Ma non è un OT.
Una delle trappole euristiche che fa più morti da valanga è la competitività.
Rimarcare che dietro alle esternazioni da pescatore di molti "skitourer" ci sia bias, incapacità di lucida analisi e talvolta (non così raramente come vorrei) vera e propria MALAFEDE, aiuta tantissimo.
Soprattutto chi si è avvicinato da poco alla disciplina e non ha ancora gli anticorpi per resistere a questa pressione competitiva.
Diciamocelo: la gita di merda capita a tutti. La neve terribile anche.
Aver sbagliato a leggere le condizioni da casa, dai bollettini, è una cosa normalissima, perchè è un casino capire a distanza.
Se si arriva alla base della gita e ci si rende conto che non c'è spazio per farla in sicurezza e che non ci sono alternative più sicure, si torna a casa.
E non c'è nulla da vergognarsi, ANZI.
Sarebbe da aprire una parentesi ENORME su chi non rinuncia e a volte è coinvolto in un incidente.
Su quanto si tenda a romanzare l'indomito contro l'alpe, quando a volte dovremmo celebrare il coraggio di chi rinuncia.