Erano anni che non si tornava sul Sella. Ci eravamo abituati a far passare un intero inverno senza mai metter piede sul Sella.
Questa premessa per far capire che anche con condizioni che negli anni del "Boom nevoso" sarebbe state definite pessime, per noi sono state esaltanti.
Esaltanti badate bene non idilliache o oggettivamente belle, ma esaltanti.
E' stata una gita esaltante per tutto: per la carica che ci si trasmetteva tra di noi prima della funivia, per l'adrenalina che cresceva al bancone del bar durante il tradizionale caffè, per la gioia che un semplice cielo azzurro ti sa dare, per la condivisione di situazioni "non banali" superate in sintonia e determinazione, per la stanchezza diffusa del fine gita.
Mi ero scordato quanto bello fosse fare una gita freeski ma difficilmente dimenticherò questa skifosissima Val Mezdì Plus Plus.
Grazie a tutti per la compagnia e complimenti a chi ha affrontato lo sci ripido e in ambente selvaggio per la prima volta in questa gita: le condizioni erano oltremodo sfidanti.
Una Val Mezdì con parecchio orgoglio e con alcuni tratti decisamente arroganti.
Tre sono stati i passaggi con "carattere" di questa Val Mezdì in condizioni "impegnative":
- un metro di cornice da saltare prima della Forcella Pordoi
- il canale della Val Mezdì che con così poca neve è diventato un canalino ed annessa strettoia
- la sfidante uscita della Val Mezdì vista pista di Colfosco in cui neve, ruscello e ghiaccio puro si danno la mano.
Ed ora alcune foto.
La funivia del Sass Pordoi, un impianto austero anche se con questa frase non so bene cosa io voglia dire
Una panoramica del lato "endurance" della gita: chi con le pelli, chi a piedi, chi con gli sci in spalla... obiettivo è arrivare in quella sella a sinistra del Piz Boè.
I vostri amici si preparano alla gita e fanno il check Artva.
I vostri amici alle prese con la cornice di benvenuto.
Le gobbe di benvenuto prima di Forcella Pordoi.
Michele inizia il trasferimento verso il Rifugio Boè, qui ancora con gli sci ai piedi. Poi se li caricherà nello zaino invicta

I vostri amici e la prima salita.
L'ambiente del Sella lascia sempre a bocca aperta, soprattutto in bassa stagione ed in inverno è un luogo magico.
Il vostro amico Angelo con lo snowboard e lo zaino "light".
Finalmente il Rifugio Boè!
L'attacco è più impressionante di quanto ricordassi: ripido, stretto, con neve piuttosto dura (fortunatamente non ghiacciata) ma piuttosto smossa.
Selfie da bbmnk.
La strettoia che non avevo mai notato prima segno che non c'è poi tutta sta neve.
Strettoia impegnatica e per la durezza della neve anche "delicata". Meglio non sperimentare cosa accade se si cade.
Apperò!
Strettoia.
Apperò e 2.
Dopo la strettoia inizia la parte lussuriosa della Val Mezdì: l'ambiente ed i panorami sono quanto di meglio le Dolomiti possano offrire.
E per tutta l discesa è un continuo spostarsi a destra e a sinistra del vallone alla ricerca delle neve migliore (non abbiamo trovato la miglior neve di sempre a dire il vero, ma l'ambiente bilancia, eccome, qualche mancanza nevosa).
L'uscita è stata decisamente riflessiva, un Delitto e Castigo del freeride.
Il vostro amico Michele tra un tiro di svapo e l'altro
Mitico! 
E dopo la lunga ravanata sopra il ruscello devo dire che abbiamo apprezzato, e non poco, anche la neve battuta.
Prossimo anno speriamo di replicare anche in una giornata Pre-GOM (oltre che post-GOM).
Saluti.
Questa premessa per far capire che anche con condizioni che negli anni del "Boom nevoso" sarebbe state definite pessime, per noi sono state esaltanti.
Esaltanti badate bene non idilliache o oggettivamente belle, ma esaltanti.
E' stata una gita esaltante per tutto: per la carica che ci si trasmetteva tra di noi prima della funivia, per l'adrenalina che cresceva al bancone del bar durante il tradizionale caffè, per la gioia che un semplice cielo azzurro ti sa dare, per la condivisione di situazioni "non banali" superate in sintonia e determinazione, per la stanchezza diffusa del fine gita.
Mi ero scordato quanto bello fosse fare una gita freeski ma difficilmente dimenticherò questa skifosissima Val Mezdì Plus Plus.
Grazie a tutti per la compagnia e complimenti a chi ha affrontato lo sci ripido e in ambente selvaggio per la prima volta in questa gita: le condizioni erano oltremodo sfidanti.
Una Val Mezdì con parecchio orgoglio e con alcuni tratti decisamente arroganti.
Tre sono stati i passaggi con "carattere" di questa Val Mezdì in condizioni "impegnative":
- un metro di cornice da saltare prima della Forcella Pordoi
- il canale della Val Mezdì che con così poca neve è diventato un canalino ed annessa strettoia
- la sfidante uscita della Val Mezdì vista pista di Colfosco in cui neve, ruscello e ghiaccio puro si danno la mano.
Ed ora alcune foto.
La funivia del Sass Pordoi, un impianto austero anche se con questa frase non so bene cosa io voglia dire
Una panoramica del lato "endurance" della gita: chi con le pelli, chi a piedi, chi con gli sci in spalla... obiettivo è arrivare in quella sella a sinistra del Piz Boè.
I vostri amici si preparano alla gita e fanno il check Artva.
I vostri amici alle prese con la cornice di benvenuto.
Le gobbe di benvenuto prima di Forcella Pordoi.
Michele inizia il trasferimento verso il Rifugio Boè, qui ancora con gli sci ai piedi. Poi se li caricherà nello zaino invicta

I vostri amici e la prima salita.
L'ambiente del Sella lascia sempre a bocca aperta, soprattutto in bassa stagione ed in inverno è un luogo magico.
Il vostro amico Angelo con lo snowboard e lo zaino "light".
Finalmente il Rifugio Boè!
L'attacco è più impressionante di quanto ricordassi: ripido, stretto, con neve piuttosto dura (fortunatamente non ghiacciata) ma piuttosto smossa.
Selfie da bbmnk.
La strettoia che non avevo mai notato prima segno che non c'è poi tutta sta neve.
Strettoia impegnatica e per la durezza della neve anche "delicata". Meglio non sperimentare cosa accade se si cade.
Apperò!
Strettoia.
Apperò e 2.
Dopo la strettoia inizia la parte lussuriosa della Val Mezdì: l'ambiente ed i panorami sono quanto di meglio le Dolomiti possano offrire.
E per tutta l discesa è un continuo spostarsi a destra e a sinistra del vallone alla ricerca delle neve migliore (non abbiamo trovato la miglior neve di sempre a dire il vero, ma l'ambiente bilancia, eccome, qualche mancanza nevosa).
L'uscita è stata decisamente riflessiva, un Delitto e Castigo del freeride.
Il vostro amico Michele tra un tiro di svapo e l'altro
Mitico! 
E dopo la lunga ravanata sopra il ruscello devo dire che abbiamo apprezzato, e non poco, anche la neve battuta.
Prossimo anno speriamo di replicare anche in una giornata Pre-GOM (oltre che post-GOM).
Saluti.

