ATK HY FREE 13 BLACK-La mia prova, le mie impressioni.

Erni1967

BENE GESSERIT MEMBER
Dopo la discussione generalista di questo attacco, ne apro una dedicata al montaggio e all’utilizzo da parte mia. :)

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Nella confezione ci sono tutti i vari pacchettini con viti, spessori per la piastra afd, e gli spessori per i rampant e lo schema fori, non in scala, e al momento non è ancora presente sul sito.



Per il montaggio, forature a parte, non vi sono particolari difficoltà, per il puntale, va rimosso il coperchio in plastica che da accesso ai fori anteriori, va poi inserito il porta rampant sotto la parte posteriore del puntale e avvitare.

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Si può passare a montare la slitta posteriore, 4 viti, poi si infila la talloniera fino a farla ingranare nella vite e trascinarla fino a circa metà della scala dí regolazione incisa sulla slitta.

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Ora si posiziona la placchetta afd sul puntale e si inserisce lo scarpone per regolare in modo ottimale la spinta, che è corretta quando l’anello di riferimento non esce dalla parte posteriore della talloniera.

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Fatto questo si verifica se la suola dello scarpone è nella posizione corretta sulla piastra afd, e nel caso si inseriscono gli spessori come da istruzioni.

Sono di tre misure, 0,6 0,9 e 1,2mm.
Se il foglio di carta interferente tra suola e piastrina esce senza rompersi, la pressione è corretta.

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Ho verificato il drop, +4mm al posteriore.



Prova sul campo.



Discesa:

Provato in 2 condizioni, con lo stesso scarpone, il mio Scott,la prima a Sandomenico sostanzialmente in pista, mentre la seconda a Rothwald per una discesa su neve trasformata ma fresca.

Nulla da segnalare, nel senso che si comporta come un qualsiasi attacco da discesa, si calzano e si tolgono allo stesso modo, talloniera che scatta bella secca, e si apre con un certo sforzo.



Salita:

Dopo il breve bordo pista di Sandomenico, sono stato nel mio parcogiochi, Rothwald per una salita di circa 600m che offre una certa varietà di situazioni, e che nel caso dello sci su cui è montato lo è indicativa del range di utilizzo.

Non mi dilungo sulle regolazioni da fare, si calza agevolmente come da manuale, e poi bloccando la leva anteriore in posizione di salita si può partire.

Stradine e falsopiani, non ho sentito la necessità di usare la prima posizione dell’alzatacco e il drop negativo non è fastidioso, avvertibile, ma nulla dí cosi strano.



Traccia su neve morbida e orizzontale ben larga, l’effetto trampolo non si avverte, ovviamente gli sci sono praticamente in piano e la pelle lavora bene, aumentando la pendenza conviene mettere l’alzatacco sulla prima posizione.


Ho eseguito delle semplici inversioni senza alzare gli sci, ma copiando il pendio, senza avvertibili problemi.

Traversi:

Li ho cercati su pista battuta, perché fuori la neve morbida non offriva il terreno corretto per capire di quanto ti si torce la caviglia per far lavorare le pelli vicino alla lamina, e con la condizione peggiore, 5cm di neve fresca su fondo duro, gli sci hanno perso la presa se tenuti orizzontali, se invece si cerca più pendenza e quindi la pelle ha più superficie di contatto la situazione migliora, ma l’effetto trampolo è molto avvertibile e ci vuole abitudine per farli stare al loro posto, aggiungendo che i 116 al centro dei Governor non aiutano.



Passaggio salita/discesa, come su tutti i pintech, si abbassa la leva di sblocco sul puntale e si aprono le due braccia, poi si ruotano in posizione di discesa, si apre la talloniera, che sblocca lo skistop, si calzano e si scende.

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Conclusioni.

Ho deciso di prenderlo ancora prima della presentazione, perché non avevo un attacco “ibrido” o meglio in questo caso dalla doppia modalità, salita con pin e discesa in modalità alpina, e perché i modelli simili, che poi si riducono solo allo Shift, non mi avevano mai fatto scattare la reale voglia di prenderli.

Troppo pesante il PTDuke, che ho montato la scorsa stagione su un Kuro, e anche macchinoso nel passaggio salita/discesa, e sostanzialmente inutili i veri ibridi tipo tr1-2 e i vari Marker KingPin(mia opinione, non vogliatemene)



Sorvolo anche sul costo, del resto sono materiali che possono essere passati tra sci, che di sicuro si consumerebbero molto prima dell'attacco.



Il peso è accettabile per pellare anche 1200 1400m ma essendo uno attacco finalmente usabile con scarpe pista lo vedo bene soprattutto per uno sci freeride di sostanza e peso sopra i 2kg.

Non pretendo ne voglio convincere nessuno sulla bontà dell'attacco, quindi lascio ad ognuno trarre le proprie conclusioni.
 
Perdona Erni la domanda probabilmente ovvia / ingenua, ma a volte la risposta diretta di un esperto risparmia ore e ore di pascolo su review, riviste ecc: in cosa pensi sia diverso / superiore questo HY FREE rispetto allo shift? (Lo chiedo perchè inferendo da altri thread mi ero segnato lo shift come "must" per lo sci da freeride di 2 kg / titanal che vorrei progressivamente comporre nel prossimo futuro)
 
Sono due attacchi che fanno la stessa cosa, lo Shift è più economico e plasticoso, l’HY è più caro e tutto in alu, si manovra meglio sia per il passaggio salita/discesa che per il blocco/sblocco dello skistop.
Lo Shift pesa un po di più e questo potrebbe far pendere la scelta qualora si volesse pellare tanto.
 

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Sono due attacchi che fanno la stessa cosa, lo Shift è più economico e plasticoso, l’HY è più caro e tutto in alu, si manovra meglio sia per il passaggio salita/discesa che per il blocco/sblocco dello skistop.
Lo Shift pesa un po di più e questo potrebbe far pendere la scelta qualora si volesse pellare tanto.
Chiarissimo. Grazie
 
Mi sono letto tutto il report, molto interessante

l’effetto trampolo è molto avvertibile e ci vuole abitudine per farli stare al loro posto
Questo sarà il tallone d'achille del progetto e che ne ridurrà la diffusione.

Non capisco peraltro perchè i vari tester-influencer hanno fatto di tutto per minimizzare la cosa, è abbastanza evidente.

Peccato per i brevetti e i veti incrociati che avranno impedito una soluzione tecnica "simil shift", che per me ad oggi resta la migliore.
 
Sono in una fase molto disfattista (molto più del solito) perché attorno a me aumentano a dismisura “le vittime Instagram” nonostante ormai pensavo che il genere umano fosse vaccinato a riguardo.

io spero sia controproducente ma a me sembra continuino a “vincere” loro.

Ennesimo OT, pardon.
 
io aspetto........tra qualche anno magari...ora ho lo shift e per le cagatine che mi sono ridotto a fare è più che sufficiente, in ogni caso mi intriga sto pezzo d'alluminio cesellato!!grazie Erni per la recensione.
 
Mi sono letto tutto il report, molto interessante


Questo sarà il tallone d'achille del progetto e che ne ridurrà la diffusione.

Non capisco peraltro perchè i vari tester-influencer hanno fatto di tutto per minimizzare la cosa, è abbastanza evidente.

Peccato per i brevetti e i veti incrociati che avranno impedito una soluzione tecnica "simil shift", che per me ad oggi resta la migliore.
In generale. quello che ho trovato abbastanza sgradevole del lancio di questo Hy (e, in generale, della dirigenza ATK, ho in mente una puntata di Gear30) e' questa attitudine un po' "markettara".
Appunto, a me, che proprio un proazzo non sono, apparivano evidenti alcune scelte subottimali a livello progettuale, probabilmente appunto dovute al brevetto di Salomon...
Avrei trovato un approccio piu' onesto quello del glissare, piuttosto che dire "ah, ma e' una feature, mica un bug".
Dai... seriously?

Appunto, perdi di credibilita'. E per un brand di nicchia come loro, che si vendono come "quelli competenti", una cosa del genere e' un po' spiacevole.

Poi, ovviamente mai li perdonero' per aver discontinued il release10, ma quella e' un'altra storia.

edit:
Altra cosa che continua a sembrarmi stranissima e' il fatto che facciano collezioni marchiate in altro modo per altri (Kaestle, BD... Majestic, che pero' credo sia comunque un brand loro).
Nel senso, e' il modo migliore per diluire la brand identity, e perlomeno a me fa azienda non serissima
 
@Erni1967 recensione tecnicamente dettagliata e compentente, e onesta. Giustamente dici "l'ho pagato e dico quello che ritengo giusto". Sembra una frase banale ma oggiogiorno non lo è: tanti si limiterebbero a difendere l'acquisto solo perché trendy. I tempi sono quelli che sono.

La soluzione (anzi, come è stato detto l'accrocchio) per i rampant è di quanto più brutto non si vedeva sul mercato da tempo immemore. A un certo punto un progettista dovrebbe chiedersi: se per fa funzionare un progetto devo far pellare a pollici in su, fare equilibrismo su un trampolino e obbligare lo sciatore a portarsi due torrette nello zaino solo per tenere fermi i rampant, non è che è lo stesso progetto a essere sbagliato?

Altra cosa che continua a sembrarmi stranissima e' il fatto che facciano collezioni marchiate in altro modo per altri (Kaestle, BD... Majestic, che pero' credo sia comunque un brand loro).
Nel senso, e' il modo migliore per diluire la brand identity, e perlomeno a me fa azienda non serissima

Potrebbe dipendere dal fatto che nascono come, e rimangono, una azienda manifatturiera, per la quale i volumi di produzione vengono prima della stessa brand identity. È la stessa filosofia di altre aziende con la stessa impostazione, tipo Elan che costruisce sci per molti altri brand. Quando hai una fabbrica devi produrre pezzi, quando hai solo un marchio (ad es. Black Crows, che si fa fare gli sci da Elan) gestisci solo proprietà intellettuale e devi curare solo quella.

Apro una parentesi sul discorso influencers: cercate su youtube il video di Nicolai Schirmer agli Scarpa Days a Cortina. Guardate come scende dalla Forcella Rossa. Come direbbe il mio conterraneo Checco Zalone: "Ma è del mestiere questo?". Forse ATK dovrebbe sceglierseli meglio...
 
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