Marzo - Aprile: un cahier des doleances con qualche luce.
La stagione volge al termine e ci si avvicina all'esame, ma ahime', emergono note dolenti con qualche luce.
Riprendo il filo del discorso in ordine temporale, se ci sara' qualcosa di "doppio" mi scuso.
Gli allenamenti proseguono. Il 7 Marzo si svolge quello che si rivelera' l'ultimo Ski de Nuit della stagione. Come gia' detto, la serata e' positiva e Ludivine si rivela un'istruttrice eccellente.
Quella sera condivido la classe con il buon Matteo, l'amicissimo Enrico e Giulia, allenatrice dello Sci Club con la quale nel tempo si e' stabilita una bella amicizia.
Giulia e' ottima sciatrice, Maestra in Italia, e sta preparando l'equivalenza in Svizzera che di base consiste nel mio stesso esame ma con "solo" la parte tecnica.
Parlo con lei e forse mi apro piu' del dovuto. Qualche giorno dopo mi scrive:
Mi colpisce in pieno, in faccia. In qualche modo lei ha capito un certo disagio. Ultimamente, certi commenti di persone a volte anche vicine mi urtano. Le frasi tipo "ah sei andato a sciare, bastardo" "ah sei andato a divertirti?" "E tua moglie?" "E i tuoi figli?" "E come fai con il lavoro?"
Come fosse una sinistra litania, mi risuonano in testa come quelle frasi della mia professoressa delle medie. Fortunatamente ho 40 anni e non piu' 12, e a seconda delle persone e delle situazioni inizio a rispondere a tono - un paio di volte temo di aver sfiorato i margini ma amen -.
Non mi rivolgo all'amichevole "vaffanculoooo" che il simpatico papa' romano di una compagna di scuola di mia figlia mi rivolge dopo aver fatto l'errore di chiedermi "a quanti giorni sulla neve sei quest'anno?" ma a quelli che si rivolgono a me quasi con astio, o invidia, o semplicemente incapacita' di comprensione di fatti semplici:
- avere una passione ed inseguirla e' legittimo
- se i miei familiari sono d'accordo, ma che cazzo vuoi tu?
- un lavoro puo' anche essere divertente - e questo e' un punto che, scusate se sembro il sessista che NON sono, il 90% delle donne non capisce
- nessuno mi dice nulla quando vado in Germania a fare lezione in Universita', anzi "wow! complimenti" e invece quando torno con la faccia abbronzata dal weekend "bastardo sei andato a divertirti". Surprise surpise... guadagno di piu' come Maestro che come Professore....
Ecco, aiuterebbe non poco se chi mi e' vicino, quando sono assente, invece di rispondere "e' andato a sciare" utilizzasse delle frasi migliori, che' quando vado in Universita' dice "e' andato a far lezione in Universita'" ma questo e' altro tipo di scoglio.
Mi leggo e rileggo il messaggio di Giulia e vaffanculo, ha ragione lei. Cerco di chiudermi nella mia bolla e di isolarmi, senza toccare mai l'argomento se non con persone selezionatissime. La sfiga e' che la mia abbronzatura mi precede, ma cerco di gestire il tema buttandolo in caciara quanto prima possibile quando toccato da persone indesiderate.
Il weekend successivo e' in chiaroscuro. Il 14 Marzo il meteo e' tremendo: sopra i 2000 c'e' una nebbia che si taglia con il coltello, sotto piove e la neve si sfonda, pericolosissimo anche sciarci normalmente, visto che rischio un crociato semplicemente tornando a casa, fradicio, dopo un'ora di tentativi di trovre un terreno decente - ed ovviamente senza lezioni, chi sarebbe cosi' cretino...
La domenica 15 la giornata e' favolosa: io ed Enrico ci sfondiamo di BodyCarve, Varianti di Corto, Corto.
Il BodyCarve non mi entra. Non mi sblocco. C'e' qualcosa che continuo a non capire.
Il weekend successivo come gia' raccontato, viene dedicato ai vari eventi: Cantonale Maestri e festa dei 100 anni della scuola. La neve e' tremenda, noi siamo stanchi per le gare. Nella notte tra il 21 e il 22 nevica, il che ci permette di fare una mattina di polvere leggera mettendo chilometri per la prova di "Neige non preparee" fin quando il caldo non sfalda tutto e si decide di tornare a casa.
25 - 26 - 27 Marzo. I giorni piu' belli
Mael aveva organizzato una due giorni di allenamento per il 26 e 27 Marzo ma il meteo per il 26 e' previsto tremendo. I giorni saranno il 25 e il 27. In modo assolutamente pirotecnico riesco ad organizzarmi.
Il 25 e' una giornata magnifica
Grazie a vari consigli tra Mael e altri colleghi, riesco nel miracolo di capire e sistemare il BodyCarve. Il segreto e' buttarsi dentro di ignoranza, fidarsi, appoggiarsi tantissimo alla mano "che se la levi, cadi", peso sull'esterno e poca velocita', ma curve chiuse. Dopo un numero di facciate in terra abbondantemente in doppia cifra, riesco persino a divertirmi. Mael mi stoppa: "ce l'hai, basta, ora cambia esercizio".
Eseguo. Chiedo a Mael di essere piu' severo: a volte ho l'impressione sia troppo indulgente, o quantomeno troppo positivo.
CI mettiamo a fare Switch, e lui mi chiede di alzare l'asticella andando a condurre il piu' possibile e aumentando al massimo la velocita'. Mentre tento, mi schianto, l caviglia destra non reagisce bene ma nonostante il dolore e' tutto a posto.
Lavoriamo sull'inversione Switch --> Normale che rimane l'unico punto critico per me. Mael mi insegna il Tail Turn:
- Sei in switch
- A fine curva, rimetti gli sci alla stessa altezza (la curva in Switch di fa con lo sci esterno piu' avanzato, "a forbice")
- Peso del corpo tutto all'indietro
- Rotazione delle caviglie veloce
- E rieccoti in posizione "normale". Da li, si puo' fare l'unica curva "normale" permessa, per poi rimettersi in Switch con un bel Powerslide - almeno questa e' la strategia che ho scelto io, in quanto il Powerslide mi piace tanto e mi riesce bene, non come le altre forme di rotazione che richiedono piu' dinamicita' che sento di non avere
Ci lavorero', la caviglia duole, ma ho capito il movimento e gia' ai primi tentativi mi riesce, anche se non perfetto.
Finisco l'allenamento. Pranzo al volo - grazie Aldi! - doccia e partenza. Alle 23:00 sono a Monaco. Alle 8:45 ho un meeting di lavoro in centro. Alle 11:00 ho finito: carico 2 casse di birre e 4 brezel al burro (che saranno colazione, pranzo e merenda di quella giornata) e rivolgo il muso della mia Audi verso Crans.
Ironicamente, uscendo da Monaco prende a nevicare. Arrivo a Crans dove sta nevicando di brutto. Cena da amici cui davanti casa c'e' un parcheggio ampio e deserto. La tentazione e' troppo, troppo forte..
Puoi avere 20, 30, 50 o 80 anni... ma un uomo con un'auto, sulla neve, in un parcheggio deserto, se non fa nemmeno un Donut non e' un uomo normale. Punto.
Il giorno dopo, come gia' raccontato, l'allenamento salta e si trasforma in un memorabilissimo, meraviglioso giorno di freeride.
Nel weekend la mia principessa compie 7 anni quindi niente sci. Per vendicarmi, bullizzo qualche amico su Instagram
Arriva Pasqua. Il 3 Aprile Mael organizza un allenamento. Il mattino e' fantastico: condizioni incredibili, qualunque cosa ci faccia provare, mi entra, e anche bene. Sono sereno e felice.
Per evitare di perdere tempo prendendo 2 impianti, Mael ci fa fare un fuoripista condito da rocce e passaggi tecnici... se e' facile, non e' per Mael
Al pomeriggio andiamo al Park. Finalmente gli Shaper hanno messo su un salto L e uno XL, a quanto ci dicono, molto simili a quelli che avremo all'esame.
E io mi pianto.
Mi blocco.
Mi fermo totalmente.
La paura mi congela e paralizza. Anche solo prendere la velocita' che serve per saltare mi sembra fuori dalla mia portata. Vedo gli altri saltare, persino Patricia, ultra 50enne. Io no. Ci provo, ma l'istinto mi fa mettere gli sci di traverso sulla rampa. Salto come un bimbo di 5 anni e atterro pesantemente sul Flat, e non sul landing. Caviglie, ginocchia e schiena mi dicono cose orrende.
Lascio perdere, nonostante Giulia, Mael, e Kevin (un istruttore venuto a dare una mano) mi stimolino e aiutino. Niente.
La vivo come una sconfitta tremenda e pesante. Per la prima volta in vita mia ho paura sugli sci. Da ragazzino mi divertivo in Park, mai stato un fenomeno ma paura mai avuta: prendevo Rail appena potevo, saltavo... ora nulla, il vuoto.
Nulla serve nemmeno Mael che mi fa un lungo discorso, dicendo "Lavori, insegni qui, insegni all'Universita', hai una moglie, due figli... non puoi abbatterti per una cosa che non ti riesce". Ma io mi abbatto perche' quando faccio una cosa, mi isolo da tutto il resto e per me, quella cosa in quel momento e' "il tutto".
La gommapiuma delle maschere Oakley assorbe bene le lacrimucce, l'ho scoperto questa stagione. Decisamente una qualita' da sottolineare.
Decido di mollare i salti e di andare da solo a fare pratica sulle cunette. Due giri fatti anche decentemente. Al terto arrivano gli altri: parto, forse senza rendermi conto di essere molto stanco e di essermi dato troppa pressione, e a meta' picchio un volo della madonna, mi ribalto, fantozzianamente attorcigliandomi allo zaino porta-paletti lasciato a lato: Kevin deve scendere a disincagliarmi.
Torno a casa con l'umore sotto la suola delle scarpe. Provo a pensare che il mio problema siano gli sci. Rubo dei vecchi Armada a mio cognato e me li sistemo.
Il Sabato salgo con i Van Deer SL e gli Armada. La neve e' vetrata. Indosso i Van Deer e con Enrico iniziamo a scaldarci con del corto raggio. Sbaglio qualcosa, la neve e' durissima, non so... fatto sta che all'improvviso gli sci si sganciano, e mi trovo proiettato in aria. Atterro duramente sul coccige. Dolore forte, spavento, imprecazioni. Un turista gentile mi soccorre. Nulla di rotto ma solo gran dolori, e sfiducia.
Provo gli Armada. Prova e riporva, qualcosa esce, ma atterro sempre sul Flat. Mi mancano forse 20cm al landing ma niente, non riesco. Enrico si'.
Il giorno di Pasqua salgo da solo e parto dritto sul Park con gli Armada. Forse, senza pressioni esterne, riusciro'. Incrocio Derek Wedge, nostro collega, fenomenale Freestyler e persino ex Campione di RedBull Crashed Ice - una specie di Ski Cross ma fatto con i pattini da ghiaccio, che si svolgeva qualche anno fa. Cerca di aiutarmi, ma non caviamo un ragno dal buco.
Nel frattempo mia figlia passa la mattina facendo la prova con lo Sci Club con Giulia. Si innamora dello Sci Club e di Giulia. Si presenta addirittura il problema di determinare il livello corretto - soprattutto il match tra eta' e livello - ma e' un problema piacevole. Il fatto che alla bimba piaccia l'idea di fare Sci Club (senza competizioni e praticamente senza pali per il momento) mi rende felice per lei, ma egoisticamente, e' una cosa che mi dovrebbe facilitare la vita nelle prossime stagioni per motivi immagino ovvi.
Io ed Enrico dedichiamo Pasquetta a rivedere quante piu' forme possibili tra quelle fattibili.
Decido che non prerarero' il salto, e accettero' un 2. Questa decisione mi libera totalmente il cervello: improvvisamente, scio piu' rilassato e tranquillo, mi sento piu' slegato.
Torniamo casa contenti per il lavoro svolto. Purtroppo e' l'ultimo giorno per Crans, perche' il comprensorio chiude, nonostante polemiche dei Local (me compresissimo) e una petizione con piu' di 1000 firme per tenere aperto quantomeno una settimana.
A mente fredda decido di mettermi a fare i conti, considerando un 2 (il minimo) per Salto e Slalom Gigante, e condivido con i miei compagni di Ventura:
Enrico e Giulia mi dicono che sono stato troppo severo con me stesso ma intimamente non credo. Il Couloir non abbiamo avuto alcun modo di allenarlo, non e' semplice. La Neige non preparee dipende tantissimo da quali condizioni troveremo, idem le Cunette (Bosses). Insomma, le incognite sono tantissime.
Ma ormai la convocazione e' arrivata. Ho deciso di andare, tentero' di liberare il cervello come ho fatto quando ho scelto di accettare il 2 nel salto, e di divertirmi quanto piu' possibile. Come andra', andra': sara' comunque un'esperienza.
Il martedi' dopo Pasquetta, il corpo inizia a chiedere il conto. Ho un mal di schiena micidiale che mi impedisce persino di camminare. La caviglia destra e il ginocchio sinistro soffrono. Mi sento senza una forza, spossatissimo e demotivato.
La verita' e' che lo sono. Con Pasquetta sono a 57 giorni di sci in stagione, tra i quali il Backcountry, il Corso Istruttori, e tanti, tanti, tantissimo giorni di allenamento (e le lezioni) senza contare il fatto che ho sciato per il mio piacere personale un totale che non supera i 2 giorni (dei quali 1 con mia figlia, dove appena potevo provavo qualche variante) e da Febbraio in poi su neve molle / morbida / trasformata, che mi ha sfiancato.
La palestra l'ho vista poche volte da Febbraio in poi, tra dolori, allenamenti, e tempo da dedicare al figlio piccolo che non puo' piu' andare all'asilo - ci dividiamo io e mia moglie in modi totalmente folli.
Mi vedo e sento pesante, legato, e invecchiato - temo per una combo esame + questioni lavorative + figlio piccolo + questioni personali, visto che ultimamente, quell'ospite indesiderato che con fatica avevo cacciato, si sta ripresentando alla porta.
Sabato scorso io ed Enrico optiamo per una giornata a Grimentz - Zinal. Le condizioni sono: vetro alle 9:00, ottima neve alle 10:00, acqua alle 11:00. Cerchiamo di fare del nostro meglio, ma al riscaldamento siamo di legno e ci mettiamo 3 piste per rimetterci in sesto, concateniamo qualche variante in base alle condizioni - alla mia seconda curva in BodyCarve mi spalmo sulla nera in cima al comprensorio, stile marmellata sul pane - e verso le 12:00 decidiamo che va bene cosi.
Mi prendo pero' una licenza e mentre Enrico prova a girare nel Park, mi delizio con una nera meravigliosa che voglio farmi senza pensieri. Scio slegato, mi ricordo il perche' faccio questo sport, due turisti mi guardano per tutta la pista e mi sento felice, la pista e' gustosa e io mi godo ogni curva.
In valle ci aspettano 27 caldissimi gradi.
Pranzo veloce e si torna a casa: ci rivediamo il 25, giorno programmato per partire per Zermatt. Il 26 andremo a fare un giro del comprensorio - per quanto ci sara' di aperto - soprattutto per verificare i tempi degli impianti per la Metodologia, e per vedere Cunette e Park. Il 26 sera saremo pronti per la convocazione.
Il resto seguira'.
L'obiettivo ora e' quello di lavorare di conservazione: passeggiate lunghe per cercare di smaltire un paio di kg, di concerto al nuoto. Ahime' la schiena non sopporterebbe i pesi, e le gambe sono abbastanza imballate. Il tutto "quando potro'" tra figli, lavoro, e Universita', visto che poco prima dell'esame avro' un paio di giorni di lezione, con annessa preparazione (extra orario lavorativo) e chilometri. Ma a Kempten c'e' una bella palestra, se la schiena non dolesse potrei dare un colpetto... vedremo.
Ci leggiamo tra un po', comunque sara' andata.