Il carico crea l’angolazione: riflessioni sulla deformazione e la gestione delle forze

Gianan

" C " turns
Ciao a tutti,

Volevo condividere con voi alcuni concetti tecnici emersi durante una sessione di approfondimento sulla sciata moderna (specialmente sul ripido) e raccogliere le vostre opinioni o conferme in merito.

Il punto cardine della discussione è stato questo: il carico crea l’angolazione.

Ecco la sintesi della progressione tecnica che ci è stata spiegata:

  • L'innesco e la centralità della spalla: Per deformare l’attrezzo correttamente prima della massima pendenza, non bisogna "buttarsi dentro", ma lavorare sull'esterno. La chiave sarebbe aprire gli angoli per disinnescare la curva e avanzare con la spalla del nuovo sci esterno per tornare a chiudere gli angoli.
  • La liberazione dell'asse tibia/caviglia: Questo movimento crea il carico necessario sullo sci esterno e, contemporaneamente, "libera" l'asse tibia/caviglia. Inclinandosi verso l'interno, quest'asse crea l'angolo di spigolo senza perdere il supporto strutturale.
  • Distribuzione dei carichi vs Rallentamento finale: Se la deformazione è minima all'inizio, ci si ritrova a subire le forze a fine curva, dove la traiettoria diventa perpendicolare alla massima e siamo costretti a un "rallentamento" brusco per controllare la velocità.
  • Risolvere la curva sulla massima: Con un carico significativo e una forte deformazione sin dall'inizio, il raggio di curva si riduce drasticamente. Questo permette di "risolvere" la curva già sulla massima pendenza.
  • L'ultimo terzo di curva: In questo modo, l'ultima fase della traiettoria serve solo per un alleggerimento controllato del carico, permettendo una transizione fluida verso la curva successiva, invece di una lotta contro la forza centrifuga a fine arco.
La mia domanda per voi:Vi ritrovate in questa visione "carico-centrica"? Considerate l'avanzamento della spalla esterna il vero motore per generare l'angolazione corretta senza finire "disarcionati" dalle forze a fine curva?

Sarei curioso di sapere come gestite voi questa sequenza, specialmente quando il pendio diventa importante e la voglia di deformare subito lo sci si scontra con l'istinto di difesa.

A voi la parola!
 
Sostanzialmente: metti lo sci sulla lamina e carica l’esterno coperto con la spalla nel primo terzo della curva. Concetto standard per il livello 6/7 fino al agonismo. Concetto ribadito da un bel po di anni. Ovviamente la teoria è questa, poi uno ci riesce più o meno a seconda della bravura, condizione fisica, giorni sullo sci, allenamento….😅
 
Considerate l'avanzamento della spalla esterna il vero motore per generare l'angolazione corretta
No, considero che siano due cose completamente separate tra loro. Avanzare la spalla nuova esterna serve a creare carico. Punto. L'affermazione "Il carico crea l'angolazione" non ha un senso logico: il carico crea carico, l'angolazione (che poi forse si parla più di inclinazione che di angolazione) te la devi fare in qualche modo. Anzi, tendenzialmente più limiti l'inclinazione più è facile ottenere carico e più aumenti l'inclinazione più è diffiicle creare carico. Forse il messaggio che si voleva far passare è che mantenere il carico sia requisito necessario per poter inclinare correttamente? Questo ci starebbe già di più, e credo che nessuno possa affermare che cercare inclinazione a discapito del carico sull'esterno sia una buona strategia.
Ciò su cui si può discutere invece sono i tempismi: mi sembra di capire che qui la strada consigliata sia quella di avere carico sull'esterno prima dell'inclinazione: che ci sta, fino a un certo punto e a certe pendenze (e secondo me è proprio sul ripido che questo diventa meno produttivo). L'idea antitetica è che l'inclinazione debba avvenire prima del carico, e che anzi, più questi due elementi sono separati meglio sia, perché il carico arriverà su uno sci già inclinato e che quindi potrà rispondere in modo molto più repentino. Soprattutto sul ripido, io mi trovo molto di più con questa idea, la trovo più efficace e in qualche modo anche meno dispendiosa, perché mi sembra sfruttare molto meglio la fase di fine curva precedente per iniziare quella successiva, senza dover fare uno squat a ogni curva.
La frase in merito al "liberare l'asse tibia caviglia" mi sa tanto di nuova supercazzola da STF: dovrebbe forse significare che alzandosi sul nuovo esterno si ha la libertà di inclinarsi nuovamente? Se così fosse, c'è tutta la libertà del mondo di inclinarsi anche cambiando in rilascio, quindi non mi sembra requisito fondamentale.
Riassumendo il mio pensiero, sperando di essere stato un po' meno fumoso rispetto ai pensieri riportati: è stato descritto un modo, certamente valido, di fare una curva. Non penso sia l'unico modo, non penso sia il migliore per tutti e in qualsiasi condizione, e credo che ci sia stato un tentativo di rendere accattivante qualcosa di abbastanza classico e radicato.
 

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Ultima modifica:
Io invece sono completamente d'accordo, è il carico che genera le forze necessarie a deformare lo sci, se ci si butta dentro come si vede in qualche video che promette di insegnare a toccare la mano per terra in modo facile, si finisce sull'interno e si perde la linea di curva.
Per il resto dipende da che curva uno voglia fare e quanto tirarla, più la tieni più logicamente controlli la velocità, ma da quando sei in conduzione sta a te gestire le forze e i piedi in modo da fare il raggio che desideri.

Quanto alla spalla, ci sono correnti che danno più importanza ad essa, io preferisco la corrente di anca e ginocchio, cercando il parallelismo degli sci... forse è un concetto che andava più di moda una decina di anni fa mentre adesso si cercano altre strade per gestire l'avanzamento dell'esterno, ma personalmente continuo a trovarmici bene
 
Ciao a tutti,

Volevo condividere con voi alcuni concetti tecnici emersi durante una sessione di approfondimento sulla sciata moderna (specialmente sul ripido) e raccogliere le vostre opinioni o conferme in merito.

Il punto cardine della discussione è stato questo: il carico crea l’angolazione.

Ecco la sintesi della progressione tecnica che ci è stata spiegata:

  • L'innesco e la centralità della spalla: Per deformare l’attrezzo correttamente prima della massima pendenza, non bisogna "buttarsi dentro", ma lavorare sull'esterno. La chiave sarebbe aprire gli angoli per disinnescare la curva e avanzare con la spalla del nuovo sci esterno per tornare a chiudere gli angoli.
  • La liberazione dell'asse tibia/caviglia: Questo movimento crea il carico necessario sullo sci esterno e, contemporaneamente, "libera" l'asse tibia/caviglia. Inclinandosi verso l'interno, quest'asse crea l'angolo di spigolo senza perdere il supporto strutturale.
  • Distribuzione dei carichi vs Rallentamento finale: Se la deformazione è minima all'inizio, ci si ritrova a subire le forze a fine curva, dove la traiettoria diventa perpendicolare alla massima e siamo costretti a un "rallentamento" brusco per controllare la velocità.
  • Risolvere la curva sulla massima: Con un carico significativo e una forte deformazione sin dall'inizio, il raggio di curva si riduce drasticamente. Questo permette di "risolvere" la curva già sulla massima pendenza.
  • L'ultimo terzo di curva: In questo modo, l'ultima fase della traiettoria serve solo per un alleggerimento controllato del carico, permettendo una transizione fluida verso la curva successiva, invece di una lotta contro la forza centrifuga a fine arco.
La mia domanda per voi:Vi ritrovate in questa visione "carico-centrica"? Considerate l'avanzamento della spalla esterna il vero motore per generare l'angolazione corretta senza finire "disarcionati" dalle forze a fine curva?

Sarei curioso di sapere come gestite voi questa sequenza, specialmente quando il pendio diventa importante e la voglia di deformare subito lo sci si scontra con l'istinto di difesa.

A voi la parola!

Imho la sequenza, così descritta, se di sequenza si tratta, mi lascia una perplessità nella parte iniziale. Secondo me lo sci va messo di taglio (inclinando o angolando, su questi temi purtroppo c'è spesso ambiguità lessicale e anche differenti approcci) e, quando già adeguatamente intaglia la neve (quindi con buon angolo di incidenza vs piano inclinato), caricato con spalla, etc (con un'extra rispetto alle forze che comunque si generano da inerzia, avanzamento e geometria). Il senso è quello, ben spiegato da Malfatto, del coltello che, una volta messo di taglio sulla fetta di salame, viene premuto verso il basso con l'altra mano.


Poi ci potrà essere un lag temporale tra intenzione e effettiva azione, tale da dover pensare a come dare questo carico in modo un po' anticipato.
Ma se vado a "spingere" su uno sci ancora piatto, imho avrò più difficoltà a portarlo sul taglio, ovvero ad avere incidenza, base del vincolo sulla neve.

my 2 cents

PS Mi dispiace tanto non essere riuscito ad essere dei vostri ieri sera e fare queste osservazioni da vivo. Un vero peccato
 
Ultima modifica:
Giusto per capirci sul lessico.

Angolazione a destra (spezzare col busto)
Inclinazione a sinistra (anche se c'e' una leggera angolazione)

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Stiamo parlando della stessa cosa?
 
Io invece sono completamente d'accordo, è il carico che genera le forze necessarie a deformare lo sci,
Anche a sci piatto? Che deformazione puoi ottenere senza inclinazione?
se ci si butta dentro come si vede in qualche video che promette di insegnare a toccare la mano per terra in modo facile, si finisce sull'interno e si perde la linea di curva.
Bisogna comprendere che quell'esercizio (che è un esercizio, non un modo di sciare) va a intervenire sulla primissima fase di curva, quando ancora gli sci sono nella stessa direzione in cui erano alla fine della curva precedente: poi bisogna comunque andare sull'esterno. Quindi finisce sull'interno solo chi non ha ben capito cosa sta facendo, gli altri caricano comunque l'esterno ma lo fanno quando è già inclinato (e sta qui l'obiettivo da ricercare), proprio perché caricare uno sci che non è inclinato non è particolarmente utile. La "mano verso terra" è solo un trigger per cercare inclinazione il prima possibile; una volta trovata l'inclinazione, si va a cercare carico sull'esterno, ma ormai si è inclinati e il alvoro è fatto.
Quanto alla spalla, ci sono correnti che danno più importanza ad essa, io preferisco la corrente di anca e ginocchio, cercando il parallelismo degli sci...
Non capisco come le due cose siano in antitesi, mi sembra che una non escluda l'altra.
 
Anche a sci piatto? Che deformazione puoi ottenere senza inclinazione?
Cosa c'entra lo sci piatto, si parla di inclinazione e carico, a sci piatto fai il KL...
Quindi finisce sull'interno solo chi non ha ben capito cosa sta facendo,
ovvero tutti quelli che provano a fare quell'esercizio... quando finisci sull'interno a inizio curva (certi si siedono pure tanto per complicare le cose) o sei ligety e hai le cosce di ligety, o sull'esterno non ci tornerai mai più...
Quest'anno ho visto un sacco di danni fatti da questi video sulle piste... anche tra aspiranti selezionandi...
Non capisco come le due cose siano in antitesi, mi sembra che una non escluda l'altra.
Non dico che uno esclude l'altro, sono due approcci diversi alla stessa dinamica, è un po' come la questione dell'uovo e della gallina
 
Giusto per capirci sul lessico.

Angolazione a destra (spezzare col busto)
Inclinazione a sinistra (anche se c'e' una leggera angolazione)

Visualizza allegato 191040

Stiamo parlando della stessa cosa?
Angolazione e inclinazione in entrambe, entrambi inclinano ed entrambi spezzano, sono solo raggi di curva e velocità di percorrenza diverse. E' un po come paragonare una curva da motogp e una curva da MX o meglio ancora da Motard, l'impostazione dei carichi è diversa perchè diversa è la percorrenza di curva, ma la base è la stessa.

Ma se non erro si parlava di sciata in campo libero, personalmente continuo a credere che gli agonisti sciano in un modo, che deve essere utile a fare il tempo, gli sciatori da campo libero hanno altri obiettivi e quindi altre dinamiche, che sebbene siano in molti aspetti simili, richiedono skills diverse.
 
Ciao a tutti,

Volevo condividere con voi alcuni concetti tecnici emersi durante una sessione di approfondimento sulla sciata moderna (specialmente sul ripido) e raccogliere le vostre opinioni o conferme in merito.

Il punto cardine della discussione è stato questo: il carico crea l’angolazione.

Ecco la sintesi della progressione tecnica che ci è stata spiegata:

  • L'innesco e la centralità della spalla: Per deformare l’attrezzo correttamente prima della massima pendenza, non bisogna "buttarsi dentro", ma lavorare sull'esterno. La chiave sarebbe aprire gli angoli per disinnescare la curva e avanzare con la spalla del nuovo sci esterno per tornare a chiudere gli angoli.
  • La liberazione dell'asse tibia/caviglia: Questo movimento crea il carico necessario sullo sci esterno e, contemporaneamente, "libera" l'asse tibia/caviglia. Inclinandosi verso l'interno, quest'asse crea l'angolo di spigolo senza perdere il supporto strutturale.
  • Distribuzione dei carichi vs Rallentamento finale: Se la deformazione è minima all'inizio, ci si ritrova a subire le forze a fine curva, dove la traiettoria diventa perpendicolare alla massima e siamo costretti a un "rallentamento" brusco per controllare la velocità.
  • Risolvere la curva sulla massima: Con un carico significativo e una forte deformazione sin dall'inizio, il raggio di curva si riduce drasticamente. Questo permette di "risolvere" la curva già sulla massima pendenza.
  • L'ultimo terzo di curva: In questo modo, l'ultima fase della traiettoria serve solo per un alleggerimento controllato del carico, permettendo una transizione fluida verso la curva successiva, invece di una lotta contro la forza centrifuga a fine arco.
La mia domanda per voi:Vi ritrovate in questa visione "carico-centrica"? Considerate l'avanzamento della spalla esterna il vero motore per generare l'angolazione corretta senza finire "disarcionati" dalle forze a fine curva?

Sarei curioso di sapere come gestite voi questa sequenza, specialmente quando il pendio diventa importante e la voglia di deformare subito lo sci si scontra con l'istinto di difesa.

A voi la parola!
Ti hanno parlato per caso di una condizione "sine qua non" che si chiama velocità?
 
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Angolazione e inclinazione in entrambe, entrambi inclinano ed entrambi spezzano, sono solo raggi di curva e velocità di percorrenza diverse. E' un po come paragonare una curva da motogp e una curva da MX o meglio ancora da Motard, l'impostazione dei carichi è diversa perchè diversa è la percorrenza di curva, ma la base è la stessa.

Ma se non erro si parlava di sciata in campo libero, personalmente continuo a credere che gli agonisti sciano in un modo, che deve essere utile a fare il tempo, gli sciatori da campo libero hanno altri obiettivi e quindi altre dinamiche, che sebbene siano in molti aspetti simili, richiedono skills diverse.

Si Ok Teo.
A destra abbiamo 100% inclinazione + 100% angolazione
A sinistra abbiamo 100% inclinazione + 10% angolazione

Il mio intervento era solo per chiarire cosa si intenda per inclinazione e per angolazione.
Visto che in queste discussioni si finisce sempre per fare un gran casino tra le due cose.
 
Si Ok Teo.
A destra abbiamo 100% inclinazione + 100% angolazione
A sinistra abbiamo 100% inclinazione + 10% angolazione

Il mio intervento era solo per chiarire cosa si intenda per inclinazione e per angolazione.
Visto che in queste discussioni si finisce sempre per fare un gran casino tra le due cose.
Stavo per chiedere un chiarimento anche io..
 
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