Cosa ne pensate voi?

E aggiungo come spunto di discussione: la mia impressione è che il livello di ingresso molto alto per esercitare la professione ha come obbiettivo primario la limitazione del numero dei professionisti abilitati per insegnare. Un tempo quando fare il maestro equivaleva a fare la rockstar aveva senso, ma oggi forse non è più così.
Meh. I requisiti agonistici servivano a tutelare i valligiani, che per ovvi motivi di vicinanza riuscivano ad allenarsi molto più dei cittadini. Poi l' agonismo è diventato sempre più esigente dal punto di vista economico (sia per l'iscrizione allo sciclub che per i materiali, oltre che per il costo delle trasferte) e soprattutto i ragazzi hanno iniziato a saltare scuola, cosa che una volta era molto meno comune. Una volta ci si allenava al pomeriggio dopo scuola, è facile capire che i valligiani erano avvantaggiati. Si poteva diventare maestro con due paia di sci, ora ne servono 5. Il primo requisito è quindi economico, e il fattore distanza è molto limitato dal fatto che ci si muove con molta più facilità e ormai anche i cittadini riescono ad allenarsi in settimana. Quindi di fatto quello che una volta era protezionismo verso un mestiere di valle è diventato paradossalmente un ostacolo per chi in valle ci vive. Il risultato è che i nuovi maestri non lo fanno per mestiere ma per sfizio finché studiano per fare mestieri più prestigiosi e remunerativi, e i giovani valligiani lavorano agli impianti. Ovviamente non tutti, sto generalizzando, ma la generalizzazione è funzionale alla descrizione della situazione generale.
 
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Meh. I requisiti agonistici servivano a tutelare i valligiani, che per ovvi motivi di vicinanza riuscivano ad allenarsi molto più dei cittadini. Poi l' agonismo è diventato sempre più esigente dal punto di vista economico (sia per l'iscrizione allo sciclub che per i materiali, oltre che per il costo delle trasferte) e soprattutto i ragazzi hanno iniziato a saltare scuola, cosa che una volta era molto meno comune. Ci si allenava al pomeriggio dopo scuola, è facile capire che i valligiani erano avvantaggiati. Si poteva diventare maestro con due paia di sci, ora ne servono 5. Il primo requisito è quindi economico, e il fattore distanza è molto limitato dal fatto che ci si muove con molta più facilità e ormai anche i cittadini riescono ad allenarsi in settimana. Quindi di fatto quello che una volta era protezionismo verso un mestiere di valle è diventato paradossalmente un ostacolo per chi in valle ci vive. Il risultato è che i nuovi maestri non lo fanno per mestiere ma per sfizio finché studiano per fare mestieri più prestigiosi e remunerativi, e i giovani valligiani lavorano agli impianti. Ovviamente non tutti, sto generalizzando, ma la generalizzazione è funzionale alla descrizione della situazione generale.
Esattamente, tamt'è che adesso quelli che vanno forte nelle gare Fis sono i cittadini .
 
Meh. I requisiti agonistici servivano a tutelare i valligiani, che per ovvi motivi di vicinanza riuscivano ad allenarsi molto più dei cittadini. Poi l' agonismo è diventato sempre più esigente dal punto di vista economico (sia per l'iscrizione allo sciclub che per i materiali, oltre che per il costo delle trasferte) e soprattutto i ragazzi hanno iniziato a saltare scuola, cosa che una volta era molto meno comune. Una volta ci si allenava al pomeriggio dopo scuola, è facile capire che i valligiani erano avvantaggiati. Si poteva diventare maestro con due paia di sci, ora ne servono 5. Il primo requisito è quindi economico, e il fattore distanza è molto limitato dal fatto che ci si muove con molta più facilità e ormai anche i cittadini riescono ad allenarsi in settimana. Quindi di fatto quello che una volta era protezionismo verso un mestiere di valle è diventato paradossalmente un ostacolo per chi in valle ci vive. Il risultato è che i nuovi maestri non lo fanno per mestiere ma per sfizio finché studiano per fare mestieri più prestigiosi e remunerativi, e i giovani valligiani lavorano agli impianti. Ovviamente non tutti, sto generalizzando, ma la generalizzazione è funzionale alla descrizione della situazione generale.

Un maestro di sci “vintage” di Cervinia mi ha raccontato più o meno la stessa cosa quando gli avevo chiesto come mai nelle gare vediamo sempre meno gente di montagna e in particolare della VDA.
 
Scusa Giovanni, so che non è gentile da parte mia, ma non ti rispondo perché non voglio scatenare altre "polemiche".

Sinceramente, come detto in un messaggio precedente, la discussione, ai miei occhi, ha preso una direzione talmente surreale che me ne tiro fuori.

Peccato perché, polemiche a parte, poteva essere una testimonianza utile a comprendere in cosa il suo pensiero ti fosse stato utile!

Ho sciato con molti tecnici/sciatori forti ma difficilmente ho rubato spunti guardandoli, mentre molto utile è stato l'ascolto.

Ascoltavo, quasi mai come fosse oro colato, tutto ciò che veniva detto lo provavo sul campo in autonomia e da lì elaboravo il mio pensiero!
 
uno dei peggiori video in circolazione imho... Capisco il piacere della piega, al limite anche fuori dall'efficenza sciistica, a puro fine ludico, ma così ci si fa male imho

Ci si fa male anche buttandosi giu dai canali in freeride a favore di telecamere ma ovviamente queste acrobazie rischiose sono “instagrammabili” e fanno guadagnare sponsor, clienti e denari.

È probabile che tutto questo sistema genera per emulazione i missili umani pericolosi che vediamo sulle piste e fuori ma il mondo preferisce i pazzi ai sensati e ne abbiamo ampia prova in questi tempi. ;)
 
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