FINE STAGIONE Il futuro della montagna senza neve


Interessante documentario. Mette a confronto le esigenze delle comunità attorno all'economia dello sci, con le prospettive climatiche.
Se ne è molto parlato anche qui. Qualche spunto in più.
Spunto molto interessante, lo vedrò a spizzichi, ma lo vedo tutto appena riesco.

Controbatto, nel frattempo, con questo articolo che commenta il nuovo report 2026 di Nevediversa, che casca a fagiuolo su questo tema: https://www.ildolomiti.it/altra-mon...turismo-invernale-nel-report-nevediversa-2026

Tanti spunti, tanta ansia anche 😞
 
I soliti articoli delle solite testate, che giravano già parecchi anni fa e davano lo sci morto il mese dopo. Nessuno degli utenti al momento attivi sul forum assisterà alla morte dello sci sulle Alpi, e verosimilmente nemmeno i figli. Al momento più che della crisi climatica mi preoccuperei di quella geopolitica, ho la sensazione che prossimamente avremo problemi ben più seri del chiederci se tra 20 anni la nostra stazione sciistica del cuore sarà ancora fruibile.
 

Interessante documentario. Mette a confronto le esigenze delle comunità attorno all'economia dello sci, con le prospettive climatiche.
Se ne è molto parlato anche qui. Qualche spunto in più.
silita propaganda
poi se arriva dalla stampa...buonotte
fossi il capo del forum chiuderei questa discussione e bannerei chi l ha aperta.
cè già fb per ste porcate.
 
Documentario un po' deludente, e secondo me, poco utile. Molti elementi emozionali e pochi elementi quantitativi / fattuali. Alla fine risulta difficile farsi un'idea di quali siano le soluzioni percorribili, e quali le migliori tra queste, senza studi e simulazioni dettagliate -- fatte seriamente da terze parti e scrutinate criticamente da ulteriori parti indipendenti, che mettano sul piatto della bilancia gli elementi in gioco (fattori climatici, fattori economici, esternalità varie) con le loro incertezze.
 
fossi il capo del forum chiuderei questa discussione e bannerei chi l ha aperta.
cè già fb per ste porcate.
Apprezzo sia la gentilezza che lo spirito di tolleranza.
Sei il classico esempio di tutto quello che non va in una comunità di discussioni come questa.
Poi vi stupite se molte discussioni che esulino dal semplice "quale sci compro" finiscono in vacca....
 
Documentario un po' deludente, e secondo me, poco utile.
Può darsi ma non è così scontato trovare documenti che diano spazio a tutte le voci interessate, da chi vive in montagna e ha la necessità economica di sopravvivere a chi avverte che il modello attuale non è, a suo parere, sostenibile. Come ho detto qui sopra se ne è già parlato, ma spesso solo per contrapposizioni ideologiche o per partito preso.
Ogni tanto riparlarne con un po' di spirito costruttivo e magari con qualche idea strategica (del tipo "come scieremo tra dieci/vent'anni e dove") invece potrebbe pure servire.
 
Non lo ho ancora guardato. Non commento il documentario, ma il concetto gia stressato ampiamente in lungo e largo.
innegabile il cambio climatico, innegabile che 50 anni fa sciavamo si neve bella e paesaggi da fiaba, oggi sciamo su neve di m*erda e paesaggi ”spisciarellati”, questo innegabile, salvo eccezioni che in tanti evidenzierete, ma non sono la regola.

Detto ció spostiamoci sul lato economico, a me pare l’esatto opposto, mai visto un boom dello sci a livello mondiale come quello cui stiamo assistendo oggi. Overtourism, numeri chiusi, resorts che più alzano i prezzi per scacciare la gente, più se ne trovano tra i piedi. Non parlo di situazioni locali tipo valanga azzurra o Tomba, ma di un fenomeno mondiale, vedi USA e Giappone, oltre l’Europa.
Non mi sembra che, almeno per ora, le resorts alpine stiano soffrendo così tanto.
Per gli Appennini, situazione meno rosea, tuttavia sono località abituate storicamente al mordi e fuggi e a dover gestire flussi irregolari in base alla meteo. Nonostante le enormi sofferenze climatiche degli ultimi anni, gli stessi Appennini dimostrano di soffrire una domanda troppo alta rispetto alla propria capacità di assorbirla.
 
Il boom non è del turismo invernale, è della montagna in generale.
Semplicemente con il caldo infernale che fa ora d'estate, la gente si è accorta che esiste anche la montagna. Anche una volta faceva tanto caldo ma erano una manciata di giorni in un'estate intera, adesso invece ci sono intere settimane con temperature altissime. Inoltre come estensione temporale l'estate si è allungata, e l'inverno si è ristretto.

Lo sci come conseguenza del GW tenderà a diventare sempre più costoso ed elitario, cosa che sta già avvenendo. Di anno in anno ci si abituerà a sciare a quote sempre più alte, e nei prossimi anni le stazioni a quote basse dovranno chiudere o investire pesantemente nell'innevamento artificiale, esposizione permettendo.
 
Certo che in un anno dove la neve al Nord Ovest non è certo mancata, certi servizi suonano un po' stonati...
Sicuramente se il caldo dovesse continuare ad aumentare, la montagna verrà riscoperta per ragioni di sopravvivenza o perlomeno di benessere.
 
L'ho visto. E' un tema che trovo molto interessante e amo discuterne. Ormai è chiaro a tutti che lo sci a basse quote ha gli anni contanti soprattutto se le piste hanno un esposizione non favorevole. Una montagna senza lo sci è sostenibile economicamente? Quali sono i modelli da seguire? Questo documentario come tanti libri dedicati a questo tema li trovo deboli nella pars costruens, in quella di proporre un modello alternativo.
 
il vero spirito guida di chi rema contro lo sci, al di là dei discorsi sul global warming, è il volere rendere l'arco alpino a loro disposizione stile valle maira, quindi eliminare il turismo, uccidere l'economia locale, spopolare tutto e poter fare scialpinismo finalmente da soli.
meno male che con queste olimpiadi lo hanno preso grosso, ma grosso grosso grosso, e per un po', comunque troppo poco, rimarranno nella loro grotta
 
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