Secondo me dipende tanto dal lavoro che fai e dalle passioni che hai. Anche io lavoro da remoto, ma ho passioni outdoor come ciclismo su strada, MTB, escursionismo, sci alpino e di fondo. In un contesto turisticamente molto vivace sia in estate che in inverno queste passioni sicuramente ti consentono di integrarti meglio con la comunità locale. Faccio qualche esempio: se io dall'oggi al domani mi trasferissi a Dimaro, viste le mie passioni cercherei qualche club locale sia per lo sci, sia per il ciclismo. Cercherei anche di unirmi ad eventuali gruppi di volontari che si occupano per esempio della manutenzione dei sentieri per gli escursionisti e per chi pratica MTB. Questo consente di creare una rete di conoscenze che in un secondo momento possono essere molto utili per trovare lavoro nel caso volessi abbandonare il tuo lavoro attuale, ma dipende molto anche da ciò di cui ti occupi e dalle altre competenze che hai.
Dimaro, così come tutte le zone fortemente turistiche e vivaci dal punto di vista socio-economico, è un'isola felice. Come hanno detto altri utenti, ci sono posti molto più "morti" in tante altre zone d'Italia...senza necessariamente andare a cercarli in montagna.
Il discorso dei servizi vale fino ad un certo punto...se uno è giovane e sta bene, se ne può anche fregare (parlo in particolare degli ospedali, in cui si spera di non dover andare quasi mai).
Per noi in Italia l'isolamento non è una questione geografica, ma di persone. Se uno ha un po' di amici veri, non troppo distanti, non è un problema quasi in nessun caso...perchè le distanze di solito non sono incolmabili. C'è gente molto più sola in città che in mezzo alle montagne, perchè in città ci sono più opportunità ma c'è meno possibilità di creare un senso di comunità. Il discorso è molto diverso in altri posti, quando sono stato in Islanda in vacanza ho capito cosa vuol dire essere isolati, con certe zone in cui c'è un paesino di 200-300 persone ed il paesino più vicino è a 30 km.