In tema di "riclassificazione delle piste" se non erro dalla legge di conversione con emendamenti emergerebbe una certa evoluzione (già in corso da anni) sotto il profilo tecnico.
Partiamo dalla normativa precedente:
- il testo previgente (DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 40) in vigore dal 3.4.2021 all'art. 5 (è interessante leggerlo TUTTO) disponeva:
1. Le piste di discesa vengono segnalate dal gestore degli impianti secondo il grado difficoltà come segue:
a) colore blu: piste facili caratterizzate da una pendenza longitudinale non superiore al 25 per cento, ad eccezione di brevi tratti e che non presentano apprezzabili pendenze trasversali;
b) colore rosso: piste di media difficoltà caratterizzate da una pendenza longitudinale non superiore al 40 per cento, ad eccezione di brevi tratti, ed in cui apprezzabili pendenze trasversali sono ammesse solo per brevi tratti;
c) colore nero: piste difficili caratterizzate da pendenze longitudinali o trasversali superiori al 40 per cento.
2. Tutte le piste non battute sono considerate piste difficili e devono essere segnalate in nero al loro imbocco.
E' interessante osservare l'evoluzione della disciplina normativa riguardante le
piste blu .
1) Il DECRETO LEGISLATIVO 29 agosto 2023, n. 120 ha disposto che all'articolo 5 del d.l. 28 febbraio 2021, n. 40 (laddove si descrivono le
piste blu) le parole «25 per cento» sono sostituite dalle seguenti
«15 per cento»; in vigore dal 5.9.2023.
Sembra evidente che, limitando la pendenza delle blu, si espanda l'insieme delle rosse (16%<-->40%).
2) Poi arriva il DECRETO-LEGGE 30 giugno 2025, n. 96 che (all'
art. 10) ri-modifica il precedente intervento sull'art. 5 (grado di difficoltà delle piste) e ripristina la precedente versione della norma, più "permissiva" disponendo per le
piste blu che:
Al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5:
1) al comma 1, lettera a), le parole «15 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «25 per cento»;
Quindi le piste rosse si ricontraggono (a favore delle blu) ritornando nel range originario 26%<-->40%=media difficoltà (in vigore dal 1.7.2025)
Poi il d.l. 96/2025 deve essere convertito in legge ordinaria; questo avviene con la legge 8 agosto 2025 n.119, quindi la situazione ad oggi è:
- BLU - "piste facili", pendenza fino al 25% ;
- eccezione: "brevi tratti" E senza apprezzabili pendenze trasversali.
- ROSSE - "piste medie", pendenza fino al 40%;
- eccezione: "brevi tratti" (per la pendenza longitudinale) E ulteriori "brevi tratti" caratterizzati da apprezzabile pendenza trasversale [norma scritta con i piedi già dal 2021, n.d.r.!]
- NERE - "piste difficili", pendenza (longitudinale O trasversale!) oltre il 40% .
Quindi nel 2025 non è avvenuta nessuna riclassificazione del grado di difficoltà delle piste, poiché la disciplina attuale è la stessa del 2021: la modifica (più restrittiva) riguardante le
piste blu c'era stata nel 2023, ma ora si è ritornati alla disciplina precedente ed applicata già da 4 anni.
La ri-espansione del grado più basso - che possiamo tradurre in maggior pendenza, solo longitudinale, delle piste ritenute "facili" (cioè in soldoni di
quelle adatte a principianti) - si accompagna ora all'obbligo universale di indossare il casco, quale odierno contrappeso (non previsto nel 2021) al maggior numero di utenti che si ritengono abilitati alle
piste blu.
In altre parole, senza obbligo del casco, l'utenza da "pista facile" prima (dal 2023) poteva non risultare idonea a piste con pendenza longitudinale 16%<--->40%, che i gestori avrebbero dovuto prudentemente segnalare quali "rosse".
Oggi invece più principianti possono (legalmente parlando) percorrere piste siffatte, non perché divenuti più bravi ma perché casco-muniti: così sicuramente ne risulta semplificata (legalmente parlando) l'accesso e la fruizione più ampia di comprensori e stazioni ad una clientela che si inquadra (legalmente parlando) al livello più basso - in termini di perizia sciistica - nella disciplina dei fruitori turistici.
Sotto il profilo infortunistico ed assicurativo, dal 2023 un principiante poteva teoricamente andare incontro a problemi se avesse imprudentemente affontanto una pendenza del 20% classificata come "rossa" (media difficoltà). Oggi se il medesimo principiante a parità di preparazione ma casco-munito rimanesse coinvolto su una pendenza del 39% ma designata "blu" (facile) non dovrebbe rispondere di condotta incauta almeno per quanto riguarda la scelta del tracciato da percorrere (pista facile).
Cioè: il medesimo principiante è parimenti imperito, la pista pende il doppio, ma il rischio apparente è diminuito ("pista facile"): per questo ho qualche timore sul senso di apparente sicurezza (controllo) che ne discenderà, proprio tra chi è meno perito (al netto di ogni ulteriore ragionamento sul casco).
A mio parere - se intendessi malignare - sosterrei che il casco obbligatorio non protegge le teste, ma gli incassi dei gestori per consentirgli di fare numeri con clientela poco avvezza e facilitandoli nel fidelizzarla già dalla tenera età (il che in epoca di inverno demografico, non è malvagia come idea), anche per rendere "digeribile" il costo degli skipass in rapporto ai percorsi (legalmente) fruibili ("piste facili") da tale target di clienti; ché altrimenti si farebbero 2 conti tra il pagato e lo sciabile, soprattutto nei grandi comprensori.
Un po' come non manutenere le strade cittadine, preferendo apporgli il limite dei 20 km/h (ma all'inverso).
Sono troppo maligno?