Storiella di tre giorni di scilapinismo sul mitico portule.
Durante le vacanze di Natale mi è capitato di affrontare un po' di volte il Portule, sono andato su ad Asiago dal 29 al 31 e in quei tre giorni l'ho fatto ben 4 volte, ma 1a non prprio voluta.
Il 29 giorno del mio arrivo ho fatto una corsa contro il tempo per essere in vetta prima che facesse buio, ho calzato gli sci alle 3.30 e alle 4.40 ero in vetta a godermi il tramonto, giornata calda da manichette corte, ma cielo tersissimo
Salendo mi son studiato delle possibili varianti di discesa fattibili nei giorni seguenti e ho visto un pendio non ancora tracciato in direzione bocchetta, non era semplicissimo l'ingresso che era stato spazzolato dal vento, ma una volta effettuato sembrava bello fino alla stradina.
La discesa quel giorno è stata lenta e tranqulla vista la poca visibilità, era ormai scuro.
L'indomani, il programma che mi ero fatto era di andare in vetta presto, scendere a est, risalire cima Trentin e vedere se era possibile scenderla a nord, lungo le tracce che avevo osservato, poi ritornare su e scendere per l'itinerario visto il giorno prima. Sfiga vuole che, arrivato in vetta, mi accorgo che non ho più allacciata allo spallaccio dello zaino la mia macchina fotografica, ca....o, allora ridiscendo molto lentamente per dove ero salito, per vedere se la trovo, ma niente, fino in cresta ero sicuro che l'avevo con me perchè avevo fatto una foto, poi boh!!!
Arrivato praticamente in fondo al pendio mi ripello e rinizio a risalire. Mi son detto, se non l'ho vista si è di sicuro fermata su un mugo, se me li faccio tutti devo trovarla per forza. Arrivato quasi alla fine della vegetazione la trovo che spunta integra su un avvallamento della neve, evvai!!! sono proprio felice, poi proseguo e arrivo in vetta per la seconda volta.
Ormai è tardi e perciò la parte di cima Trentin è saltata, decido perciò di scendere. Per questo mi muovo verso bocchetta di cresta fino ad arrivare alla fine del primo anfiteatro roccioso dove avevo visto che c'era una possibile entrata nel canale sottostante, guardo bene, studio il percorso e parto prima verso destra, poi mi giro e scalo verso sinistra e piano piano mi muovo fino ad arrivare alla fine delle rocce dove inizia una neve molto bella e divertene; da lì è tutta una tirata fino alla stradina, solo due soste per studiare il percorso e fare alcune foto.
Neve da urlo e non ho mai toccato sotto che era il mio timore, all'infuori dei primi 50 m di dislivello dove non ho sciato, poi su tutta il canale solo il mio ricamo, veramente una bella soddisfazione. Arrivato alla stradina sono estasiato, forse è il regalo ricevuto per il purgatorio della macchina fotografica.
Decido che l'idomani devo tornare a farlo, e così è, altre curve fantastiche. In quei due giorni solo le mie tracce a firma di questo bellissimo pendio che il portule mi aveva preservato dalle lavorazioni del vento, e per questo reso morbido e incantato.
Cavoli mi sono veramente dilungato un casino, si vede che manca la materia prima e che c'è poco da fare, sigh....spero di non avervi rotto.
Vi allego alcune foto della tre giorni portulana.
Hola e un saluto dal vostro Free_Powder
Cima Trentin al tramonto
La vetta con la sua cresta e la sua croce
l'ingresso possibile per il mitico pendio
virgole
la firma
Durante le vacanze di Natale mi è capitato di affrontare un po' di volte il Portule, sono andato su ad Asiago dal 29 al 31 e in quei tre giorni l'ho fatto ben 4 volte, ma 1a non prprio voluta.
Il 29 giorno del mio arrivo ho fatto una corsa contro il tempo per essere in vetta prima che facesse buio, ho calzato gli sci alle 3.30 e alle 4.40 ero in vetta a godermi il tramonto, giornata calda da manichette corte, ma cielo tersissimo
Salendo mi son studiato delle possibili varianti di discesa fattibili nei giorni seguenti e ho visto un pendio non ancora tracciato in direzione bocchetta, non era semplicissimo l'ingresso che era stato spazzolato dal vento, ma una volta effettuato sembrava bello fino alla stradina.
La discesa quel giorno è stata lenta e tranqulla vista la poca visibilità, era ormai scuro.
L'indomani, il programma che mi ero fatto era di andare in vetta presto, scendere a est, risalire cima Trentin e vedere se era possibile scenderla a nord, lungo le tracce che avevo osservato, poi ritornare su e scendere per l'itinerario visto il giorno prima. Sfiga vuole che, arrivato in vetta, mi accorgo che non ho più allacciata allo spallaccio dello zaino la mia macchina fotografica, ca....o, allora ridiscendo molto lentamente per dove ero salito, per vedere se la trovo, ma niente, fino in cresta ero sicuro che l'avevo con me perchè avevo fatto una foto, poi boh!!!
Arrivato praticamente in fondo al pendio mi ripello e rinizio a risalire. Mi son detto, se non l'ho vista si è di sicuro fermata su un mugo, se me li faccio tutti devo trovarla per forza. Arrivato quasi alla fine della vegetazione la trovo che spunta integra su un avvallamento della neve, evvai!!! sono proprio felice, poi proseguo e arrivo in vetta per la seconda volta.
Ormai è tardi e perciò la parte di cima Trentin è saltata, decido perciò di scendere. Per questo mi muovo verso bocchetta di cresta fino ad arrivare alla fine del primo anfiteatro roccioso dove avevo visto che c'era una possibile entrata nel canale sottostante, guardo bene, studio il percorso e parto prima verso destra, poi mi giro e scalo verso sinistra e piano piano mi muovo fino ad arrivare alla fine delle rocce dove inizia una neve molto bella e divertene; da lì è tutta una tirata fino alla stradina, solo due soste per studiare il percorso e fare alcune foto.
Neve da urlo e non ho mai toccato sotto che era il mio timore, all'infuori dei primi 50 m di dislivello dove non ho sciato, poi su tutta il canale solo il mio ricamo, veramente una bella soddisfazione. Arrivato alla stradina sono estasiato, forse è il regalo ricevuto per il purgatorio della macchina fotografica.
Decido che l'idomani devo tornare a farlo, e così è, altre curve fantastiche. In quei due giorni solo le mie tracce a firma di questo bellissimo pendio che il portule mi aveva preservato dalle lavorazioni del vento, e per questo reso morbido e incantato.
Cavoli mi sono veramente dilungato un casino, si vede che manca la materia prima e che c'è poco da fare, sigh....spero di non avervi rotto.
Vi allego alcune foto della tre giorni portulana.
Hola e un saluto dal vostro Free_Powder
Cima Trentin al tramonto
La vetta con la sua cresta e la sua croce
l'ingresso possibile per il mitico pendio
virgole
la firma