Trekking 2025

Gestita da un ragazzo e una ragazza giovani con entusiasmo
Nota a margine: se ho capito bene, il rifugio anni indietro era gestito dal nonno del ragazzo (conoscente di un mio carissimo amico) e, quando gli è capitata l'occasione di partecipare al bando pubblico di assegnazione, non ci ha pensato due volte a provare a riprenderlo in gestione in sua memoria e per dare una sorta di continuità "famigliare". Rende il tutto un po' più romantico diciamo 😂👍🏼
 
Nota a margine: se ho capito bene, il rifugio anni indietro era gestito dal nonno del ragazzo (conoscente di un mio carissimo amico) e, quando gli è capitata l'occasione di partecipare al bando pubblico di assegnazione, non ci ha pensato due volte a provare a riprenderlo in gestione in sua memoria e per dare una sorta di continuità "famigliare". Rende il tutto un po' più romantico diciamo 😂👍🏼

Esatto, è il nipote dello storico gestore che per molti anni è stato il rifugista.
Dopo un po' di gestioni che non sono durate molto speriamo che ci sia continuità.

La baita è di proprietà della sottosezione (forse a breve sezione) del CAI di Iseo ed è stata costruita anni fa da alcuni soci volontari sui ruderi di una vecchi baita (è stata inaugurata nel 1980).

Il papà di una delle persone che erano con me ieri è colui che aveva decorato la facciata.

Facendo due chiacchiere ieri con il gestore mi diceva che comunque è abbastanza soddisfatto, durante la settimana poca gente ma nei fine settimana un po' di visitatori ci sono.

Se non ci sei stato ti consiglio di andarci, il luogo è per me molto bello e rilassante ed essendo fuori dai giri più frequentati si ha quella sensazione di familiarità e di calore.
Inoltre si rende merito a due ragazzi che si sono presi un bell'impegno, di sicuro non è uno di quei rifugi che vedono molti passaggi...
 
Continua la torrida estate ma non rinunciamo a salire :
oggi una classicissima delle alpi carniche , il rifugio Marinelli al cospetto del gruppo del Coglians

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........parcheggio a valle full come al solito .....ma con il 4x4 trovo sempre un buco 😅

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Gita al Taschenjöchl a circa 2800m partendo da Kurzras 2000m, quindi poco più di 800 m di dislivello, un record assoluto per la figliola di 8 anni.
Salita col sentiero nr. 4 è discesa col nr. 5 passando per malga Bergl (che non mi sento di consigliare per via del servizio non all'altezza).

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Valletta di Lagaun con l'omonima cima
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Arrivati al passo che collega la Valle di Senales con quella di Schlandraun (e quindi scende in Val Venosta), ispezioniamo i lavori in corso per il nuovo rifugio Heilbronner, distrutto in un incendio negli anni 30 e mai più ricostruito.
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A quanto pare dovrebbe essere mantenuto l'aspetto originale

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Il cantiere con la Palla Bianca sullo sfondo
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Il laghetto "Nero" sul lato che scende a Silandro
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Con le cime del gruppo Ortles
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Discesa in direzione malga Bergl col lago di Vernago e cima Similaun
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Cima Lagaun a sinistra e Palla Bianca a destra
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Un tipo di trifoglio diverso dai soliti
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Qui si nota un tratto del sentiero con cui siamo saliti e alla sua destra la traccia dell'escavatore, ancora perfettamente visibile. Fa impressione considerata la pendenza.. 😲
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Il maso (e l'edificio) più vecchio di Maso Corto, che ha dato il nome a questa frazione e in cui è nato Leo Gurschler, pioniere e fondatore del comprensorio sciistico locale.

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Tentando di sfuggire al caldo opto per una partenza di buon’ora a quota 2000 del Pianaccio (poco sopra il Passo del Mortirolo). Giro ad anello con salita dalla valle di Grom, e rientro andando a toccare i principali laghi Seroti, di cui i due superiori ancora mi mancavano.

In ordine: lago di Grom, lago Storto ancora nella morsa del gelo, lago rotondo, lago Seroti Superiore e infine dopo ripida discesa, lago Seroti Inferiore.

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Il tutto al cospetto dei grandi massicci Adamellini

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Bel giro in zone piuttosto selvagge e non molto battute, probabilmente per l’assenza di punti di appoggio

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Rilievi per il comprensorio? :TTTT

In tutto il tragitto non ho incontrato neanche uno scarrafone.
Visto che si sono gia' estinti, direi che si puo' procedere con gli scavi.

 
Primo giro orobico della stagione: salito al rifugio Balicco (1963) e al soprastante (ormai ex) bivacco Zamboni (2007), tra le pochissime strutture bergamasche a non avermi ancora visto, con partenza dalla Madonna delle Nevi (1307), al primo tornante del San Marco dopo la diga di Mezzoldo. Andata col 124A e ritorno col 124B, 700 mdsl e circa 8-9 km di percorrenza su dell'ottimo sentierame.
Meteo totalmente imbizzarrito: era previsto soleggiato in mattinata e via via cumulante con possibilità di temporali nel primo pomeriggio, ma il temporale l'ha fatto tra le 8 e le 10, fortunatamente nella retrostante Valtellina, mandando di qua solo frange nuvolose e un vento freddo che però ha pulito tutto per bene. Dalle 11 alle 13 sereno e nitido che pareva ottobre, poi ha iniziato a cumulare.
Nonostante la giornata feriale, i sentieri erano discretamente frequentati.

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A volte uno, a volte zero, a volte anche quattro o cinque. Dipende dall'ispirazione.
Perché? Fanno così schifo?
 
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