E' che manca proprio.
Manca chi abbia voglia di raccontare di come sia dolce disterdersi in frontside e accarezzare la neve, di come sia leggiadro il cambio lamina su una strana leggera tavola. Oppure come sia assurdo ed impensabile il silenzioso scivolare di questo arnese sulla neve appena caduta, così arcaico che alla fine si potrebbe persino essere senza attacchi.
Ma cosa c'entra essere trendy, essere alternativi, quando per assurdo la tavola non è per nulla alternativa, perchè è per me naturale nella neve come nuotare nell'acqua.
E' nata dicono così, con l'istinto di due ragazzi di mettersi di traverso su un pezzo di legno preparato dal padre credendo invece che si sarebbero messi frontali.
Folgorato, così rimasi la prima volta che tanto per cambiare decisi ma vediamo sta cosa. Tanto che onestamente l'estate successiva cominciai a interessarmi al windsurf con lo scopo di smetterla di essere totalmente ipnotizzato dal tappeto magico sulla neve, quando ormai eravamo a maggio o giugno.
Ma che contrasto. Ma lo sci è precisione e dinamismo, coordinazione, controllo. Lo snowboard per me è fantasia, approssimazione, scoperta, ogni curva in front e back e' sempre nuova e diversa. E' tecnica ma pur sempre illogica assimmetria.
E' che credo che se solo si trasmettesse questo, decine, centinaia di persone che non si sentono ribelli nè alternative a chicchessia, con le braccia libere e appoggiate ad un pezzo di legno a forma un po' di osso, scoprirebbero quanto è fantastico scendere piano ondeggiando, sno-bordeggiando o appunto sno-bordando come piace dire a me-
Parole in libertà.