Casco obbligatorio per tutti

Mi sa che non hai seguito tutta la discussione 😂. Con @madflyhalf ci eravamo beccati un po’ per via di una diversità di opinioni su numeri e opportunità di normare l’uso del casco . Evidentemente ha cambiato opinione .
Scusa !
Hai ragione, pensavo rispondessi a me invece è chiarissimo... :oops:🤭🥴

A mia discolpa cercavo di leggere malamente mentre ero sotto tortura sul lettino del fisioterapista ... Chiedo venia !
Non cancello perché troppo divertente, e ne abbiamo bisogno :ROFLMAO:
 
La mia pista preferita del Corno alle Scale per più di metà del suo viaggio, non è più larga di 7m

Vediamo se viene declassata a grande collegamento o semplicemente hanno una scusa in più per non batterla.

Tra l’altro ci stanno facendo una seggiovia nuova…


Branco di cialtroni scaldasedie fancazzisti.
Il paese affonda sta per entrare in una crisi pazzesca, segnali ignorati da 3 anni, ed il problema sono i caschi e la larghezza delle piste.

Stavano meglio appesi a testa in giù
Il paese affonda,la crisi pazzesca..ma di che caxxo parli,l'unica cosa che affonda è il corno alle scale.
Baciati ben il culo che il governo ha messo a posto i conti dal disastro che si stava creando a furia dei regali assistenziali degli anni precedenti costati miliardi su miliardi che draghi manco aveva avuto il coraggio di estirpare.
Ora piangi per il casco..ma falla finita,se lo devo mettere lo metto anche io e finita lì..i provvedimenti sulla sicurezza da parte dei governo sono l'ultima delle preoccupazioni,di fatto sono anche giusti.
Sono stato molto all'estero oltretutto e tanto in croazia quanto in austria e anche in altri paesi hanno una inflazione reale che la nostra al confronto è una robetta...il balzo che hanno fatto i prezzi in altri paesi sono incredibili,a casa certi beni li pago meno della metà..siamo il paese con il rapporto prezzi/stipendi tra i migliori d'europa anche se ci lamentiamo ed anche i conti dello stato stanno migliorando molto finalmente,basta vedere il miglioramento del rating.
Stavamo andando verso il fallimento prima,non adesso
 
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Scusate avevo fatto una ricerca sulle norme che disciplinano le caratteristiche delle piste , salvando progressivamente il post in Bozze ma mi è crashato il browser.

Come si recuperano le bozze salvate?
🙏
 
Con le preghiere

ma porc... c'avevo lavorato per 1 ora stamattina, con tutta la normativa dal 2005 !!!
Pensavo venissero salvate lato-server non lato-client...

Vabbe' pazienza, in ogni caso tranquilli ... contrariamente a quel di cui si ciarla, in realtà mi sembra che i requisiti delle piste siano ora più tolleranti passando dai 20 mt. previsti nel 2019 (ma più volte rinviati nel tempo, e con 10.000 eccezioni) ai 15 mt. odierni per le piste da realizzare (e con 100 eccezioni).

In realtà è stato almeno definito un quadro un po' più univoco, mentre nella precedente legislatura c'era stata una certa schizofrenia e vari tira&molla (di cui però non parlava nessuno...) che potrebbero aver ostacolato le nuove realizzazioni, oggi almeno il quadro normativo è più chiaro a beneficio dei gestori.

Le "piste di raccordo" E quelle "di collegamento" rientrano appunto nel genere 'piste', quindi per la battitura mi sentirei relativamente tranquillo (almeno a livello normativo) senza necessità di fucilare e\o impiccare alcuno

Se non vi siete preoccupati fino ad oggi di misurare la larghezza della vs. pista preferita... potrete continuare a non farlo, senza darvi pensiero 🤣
 
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Con le preghiere
O bestemmie...a seconda dei " gusti" 😁

Quindi alla fine la riclassificazione porterebbe solo ad un eventuale " mancata battitura" e nient'altro

Alla fine un po' di percorsi free non guasterebbero nello stereotipato pialla mento globale che ormai deturpa le piste più belle e particolari x adattarle allo scivolatore medio 🙄
 
Quindi alla fine la riclassificazione porterebbe solo ad un eventuale " mancata battitura" e nient'altro

Ma no ... io non direi ... raccordi e collegamenti sono comunque classificati come piste, quindi devono essere battute e rese sicure.
Semplicemente il gestore deve provvedere a maggiori sicurezze in tali tratti di raccordo e collegamento, adottando tutte le cautele necessarie (si capisce: cautele ulteriori rispetto a quelle sufficienti per le piste).

Il testo vigente oggi è ancora il precedente D.L. del 30 giugno 2025 (art. 8) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-02-28;40 (il comma 2 prevede il regime per i tracciati "già individuati" al 1 luglio che non rispettano i limiti dimensionali ... maggiore responsabilizzazione dei gestori ... più o meno quello che già accade direi).

Aspettiamo un momento che si arrivi alla pubblicazione della Legge di conversione del 8 agosto, e poi si ragiona sul testo ufficiale con tutte le modifiche coordinate (potete vedere che il testo non è ancora presente su Normattiva: https://www.normattiva.it/esporta/a...ta=2025-08-09&atto.codiceRedazionale=25G00127 )
 
(si capisce: cautele ulteriori rispetto a quelle sufficienti per le piste). )
Cioè x un inutile stradello di collegamento servono PIÙ misure di sicurezza di una normale pista? Più sicurezza che si una nera 🙄 ???
Spero di aver capito male ..
 
"Per le piste già individuate tra le aree sciabili attrezzate alla data di emanazione del presente decreto non rispondenti alle caratteristiche morfologiche di cui al comma 1, i gestori adottano misure compensative di sicurezza attiva, quali reti di protezione, cartelli informativi, segnali di rallentamento e pericolo."

Quando la carreggiata è ridotta o l'asfalto ammalorato cosa fa il gestore autostradale? Ecco, è lo stesso.
Si rallentano gli utenti ... E personalmente abbatterei quelli con velleità race, che non sopportano gli ostacoli materiali o umani.

Mi sembra naturale, se la pista è stretta il gestore deve adottare maggiori cautele ("misure compensative") poichè l'utente medio è inetto e demente, per cui non è in grado di capire da solo che di fronte ad un imbuto si deve rallentare; va trattato come un criceto, perché spesso quelle sono le sue capacità di raziocinio.
È già così, è una disciplina vecchia solo dispersa in molte fonti, ed ora riordinata.
Non vedo il problema.
 
Mi sembra naturale, se la pista è stretta il gestore deve adottare maggiori cautele ("misure compensative") poichè l'utente medio è inetto e demente, per cui non è in grado di capire da solo che di fronte ad un imbuto si deve rallentare; va trattato come un criceto, perché spesso quelle sono le sue capacità di raziocinio..
Ok, capito ...devono fare di tutto x passere il messaggio "rallenta coglione"
 
Ok, capito ...devono fare di tutto x passere il messaggio "rallenta coglione"

Non è così ... il principio "rallenta IN QUANTO SEI un coglione" deriva da atti normativi precedenti.

La regolamentazione principale e più corposa delle "discipline sportive invernali" è in vigore dal 2021 con il DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 40 (f.to Mattarella - DRAGHI) in attuazione dell'articolo 9 della legge 8 agosto 2019, n. 86 (f.to Mattarella - CONTE)

Ma siccome i coglioni persistono, ed anzi sono sempre più coglioni, anche chi coglione non è oggi si becca l'obbligo del casco (sperando che non lo trasformi a sua volta in un coglione tardivo, così da infoltirne le legioni).
 
In tema di "riclassificazione delle piste" se non erro dalla legge di conversione con emendamenti emergerebbe una certa evoluzione (già in corso da anni) sotto il profilo tecnico.
Partiamo dalla normativa precedente:

- il testo previgente (DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 40) in vigore dal 3.4.2021 all'art. 5 (è interessante leggerlo TUTTO) disponeva:

1. Le piste di discesa vengono segnalate dal gestore degli impianti secondo il grado difficoltà come segue:​
a) colore blu: piste facili caratterizzate da una pendenza longitudinale non superiore al 25 per cento, ad eccezione di brevi tratti e che non presentano apprezzabili pendenze trasversali;​
b) colore rosso: piste di media difficoltà caratterizzate da una pendenza longitudinale non superiore al 40 per cento, ad eccezione di brevi tratti, ed in cui apprezzabili pendenze trasversali sono ammesse solo per brevi tratti;​
c) colore nero: piste difficili caratterizzate da pendenze longitudinali o trasversali superiori al 40 per cento.​
2. Tutte le piste non battute sono considerate piste difficili e devono essere segnalate in nero al loro imbocco.​

E' interessante osservare l'evoluzione della disciplina normativa riguardante le piste blu .

1) Il DECRETO LEGISLATIVO 29 agosto 2023, n. 120 ha disposto che all'articolo 5 del d.l. 28 febbraio 2021, n. 40 (laddove si descrivono le piste blu) le parole «25 per cento» sono sostituite dalle seguenti «15 per cento»; in vigore dal 5.9.2023.
Sembra evidente che, limitando la pendenza delle blu, si espanda l'insieme delle rosse (16%<-->40%).

2) Poi arriva il DECRETO-LEGGE 30 giugno 2025, n. 96 che (all'art. 10) ri-modifica il precedente intervento sull'art. 5 (grado di difficoltà delle piste) e ripristina la precedente versione della norma, più "permissiva" disponendo per le piste blu che:

Al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni:​
a) all'articolo 5:​
1) al comma 1, lettera a), le parole «15 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «25 per cento»;​

Quindi le piste rosse si ricontraggono (a favore delle blu) ritornando nel range originario 26%<-->40%=media difficoltà (in vigore dal 1.7.2025)
Poi il d.l. 96/2025 deve essere convertito in legge ordinaria; questo avviene con la legge 8 agosto 2025 n.119, quindi la situazione ad oggi è:
  • BLU - "piste facili", pendenza fino al 25% ;
    • eccezione: "brevi tratti" E senza apprezzabili pendenze trasversali.
  • ROSSE - "piste medie", pendenza fino al 40%;
    • eccezione: "brevi tratti" (per la pendenza longitudinale) E ulteriori "brevi tratti" caratterizzati da apprezzabile pendenza trasversale [norma scritta con i piedi già dal 2021, n.d.r.!]
  • NERE - "piste difficili", pendenza (longitudinale O trasversale!) oltre il 40% .
Quindi nel 2025 non è avvenuta nessuna riclassificazione del grado di difficoltà delle piste, poiché la disciplina attuale è la stessa del 2021: la modifica (più restrittiva) riguardante le piste blu c'era stata nel 2023, ma ora si è ritornati alla disciplina precedente ed applicata già da 4 anni.

La ri-espansione del grado più basso - che possiamo tradurre in maggior pendenza, solo longitudinale, delle piste ritenute "facili" (cioè in soldoni di quelle adatte a principianti) - si accompagna ora all'obbligo universale di indossare il casco, quale odierno contrappeso (non previsto nel 2021) al maggior numero di utenti che si ritengono abilitati alle piste blu.
In altre parole, senza obbligo del casco, l'utenza da "pista facile" prima (dal 2023) poteva non risultare idonea a piste con pendenza longitudinale 16%<--->40%, che i gestori avrebbero dovuto prudentemente segnalare quali "rosse".

Oggi invece più principianti possono (legalmente parlando) percorrere piste siffatte, non perché divenuti più bravi ma perché casco-muniti: così sicuramente ne risulta semplificata (legalmente parlando) l'accesso e la fruizione più ampia di comprensori e stazioni ad una clientela che si inquadra (legalmente parlando) al livello più basso - in termini di perizia sciistica - nella disciplina dei fruitori turistici.
Sotto il profilo infortunistico ed assicurativo, dal 2023 un principiante poteva teoricamente andare incontro a problemi se avesse imprudentemente affontanto una pendenza del 20% classificata come "rossa" (media difficoltà). Oggi se il medesimo principiante a parità di preparazione ma casco-munito rimanesse coinvolto su una pendenza del 39% ma designata "blu" (facile) non dovrebbe rispondere di condotta incauta almeno per quanto riguarda la scelta del tracciato da percorrere (pista facile).
Cioè: il medesimo principiante è parimenti imperito, la pista pende il doppio, ma il rischio apparente è diminuito ("pista facile"): per questo ho qualche timore sul senso di apparente sicurezza (controllo) che ne discenderà, proprio tra chi è meno perito (al netto di ogni ulteriore ragionamento sul casco).

A mio parere - se intendessi malignare - sosterrei che il casco obbligatorio non protegge le teste, ma gli incassi dei gestori per consentirgli di fare numeri con clientela poco avvezza e facilitandoli nel fidelizzarla già dalla tenera età (il che in epoca di inverno demografico, non è malvagia come idea), anche per rendere "digeribile" il costo degli skipass in rapporto ai percorsi (legalmente) fruibili ("piste facili") da tale target di clienti; ché altrimenti si farebbero 2 conti tra il pagato e lo sciabile, soprattutto nei grandi comprensori.
Un po' come non manutenere le strade cittadine, preferendo apporgli il limite dei 20 km/h (ma all'inverso).

Sono troppo maligno?
 
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