascino nostalgico, non so, sembrano essere sospese nel tempo, ancorate a una qualche sorta di passato vagamente lontano...

Una curiosità: la scelta di non riportare il nome dei due comprensori nel tuo racconto (sia nell'attacco, che descrizione iniziale che nelle didascalie) fa parte di una precisa poetica bassofondisitica?:ROFLMAO: Perché ho capito di che posti si trattasse soltanto osservando attentamente le foto (solo dopo ho letto il post chiarificatore di @Kaliningrad) ahaha
 
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