Nozawa Onsen febbraio 2026

dtonelli

Active member
A primi di febbraio prima esperienza di sci in Giappone: tre giorni a Nozawa Onsen. Ho pensato che un breve report (senza molte foto, purtroppo) potesse essere utile a qualcuno in futuro.

Per chi non volesse leggersi tutta la smandrappata — Nozawa ottima opzione come primo approccio all’esperienza sciistica giapponese: terreno in pista e fuoripista sufficienti per intrattenersi con grande soddisfazione per 2-3 giorni almeno, facilmente raggungibile con mezzi pubblici da Tokyo (e in loco si fa tutto a piedi); il bonus è che non è solo un resort, ma un paesino di montagna con cucina tipica e ottime onsen (terme vulcaniche) — il tutto a prezzi ragionevoli.

Da 10 anni vado più volte l’anno in Giappone per lavoro. Ho girato un pò a latere degli impegni, ma non ero mai riuscito a organizzarmi per sciare. Ci avevo provato lo scorso anno e avevo raccolto ottime informazioni da vari veterani del forum, che ringrazio ancora, ma poi non ero riuscito a liberarmi. Quest’anno è andata.

Preparazione: da ricerche web e feedback sul forum avevo individuato alcuni punti fermi, cercavo un posto dove far tre giorni pieni senza spenderne altri due di viaggio da Tokyo; preferivo soluzioni dove localmente ci si spostasse a piedi (no skibus etc); cercavo anche un “contorno extra sci” il piu’ possibile autentico e non troppo tipo "resort artificiale"; volevo anche contenere le spese. Il criterio di relativa prossimità sfavoriva Hokkaido e la sua leggendaria polvere leggerissima. Ma ho capito che restando nel nord di Honshu avrei comunque potuto provare polvere molto migliore di quella a cui l’infanzia in Appennino e la maturazione nell’estremo Nord-Est mi hanno abituato. Mi è sembrato un compromesso accettabile.
Ho quindi identificato in Nozawa Onsen la località che soddisfaceva i miei criteri, eccetto l’ultimo: per le date che mi ero prefissato, Booking fin da un paio di mesi prima dava cifre di centinaia di euro a notte, come anche Rakuten. Preparato psicologicamente alla rinuncia, ho comunque continuato a monitorare ogni 3-4 giorni. Una paio di settimane prima del viaggio, appare una soluzione ryokan (alloggio tradizionale giapponese) spartana e informale, ma con recensioni molto buone su location, pulizia, e gentilezza degli host. Il tutto a 75 euro a notte. Prenoto subito.
La Emirates mi dice che non c’è un sovrapprezzo per attrezzatura sportive: decido quindi di portarmi sci (Rossignol Soul 7 + Griffon di 10 anni fa) e scarponi, per non dover dipendere da code in rental shop ecc. Entrano, anche se a malapena, nella roller bag che uso in macchina e via.

Arrivo: in Giappone, mentre lavoro in attesa del weekend edonistico, controllo il meteo su Snow Japan. Metrate di neve a terra, precipitazioni generose ogni 2-3 giorni, temperature alla base di poco sotto lo zero, alternarsi di sole e giorni coperti. Tutto sembrava perfetto (ma a 'sto punto sarei andato anche se non lo fosse stato…).
Il giovedi sera mi prendo una stanza a poco in zona a Ueno (una delle stazioni di Tokyo), cosi da esser comodo per lo Shinkantsen linea Hokuriku della mattina successiva presto, e faccio il biglietto (circa 80 euro, sola andata). Sveglia ore 5.45 per prendere l'Hakutaka 551delle 6:34am. Speravo in una colazione da Starbucks Ueno o la panetteria danese lì accanto, ma tutto apre alle 7:00, quindi acchiappo un tramezzino con l’uovo e bottiglietta di Chai al combini e via sul treno. La speranza era di dormire un po’, ma la prossimità di una simpatica giovane famiglia di australiani (che andavano 3 settimane a Nozawa dopo 2 mesi in zona Cortina…) con due bimbi piccoli lo impedisce. La campagna giapponese scorre veloce dai vetri; avvicinandosi a Nagano si iniza a vedere la neve.
Arrivo a Iiyama alle 8:16, e subito fuori attende il bus per Nozawa, biglietto alla macchinetta (qualche euro) e via. Dopo una ventina di minuti siamo a Nozawa. Mi avvio a piedi nelle stradine ancora quiete verso il mio ryokan: prima impressione ottima, paesino tradizionale giapponese, sotterrato di neve, pochissimi mezzi a motore - il silenzio interrotto solo dall'’onnipresente scrosciare dell’acqua vulcanica bollente che sgorga dal terreno e che loro convogliano per sciogliere la neve da strade, vicoli, spiazzi ecc. Intorno montagne basse e “dolci” alberate e innevate — devo dire esteticamente un po’ deludenti: molto distanti dalla clamorosa estetica delle nostre Dolomiti o la severa bellezza delle Alpi Occidentali.
Il ryokan è proprio come me lo aspettavo: una grossa casa tradizionale dove un’anziana e sua figlia, che occupano la cucina e una stanza, affittano le altre stanze. Stanza enorme con tatami in terra e futon per dormire, bagno in comune - come al solito in Giappone - pulitissimo. Le signore, gentilissime, non parlano una parola di inglese, ma ci capiamo. Mi cambio e mi avvio verso le piste. Non avendo studiato la logistica locale sbaglio strada e mi faccio una discreta salita a piedi, perdendomi la mega scala mobile coperta che - lo scoprirò dopo - usano tutti. Faccio lo skipass (110 euro valido tre giorni, complice lo yen basso) e via su.

Lo sci: la stazione — tutta sotto la linea di vegetazione- - si affaccia su un unico versante con dislivello totale di 1000 metri, da punta Kenashi (1650 m slm) a uno dei tre front-de-neige collegati tra loro a ridosso del paese (600 m). Dal paese si sale essenzialmente con due cabinovie, una vecchiotta, l’altra moderna, che portano a 1200-1400 m, seguite poi da seggiovie per salire oltre. Ci sono 44 km (nominali) di piste: al netto di varianti e collegamenti sono essenzialmente cinque-sei lunghe piste che dalla vetta portano in paese, da ripetere per intero o per tratti usando impianti intermedi. Sono piste facili (le rosse sembrano nostre blu) di larghezze varie, eccetto un paio di muri cosiddetti “per esperti” non battutti dove i passaggi sviluppano grossi gobboni stile Francia/Svizzera. La cosa interessante è che i boschetti di Yamabiko, compresi nel triangolo che ha come vertice punta Kenashi, come base la zona della stazione intermedia a 1400 m e lati le due piste più esterne è considerato fuoripista “legale”. E’ terreno messo in sicurezza e pattugliato a chiusura, con l’unica catch che se ti fai male e chiami soccorso paghi una modesta penale. In più, da punta Kenashi, è possibile “scavallare” sul versante opposto verso terreno di puro backcountry: ci sono dei cancelletti apribili che avvertono che stai avventurandoti in zona non pattugliata e pericolosa, ecc -- di fatto la gente ci va, sia accompagnata da guide/maestri locali che no.
Io, che sono lento a capire le località che non conosco, me la sono presa graduale. Il primo giorno ho fatto solo pista, cercando di girare tutto e acquisire familiarità con il comprensorio, orientarmi e capire usi e costumi sciistici locali. Il secondo giorno ho ripetuto le piste che mi piacevano di più e ho iniziato un approccio soft ai boschetti di Yamabiko; (l’aver sradicato il Griffon dallo sci mi ha obbligato a recarmi al rental e affittare - Mindbender 106 Ti — facendomi perdere un paio d’ore tra discesa a piedi e affitto); il terzo giorno, complice anche una meganevicata notturna prolungata in mattinata ho fatto solo boschetti di Yamabiko e ho pure approfittato di uno stand di test per farmi tre discese con dei misteriosi attrezzi giapponesi marca Vector Glide modello Polarve - che ho trovato semplici e divertenti (ma non sono autorevole come tester). Data la mia scarsa esperienza freeride, e una certa prudenza addizionale dettata dal fatto che fossi solo e, se mi fossi infortunato, avrei incasinato vari impegni professionali e personali successivi, non ho avuto il coraggio di avventurarmi oltre i cancelletti sul versante opposto. Ho chiesto alla scuola sci se ci fossero guide che accompagnavano per qualche ora in freeride, ma no - loro organizzano solo escursioni full day e con pelli, e non me la son sentita. Probabilmente mi sono perso una bella esperienza, ma come primo approccio ero già abbastanza esaltato dai boschetti di Yamabiko e mi sono accontentato. Magari la prossima volta.
Qualità delle neve: bellissima, naturale e invernale. Nei tre giorni ha nevicato abbastanza, direi una 40-50ina di cm distribuiti tra una mattina, eppoi una notte più mattinata successiva Neve secca, leggera - facilissima da sciare anche con accumuli di 30-40 cm e anche a molte ore dalla caduta, perchè oppone minima resistenza alla curva. Tutti dicono che la polvere dell’Hokkaido sia ancora più spettacolare; non ne dubito, ma di giornate di neve così nei nostri inverni tipici io non ne ho mai trovate più di un paio a stagione.
Le piste, battute la sera/notte — non a biliardo dolomitico, ma più nature, alla francese — la mattina sono fantastiche e si mantengono bene tutto il giorno fino in paese, dove chiaramente la sera smolla un pò. Fuori pista anche un mediocre mestierante come me si sente Hoji nello slalom tra gli alberelli con questa neve: la leggerezza della polvere aiuta a curvare e non stanca; la quantità limita la velocità massima e attutisce le cadute. La cosa buffa è che il tasso di accumulo è cosi elevato che anche chi non fosse a suo agio nei boschetti può fare semplicemente “freeride" addomesticato in condizioni di massima sicurezza e controllo in pista.
Nonstante l’invasione australiana (ben nota e aspettata a febbraio, direi il 60-70% degli utenti in quei giorni), l’affollamento era modesto con schiacciante prevalenza di snowboards e concentrazione nelle zone più semplici. Chiaramente i boschetti di Yamabiko venivano tritati tutti entro un’ora dall’apertura, ma il continuo riaccumulo durante la giornata permetteva di divertirsi anche ai ritardatari. Mai fatto piu’ di 5-10 minuti di coda. Aiutava la serenità anche un generale atteggiamento di coscienza dei propri mezzi, prudenza, e asiatico rispetto verso gli altri — mai visto nessun cannibale seduto lanciato caotico in traiettoria rettilinea a velocità molto superiori a quelle di controllo. Il livello sciistico è comunque molto molto inferiore a quello che si vede sulle Alpi - anche guardando i ragazzini che facevano pali e i loro maestri’allenatori.
Mi ha colpito, per un paese cosi “protettivo” dei suoi cittadini come il Giappone, la totale assenza di reti di protezione o materassoni davanti agli ostacoli, anche perchè tutte le piste sono delimitate da alberi e non sono rari quelli in mezzo alla pista. Deduco che la cultura di rispetto delle regole, e degli altri, abbia un ruolo. Più per completezza dell’esperienza socioantropologica che per fame, ho gestito un paio di pranzi nei rifugi sulle piste. Buffo trovarsi davanti a un ramen o un tonkotsu in contesto “alpino” ...ho anche apprezzato che, al contrario di quanto succede da noi, i prezzi non fossero troppo lievitati rispetto a quelli normali di città.

Il post-sci: ugualmente interessante l’esperienza post sci. Verso le 1600-1630 ormai deflagrato smettevo, birretta o cioccolata calda in uno dei locali alla base della Nagasaka Gondola, poi ritorno in alloggio, riposo, e dopo uscita verso gli onsen per un bel bagno in acqua calda. Gli onsen pubblici gratuiti hanno acque troppo calde per me (in alcune vasche i locali ci cuociono le uova — "onsen tamago”). Ho preferito la onsen a pagamento (3 euro) Furusatu-no-yu, che era accanto al mio alloggio e ha temperature più gestibili in vasche sia al chiuso che all’aperto. Rilassato dalla semibollitura, due passi a curiosare nei negozietti delle due stradine principali eppoi cena (una sera ramen in un microposto casalingo e abbastanza local, la successiva pizzeria buona ma piena di australiani chiassosi). Non sono un bevitore, ma per gli amanti del genere Nozawa ha una bella distilleria che si puo’ visitare per assaggi di gin, whisky ecc
Il terzo giorno ho saltato l’onsen: dopo sci ritorno all’alloggio, cambio, impacchettamento bagaglio e diretto alla stazione degli autobus dove ho fatto il percorso inverso. Stupidamente essendo domenica sera non avevo aggiunto la prenotazione del posto al biglietto dello Shinkansen quindi mi son fatto il viaggio di ritorno in piedi, con molti altri come me. Orecchiando sul treno ho capito che ci sono molti che fanno base a notturna Nagano e da li si spostano con treni o bus in giornata nelle varie stazioni a seconda delle condizioni meteo-neve previste. Qualcosa che forse avrei fatto 30 anni fa, ma oggi prediligo un aproccio piu’ slow. Arrivo a Tokyo alle ore 20.30 e operazione sciistica felicemente conclusa.





IMG_2380.jpeg
IMG_2372.jpeg
IMG_2364.jpeg
IMG_2354.jpeg
IMG_2350.jpeg
IMG_2348.jpeg
IMG_2337.jpeg
IMG_2333.jpeg
IMG_2321.jpeg
IMG_2315.jpeg
IMG_2304.jpeg
IMG_2299.jpeg
 
Ultima modifica:
Bellissimo report! Ero stato a Nozawa Onsen a fine marzo 2018. Condizioni ormai primaverili, ma ricordo di entrare convinto nel grande onsen pubblico e, vedendo 2 vasche piene ed una terza abbastanza vuota, immettermi direttamente nell’ ultima. Risulta che era la vasca più calda ed ero costretto a ritirarmi inelegantemente, fra le risate che nemmeno i locals più educati riuscivano a trattenere…
 
Quanti ricordi che mi hai evocato!!
Ci sono stato nel 2013 …. Anch’io viaggio in treno girando vari resort dell’honshu
Noi dormivamo al hoteL st anton( st anton in Arlberg e’storicamente gemellata con Nozawa … c’è una bella targa all’entrata di Nozawa e di Stanton che lo ricorda oltre ad uno scambio annuale di sciatori)
Le Onsen che gran figata!!
Sono stato circa 3/4 giorni sempre con neve continua
Il back country fuori dal resort controllato è’veramente tosto…noi ci siamo avventurati sotto pesante nevicata… abbiamo goduto come non mai ma ci siamo giocati uno dei jolly più grossi ….praticamente persi nella zona delle cascate naturali , abbiamo trovato una via di uscita per caso e verso tardo pomeriggio/ sera ci siamo ritrovati su una stradina in zona olimpic center al di fuori del paese….. rientrati in Hotel alla sera tardi con tutto l’entourage in tremenda attesa …
Ci ritornerei di corsa!!
 
Quanti ricordi che mi hai evocato!!
Ci sono stato nel 2013 …. Anch’io viaggio in treno girando vari resort dell’honshu
Noi dormivamo al hoteL st anton( st anton in Arlberg e’storicamente gemellata con Nozawa … c’è una bella targa all’entrata di Nozawa e di Stanton che lo ricorda oltre ad uno scambio annuale di sciatori)
Le Onsen che gran figata!!
Sono stato circa 3/4 giorni sempre con neve continua
Il back country fuori dal resort controllato è’veramente tosto…noi ci siamo avventurati sotto pesante nevicata… abbiamo goduto come non mai ma ci siamo giocati uno dei jolly più grossi ….praticamente persi nella zona delle cascate naturali , abbiamo trovato una via di uscita per caso e verso tardo pomeriggio/ sera ci siamo ritrovati su una stradina in zona olimpic center al di fuori del paese….. rientrati in Hotel alla sera tardi con tutto l’entourage in tremenda attesa …
Ci ritornerei di corsa!!
Ah ecco. Grazie. Quel che racconti sul backcountry off-resort mi rincuora, confermando che la mia scelta conservativa di evitare di avventurarmi da solo o dietro altri di cui non conoscevo capacità e affidabilità, sia stata saggia. La prossima volta - se ci sarà - mi voglio organizzare con guida e pelli.
 
Belle foto e bel racconto, molto coinvolgente; il mistero dei fili elettrici "volanti" giapponesi, in un Paese che sembra del tutto ordinato ed efficiente, a quanto vedo ha contagiato anche te...
 
Stupidamente essendo domenica sera non avevo aggiunto la prenotazione del posto al biglietto dello Shinkansen quindi mi son fatto il viaggio di ritorno in piedi
La cosa che mi ha stupito di più di tutto il racconto è questa; non avevo mai immaginato che fosse permesso viaggiare in piedi (o per dire meglio: senza un posto prenotato) su di un treno ad alta velocità!

Sarebbe possibile noleggiare una macchina per visitare più località sciistiche in un determinato periodo? È l'unica opzione che prenderei in considerazione per un ipotetica gita futura perché se io andassi lì vorrei visitare più di un comprensorio sciistico. Le strade sono adeguatamente percorribili oppure sempre troppo innevate?
 
Mi piacerebbe vedere qualche fotografia in più. Forse ne hai scattate veramente così poche?
 
  • Like
Reactions: pat
Belle foto e bel racconto, molto coinvolgente; il mistero dei fili elettrici "volanti" giapponesi, in un Paese che sembra del tutto ordinato ed efficiente, a quanto vedo ha contagiato anche te...
Grazie delle parole. Sì, i fili elettrici a vista sono antiestetici e sorprendenti in un paese altresì moderno e ordinato. Però credo di ricordare che qualche collega locale mi avesse spiegato in passato che si trattasse di una scelta esplicita fatta per limitare i danni e velocizzare il ripristino in caso di sisma.
 
Grazie delle parole. Sì, i fili elettrici a vista sono antiestetici e sorprendenti in un paese altresì moderno e ordinato. Però credo di ricordare che qualche collega locale mi avesse spiegato in passato che si trattasse di una scelta esplicita fatta per limitare i danni e velocizzare il ripristino in caso di sisma.

Anche negli USA, al di fuori dei grandi centri urbani, tutta la caveria viaggia a cielo aperto e per di più montata su pali in legno. Una follia secondo me.
Nel caso del Giappone la scusa dei sismi può essere attendibile, in America certo non lo è.
Passai un lungo periodo a Tokyo, negli anni 90, per lavoro e mi sembra di ricordare che lì persino in alcuni quartieri in città si vedevano cavi elettrici e telefonici penzolare sugli incroci.
 
I cavi elettrici non sono belli da vedere ma in un paese come l'Italia dove la sciatteria e la disorganizzazione regnano sovrane, fare passare tutte le utenze sotto terra porta ad avere le strade costantemente rattoppate e dissestate. Poche cose mi fanno più incazzare più di vedere una strada recentemente asfaltata che viene distrutta, cosa che accade matematicamente dopo un mesetto alle nostre latitudini.😠
Oltre a ciò imbattersi in un lavoro di ripristino del manto stradale eseguito a regola d'arte è molto raro.
 
Top