Andare a vivere in trentino...

Andrei da solo. Ho alcune conoscenze nel posto ma non sono persone su cui posso molto contare quindi sarei praticamente solo. Non ho figli o moglie.
Non sono una persona molto sociale...tendo a starmene per conto mio abbastanza bene.
Guarda io arrivo dalla piena pianura e anch'io sono sempre andato in montagna d'estate e d'inverno, e mi pare di essere simile a te come situazione famigliare e attitudine (non sono un orso eh...sto molto bene anche in compagnia ma se non c'è non mi butto dalla finestra ecco 😅). Però, da quando finalmente sono riuscito a prendere casa in un'altra valle del Trentino (anche quella molto antropizzata dove trovi tutto, similmente alla val di Sole), non perdo mai occasione per andare su, se appena riesco, anche in bassa stagione. Su conosco un po' di gente ed effettivamente questo può aiutare, anche se per me non sarebbe indispensabile: non mi sembra però che ci siano persone così inavvicinabili, perlomeno non più di un paesino della bassa padana (per non parlare dell'individualismo di un cittadino) 😉.
Diverso potrebbe essere il caso di valli molto più isolate della val di Sole, magari in Sudtirolo.

PS: uno dei miei migliori amici è della val di Sole, anche se abita in pianura da sempre: ho frequentato e frequento spesso anche quelle zone, e ci andrei senza pensarci due volte! Se non avessi il lavoro qui (per me di grande soddisfazione ed estremamente importante) avrei già preso la residenza su da tempo! Quindi per me è go!
 
Scusa ma dove vivi? Che lavoro fai? Quanti anni hai?
Domande importanti. Io ho casa in montagna, non vi risiedo stabile, ma tra, estate ed inverno almeno 15-16 settimane ( non continue) le trascorro li. L 'ho presa appena via dal lavoro ( relativamente giovane coi parametri Fornero). Da 8 dic a Pasqua e da 29 giugno 25 agosto è meglio di Disneyland... Poi nei periodi morti( che frequento saltuariamente x pochi gg) ci si deve adattare molto. Negozi, ristoranti, hotel quasi tutti chiusi. Trasporti pubblici problematici. Sanità, poste, banche, farmacie
orari ridotti. Residenti poche centinaia, ma cordiali coi forestieri integrati ,vita sociale limitata, cinema/teatri/eventi...non pervenuti. Comunque Di Maro non mi sembra così sperduto ( Folgarida e MdC nearby)
 
Ultima modifica:
Rispetto a Dimaro, qualunque paesino della provincia di Cremona è più piccolo, isolato (poche corriere, quasi mai treni salvo i pochi lungo qualche linea), e ci sono casolari sparsi non metanizzati.

Secondo me non c'è differenza rispetto a vivere in provincia in pianura. Se puoi farlo giù, puoi farlo in Val di Sole.
 

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Secondo me la situazione di vita più facile e semplice che possa esserci è la città piccola.
Perché ha tutti i servizi di base, e costi/tempi di trasporto nulli (ci si può muovere gratuitamente in bici, non c'è traffico, gli spostamenti sono sempre inferiori ai 20 minuti, spesso sotto i 10).
L'unica cosa in cui peccano sono le opportunità di intrattenimento che chiaramente in una grande città sono di più e di qualità più alta (oltre alle opportunità di carriera, ma discorso a parte).
I paesi dipende, c'è un abisso tra il grande paese servito e il micro borgo in mezzo alle montagne. Sicuramente per chi è cresciuto in una piccola città è molto più facile adattarsi al paese grande che alla metropoli.

L'essere umano poi per necessità si adatta a tutto (anche un metropolitano, se ha veramente bisogno, si adatta a vivere a Livigno e viceversa). Anche per chi viene dalla campagna adattarsi alla grande città è molto difficile, e se uno non ha una buona motivazione, non si adatta.
Tutto sta a capire se uno è motivato o meno (e la motivazione può anche essere la passione per ciò che il luogo in cui si va, offre).
 
Scusa ma dove vivi? Che lavoro fai? Quanti anni hai?
Questa domanda è fondamentale perché non è chiara la dicotomia “sto bene da solo/ho paura di stare isolato”

E comunque come detto da tutti Dimaro è un paesone, non una frazioncina.

Io per 2 anni ho vissuto con la mia futura ed attuale moglie in una frazione in campagna senza alcun servizio. Se avevi dimenticato di far bene spesa rinunciavi. Se per malaugurata ipotesi l’auto era guasta restavi a casa. Era un villino in posizione bellissima ma se ti affacciavi dopo le 21 il buio tutto intorno ti mangiava l’anima (oltre al silenzio assordante).

Ecco questo per me è “isolato”. Bellissima esperienza, ma siam tornati in città (che poi città non è ma più che altro un grosso paese…) perché ho i servizi base a portata di passeggiata.

PS: se non hai vincoli familiari o lavorativi , io proverei.
 
secondo me si adatta meglio chi abitava in un paese piccolo e va ad abitare in una grande città...
che viceversa..
Si è vero. Io nelle grandi città non mi trovo bene, ma è vero che è più facile andare in grande che andare a vivere in un posto dove c'è meno di dove stavi prima.
 
Secondo me dipende tanto dal lavoro che fai e dalle passioni che hai. Anche io lavoro da remoto, ma ho passioni outdoor come ciclismo su strada, MTB, escursionismo, sci alpino e di fondo. In un contesto turisticamente molto vivace sia in estate che in inverno queste passioni sicuramente ti consentono di integrarti meglio con la comunità locale. Faccio qualche esempio: se io dall'oggi al domani mi trasferissi a Dimaro, viste le mie passioni cercherei qualche club locale sia per lo sci, sia per il ciclismo. Cercherei anche di unirmi ad eventuali gruppi di volontari che si occupano per esempio della manutenzione dei sentieri per gli escursionisti e per chi pratica MTB. Questo consente di creare una rete di conoscenze che in un secondo momento possono essere molto utili per trovare lavoro nel caso volessi abbandonare il tuo lavoro attuale, ma dipende molto anche da ciò di cui ti occupi e dalle altre competenze che hai.

Dimaro, così come tutte le zone fortemente turistiche e vivaci dal punto di vista socio-economico, è un'isola felice. Come hanno detto altri utenti, ci sono posti molto più "morti" in tante altre zone d'Italia...senza necessariamente andare a cercarli in montagna.

Il discorso dei servizi vale fino ad un certo punto...se uno è giovane e sta bene, se ne può anche fregare (parlo in particolare degli ospedali, in cui si spera di non dover andare quasi mai).

Per noi in Italia l'isolamento non è una questione geografica, ma di persone. Se uno ha un po' di amici veri, non troppo distanti, non è un problema quasi in nessun caso...perchè le distanze di solito non sono incolmabili. C'è gente molto più sola in città che in mezzo alle montagne, perchè in città ci sono più opportunità ma c'è meno possibilità di creare un senso di comunità. Il discorso è molto diverso in altri posti, quando sono stato in Islanda in vacanza ho capito cosa vuol dire essere isolati, con certe zone in cui c'è un paesino di 200-300 persone ed il paesino più vicino è a 30 km.
 
Secondo me dipende tanto dal lavoro che fai e dalle passioni che hai. Anche io lavoro da remoto, ma ho passioni outdoor come ciclismo su strada, MTB, escursionismo, sci alpino e di fondo. In un contesto turisticamente molto vivace sia in estate che in inverno queste passioni sicuramente ti consentono di integrarti meglio con la comunità locale. Faccio qualche esempio: se io dall'oggi al domani mi trasferissi a Dimaro, viste le mie passioni cercherei qualche club locale sia per lo sci, sia per il ciclismo. Cercherei anche di unirmi ad eventuali gruppi di volontari che si occupano per esempio della manutenzione dei sentieri per gli escursionisti e per chi pratica MTB. Questo consente di creare una rete di conoscenze che in un secondo momento possono essere molto utili per trovare lavoro nel caso volessi abbandonare il tuo lavoro attuale, ma dipende molto anche da ciò di cui ti occupi e dalle altre competenze che hai.

Dimaro, così come tutte le zone fortemente turistiche e vivaci dal punto di vista socio-economico, è un'isola felice. Come hanno detto altri utenti, ci sono posti molto più "morti" in tante altre zone d'Italia...senza necessariamente andare a cercarli in montagna.

Il discorso dei servizi vale fino ad un certo punto...se uno è giovane e sta bene, se ne può anche fregare (parlo in particolare degli ospedali, in cui si spera di non dover andare quasi mai).

Per noi in Italia l'isolamento non è una questione geografica, ma di persone. Se uno ha un po' di amici veri, non troppo distanti, non è un problema quasi in nessun caso...perchè le distanze di solito non sono incolmabili. C'è gente molto più sola in città che in mezzo alle montagne, perchè in città ci sono più opportunità ma c'è meno possibilità di creare un senso di comunità. Il discorso è molto diverso in altri posti, quando sono stato in Islanda in vacanza ho capito cosa vuol dire essere isolati, con certe zone in cui c'è un paesino di 200-300 persone ed il paesino più vicino è a 30 km.
Non sto benissimo, niente che richieda un ospedale per intenderci ma non sono un appassionato sfegatato di outdoor, lo ero più tempo fa. Ci sto ancora pensando se valga la pena fare questo passo. Capisco che per molti sportivi possa essere una vera manna abitare in zone così.
 
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