Confortola e gli 8000

Articolo pessimo.

Se ho iniziato raccontando il mio dolore nel contestare al grandissimo Cesare Maestri la sua bugia sul Cerro Torre, è perché quella storia mi ha insegnato che contestazioni di quel tipo possono essere dolorose (e molto!) per gli alpinisti interessati.

Non sono mai andato in cerca di scoop fine a sé stessi. Faccio questo mestiere da abbastanza anni per sapere che, se un’altra testata ti batte e racconta una storia prima di te, la cosa migliore da fare è stare zitti per un po’, leggere e seguire quel che accade, congratularsi con la concorrenza (non siamo mica in guerra, o mi sbaglio?). Poi si trova sempre il modo di tornare sull’argomento, di raccontare da un nuovo punto di vista, e si va avanti.

In più, e lo dico con chiarezza, accusare di falso un alpinista (Cesare Maestri ieri, Marco Confortola oggi) può essere un dovere giornalistico ma resta estremamente doloroso. Ho incontrato l’alpinista di Valfurva poche volte, ho il massimo rispetto per le sue sofferenze sul K2 e per la maestrìa alpinistica con cui è riuscito a tornare al campo-base vivo, anche se con dei congelamenti tremendi.

Che paraculata. Come se i giornalisti delle testate online si facessero scrupoli a sbattere in prima pagina tizio o caio e rovinargli reputazione e carriera.
E montagna.tv non fa eccezione.

Ma il tema è estremamente semplice e semplificabile:
Come disse Cassin, l'alpinista forte è quello che torna a casa.

Ed è lo stesso punto di vista di Messner.
L'impresa alpinistica è costituita dal mettersi in gioco, uscire dai confini protetti e tutelati della società civile, misurarsi con le difficoltà estreme e tornare al sicuro, all'interno dei suddetti confini.
Quindi il ritorno a valle è parte integrante della conquista.

La retorica dell'eroe che "ha raggiunto la vetta, perito al ritorno" è una stronzata. Non dovremmo celebrarle come conquiste.
Altrimenti domani uno si suicida al K2, arrancando fino alla vetta e crepandoci e tutti giù ad applaudire.

Confortola sul K2 è arrivato praticamente dopo il tramonto ed è stato praticamente soccorso e portato giù di peso.
Mentì spudoratamente su tutta la vicenda, per attenuare le sue responsabilità.
Basta leggere il libro "No Way Down" per rendersi conto che altro che eroe.
 

Lascio lì e non commento.

Me lo disse 10 anni fa la guida Giuseppe Petigax mentre mi acoompagnava a passeggio (mi parlò di 80.000... ma con le tante richieste sarà già diventata meta meno esclusiva ... overtourism)
 
Che sia questa effettivamente la 'nuova frontiera' dell'alpinismo himalayano di cui tanto si parla? Magari i nuovi exploit sugli 8000 i tanto chiacchierati alpinisti occidentali li faranno con le ciavatte di gomma, prendendo spunto dagli sherpa:TTTT

Un nuovo reality ... Sull'8.000 in ciabatte senza mutande e senza carta igienica ... La Vetta Dei Famosi !
Registrerei il format.
 
Ma Vicenza lo vorrebbe un "14 ottomila", per cui avanti così.


Lascio lì e non commento.

Posso chiedere se c'è un nesso tra questi due interventi?
 
Niente di nuovo sotto il sole, onestamente.
Che nell'ambiente dell'alpinismo "che conta" gli 8000 in stile himalayano non se li caghi piu' nessuno e' abbastanza un fatto.
E per le motivazioni che giustamente citate voi.

Infatti, piu' che il record di velocita' dei 14 8000, la vera impresa di Purja e' la prima invernale al K2, dove davvero i nepalesi hanno fatto vedere che son capaci di cagare in testa al resto del mondo.
 
Infatti, piu' che il record di velocita' dei 14 8000, la vera impresa di Purja e' la prima invernale al K2, dove davvero i nepalesi hanno fatto vedere che son capaci di cagare in testa al resto del mondo.
Concordo... d'altronde rimango dell'idea che un Messner negli anni 90 se avesse solo avuto la logistica di oggi, ovvero potersi spostare da un CB all'altro in elicottero, si sarebbe forse fatto i 14 in solitaria senza ossigeno in un paio di anni e non in 16

Il record in se è già stato battuto, da una donna, senza grande esperienza, insieme a uno tra i più forti sherpa che poi purtroppo è mancato qualche mese dopo...

Il K2 in invernale al momento è il primo, ed è anche l'unico, ci hanno riprovato gli occidentali, ma senza riuscirci, anche perchè credo che un po' di ostruzionismo nepalese ci sia, nel senso che non collaborano
Il rispetto minimo sindacale che ho infatti per il Moro alpinista è per l'invernale al Nanga insieme a Txikon e Sadpara (che è poi morto tentando il K2 con relative polemiche alimentate dai soliti siti contro il team di Purja)
 
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