Il mio Tor Des Geants (2025)

sollazzo

Well-known member
Quest'anno sono riuscito a togliermi questa piccola soddisfazione personale che inseguivo dal 2022: finisher al TOR!:PPINK:PPINK:PPINK

Non sono mai stato un vero "trail runner": ho fatto qualche piccola gara (con scarsi risultati) sui 20/30 km ormai più di 10 anni fa, quando gli anni si facevano sentire meno e riuscivo a tenere per ore i 180bpm di media 😄 Dopo il 2015 ho mollato completamente, limitandomi a fare solo trekking e successivamente MTB nella stagione estiva.

Nel 2021 è scattato qualcosa nel cervello: ricordo ancora come se fosse ieri. Tramonto sotto l'ombrellone al mare, birretta. Un mio conoscente stava partecipando all'UTMB e lo seguivo live. Ed era come se fossi lì.

"Cavolo, mi piacerebbe provare una gara simile. Chissà se riuscirei a chiuderla"

Finite le ferie mi sento con uno dei miei migliori amici e gliela butto lì: "proviamo a fare una ultra?" Non ci mette neanche un secondo a rispondere: "contami".
Cerchiamo subito qualcosa: UTMB è una gara troppo veloce (nel senso che c'è da correre, essendoci tanti "piani" e non è proprio il mio). Ci buttiamo allora sul TOR130 2022 (gara del circuito del Tor Des Geants), 130km per 12K D+ circa, da Gressoney a Courmayer. Ci iscriviamo appena aprono le iscrizioni e cominciamo già da aprile (la gara si corre a settembre) ad allenarci. Nessuno dei due ha mai fatto più di 2K D+ in una singola giornata. Ma come diavolo si prepara una roba del genere? Da buon autodidatti, la prepariamo a sensazione (ovvero alla cazzo di cane :).

Beata ignoranza!

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La gara fu una caporetto (per me): il mio socio la chiuse, ma con dei meloni al posto delle ginocchia (non camminò per un paio di settimane abbondanti). Io mi ritirai a Ollomont dopo 80km: crisi nera, sofferenza atroce alle gambe, assolutamente impreparato a cosa mi aspettava :TTTT

Però...Però...Cazzo, mi è piaciuta! E' qualcosa di completamente nuovo e nonostante la sofferenza lo rifarei subito! (vai a capire il cervello umano: ha la memoria di un pesce rosso su certe cose: solo il giorno prima mi maledicevo per l'idea di merda che avevo avuto).

Qualche giorno dopo becco un mio amico e parliamo dell'esperienza della gara: gli dico che la rifarò. Ma non solo: "entro 5 anni voglio fare un Tor Des Geants" (non ho chiuso 130km e ne voglio fare 350 di km: il mio amico avrà pensato che sono un pagliaccio 🤡🤡🤡).

Nel 2023 mi riscrivo al TOR130 con lo stesso socio: con l'esperienza accumulata, una preparazione decisamente migliore (il mio corpo ha bisogno di fare tanti lunghi durante la preparazione) e un paio di gare a luglio (GTC100 e MEHT60) sono finisher! Ma soprattutto, l'ho chiusa senza troppi problemi (gambe e corpo ok già dal giorno dopo).

Sempre noi, un anno dopo

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Qui ho scoperto per la prima volta cosa vuol dire la privazione del sonno e l'utilità dei microsonni: su una gara di 41h (con partenza alle 21) voleva dire farsi due notti piene. La prima passa bene (sei fresco). La seconda è tosta: ma qualche microsonno ti rimette a nuovo.

Rifugio Champillon

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E ora? E ora niente...Si pensa al TOR330 (la classica, il Tor des Geants). Essendo finisher in due gare qualificanti, ho diritto all'iscrizione senza passare dalla lotteria. Mi iscrivo a febbraio 2024 e riparte il tram tram della preparazione. Le cose non vanno per il meglio: il mio socio purtroppo mi abbandona al mio destino :)skifrusta:). Scio fino al primo di luglio praticamente tutti i weekend. Provo la GTC100 2024 a metà luglio con poca preparazione ed è una caporetto: DNF dopo 70km: non è buon presagio per settembre.

Ad agosto ci do dentro (forse troppo) e tutto sommato le gambe girano, ma ancora non so cosa mi aspetterà. Un conto è stare in giro 2gg (TOR130), un conto è 6gg con una sacca da 30L che ti segue alle basi vita, dove tenere dentro di tutto (la farò senza assistenza). A settembre si è al via, sotto una pioggia incessante per le prime 24h di gara: arrivo a Cogne dopo 100km, ma non sono nelle migliori condizioni: vesciche (con la pioggia è un disastro), infiammazione al ginocchio, morale basso. Ho un margine di 7 ore sui cancelli. E qui farò l'unica cosa che pensavo avesse senso in quel momento: dormire il più possibile e provare a recuperare il ginocchio. La mattina effettivamente va meglio, si riparte, ma esco 30min prima dei cancelli, troppo poco per avere margine i successivi giorni. Cogne/Donnas passa liscia, ma sono stanco, e la tappa successiva Donnas/Gressoney è la più tosta di tutte. Uscirò alle 3 di notte da Donnas e farò una super tappa ma a Gressoney sono demolito e non c'è tempo per riposare a dovere. Peserà tanto anche il fatto che so come mi aspettava da lì in poi, avendola già fatta l'anno precedente (stesso percorso della 130). Ci provo comunque, esco, ma ad Alpenzu mi ritiro. Non ne avevo più, né di testa né di gambe (vesciche/caviglie/ginocchia, infiammazioni ovunque). Tra l'altro, per chi segue un po' il meteo, l'anno scorso è stato sicuramente la settimana del TOR più dura di sempre. Al netto della pioggia del primo giorno, da giovedì a sabato entrò aria fredda con temperature, neve e vento polare (se non sbaglio si toccarono i -17°C al Malatrà).

Non sarei mai riuscito ad arrivare in fondo. Pazienza, ci ho provato: va bene così, non ho rimpianti (pensavo)...Il recupero è un disastro: le ginocchia mi tormentano per un bel po' e sono bello acciaccato fisicamente per qualche settimana.

Il tempo passa...Si riprende a sciare...Si pensa ad altro...Ma ci penso in continuazione: è letteralmente un boccone amaro da buttar giù. Dico a tutti che non la riproverò più, che era "one shot": "o la va o la spacca, non ne proverò altri".

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Febbraio 2025: aprono le pre-iscrizioni. Se non hai fatto gare qualificanti, devi passare dalla lotteria (il numero di richieste è maggior del numero di partecipanti). 10euro per partecipare all'estrazione. Non dico niente a nessuno: pago giusto per non aver altri rimpianti. Ma sotto sotto spero (giuro) che non mi prendano.

Mi arriva la mail: "complimenti, sei stato sorteggiato! Finalizza l'iscrizione entro due settimane!".

Cazzo, e ora? Non ne parlo con nessuno: due settimane di riflessioni. E 30min prima della chiusura, striscio la carte di credito: "pagamento andato a buon fine!".

Mando lo screenshot a qualche amico, alla ragazza e alla famiglia.

"Sei un coglione" è la frase più gettonata HIHIHI Ma mio fratello si offre subito volontario per seguirmi tutta la settimana.

Si riprende la preparazione: 3 anni di allenamenti e gare hanno creato un bel "background" di esperienza. So cosa fare e la preparazione procede perfettamente secondo i piani (è andata bene che quest'anno ho finito a inizio giugno di sciare, altrimenti chissà :MUCCA). A luglio sono già in forma: c'è la GTC100 come gara intermedia di preparazione. Solita visita agonistica a fine giugno per avere il certificato. "Grazie dottore, mi rivesto e vado a pagare". "No no, aspetti che parliamo".

Come parliamo? Che vuole da me?

E niente: ho extrasistole ventricolari nel tracciato sotto sforzo. Mi spiega tutto ma non capisco (o forse non voglio capire). In sostanza mi dice che manco dei battiti, non solo singoli ma anche a coppie (diverse). "Ma non sente nulla di anomalo?". "Dottore, sono a 180bpm, mi sembra normale che sto morendo, cosa dovrei sentire?"

:ARR:ARR:ARR

Una bella botta, non me l'aspettavo: faccio le visite da una vita (passato da nuotatore agonista) e anche dopo i 20anni praticamente l'ho fatta ogni anno e non era mai saltato fuori nulla. Non ho l'idoneità: devo fare holter con sessione di allenamento e ne riparliamo. La GTC100 salta: faccio esami extra e mi rivedo con il dottore. A riposo non ho nulla, sopra i 170bpm mi saltano fuori queste aritmie. Al momento dice che può andare comunque bene, non servono altri esami: mi da idoneità per 6 mesi. Poi l'anno prossimo si rifà tutto e vediamo se son sparite/peggiorate/costanti: ci ripenseremo quindi.

P.S. Visto che non ho potuto partecipare alla GTC100, ne ho approfittato comunque per farmi un bel lunghetto in autonomia quel weekend (https://www.skiforum.it/board/index.php?threads/105398/)




Mi sono dilungato un po' troppo con la prefazione: facciamo un salto diretto a domenica 14 settembre, giorno della partenza:

- sono carico come una molla;
- forma fisica perfetta;
- mio fratello al seguito (si passa da 0% a 30% di successo, avere una persona che ti segue è veramente una manna dal cielo);
- gli spaghi parlano chiaro: 6gg di HP e temperature sopra media (da 30% passiamo all'80% di successo: non avete idea di cosa voglia dire fare una gara del genere senza una goccia di pioggia, una cosa più unica che rara);

Ci teniamo un margine del 20% per imprevisti vari :)ghiacciato::ghiacciato:).

Non posso dire di essere davvero pronto, perché penso che non si possa mai essere veramente pronti per affrontare una gara del genere. Le variabili in gioco sono veramente troppe: ma tutte le pedine sono al loro posto.

Si parte!

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Tappa #1 (Courmayeur/Valgrisenche, 48km / 4k D+) - La spensieratezza

C'è poco da dire, è la partenza. Difficile che vada storto qualcosa in questa tappa: si è carichi, si è freschi, bisogna solo stare attenti alle discese lato Valgrisenche che sono un po' "rotte" e passerò col buio. Si parte tra le vie di Courma con il pubblico della grandi occasioni (è veramente bella la settimana del TOR in VDA: il calore delle persone è spaziale!). Saranno gli unici 2km di "corsetta" di tutta la settimana (corrono tutti, non ti puoi mettere a camminare, che figura fai? :D). Si arriva all'inizio del sentiero che sale al Col d'Arp e bisogna mettersi in coda (collo di bottiglia). Siamo in tanto (se non sbaglio 700 persone per turno di partenza, io sono partito alle 12, al secondo turno). Ma non ho fretta: il cancello di La Thuile non è un problema. Salgo con calma e scendo con altrettanta calma. Si scambiano un po' di parole con gli altri partecipanti, molti dei quali ribeccherò per tutta la settimana.

In salita al Col d'Arp

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Inizio della discesa verso La Thuile, in lontananza il Rutor

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Arrivo a La Thuile alle 16.20 come da programma: mio fratello mi aspetta. Cambio veloce di maglietta e si riparte subito per il Deffeyes, passando dalle cascate del Rutor.

Una delle cascate, forse la prima

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Poco prima del Deffeyes

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Arrivo al rifugio per le 19.30 circa, con una bella arietta fresca. Mi copro, mangio e preparo la frontale: a metà settembre le ore di luce sono praticamente le stesse di buio. Alle 20 e spicci è già ora di accenderla. In un attimo sono al Col di Passo Alto e scendo verso lo Zappelli. La discesa non è delle migliori: mi tornano in mente i ricordi dell'anno scorso. Ero zuppo come non mai e la discesa era super scivolosa. "Che pacchia quest'anno", penso tra me e me.

Zappelli, mangiatina, ripida ma rapida salita verso il Col de la Crosatie e giù per una luuuunga discesa verso Planaval. La notte è bella ventosa e discretamente fredda, ma nulla di eclatante: è sufficiente lo strato intermedio più il guscio leggero, non tiro fuori neanche i guanti). Arrivo al ristoro di Planaval e mio fratello mi fa una sorpresa (gli avevo detto di non venire in Valgrisa, che non avevo bisogno di assistenza come prima tappa). Mi fa molto piacere, due battute al volo e proseguo per la prima base vita di Valgrisenche, dove mi aspetta ancora mio fratello. L'anno scorso qui era un delirio: complice la pioggia, molti ne approfittarono per dormire un po' aspettando che mollasse un attimo. Quest'anno invece è tutto più tranquillo: non avevo previsto di fermarmi a dormire, ed infatti mi limito a farmi una bella mangiata, a cambiarmi e ripartire. Mio fratello è essenziale (e lo sarà anche in tutte le altre basi vita): mentre vado a mangiare, mollo lo zaino a lui e si occupa di fare refill di sali/acqua/orsetti gommosi/cambi vari/ricarica frontale e cellulare). Un'altra vita rispetto all'anno scorso (il 30% che dicevo sopra è veramente il 30%!!!).

Sono in anticipo di 1h circa sulla tabella di marcia: molto bene! Saluto e riparto! Do apppuntamento a mio fratello in Valsavaranche o direttamente a Cogne, ci aggiorneremo durante la giornata. Si parte per la grande tappa del TOR, tra le valli del Granpa!

Tappa #2 (Valgrisenche/Cogne, 56km / 4.4k D+) - Il gran premio della Montagna

Eh sì, la grande tappa del TOR (e diciamocelo, anche la più bella). Mi piace definirla "il gran premio della Montagna": mi aspetta il gran trittico Fenetre/Entrelor/Loson (colle più alto di tutto il TOR, 3295m). Le valli del Granpa sono spettacolari. Sono circa le 3.30 e lacio la base vita di Valgrisa. Il vento è calato nettamente, si sta bene, ma arrivano anche i primi colpi di sonno. Negli ultimi anni ho imparato che è inutile combatterlo: la cosa migliore è un microsonno. Trovo una panchina ricavata da un tronco davanti ad un casolare: mi sbatto giù e metto sveglia di 15min. Non servirà: dopo 6minuti sono in piedi e riparto. Sonno sparito :D In un attimo si è al rifugio l'Epéè, punto ristoro. Non manca tanto alla prima alba della settimana, e il primo colle è ormai a vista. Arriva però un altro colpo di sonno. Come ho detto, non lo si combatte il sonno: prima roccia che trovo e mi sbatto giù. Sveglia di 15min ma dopo 5 sono già in piedi, ancora una volta riposato (i microsonni sono veramente una bomba!).

Alle 6.30 in punto solo al Col Fenetre: sbam! La prima notte è alle spalle e la luce del giorno è linfa vitale.

Un assonnato Gran Paradiso

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Col Fenetre, presidiato

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Concentrazione per non scivolare nei primi 300m di discesa verso Rhemes, che sono veramente dritti.

Quasi in paese, con la Granta Parey che domina
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Tutto procede al meglio: arrivo in paese parecchio in anticipo rispetto alla mia tabella. Alle 8.15 timbro il cartellino al punto ristoro e me la prendo con comodo. L'anno scorso l'Entrelor l'avevo sofferto parecchio e so che fino a Eaux Rousses non ci sono ristori intermedi. Tocca rifocillarsi per bene e fare un bel carico di acqua. Sto alla grande, ma è presto per cantare vittoria. E' ancora lunga :D
Esco dal bosco abbastanza velocemente e arriva il primo sole con un tepore molto gradevole sulle pelle. "Ma sai cosa? Un riposino ci sta!"

Subito fuori dal bosco

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Mi sbatto sul prato al sole con la solita sveglia da 15min. Ne bastano 6 e si riparte :D Ma come l'anno scorso, sto cazzo di Entrelor lo soffro. Non arriva mai (compare solo all'ultimo) e la salita è abbastanza noiosa. "Eccolo il bastardo!" L'ultimo tratto è più divertente, un pezzettino di simil ferrata che ti fa guadagnare velocemente accesso al colle presidiato da guida alpina e bivacco mobile.

SBAM!

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Siamo nel cuore del Parco del Granpa! Subito faccio qualche foto alla Grivola e la mando al socio Alex (una ventina di giorni prima eravamo lassù, https://www.skiforum.it/board/index.php?threads/105415/).

L'ardua Grivola bella! (questa l'ho fatta più in basso)

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Qualcuno ha detto Granpa?

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La discesa verso Eaux Rousses è un single track semplicemente perfetto! Penso che sarebbe figo avere la MTB qui :Y Discesa molto gradevole, mai ripida, mai sassosa. Ginocchia e corpo ringraziano. Mio fratello è già in fondo valle che si fa qualche birretta durante l'attesa. Alle 13.30 lo raggiungo al punto ristoro: sono in anticipo di 3h30 rispetto all'anno scorso (dove però avevo dormito 1h30 a Valgrisa: quest'anno ben 16minuti di sonno complessivi!).

Il punto ristoro me lo ricordo bene: si mangia abbondante e bene e c'è un piacevole praticello bello verde perfetto per una bella pennichella al sole. Le temperature sono perfette, forse un filino troppo caldo nelle ore centrali della giornata. Scambio quattro chiacchiere con mio fratello e mi raggiungono anche un americano ed un tedesco che avevo conosciuto il giorno del ritiro dei pettorali. Ci rincontreremo ancora spesso nei prossimi giorni. Ci aspetta il Col Loson: tanto sviluppo e dislivello prima di Cogne. C'è tempo: mi butto giù a farmi una pennichella mentre mio fratello ormai ha preso la mano ed è indipendente sulla sistemazione dello zaino e del materiale. Ancora una volta, sveglia di 15minuti ma non serve: dopo 12min apro gli occhi e sono pronto. Mi sparo la moka dal thermos e do appuntamento al fratello a Cogne: orario di arrivo stimato per le 23.

La salita al Loson è un po' noiosa: tantissimo sviluppo e sentiero che non impenna mai, ma comunque gradevole. Le pendenze modeste aiutano a non avere il fiatone. Poi quando si esce dal bosco è un paradiso di fauna: letteralmente centinaia di stambecchi subito dopo il casolare del PNGP!

Ci lasciamo l'Entrelor alle spalle

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Il vallone di Levionaz, in salita verso il Loson

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Sempre alle nostre spalle, ci avviciniamo alla notte

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Gli ultimi 300m invece sono decisamente verticali, su terreno un po' scivoloso (l'anno scorso c'era neve ed erano obbligatori i ramponcini: quest'anno sono le 19 di sera e sono ancora in maglietta!). In brevissimo raggiungo il colle, anch'esso presidiato da guida alpina e bivacco mobile. Siamo nel punto più alto di tutto il TOR, è uno spettacolo!


Si intravede già il Vittoria Sella, che si raggiunge abbastanza velocemente. Supero una ragazza che sta decisamente male, vomita l'anima. Mi accerto delle condizioni ma dice di non preoccuparsi, sta bene: "ma se stai vomitando l'anima...". Va beh...

Quel 20% di cui parlavo sopra...Se ti si chiude lo stomaco, se digerisci male, se hai nausea, febbre, una storta alla caviglia, un riposo mancato...Tutte cose difficili da gestire (e prevedere), specialmente quando porti il corpo all'estremo. L'imprevisto è dietro l'angolo. Ed infatti, subito dopo l'uscita dal rifugio, sbam, storta alla caviglia e rotolo per terra :skifrusta: Bestemmione di fronte a una coppia di ragazzi che stavano salendo dalla mulattiera che se la ridono. Chiedo scusa per l'imprecazione ma mi dicono "no beh, ci sta tutta". Fortunatamente storta leggera, mi rialzo subito e sembra tutto ok. Comincio a parlare da solo: "devi stare concentrato nelle discese cazzo!"

La mulattiera che scende a Cogne è un po' rognosa per le ginocchia, specialmente con 100km ormai nelle gambe. Arrivo a Cogne per le 23.20, in tabella perfetta, ma con un po' di fastidio al ginocchio, esattamente come l'anno scorso. Mi ero messo su questa discesa preventivamente un tutore elastico al ginocchio sx che è quello più rognoso per me, e puntualmente mi si è infiammato quello dx :TTTT C'è coda dai fisioterapisti e non voglio perdere troppo tempo, provo a ripassare più tardi. Mangio come una maiale, doccia calda e a mezzanotte sono in branda.

L'anno scorso Cogne è stato il punto di svolta (in negativo) che ha compromesso il resto della gara. Hai tanto margine sui cancelli e pensi di aver tempo per dormire bene, ma sono ore di sonno che toglierai ai giorni successivi (dove saranno veramente necessarie). Conoscio del mio errore, quest'anno la strategia pianificata prevede massimo 2h di sonno qui.

Sveglia quindi puntata alle 2. Dormo come un sasso per 30min ma poi comincio a girarmi come un'anguilla. Vorrei dormire ma non riesco, e se non riesci ad addormentarti è inutile stare a letto. E' tempo perso: mi farò qualche microsonno durante la notte all'occorrenza. Mi alzo e mi faccio sistemare il ginocchio al volo con dei tape. Un bel piatto di pasta al pomodoro. Breve briefing con mio fratello: fin qui tutto come da programma. Gambe tutto ok, piedi perfetti, stanchezza il giusto. Qualche dubbio sul ginocchio ma fiducioso che recupererà bene, visto che nella prossima tappa ci si può rilassare un po' di più come impegno fisico. Saluto il fratello e per l'1 di notte circa sono di nuovo in marcia, verso la seconda notte!

Tappa #3 (Cogne/Donnas, 46km / 2.2k D+) - Relax

Eh sì, come si evince dai dati km/dislivello, questa tappa è quella che ti fa pensare "ohhh, finalmente un po' di relax!". In sostanza, da Cogne si risale tutto il vallone dell'Urtier sulla sinistra orografica fino al vecchio Rifugio Sogno di Berdzé, per poi arrivare alla Fenetre de Champorcher in un ultimo tratto più ripido. Da qui, solo discesa (al netto di qualche breve salita) fino a Donnas, passando per i rifugi Miserin/Dondena, Champorcher, Pontbosset. La discesa da Champorcher è un po' più impervia e scassata a tratti, ma nulla di trascedentale.

Ma...Eh si, c'è un ma: la seconda notte va "vissuta" pienamente, non essendoci punti di riposo comodi fino al Dondena. E il sonno si fa sentire, eccome se si fa sentire. Al primo ristoro a Goilles Dessous, ne approfitto per un riposino di 10minuti su una sedia e si riparte. Ma dopo neanche un'ora non riesco a tenere gli occhi aperti. Sono ancora nel bosco e trovo un comodo riparo per sbattermi giù altri 5minuti. "Ohhh, finalmente mi sono ripreso un po'". Esco dal bosco, e scopro di aver fatto una bella cazzata: ho dimenticato il pantalone lungo in base vita nella sacca gialla. E la notte è fredda (sarà l'unica notte fredda della settimana), soprattutto a causa di una bel venticello teso che non molla un attimo. Mi copro con tutto quello che ho ma le gambe sono scoperte (sono uscito dalla base vita pure con le calze corte invece che quelle fin sotto al ginocchio. Temperatura penso intorno ai 4°C/5°C. Non posso fare altro che camminare e scavallare il colle il prima possibile, dove dovrebbe calare nettamente il vento. Ma poco prima del Rifugio Sogno, un'altra bella botta di sonno. Trovo riparo dal vento dietro una macchina e chiudo gli occhi 5minuti. Inutile, fa troppo freddo, devo camminare. Ormai siamo quasi al crepuscolo, stringo (anzi, batto) i denti e arrivo alla Fenetre poco prima dell'alba e finalmente il vento sparisce!

Questa sarà la notte più dura della settimana.

Alba magica

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L'alba è stupenda! "Dai che anche la seconda notte è andata!". Sono bello infreddolito, non vedo l'ora che esca il sole, ma devo aspettare quasi di arrivare al Dondena per vederlo. Appena si scende di quota e sbuca il sole, comincio a rimpiangere un po' il fresco :D

Scendendo dal colle

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Rifugio Miserin

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Le temperature da oggi saranno in rialzo tutta la settimana, e oggi sarò per lo più a bassa quota. A Champorcher arrivo con 1h di anticipo rispetto a quanto pianificato con mio fratello, che non fa in tempo ad arrivare :D Ci diamo appuntamento a Donnas. Poco da segnalare in questa tappa, la discesa procede bene e la stanchezza con la luce del sole è un lontano ricordo.

Mio fratello mi viene incontro a Bard ed alle 14.15 sono in base vita a Donnas. In anticipo di 7h rispetto all'anno scorso. Sto da Dio! Mentre scendevo pensavo un po' alla strategia da tenere per la prossima tappa: "bisogna sfruttare al massimo le ore di luce e cercare di spezzare la notte, al rifugio Coda o della Barma".

Bom, il piano è deciso. Si dorme 2h massimo e si riparte. In base vita ormai sono collaudato anche io: si mangia subito, doccetta calda, e via in branda. Il fratello sa già tutto e si occupa del materiale.

Il problema è che non ho sonno, ma fa anche troppo caldo per uscire nelle ore centrali (ho molta paura del caldo). Alla fine dormirò 1h, e deciderò di alzarmi per attenersi al piano, sfruttare le ore di luce.

Tappa #4 (Donnas/Gressoney, 54km / 5.2k D+) - La guerra

Oggi non ho solo paura del caldo: ho paura di questa tappa! Oggi si va in guerra: salite e discese ripide e scassate. E' la tappa che statisticamente fa più vittime al TOR (quest'anno 110 ritirati, su un totale di 399). L'anno scorso ero stato anche io vittima.

Il perché? Vi consiglio di farvela una volta nella vita: sono convinto che la detesterete quanto me HIHIHI Il piano oggi sulla carta è molto semplice e lineare:

- sopravvivere alla terza notte in qualche modo (sulle prime 50h di gara ne ho dormite circa 2h30);
- arrivare a Gressoney salvaguardando ginocchia e caviglie, il che vuol dire concentrazione altissima nelle discese (cosa non scontata con 2h30 di sonno nel corpo);

Ore 16:30: Donnas OUT! Ne approfitto per fare qualche chiamata e sentire ragazza e qualche amico, visto che il rettilineo Donnas/Pont Saint Martin è bello lungo :)

Si passa la Dora e si cambia versante

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Si comincia a salire direzione Perloz. L'anno scorso questo tratto l'avevo fatto in piena notte: questa mulattiera non me la ricordavo assolutamente. Ci saranno dei gradoni/sassi alti 70cm a tratti! "A kittemurt e stramurt". Adotto una tattica magari ovvia: scarico del 100% del peso sui bastoncini e via di braccia! Oggi le gambe vanno salvaguardate anche in salita. Tra me e me penso che se per caso si rompe un bastoncino mi scatafascio con il faccione contro qualche roccia a peso morto :D Ma confido che reggono (sono nuovi di pacca!). La tattica funziona bene: si arriva al ristoro di Perloz con un bel clima di festa! Mi aspetta una ripida discesa e poi una lunga salita fino al rifugio Coda, esattamente il giro di Boa del TOR: da qui si comincia a tornare indietro!

Dopo la ripida discesa, si sale per lo più su una poderale a pendenza decisamente modesta, le gambe ringraziano! Ma le ore di luce sono agli sgoccioli: "uff, tra 2/3 ore bisognerà cominciare a combattare con il sonno". E così sarà: arrivo al ristoro La Sassa poco prima delle 21, ci vogliono ancora un paio d'ore per il Coda da qui. Faccio due calcoli per capire se dormire subito qualcosa o aspettare di crollare del tutto, con il rischio di non trovare un punto riparato dove buttarsi giù (ci dicono che in cresta con il Piemonte tira un bel vento questa notte). Al Coda purtroppo non si dorme (solo gli atleti del Glaciers hanno diritto ad una branda) e la Barma è ancora lontana. Decido quindi di proseguire e proverò all'occorrenza qualche microsonno.

Sono ormai fuori dal bosco e comincia a intravedersi il Coda, mancheranno 45min/1oretta scarsa. E' il momento: trovo un bel punto riparato e mi sbatto già su una morbido praticello misto muschio/erba. Il vento qui non entra, e la temperatura non è fredda. Punto la sveglia a 20minuti: e per la prima volta da inizio gara, questa volta suona! Sono come nuovo, penso di aver dormito 19minuti e 59secondi questo giro :) Mi rialzo subito con una discreta fame, ed in breve arrivo al Coda con un vento decisamente forte dal Piemonte.

La pianura

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Fortunatamente hanno montato un gazebo esterno con tanto di riscaldamento: dentro è un campo profughi :D E' stata una delle scene più belle di tutto il TOR. Una distesa di cristiani ammassati uno sopra l'altro (il gazebo è piccolino), in un silenzio surreale (solo il rumore del riscaldamento). Siamo a metà percorso esatto: la stanchezza comincia a farsi sentire per tutti, e le notti al TOR sono decisamente lunghe :skifrusta: Io fortunatamente sto bene: scambio qualche chiacchera con i volontari, mangio, bevo e mi rilasso un pochettino anche io. E' mezzanotte esatta, e la Barma è ancora lontana (ci vogliono almeno 3h per arrivarci: tempismo perfetto per spezzare la notte. Alle 00:30 sono di nuovo in marcia.

E...E niente, ricordo ogni singolo momento di tutta la settimana, ma ho un vuoto di memoria di questo tratto. Mentre scrivo sto provando a ricordare, ma non ricordo un cazzo :paura: Probabilmente sono entrato in modalità low power e ho arrancato a testa bassa fino alla Barma, che raggiungerò alle 3.45. Da qui i ricordi si rifanno vividi. Ho un sonno fottuto: entro e c'è una distesa di cadaveri che dormono in ogni angolo del rifugio. Qui ho trovato tra i volontari più gentili di tutto il TOR, veramente ragazzi d'oro. Quando sei poco lucido trovare persone gentili che ti danno supporto ti svolta la crisi.

Mi fiondo subito a chiedere se c'è posto per dormire: si sono appena liberati due letti. "Che culo!". Penso già di farmi un paio d'ore di sonno per arrivare al crepuscolo, ma mi ravvisano subito che si dorme al massimo 1h (giustamente, per permettere a rotazione a tutti di godere di un letto). "Va benissimo".

Mi sbatto subito nel letto ancora caldo da chi mi ha preceduto: questa volta niente sveglia, ci pensano loro a chiamarti. Mi metto la copertina e...Sento toccarmi dentro: "è ora".

Come è ora? Ma mi sono appena messo giù! "Eh no, è già passata un'ora!"

Caz, il sonno comincia a essere un problema. Eh va beh, questo lo si sa già dalla partenza. Dai che ormai sono le 5 e tra poco comincia il crepuscolo, va bene così. Vado in sala pranzo e mi scanno una doppia porzione di un'ottima polentà al ragù.

Ho avuto momenti decisamente migliori

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Piccolo aneddoto: sono al tavolo con un gruppetto di atleti del TOR450: sono in giro da 36h in più di noi, e hanno una lucidità pazzesca! Stanno bene, parlano e scherzano, sembrano freschi come delle rose. Tutti gli altri del 330 sono semplicemente dei cadaveri all'interno di quel rifugio, me compreso :HIP

Uff, siamo a metà tappa, Gressoney è ancora lontana: meglio rimettersi in cammino.

Altro piccolo aneddoto: ero veramente fottuto! In uscita dalla Barma ho mandato vocali sia a mio fratello che alla ragazza. A mio fratello dicevo che stavo bene, alla ragazza che ero fottuto :PPINK

In realtà non riuscivo a esprimermi bene: fisicamente stavo bene, ma avevo un gran sonno. Per fortuna non ci è voluto molto per il crepuscolo e l'alba. E indovinate? LINFA VITALE!!!

Terza alba della settimana
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Non avete idea dell'effetto che fa la luce del sole sulla tua mente e sul tuo corpo dopo la terza notte! Semplicemente risorgi dalle ceneri! "Dai cazzo, la terza notte è andata! Ne mancano solo altre tre :MUCCA"

Ormai è giorno: i ghiacciai del Rosa

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Fino a qui praticamente si è solo saliti da Donnas: ora fino a Niel ci aspetta un'alternanza di salite/discese caratterizzate da una cosa in comune: che fanno schifo: ripide e scassate. Col di Marmontana (salita OK, discesa così così), Lago Chiaro, Crenna di Ley (forse la salita più ripida che abbia mai fatto, discesa con il primo tratto veramente di merda), Colle della Vecchia e ristoro!

Ho un bellissimo ricordo dell'anno scorso di questo ristoro (bivacco mobile). Ragazzi giovani festaioli e si mangiava carne grigliata! Sono quasi le 10 di mattino ma il sole ancora non è arrivato. Ne approfitto per un po' di relax, anche perché ho un brutto ricordo della discesa su Niel, decisamente brutta e lunga. Ed infatti...quasi subito dopo l'inizio della discesa mi prendo una bella storta alla caviglia. "Ma porca ****...". Questa è più secca di quella di Cogne: sono preoccupato, una caviglia malconcia ora è difficile da digerire...Mi fermo un 15min a massaggiare per bene e fare un po' di mobilità. Provo a caricare il peso e tutto sommato non fa male: pericolo scampato. Ma purtroppo questo episodio mi condiziona un po' la discesa: vado molto a rilento perché non mi fido di caricare troppo le caviglie, con l'effetto opposto di inchiodare gambe e soprattutto sovraccaricare le ginocchia. Niel non arriva più: entro in crisi e mi innervosisco e a parlare da solo: "Cristo ma quando cazzo finisce sta discesa di merda: ma come cazzo è possibile che devo ancora salire!" (e sì, scendi scendi scendi, e ad un certo punto tocca risalire per un discreto tratto, per poi riprendere a scendere".

Finalmente da lontano vedo mio fratello che mi aspetta ad un ponticello: "finalmente cazzo!". Sono decisamente provato (mi dirà poi anche mio fratello, che è l'unico momento in cui mi ha visto male). E' stato l'unico vero momento di crisi di tutta la settimana. Mi fa male un ginocchio, la caviglia, e fa un caldo boia. Fortuna vuole che il ristoro della Gruba a Niel è veramente bello! Ho mangiato una polenta al ragù veramente eccezionale! C'è anche un bel clima di festa, con un bel gruppetto di gente che è sdraiata sui prati a bere duro da qualche ora (erano dignitosamente brilli :D). Mi torna un po' il sorriso, ma cazzo dopo 20h da Donnas non siamo ancora a Gressoney! Ci vogliono ancora almeno 4h, probabilmente qualcosa di più. Bisogna stringere i denti.

Tra l'altro mio fratello sta peggio di me: ha un po' di febbre e comincia a essere bello stanchetto anche lui (di base stava a Pila: si è fatto un bel culo anche lui a girare tutta la settimana per darmi supporto).

Mi butto giù a dormire 15min. Questa foto la adoro :YYY

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Si riparte, ma fa un caldo fottuto! Mi porto in giro sempre due flask da 0,5L, con una terza di riserva che teneva mio fratello all'occorrenza. Non l'avevo ancora usata, ma mentre salgo sotto il sole cocente e mentre comincio a bere più spesso del solito, comincio a temere di aver fatto la cazzata di non prenderla su (in realtà ci siamo entrambi dimenticati: l'avrei presa senza pensarci due volte).

Sono 200m sotto il colle per svalicare nel vallone di Lou e finisco l'acqua. "Porca ****". Di acqua da ruscelli o altro neanche l'ombra: riesco a resistere in qualche modo fino al ristoro di Bléckéné.

Bléckéné

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Stranamente l'ho accusata poco. Di mio bevo tanta acqua normalmente, ma durante l'attività fisica bevo un sorso di sali alternato ad un sorso di acqua esattamente ogni 15minuti. Ho fatto un'ora abbondante senza bere: poteva avere conseguenza ben peggiori: meglio così!

L'okitask a Niel ha fatto il suo: ho recuperato ginocchio e caviglia. La discesa su Gressoney procede senza intoppi, se non che nonostante sia giorni, cominciano le prime allucinazioni. Nell'ultimi tratto di sentiero prima di sbucare sull'asfalto vedo a una trentina di metri mio fratello! "Max! Max! Perché non risponde? E' lui". Mi avvicino: era un piccolo mucchio di legno riparato da un telo impermeabile.

"Ah. Ok...E' arrivato il momento di dormire un po' di più". Dopo mezz'oretta sono in base vita: sono le 17.30. Il cancello è alle 3 di notte. La tappa è finita. L'anno scorso ero arrivato a mezzanotte (come avevo detto all'inizio, l'anno scorso feci una super tappa, 21h no stop, ma arrivai con troppo poco margine sul cancello per poter riposare e riprendermi fisicamente).

Sono stanco, molto stanco, ma gli obiettivi erano due:

- sopravvivere all notte (✓)
- salvaguardare le ginocchia (✓)

Non è finita, ma psicologicamente sono con la testa già a Courmayeur e le gambe vanno alla grande. Da qui in poi i sentieri tornano belli. Ho paura solo della discesa su Oyace e del successivo Col Brison/Ollomont, ma ci si penserà tra una trentina di ore o giù di lì.

Breve resoconto mentale:

- 204/336 km andati
- 16/27 k D+ andati
- 3h30 e spicci di sonno su 77h di gare

Ok, abbiamo margine: d'ora in poi bisogna cominciare a gestire bene il sonno.

Solita routine in base vita: si mangia duro, doccia calda e branda. 1h30 di sonno e alle 20 sono in marcia, destinazione Col Pinter!
 

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Tappa #5 Gressoney/Valtournanche (33km / 2.6k D+) - La rinascita

La stanchezza si comincia ad accusare: esco dalla base vita che comincia già a fare buio. Accendo la frontale ancora prima di cominciare la mulattiera per Alpenzu, ma sono tranquillo. Da qui conosco molto bene i sentieri, non mi preoccupano. E punto a spezzare la notte a Champoluc dove c'è una bel ristoro al chiuso con tanto di salone attrezzato con brande. In un attimo si è ad Alpenzu. Ormai è da Cogne che praticamente si cammina da soli sui sentieri: anche ai ristori i gruppi cominciano a essere meno numerosi (come dicevo, la tappa precedente ha fatto una bella "selezione naturale" :eek:). Alle 22 ad Alpenzu c'è una calma surreale, pochi atleti, tutti coi loro pensieri. Calma rotta da un rutto fotonico di un giapponese
.
Osservo i volontari che si guardano sconcertati. Uno esclama "Tutt' a post?". Me la rido e riparto.

Sono circa a metà salita, forse qualcosa di più. Saranno le 23. Mi sto letteralmente addormentando mentre cammino. Non reggo fino a Champoluc: non ci penso due volte e mi butto giù dove sono sul prato. Mi copro con tutto quello che ho (non fa comunque freddo), spengo la frontale e metto imposto la sveglia: 30min.


Perché?????????? Perché cazzo l'hai messo a 30min? E' 4 giorni che la punti a 15min, lo sa bene che 30min sono troppi! Perché???????????

Ma soprattutto...Perché cazzo hai spento la frontale????


BEEP BEEP BEEP BEEP BEEP BEEP BEEP


Signori, penso i 30secondi di panico più lunghi della mia vita. Come suona la sveglia faccio un salto di mezzo metro. Buio pesto, non capisco chi sono, dove sono, cosa cazzo sta suonando, cosa sta sucedendo, perché non vedo nulla.

Finalmente toccando in giro con le mani trovo il cellulare e spegno la sveglia. "Ah cazzo, TOR, Col Pinter, ok ok, ci sono". Appendo riprendo "conoscenza", una botta di freddo allucinante. Comincio a tremare come un budino servito da un cameriere con il parkinson. La notte non è fredda, ma dormire su un prato a 2300 o giù di lì ti tira addosso una umidità pazzesca.

Riparto correndo, ma dopo 5 secondi mi viene il fiatone :ARR Riprendo a camminare, ma ci metterò una ventina di minuti abbondanti a riprendere calore. E' stato forse il momento più brutto del TOR: non una crisi vera, ma proprio un momento di panico. Ricordatevi se dovete fare microsonni in giro: tanti ma brevi! 10/15min, non oltre :TTTT

In breve sono al Pinter e inizio la discesa, non bellissima nel primo tratto.

Notte fonda al Pinter

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A metà discesa comincio a sentire rumore di pale rotanti: apro flight radar e vedo che sta arrivando l'elicottero del soccorso da Aosta che poi stazionerà in zona Pinter. Penso che qualcuno si sia fatto male. Arrivato a Champoluc chiedo ma nessuno sa nulla: boh, magari era solo un'esercitazione in assetto notturno, a Pila ad agosto l'ho visto un paio di volte arrivare in piena serata.

Finalmente Champoluc. Non ricordo a che ora sono arrivato ma era piena notte. Purtroppo tutte le brande sono occupate, ma non ho assolutamente intenzione di rimettermi in marcia in piena notte con questo sonno. Mi sbatto per terra e mi metto a dormire, non benissimo ma sempre meglio di nulla. Dopo un po' i volontari mi svegliano e mi dicono che si è liberata una branda nel salone! TOP!

Dormo un'altra oretta e mi organizzo per uscire un po' prima del crepuscolo e così farò. 1h30 di sonno in saccoccia, ci voleva! Arrivo a Frachey poco prima dell'alba e comincia la bella e tranquilla salita verso il Rifugio Grand Tournalin. Un'altra notte alle spalle, molto bene!

Era la prima volta che passavo di qui con la luce del giorno: il paesaggio è bellissimo! Cominciano a spuntare le cime del rosa! Che posto magico la val d'Ayas!

Roccia Nera, Polluce, Castore Lyskamm e le altre cime del Rosa

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Il sole ancora latita, ma sto alla grande e di ottimo umore. Il sonno è sparito e in un lungo tratto pianeggiante ne approfitto per mandare qualche vocale e chiamare un mio amico con cui spariamo un po' di cazzate. Ormai intravedo il rifugio e sbuco al sole: potrei tirare dritto e riposare al rifugio, ma voglio godermi il momento. Si sta da dio: ne approfitto per svaccarmi sul prato, spogliarmi dai vestiti notturni e farmi la mia colazione a suon di mandorle e orsetti gomossi! Scambio qualche parola con marito e moglie della Patagonia sulla sessantina: Jorge convive con la sciatica dalla partenza. Cammina storto come ne ho visti pochi in vita mia. Mi racconta che è il suo terzo TOR, ma non l'ha ancora mai finito. Quest'anno è fiducioso che è l'anno buono (e avrà ragione, sarà finisher anche lui). Ci salutiamo e proseguo.

In mezz'oretta sono al rifugio, e decido di trattarmi bene: accompagno il minestrone di verdure con una bella fetta di torta 🤣
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I due colli di Nannaz e Fontaines distano veramente poco da qua, e poi si comincia a scendere verso Cheneil e Valtournanche. Questa è stata la mattina più bella di tutta la settimana! Sono proprio felice, ho l'umore alle stelle, non ho acciacchi, mi godo i panorami, e a Valtournanche so che mi aspetta oltre che il solito fratello anche il mitico @el posta sempar lu

Senza parole...

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Il Granpa: ne abbiamo fatta di strada...

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GODO, GODO, GODO (@marcolski )

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Sto talmente bene che rispetto alla tabella di marcia arriverò con un'oretta di anticipo, nonostante la bella dormita a Champoluc. Alle 12 timbro il cartellino. Fratello e Jacopo non sono ancora arrivati, ma tanto il piano in base vita prevede sempre una prima sosta a mangiare. Recupero la sacca e mi sfondo letteralmente di cibo. Penso di essermi fatto anche 4 budini come dessert. Mi rilasso un po' senza fretta con Max e Jacopo: l'HP si fa sentire e le ore centrali della giornata sono molto calde, non ho assolutamente fretta di tornare a camminare. Doccia calda e giù in branda. Non ho sonno, ma comunque dormo 1h30 molto bene. Il corpo ne ha bisogno! Sveglia naturale prima della sveglia, perfettamente riposato.

Mentre ripasso da mio fratello ribecco l'americano incrociato il giorno del ritiro dei pettorali e a Eaux Rousses. Scambio due parole: "Ehy man, how are you? Are you ok?" "No, I'm not ok. I need to fucking sleep and I have pains everywhere". Eheh, ridacchio un po' ma lo incito a non mollare che da qui in poi le cose migliorano (non è proprio vero, ma penso non volesse sentirsi dire brutte cose in quel momento).

Tappa #5 Valtournanche/Ollomont (50km / 4.3k D+) - La consapevolezza

Alle 16 sono di nuovo in cammino: la salita al Barmasse è ormai in ombra. Pianificazione perfetta! Non fa troppo caldo e si sale bene. Incrocio in salita un ragazzo con cui avevo fatto la salita al primo Col d'Arp: è un po' acciacciato e in salita ne ho di più io e ci lasciamo. Ci ribeccheremo ancora spesso.

Passo veloce il Barmasse.

Non so se ridere o piangere

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Da qui praticamente mi aspetta l'unico tratto di sentiero che non conosco non avendolo mai fatto (al TOR130, non si passa dalla Fenetre d'Ersaz ma da Torgnon): in entrambi ci si ricongiunge al Magià. Ma chiedendo in giro mi dicono che è un bel sentiero tranquillo senza troppi patemi.

Arrivo al Vareton poco prima del tramonto. Ho avuto parecchio tempo per pensare alla pianificazione della quinta notte: devo decidere se spezzare la notte al Magià oppure al successivo Cuney. Improvviserò in base allo stato del momento.

Questa gionata è veramente volata! Un bel segnale, vuol dire che si è sofferto poco. Ma tra non molto si dovrà fare i conti con la discesa su Oyace dal Col di Vessonaz.

Ore 22.20 arrivo al bellissimo rifugio Magià: come sospettavo, c'è un bel bordello. Ci sarebbe posto per dormire ma non ho ancora sonno, preferisco tirare dritto al successivo e più tranquillo Cuney (con il rischio però di non trovare posto per dormire, essendo più piccolino). Scelta azzeccata, perché arrivo al rifugio poco dopo mezzanotte, giusto giusto all'inizio dei primi colpi di sonno! E c'è posto in branda! Molto gentili anche qui i volontari. Chiedo se posso dormire 1h30, pensando che fosse troppo (al Barma massimo 1h). Mi dicono che non c'è assolutamente problema. Salgo al piano superiore e mi sbatto giù. Dormo bene. Mi sveglio naturalmente qualche minuto prima che mi vengono a chiamare e sono subito reattivo. Incontro anche Chiara (una ragazza incontrata in discesa a Gressoney) e Leonardo (beccato poco prima al Magià). A tratti ci beccheremo in continuazione da qui fino a Courmayeur.

Mangio qualcosa prima di ripartire ma non troppo, tanto il bivacco Clermont non è lontanissimo. Mi appresto ad uscire e becco il ragazzo tedesco incontrato a Eaux Rousses. Mi chiede se può stare in compagnia e se si può aggregare. Penso che avrà paura del buio HIHIHIHIHIHIHIHIHI Voleva solo un po' di compagnia per passare la notte, era bello stanco. E' più veloce di me e gli dico di andare pure di non aspettarmi.

In un attimo sono al Clermont. Butto l'occhio dentro il gazebo esterno e becco Chiara/Leonardo ed il ragazzo tedesco. Inoltre ritrovo lo stesso volontario di due anni prima, un ragazzo del soccorso valdostano molto simpatico. Sembra quasi una festa, c'è un clima molto gioviale. Mi aggrego alla combriccola. Ci danno da mangiare un'ottima pasta in bianco condita con olio e rosmarino (non sto scherzando, era veramente buona!). Ma soprattutto, ci dicono che se vogliamo ci fanno una moka. Non ce lo facciamo ripetere due volte: è giorni che beviamo caffè solubile. Accettiamo più che volentieri. E visto che ci vuole un po', ognuno racconta un po' le proprie storie.

Il ragazzo tedesco viene dalla foresta nera, ci dice che è uscito dall'ospedale 5gg prima della partenza: si è fatto due mesi di ricovero. Ormai aveva pagato tutto e ha deciso comunque di venire a farsi la settimana: era convinto di fare solo una cinquantina di km per poi ritirarsi. Al momento ne ha fatti 260km 😅 Chiara è di Milano ma con casa a Courmayeur, amante della VDA. Leonardo toscanaccio DOC 😁 I volontari sono residenti in VDA, ma sono praticamente considerati "foresti" (nonostante uno sia sposato con una valdostana). Testa dura i valdostani dicono. Io racconto che mi piacerebbe trasferirmi prima o poi in VDA. Se la ridono e mi augurano "buona fortuna" :TTTT

Arriva la moka e ce la gustiamo tutta. Ma si è fatta una certa. E' come che tutti sapessimo di cosa ci aspettava subito dopo (in realtà solo io l'avevo già fatta la discesa del Col Vessonaz, quindi non avevo particolare fretta di rimettermi in marcia). Ma se si vuole arrivare a Courmayeur bisogna per forza affrontarla. "Oppala", alzarsi dalle sedie sta cominciando a diventare problematico appena si raffreddano le gambe.


Ma perché tutto questo timore di questa discesa? Eh...Sono 11 luuuuuuuunghi km di sentiero non proprio bellissimo. In particolare i primi 300m veramente verticali e su sabbia praticamente. Oltre a ciò, manca ancora un po' prima del crepuscolo. Va beh, ci si fa coraggio e via!

Poco da aggiungere: è stata una merda! Appena inizia il bosco che sia finita, ma forse peggiora addirittura. Mi devo sedere un attimo a riposare le gambe: anche il ragazzo tedesco non ne ha più, è esausto. Ma mi incita a proseguire. Gli dico di andare che avevo bisogno di un pausa.

Mio fratello è già ad Oyace e comincia a venirmi incontro. Mi farà una bella sorpresa anche il mio grande amico Andrea, il socio con cui avevo fatto i due TOR130. Ci conosciamo ormai dai tempi del liceo.

Un'altra notte alle spalle: -1

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Finalmente incrocio mio fratello ormai in prossimità dell'asfalto! E' l'alba, e ci rimane una sola notte da affrontare!!!

Max mi racconda che tutti quelli che ha incrociato erano esausti. Con ognuno lo scambio di battute è stato:

"Quanto manca alla base vita?" "Dai dai che ci sei quasi, una mezz'oretta neanche" "Cristo non ne posso più, discesa di merda, mai più, fanculo al TOR"

Eheheh, come darli torto 😅 Io sono bello provato, le gambe accusano ma il morale è alle stelle. Psicologicamente so che mi manca solo il Col Brison. Da Ollomont in poi non ci si ritira, è la legge del TOR!

Arrivo in base vita poco prima delle 8 del mattino. Non ce più l'affollamento dei primi giorni. L'alba ha già fatto il suo effetto, ma decido comunque di farmi un microsonno al calduccio. 15minuti di branda, non di più. Voglio togliermi il Col Brison subito, prima che arrivi il caldo. Saluto gli altri e ci diamo appuntamento per Ollomont.

La salita (e discesa) del Brison sono veramente toste. La salita non molla un attimo, ma tutto sommato va via molto bene.

Granpa / Grivola e i verdi pascoli in direzione di Aosta

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Brison! -2 colli al fotofinish!

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Sempre più vicino il Bianco...

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Grand Combine

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La discesa...Cazzo la discesa è verticale. L'accuso, eccome se l'accuso. Le ginocchia cominciano ad abbandonarmi. Dai dai che non manca molto ad Ollomont. Si arranca e finalmente si è sulla poderale! Sospiro di sollievo. Passo davanti al comune e butto lo sguardo dentro al bar: vi ci trovo fratello Andrea e Gigi che han finito di mangiare. Ho un'ora di vantaggio rispetto alla previsione in uscita da Oyace: nonostante le ginocchia un po' kaput, le gambe girano alla grande!

Alle 13.30 circa sono in base vita. Ollomont! E' finita! Sono un po' acciacciato di ginocchia, ma da qui in poi non ho nessuna minima preoccupazione: Champillon e Malatra non mi preoccupano minimamente. Tanto sviluppo e non eccessivo dislivello. Da qui in poi non ci si ritira!

Tappa #6 Ollomont/Courmayeur (50km / 3.4k D+) - Sipario

C'è un clima generale di allegria a Ollomont: anche tra gli atleti. Nonostante i 280km e fischia nelle gambe, si è tutti consapevoli che il grosso è andato. Bisogna solo leccarsi qualche ferita: la sopra dopo il Col Champillon il Monte Bianco lo si tocca quasi con la mano! C'è già odore di Val Ferret nell'aria.

Solito tram tram ad eccezione della doccia calda (le docce ci sono, ma penso prendano l'acqua direttamente dal torrente, perché è gelata!). Ma poco male, è la giornata più calda della settimana. Dormo un oretta e mi alzo: "uhhhhh", le gambe sono inchiodate. Mi faccio sistemare un ginocchio malconcio con un po' di tape. Abuffatta di cibo ed alle 15.30 si riparte. Saluto Max e gli altri, appuntamento a Courma!

Mi pregusto già l'arrivo al Rifugio Champillon, in assoluto il più bel ristoro di tutto il TOR. C'è sempre grande festa al rifugio, e i volontari (e soprattuto volontarie :D) molto gentili. La salita è molto gradevole: si guadagna quota velocemente nel lariceto iniziale, e poi si passa su poderali tagliandole qua e la di tanto in tanto. La vista sul Combin è sulla Valpelline è stupenda!



Sento il rumore di campanacci del rifugio, ormai ci siamo! La stanzetta adibita a ristoro è super bella! Tutta in pietra, stufetta a legna, bandiere tibetane, copertine.

C'è ancora un bel pezzettino per arrivare al colle, ma va via molto velocemente.


Stiamo arrivando!

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Da qui, una lunghissima discesa verso Saint Rhemy, ma abbastanza tranquilla. Ma prima si passa dal secondo ristoro più bello del TOR: Ponteille! Due anni fa erano tutti sbronzi! Quest'anno non ancora, ma semplicemente perchè stanno finendo di grigliare ancora: all'esterno c'è una griglia rovente con su carne per un plotone penso! Entro e come mi aspettavo gran clima di festa! Ci offrono costine/polenta/salsiccia, di tutto di più. Avrei mangiato volentieri tutto, ma non volevo rischiare di appesantirmi troppo. Mi limito a polenta e salsiccia. Ribecco Chiara e Leonardo, che si scofana di tutto :MUCCA

Riparto e medito seriamente di tirare dritto fino a Courmayeur: non ne posso più di stare in giro! Voglio bermi 38 birre, mangiare seduto come un cristiano, ma soprattutto non vedo l'ora del mio letto e del mio cuscino :D Ma manca ancora una notte intera da affrontare. Chiamo la ragazza per farmi aiutare nella tattica e nei calcoli, ma la mia lucidità è andata completamente a farsi benedire. Non riesco a fare 2+2 e faccio dei discorsi assurdi 😅

Arrivo a Bosses alle 22.30. Anche qui gran clima di festa con dj set (penso abbiano fatto la presentazione del TOR30 che si terrà l'indomani). Ho un sonno fottuto, il mio piano di tirare il drittone si squaglia come neve ad agosto. Ma chissene, va bene dormire un po', un'oretta e mezza circa e si riparte.

Destinazione: Malatrà! L'ultimo colle! La salita al Frassati per la comba di Merdeux è lunga ma poco impegnativa. Il rifugio non lo si vede fino all'ultimo: ho sonno, tanto sonno. Per la prima volta mi violento per stare sveglio. Non ho voglio di sbattermi giù 15min, anche se forse sarebbe la cosa migliore. In lontanza sulla destra vedo un sacco di frontali: sono confuso, perché stanno procedendo in discesa e sono fuori "rotta". Ci metto un po' a capire che sono quelli del TOR450, che arrivano al Frassati passando da un altro colle.

Sono le 3.30, all'improvviso eccolo il Frassati! Un bel calduccio all'interno. Non siamo in tantssimi, ma dormono tutti! Chi per terra, chi sulle sedie, chi appoggiato al muro. Sono esausto, vorrei solo proseguire per finire il prima possibile, ma 1h in + o in - non fa la differenza. Preferisco arrivare al Malatra per godermi l'alba.

Due rapidi calcoli: per il colle ci vuole un'oretta da qua. Se esco per le 5/5.30 arrivo per il crepuscolo/alba. Mi sbatto vicino alla stufa per terra e me la dormo.

Apro gli occhi e c'è un po' più di movimento in più: parecchi atleti del TOR450, e come a Barma, tutti con una lucidità pazzesca! Stanno meglio di tutti quelli del TOR330 🤣

"Dai forza e coraggio, ultimo sforzo". L'ultimo tratto prima del colle è un po' più impervio, ma finalmente ci siamo!

Ho cannato i tempi, è ancora buio, il crepuscolo è appena iniziato. Purtroppo con il cellulare non rende, ma c'era una bellissima luna crescente verso est (penso).

Ultima notte / ultima alba

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Siamo al dunque!


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Cosa ci aspetta? La discesa al Bonatti, la balconata sulla Val Ferret, il Bertone, Parco Bollino e via Roma. La meritata birra si avvicina metro dopo metro.

Ma soprattutto mi aspetta da lì a poco questo...

Grandes Jorasses

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C'è modo migliore di finire un TOR che un'alba sulle Grandes Jorasses?

In un batter d'occhio sono al Bonatti per un breve ristoro. Assisto divertito al siparietto di tre atleti che sparano una cazzata dopo l'altra. Uno di questi si toglie le scarpe e si sistema i piedi: un misto di veschiche, sangue, bendaggi vari, unghie nere o mancanti...Una volontaria assiste disgustata al tutto: "ma come siete conciati". Subito ribatte l'altro: "ma non ti credere, sono conciati tutti così, dal primo all'ultimo".

Mi sento tirato in causa: "eh no caro mio, non siamo conciati tutti così". Tolgo scarpa e calza e gli punto tutto tronfio il mio bel piedino da fata.

"Noooooo non ci credo, ma non hai nulla di nulla, neanche una piccola vescica! Ma com'è possibile? Sei da studiare, non ho mai visto nessuno con dei piedi così al TOR". Effettivamente è un miracolo: non me l'aspettavo neanche io. L'anno scorso con la pioggia un disastro, ma quest'anno piedi perfetti! Avere il piede sano per tutta la gara è una manna dal cielo. Oltre al dolore fisico, vuol dire risparmiare un sacco di tempo in base per passare dai massaggiator a farti fare i bendaggi.

I miei piedi stanno una favola, ma le ginocchia accusano duro. La concentrazione è calata molto da Ollomont in poi, e le discese vanno come vanno :D Ma ormai è fatta. La lunga balconata sulla Val Ferret è interminabile, ma con il panorama che ti circonda è tutto più facile.

Bertone e sorpresa sopresa...Mio fratello con il mio caro amico Brusa salito apposta per l'arrivo! Non si dovrebbe da regolamento (farsi accompagnare), ma sti cazzi, manca 1h all'arrivo. Poi complice anche il TOR30 che è partito da poco c'è in giro un botto di gente. Ultimo discesa per la ripida mulattiera del Bertone: ho un ginocchio letteralmente in fiamme, caldo come l'inferno e che pulsa :D

Mi devo fermare ogni due per tre ma me la rido tra una cazzata e l'altra. E poi il calore del pubblico è bellissimo!

Arrivo al Parco Bollino: mi supera di corsa Leonardo. "Mortacci tua ma non eri moribondo ieri sera?" Eheh, all'arrivo si mettono tutti a correre! Tranne io, ho una paura fottuta di strapparmi qualcosa al minimo scatto :D

Sto per entrare in via Roma e surprise surprise, c'è anche il buon alexorstag arrivato a vedere l'arrivo!

Ci siamo, è da 4 anni che aspetto questo momento: ho perso il conto delle volte che mi sono immaginato questo momento nella mia testa...

Entro in via Roma. Sono passati 6gg da quando l'ho percorsa correndola. Oggi la cammino con tutta la calma del mondo. Sotto gli occhiali da sole scende una lacrimuccia. Vedo il traguardo, un'ultima rampetta (ma puoi mai fare l'arrivo del TOR in salita???).


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336.5 Km / 26182m D+ / 143h:27mm:34ss

Screen Shot 2025-11-14 at 02.32.15.png


!!! SIPARIO !!!


Spero di non avervi annoiato troppo, ma in un mondo di TikTok/Instragram dove è tutto veloce, volevo buttare giù due parole per condividere questa bellissima esperienza! Si dice che c'è un prima ed un dopo TOR: pensavo fossero frasi fatte, ma è così :HIP

Sono state quattro bellissime estati passate a passeggio tra i monti: "the journey is the reward"!

Penso che qui si concluda la mia breve carriera nelle "ultra": so per certo che lo rifarò il TOR, ma più in là. L'anno prossimo mi sono promesso (per davvero) che non farò gare. Tornerò a spaccare il lettino sotto l'ombrellone al mare: alla fine tutto è iniziato da lì!

AD MAIORA!
 
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Grande impresa e racconto!
Immagina se ti avessero squalificato per l’ultima ora percorsa in compagnia, à la Dorando Pietri HIHIHI

Complimenti, grande!
Non ti solletica provare il giro da 450 km?
 
Grande impresa e racconto!
Immagina se ti avessero squalificato per l’ultima ora percorsa in compagnia, à la Dorando Pietri HIHIHI

Complimenti, grande!
Non ti solletica provare il giro da 450 km?
Purtroppo (o per fortuna 😅) per iscriverti al 450 devi aver concluso un 330 sotto le 130h.

In pratica non avrei dovuto dormire per stare sotto quel tempo 😄 Il 450 è un altro livello ancora. Rimarrà lì per sempre mi sa!
 
Ma qui c'è del materiale per una pubblicazione, o almeno per un articolo da rivista specialistica! Chapeau, non solo per la qualità delle immagini e del racconto, ma anche per la passione che traspare da ogni riga che hai scritto:CC

(ho dovuto prendere un giorno di ferie per leggerlo tutto comunque ahah)
 
Per me il più bel topic di questo forum :love: Non la farò mai, ma il TOR è la gara più bella e folle che ci sia, il tuo racconto è emozionante e spettacolare, aver fatto la 330 è qualcosa da raccontare ai nipoti davanti a un camino. Gli ultimi due colli li conosco bene visto che ho casa li a Etroubles e sopratutto mi immagino l’emozione della alba al Malatrà l’ultimo colle, e il saluto che, da il, ti da il Bianco di fronte a te. Bellissimo.
Ciao
 
Grande cazzo , veramente tanta roba in più l'hai messa giù veramente bene direi avvincente talmente tanto che mi fanno male le ginocchia pure a me a leggere .
Complimentoni ancora perchè riuscire in una impresa del genere a livello mentale penso che sia un surplus non da poco .
 
complimenti per tutto! bravissimo 👏👏👏

e poi il racconto è appassionate, l'ho letto tutto d'un fiato seguendo le varie tappe e quindi il tracciato (grossomodo) su googlemaps 🤩
 
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