"Ciao ragazzi,
come state? Purtroppo da troppo tempo non ci sentiamo e stamane ripensando ai test MotoGP conclusi da qualche giorno in Malesia, ho scritto queste righe, che voglio condividere con voi.
Trascorsi circa due anni e mezzo dal ritiro del 2012, ebbi il desiderio di rimettermi in gioco, facendo qualche gara nel WSBK. Pertanto nel 2015 partecipai alla tappa di Misano e successivamente con Aprilia decidemmo di partecipare alla gara in Malesia. Gareggiare sul circuito di Sepang rappresentava per me un bel challenge, perché a 44 anni, con oltre 60 °C sull’asfalto, non è per nulla facile! Ho sempre amato le condizioni proibitive, nelle quali è necessario tirar fuori quel qualcosa in più e le gare in Malesia mi esaltavano!
Circa 10 giorni prima della gara, pianificammo un test sul Sepang Circuit, che non fu molto fortunato. Infatti in 3 dei 4 giorni di test la pioggia la fece da padrone. Ma oltretutto, nell’ultimo run dell’ultimo giorno di test, incappai in una caduta nella curva 9, un rampino a sinistra da affrontare a bassa velocità. Purtroppo persi aderenza sullo pneumatico anteriore e per cercare di non cadere puntai il ginocchio a terra. La mia RSV4 non ebbe voglia di proseguire il giro e mi sparò nella stratosfera in modo repentino. Il movimento improvviso dello sterzo mi provocò la lussazione della spalla e quasi contestualmente scoppiò l’airbag. Dopo qualche attimo toccai terra, realizzando che la spalla era uscita fuori dalla sua sede. Purtroppo l’airbag gonfio la congelò in quella posizione. Pochi secondi dopo il dolore cominciò a farsi sentire in modo violento. Non sapevo cosa fare, ma fu chiaro subito che avrei dovuto aspettare che l’airbag si sgonfiasse, prima di poter fare qualcosa. Un semplice movimento all’indietro mi permise di far rientrare la spalla con l’airbag sgonfio, togliendomi così il 70% del dolore. Ma in quel preciso momento mi accorsi che avevo un buco sulla tuta e mi usciva molto sangue. Infatti durante il lancio nella stratosfera agganciai la pedana destra che si conficcò nella gamba! Per non farmi mancare nulla, dopo qualche passo mi accorsi che la caviglia era bloccata, poiché durante l’atterraggio avevo dato un bel pestone a terra. La ferita alla gamba obbligò successivamente i sanitari ad applicarmi i punti sia interni che esterni. Oltretutto apparve evidente che se la pedana avesse colpito la gamba qualche centimetro più in là, avrebbe incontrato la tibia. Che bell’incontro!!!
Insomma quell’ultimo run fu proprio fortunato.
Tornai a casa molto malconcio, ma decisi di non dire troppo sulle mie condizioni. Non volevo che le mie parole fossero interpretate come una scusante, nel caso in cui le mie prestazioni non fossero state adeguate.
Questa mia condizione mi motivò ancor di più, perché avevo voglia di dimostrare a me stesso quanta forza avevo in corpo! Le amorevoli cure di Marino e la mia forza di volontà sortirono i loro effetti. Riuscii ad arrivare in Malesia con una condizione accettabile!
Della gara sapete già…
Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta il mio angelo Marino Laghi, l’Aprilia tutta, capitanata dall’ing Albesiano, la mia squadra fortissima capitanata dall’ing. Biasio e l’allora CEO del Sepang Circuit Razlan Razali, che sponsorizzò questa impresa.
Ragazzi avevo un gran desiderio di condividere questi miei pensieri, perché a volte non ci rendiamo conto della forza che risiede in ognuno di noi, quella forza che ci permette di raggiungere degli obiettivi incredibili, anche quando incontriamo delle difficoltà enormi.
Ragazzi sono curioso di leggere i vostri pareri riguardo a quella gara e riguardo a quel ritorno spot alle corse. Avrò il piacere come sempre di commentarvi.
Stay tuned,
Max"
Non lo So.. Passare l'Euro test a 53 anni senza aver mai fatto gare.. la vedo veramente dura, anche se gli piace frequentare i VIP, ma poi neanche troppo, come si è guadagnato la pagnotta è ben altra cosa, di sicuro ci proverà con grande determinazione.