pennzoil
Well-known member
Buonasera sodali!
qua a Nord Est è ritornata la primavera, zero termico a 3000, sole e innevamento da minimi storici, insomma niente di nuovo sul fronte.
Quale momento migliore per mettermi al PC e buttare giù due righe sui gingilli di cui sopra?
Bisogna premettere che mi sono scervellato non poco prima di approdare in DPS, venivo da BC Ferox 186 come sci unico ma cercavo più sostanza per far fronte alle nevacce Giuliane, oltre che una minor larghezza al centro per essere più polivalente.
Dei Ferox avevo apprezzato però il doppio rocker, che volevo ritrovare anche nel loro sostituto;
dopo aver scremato vari concorrenti quindi, anche per fare una scelta fuori dal coro, eccoci qua.
Io - 1.80 x 72 kg, gamba giovane e discreta tecnica
Sci - DPS foundation 106 C2 184 (R 19)
Attacco - ATK raider 12 + freeride spacer
Pelli - Pomoca tour pro azzurre
Scarpone - Dynafit Hoji free scarpettato intuition tour pro.
Di seguito le mie considerazioni dopo tutta la scorsa stagione di utilizzo come sci (quasi) unico da skialp e freeride, ci ho totalizzato all' incirca 15000 mt d+ oltre a una decina di giornate sugli impianti.
Partiamo subito col dire che pesano 2.2 kili ad asta nuda (e non hanno titanal), DPS cita testualmente "weight was not a factor in the developement of this ski", mai parole furono più azzeccate.
Insomma, sono sci da freeride non da skialp e il peso si sente quando li si porta su, non tanto nella progressione lineare quanto più nelle inversioni e nel portage (quest' ultimo soprattutto è un calvario), ho deciso comunque di montarli con attacchino visto che appunto sarebbero stati il mio sci unico.
Foundation è la linea "cheap", se così si può dire di DPS, costruzione piuttosto anacronistica per un marchio che deve molta della sua fama al carbonio, qui ce n'è ben poco.
Il core è composto da legno di bamboo e pioppo avvolti in un "triaxial fiberglass sleeve" con degli inserti longitudinali in carbonio, struttura piuttosto vecchio stampo, niente pauwlonia o simili, full sidewall.
Il flex è bello rigido e omogeneo su tutta la lunghezza ma allo stesso tempo pastoso, senza quella rigidità nervosa che avevo riscontrato ad esempio nei Ferox, insomma, c'è tanta sostanza.
C’è pure tanto camber come si può vedere dalla foto di profilo ed un rocker discreto sia in punta che in coda, il che si traduce in una impronta di lamina al suolo marcata per la categoria.
Lo sci mi ha da subito convinto, io ho un' impostazione abbastanza da discesista e nonostante i 106 al centro ho trovato nei DPS una inclinazione allo stare sullo spigolo che non mi era mai capitata con sci così larghi (ma nemmeno con i fischer Fr 102 ad esempio).
Loro vogliono solo pennellare curve, se lanciati veloci in campo aperto, non c'è tritato o smosso che tenga, si mangiano qualsiasi asperità del manto senza scomporsi, anzi danno il meglio quando le condizioni cominciano a diventare meno idilliache (tipo piste nel pomeriggio).
Ci ho sciato poco in polvere veramente fonda, di sicuro non saranno il riferimento della categoria per questo utilizzo visto il rocker discreto e il tanto camber ma personalmente non ho mai sentito il bisogno di maggiore galleggiabilità.
Rendono bene anche sul ripido, purchè li si faccia girare alleggerendo le code, le curve saltate non sono il loro pane (vedi peso) non me li porterei dietro per sciare canali stretti instagrammabili ecco, ma su un pendio a 40° continui non c'è ad oggi attrezzo che preferirei avere ai piedi, la scorsa primavera sul Mangart non hanno deluso le mie aspettative.
Penso di averli portati al limite qualche giorno fa a Sesto sciando con dei miei compari con set pistari R23 e simili, sulle medie pendenze mi sono difeso egregiamente, sulle nere, specie su tratti duri dovevo scalare un paio di marce, le lamine mordono bene anche sul duro non eccessivo ma non bisogna forzarli troppo prendendo tanta velocità, sono pur sempre dei padelloni con struttura in legno.
Poi però ha cominciato a nevicare e li è uscita la vera natura dell’ attrezzo, dategli in pasto mucchi e smosso vario, stateci sopra e vi faranno godere.
Certo queste performance hanno un prezzo, il peso si sente, non sono sci così facili da giostrare in lungo e in largo alla “new school” sebbene lo shape possa far pensare il contrario.
Il montaggio rec. d’ altronde dà poco adito a interpretazioni, -10 dal true center buona parte delle volte = sci direzionale, e loro non fanno eccezione.
Quindi si, sicuramente il rocker in coda lascia spazio alla fantasia, slarvate, salti eccetera, ma di base loro strizzano l’ occhio alla sciata classica.
Non li definirei eccessivamente tecnici come attrezzi vista la loro intuitività, avere una buona gamba però mi sento di dire sia una prerogativa per usarli senza subirli, sono “tanto sci” come si dice in gergo.
Capitolo pellabilità, beh, da questa stagione ho deciso di reintegrare lo sci light nella quiver perché scarrozzarsi in giro così tanto peso, specie se i tuoi compagni di sciate girano con set ben più light (@forwardmount a parte) a una certa diventa pesante, quindi penso che li terrò come sci da 50/50, sto fantasticando da un po’ un montaggio con attacco ibrido per avere l’ arma definitiva… ci penserò.
P.S. li ho portati dal mio skiman recentemente per fare rettifica, impronta e lamine, fino ad allora li avevo sciati “stock” e devo dire che ho fatto bene, lo sci è diventato più maneggevole e meno stancante nella sciata, la finitura di fabbrica era molto grossolana quindi nel caso steste valutando l’ acquisto tenetelo presente!
qua a Nord Est è ritornata la primavera, zero termico a 3000, sole e innevamento da minimi storici, insomma niente di nuovo sul fronte.
Quale momento migliore per mettermi al PC e buttare giù due righe sui gingilli di cui sopra?
Bisogna premettere che mi sono scervellato non poco prima di approdare in DPS, venivo da BC Ferox 186 come sci unico ma cercavo più sostanza per far fronte alle nevacce Giuliane, oltre che una minor larghezza al centro per essere più polivalente.
Dei Ferox avevo apprezzato però il doppio rocker, che volevo ritrovare anche nel loro sostituto;
dopo aver scremato vari concorrenti quindi, anche per fare una scelta fuori dal coro, eccoci qua.
Io - 1.80 x 72 kg, gamba giovane e discreta tecnica
Sci - DPS foundation 106 C2 184 (R 19)
Attacco - ATK raider 12 + freeride spacer
Pelli - Pomoca tour pro azzurre
Scarpone - Dynafit Hoji free scarpettato intuition tour pro.
Di seguito le mie considerazioni dopo tutta la scorsa stagione di utilizzo come sci (quasi) unico da skialp e freeride, ci ho totalizzato all' incirca 15000 mt d+ oltre a una decina di giornate sugli impianti.
Partiamo subito col dire che pesano 2.2 kili ad asta nuda (e non hanno titanal), DPS cita testualmente "weight was not a factor in the developement of this ski", mai parole furono più azzeccate.
Insomma, sono sci da freeride non da skialp e il peso si sente quando li si porta su, non tanto nella progressione lineare quanto più nelle inversioni e nel portage (quest' ultimo soprattutto è un calvario), ho deciso comunque di montarli con attacchino visto che appunto sarebbero stati il mio sci unico.
Foundation è la linea "cheap", se così si può dire di DPS, costruzione piuttosto anacronistica per un marchio che deve molta della sua fama al carbonio, qui ce n'è ben poco.
Il core è composto da legno di bamboo e pioppo avvolti in un "triaxial fiberglass sleeve" con degli inserti longitudinali in carbonio, struttura piuttosto vecchio stampo, niente pauwlonia o simili, full sidewall.
Il flex è bello rigido e omogeneo su tutta la lunghezza ma allo stesso tempo pastoso, senza quella rigidità nervosa che avevo riscontrato ad esempio nei Ferox, insomma, c'è tanta sostanza.
C’è pure tanto camber come si può vedere dalla foto di profilo ed un rocker discreto sia in punta che in coda, il che si traduce in una impronta di lamina al suolo marcata per la categoria.
Lo sci mi ha da subito convinto, io ho un' impostazione abbastanza da discesista e nonostante i 106 al centro ho trovato nei DPS una inclinazione allo stare sullo spigolo che non mi era mai capitata con sci così larghi (ma nemmeno con i fischer Fr 102 ad esempio).
Loro vogliono solo pennellare curve, se lanciati veloci in campo aperto, non c'è tritato o smosso che tenga, si mangiano qualsiasi asperità del manto senza scomporsi, anzi danno il meglio quando le condizioni cominciano a diventare meno idilliache (tipo piste nel pomeriggio).
Ci ho sciato poco in polvere veramente fonda, di sicuro non saranno il riferimento della categoria per questo utilizzo visto il rocker discreto e il tanto camber ma personalmente non ho mai sentito il bisogno di maggiore galleggiabilità.
Rendono bene anche sul ripido, purchè li si faccia girare alleggerendo le code, le curve saltate non sono il loro pane (vedi peso) non me li porterei dietro per sciare canali stretti instagrammabili ecco, ma su un pendio a 40° continui non c'è ad oggi attrezzo che preferirei avere ai piedi, la scorsa primavera sul Mangart non hanno deluso le mie aspettative.
Penso di averli portati al limite qualche giorno fa a Sesto sciando con dei miei compari con set pistari R23 e simili, sulle medie pendenze mi sono difeso egregiamente, sulle nere, specie su tratti duri dovevo scalare un paio di marce, le lamine mordono bene anche sul duro non eccessivo ma non bisogna forzarli troppo prendendo tanta velocità, sono pur sempre dei padelloni con struttura in legno.
Poi però ha cominciato a nevicare e li è uscita la vera natura dell’ attrezzo, dategli in pasto mucchi e smosso vario, stateci sopra e vi faranno godere.
Certo queste performance hanno un prezzo, il peso si sente, non sono sci così facili da giostrare in lungo e in largo alla “new school” sebbene lo shape possa far pensare il contrario.
Il montaggio rec. d’ altronde dà poco adito a interpretazioni, -10 dal true center buona parte delle volte = sci direzionale, e loro non fanno eccezione.
Quindi si, sicuramente il rocker in coda lascia spazio alla fantasia, slarvate, salti eccetera, ma di base loro strizzano l’ occhio alla sciata classica.
Non li definirei eccessivamente tecnici come attrezzi vista la loro intuitività, avere una buona gamba però mi sento di dire sia una prerogativa per usarli senza subirli, sono “tanto sci” come si dice in gergo.
Capitolo pellabilità, beh, da questa stagione ho deciso di reintegrare lo sci light nella quiver perché scarrozzarsi in giro così tanto peso, specie se i tuoi compagni di sciate girano con set ben più light (@forwardmount a parte) a una certa diventa pesante, quindi penso che li terrò come sci da 50/50, sto fantasticando da un po’ un montaggio con attacco ibrido per avere l’ arma definitiva… ci penserò.
P.S. li ho portati dal mio skiman recentemente per fare rettifica, impronta e lamine, fino ad allora li avevo sciati “stock” e devo dire che ho fatto bene, lo sci è diventato più maneggevole e meno stancante nella sciata, la finitura di fabbrica era molto grossolana quindi nel caso steste valutando l’ acquisto tenetelo presente!