Non lo ho ancora guardato. Non commento il documentario, ma il concetto gia stressato ampiamente in lungo e largo.
innegabile il cambio climatico, innegabile che 50 anni fa sciavamo si neve bella e paesaggi da fiaba, oggi sciamo su neve di m*erda e paesaggi ”spisciarellati”, questo innegabile, salvo eccezioni che in tanti evidenzierete, ma non sono la regola.
Detto ció spostiamoci sul lato economico, a me pare l’esatto opposto, mai visto un boom dello sci a livello mondiale come quello cui stiamo assistendo oggi. Overtourism, numeri chiusi, resorts che più alzano i prezzi per scacciare la gente, più se ne trovano tra i piedi. Non parlo di situazioni locali tipo valanga azzurra o Tomba, ma di un fenomeno mondiale, vedi USA e Giappone, oltre l’Europa.
Non mi sembra che, almeno per ora, le resorts alpine stiano soffrendo così tanto.
Per gli Appennini, situazione meno rosea, tuttavia sono località abituate storicamente al mordi e fuggi e a dover gestire flussi irregolari in base alla meteo. Nonostante le enormi sofferenze climatiche degli ultimi anni, gli stessi Appennini dimostrano di soffrire una domanda troppo alta rispetto alla propria capacità di assorbirla.