Nome itinerario freeride: Val Mezdì - traversata del Sella
Resort di riferimento: Colfosco, Val Stella Alpina, Passo Gardena - [3376]
Recensione proposta da Fabio il 4/5/09
Difficoltá della freelines: 3 - Pendii fino a 35 gradi con brevi passaggi a pendenza maggiore
Esposizione prevalente della discesa: Nord
Dislivello: 1200
Votazione (1 voti): 8
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26/8/09: 5 - bagnata
Fatta in "piena estate" a fine maggio 2008. Neve dal Piz Boè fino al rifugio Boè molto buona, neve nel canalino iniziale della Val Mezdì molto bella, neve nel tratto centrale purtroppo lentissima, neve nelal parte finale nuovemente molto divertente.
Fabio - 2/9/09
La Val Mezdì è probabilmente il più famoso e frequentato itinerario fuoripsita delle Dolomiti. Permette di attraversare il Massiccio del Sella una delle montagne più affascinanti delle Dolomiti. La Val Mezdì è uno dei fuoripista più frequentati delle Dolomiti grazie alla Funivia del Sass Pordoi.
Val Mezdì: sei chilometri tra le torri del Sella
Solitamente si parte da Passo Pordoi. Con la veloce funivia del Sass Pordoi in 4 minuti si arriva ai 2950 del Rifugio Maria. Attenzione che la funivia chiude ai primi di aprile e riapre a fine maggio. Per salire durante il periodo di chiusura della funivia è necessario percorrere la Forcella Pordoi.
Dalla stazione di monte della funivia si prosegue in direzione della Forcella Pordoi con gli sci ai piedi.

In corrispondenza del Rifugio Forcella Pordoi si prosegue lungo la traccia solitamente ben battuta fino al punto in cui inizia la salita.

In caso di neve compatta consiglio di mettere gli sci in spalla e salire a piedi: in circa 20-30 minuti si arriva al punto più alto da cui con attenzione (pericolo valanghe dalla piramide del Piz Boè) si arriva al Rifugio Boè. Se invece la neve non è portante e compatta si mettono le pelli di foca ed in 20 minuti circa siamo al Rifugio Boè.
A questo punto siamo pronti per affrontare la spettacolare discesa di ben 6 km. La prima parte è la più pendente e complicata.

Attenzione, il canalino iniziale non è da sottovalutare: in caso di neve ghiacciata una scivolata potrebbe essere molto pericolosa. Dopo qualche decina di metri la pendenza diminuisce e la sciata diventa molto più piacevole. Attenzione, alla uscita dal canalino iniziale, a non traversare a destra, sotto lo sbocco del Canale del Ghiacciaio: spesso in quell'area ci sono grosse valanghe.
Si scia con piacere nell'immenso vallone, ogni sciatore può decidere le proprie linee. L'ambiente è indescrivibile!
Si arriva alla fine della valle e si incontra l'ultima difficoltà dell'itinerario: si deve sciare tra massi ed alberi, spesso su neve trifolata e marcia. Si scia in un terreno gobboso, a fine stagione con poca neve, che in alcuni punti è stretto e pieno di sassi. Attenzione a fine stagione ai "buchi" che si creano nella neve a causa del torrente che corre proprio sotto le lingue di neve dell'ultima parte. Questi buchi possono essere profondi qualche metro ed una caduta potrebbe essere decisamente pericolosa.
Si incontra infine la strada forestale che riporta agli impianti di Colfosco - Val Stella Alpina.
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