Cadore nascosto: la Forra del Romotoi

botto

I ♥ Pelmo
Il Romotoi è un torrente che, poco sopra Laggio di Cadore, si immette nella Piova che poi, tra Lozzo ed Auronzo, si immette nel Piave. Questo per localizzare la zona: siamo nel Centro Cadore, ad una quota tra i 1000 ed i 1200 metri.

Questo piccolo torrente è stato capace di scavare una forra davvero impressionante che, anni fa, è stata ottimamente attrezzata regalando una gita davvero fuori dal Comune.

Peccato che le grandi tempeste di questi anni e le piene che di certo caratterizzano il torrente stanno distruggendo tutto: non i tratti attrezzati, ma vari ponticelli in legno che permettevano diversi guadi: non è rimasto uno e dunque ci si deve armare di equilibrio, bastoncini, pazienza e poca paura di bagnarsi. I guadi sono davvero tanti, la scarpa in acqua quasi inevitabile, a meno che non si percorra il sentiero in autunno, lontano dunque dal disgelo e dalle piogge estive.

Noi, per non farci mancare nulla, l’abbiamo percorso in agosto e dopo 2 giorni di pioggia, ma non avevamo alternative.

Prima di farvi vedere le belle foto, vi metto in guardia da alcune insidie:

  • I tanti guadi; se non li amate, lasciate perdere
  • La gola è ottimamente attrezzata (e tra l’altro c’è un’alternativa più semplice ad un tratto moderatamente impegnativo, che passa proprio sotto il ponte tibetano), ma le suole spesso bagnate/infangate degli scarponi rendono scivolosi alcuni appigli (ragione in più per farla in periodo secco)
  • I bivi sono tutti ottimamente segnalati da tabelle, ma usciti dalla forra il letto del torrente va risalito per un altro km, e qui ci sono sì bolli rossi (sbiaditi), ma crolli, frane e sentieri nel bosco scomparsi rendono l’ultimo tratto adatto solo a chi non si demoralizza se il sentiero non è lì ben visibile (ed uso un eufemismo). Non si perde, perché la direzione è, più o meno obbligata, ma ci vuole tenacia.
Una utilissima indicazione: alcune relazioni dicono di lasciare l’auto presso il bar/ristorante Al Fogher: è possibile accorciare la gita di 3/4 chilometri, prendendo una strada prima asfaltata poi sterrata che, partendo in discesa sulla destra ca. 1 km dopo il ristorante, arriva sul letto del torrente Piova.

Si lascia dunque l’auto nel punto in cui si chiuderà l’anello (sperando che non arrivino piene), confortati dalla tabella ben visibile che ci fa percorrere il 358 e ci conferma che torneremo al punto di partenza con il 338

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Ci si avvia in discesa verso il letto del torrente Piova che si costeggia per ca. 1 km per poi attraversarlo.

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Finchè, poco dopo che si è passati sulla sinistra della Piova, sulla sinistra si diparte un bivio segnalato da tabella che ci indica Romotoi

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Fatto già qualche primo guado un po’ scivoloso (ma ripeto: se si sceglie bene il giorno, sono convinto che i guadi siano il problema minore), la gola inizia improvvisa

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Ed è quasi da subito attrezzata, bene e senza grandi difficoltà

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E con qualche scaletta che aiuta

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E finalmente si intravvede il ponte tibetano

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Il ponte, oltre ad essere un’attrazione in sé, dà l’avvio alla parte un po’ più ’esposta’ e dove in certi tratti occorre andare in pressione, ma si può saltare questa parte seguendo il cavo che passa sotto il ponte e rimane più basso sul letto del torrente

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Noi ovviamente non ci siamo fatti mancare nulla

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La gola sta per finire, ancora un po’ di cavo ed una scaletta

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… poi si esce dalla gola, ma di tutto il tratto dove si impreca tra guadi, bolli sbiaditi o su alberi crollati e morale che a volte va sotto la suola delle scarpe … neanche una foto.

Una solo foto finale di dove, finalmente, si esce dal bosco e si ritrova la ‘civiltà’ con una bella tabella che ci riporta all’auto con il sentiero 338.

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La forra è spettacolare, il giro abbastanza breve (sviluppo di ca. 5 km, dislivello sui 300/400 metri, ca. 4h perché la progressione è davvero lenta dovendo scegliere spesso dove guadare) dunque consigliatissimo.

Con le avvertenze di cui sopra.
 
Oggi sono stato con la famigliola a ripercorrere questo itinerario… veramente, veramente bello!!!

La forra è molto suggestiva e i tratti attrezzati divertenti… in più, eravamo completamente soli… l’unico aspetto negativo è la quota modesta che, unita al caldo assurdo di questi giorni, ha reso il giro più faticoso di quanto lo sarebbe altrimenti…

Rispetto alla descrizione di botto, abbiamo trovato segni recenti e frequenti nel tratto tra l’uscita dalla forra e il ricongiungimento con il segnavia 338, per cui non abbiamo avuto problemi a trovare la traccia…

Qualche foto… la metterò in un secondo momento, ora dal telefono non me le accetta…
 
Immagino che i guadi fossero meno rognosi dello scorso anno. Io la feci dopo 2 gg di pioggia e c'era anche meno siccità. I guadi (tanti) furono la cosa più impegnativa
 
i guadi sono veramente tanti, si passa da una parte all'altra del torrente una quindicina di volte almeno... però, sì ... non erano particolarmente rognosi, saltando su qualche masso o camminando su qualche tronco, siamo riusciti praticamente a non bagnarci i piedi ...

ecco le foto promesse...

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Allegati

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