C’è poco da fare la ferrata delle trincee di Arabba è una delle più belle di tutte le Dolomiti.
Cosa significa bella almeno per me: è iper panoramica, ha un senso (ovvero non hanno tirato un cavo in verticale a caso solo per renderla difficile come nelle più recenti realizzazioni), è storica, superata la zona di Porta vescovo e anche selvaggia, regala la giusta dose di adrenalina ed è frequentata il giusto.
La ferrata parte qualche centinaio di metri dalla stazione di monte del funifor di Porta vescovo o della cabinovia DMC.
La prima parte è la più difficile e si può evitare prendendo una piccola deviazione.
Giunti alla partenza della ferrata si vedono subito le difficoltà: il cavo e tirato dritto per dritto su per una placca nera che ha ottimo grip ma è anche ottimamente verticale.
Questa è la parte più difficile, chi non se la sente può o rinunciare a fare la ferrata oppure può prendere la deviazione e entrare dopo la parte tosta.
Al termine della prima parte hanno realizzato una variante adottando le nuove tecniche delle vie ferrate ovvero, su uno spuntone di roccia inclinato hanno tirato un cavo dritto per dritto e su per la roccia con elevatissimi difficoltà. Praticamente senza motivo! Ecco questa è la parte meno divertente la ferrata, è di quella che serve per far scattare i selfie per gli "aoooh anvedi dove sò rrivato".
Dopo la parte difficile la ferrata diventa una bellissima escursione in quota che corre sempre in cresta sulla formazione vulcanica che sta tra 2 prime donne delle Dolomiti: a destra abbiamo la Marmolada e a sinistra abbiamo la balconata del Sella.
L'ho percorsa la prima volta questo giugno, anzi luglio, assieme con il vostro amico Flavio.
Ecco alcune foto di questo bellissimo itinerario.
Mettete in conto circa 4-5 ore partendo e tornando da passo Fedaia (non della diga ma dal passo). Meno se usate funifor e rientrate ad Arabba.
Lasciata l'auto al Passo Fedaia facciamo la sinistra lago fino alla diga. Tanta gente.
Ecco il vallone da risalire.
Quella è la cresta su cui corre la Ferrata. Dopo averla fatta scierete ad Arabba con occhio differente.
Il vostro amico Flavio che guarda il Piccolo Vernel.
The Fezzion plow: colui che crea il solco per le tendenze moda a +3 stagioni.
La cuspide isolata è la Torre dell'Eremita, la roccia su cui nel 2019 hanno tirato la ferrata con gli standard "degrado moderno"
La prima difficile parte corre su questo massiccio (si può evitare).
Questo è il pendio da risalire per "entrare" in ferrata senza aver fatto la parte difficile.
L'inizio è bello, tosto e bello tosto.
Sui panorami che ha questa ferrata nemmeno provo a descriverli.
Il vostro amico Flavio sul primo tratto.
Flavio fuori dal tratto difficile iniziale.
Flavio sulla parte alta del primo "tiro", il più impegnativo.
Flavio sul traverso più bello della ferrata
Ultimi tratti verticali ma ora più facili.
Wow
La ferrata ha molte discese più o meno bastarde!
Consigliati i guanti o molta sensibilità sui piedi.
Wow (x 2).
Il famoso ponticello.
Il vostro amico Flavio che finge ci siano passaggi atletici.
La Torre dell'Eremita con i cavo tirato alla degrado-maniera.
Il pezzo più "ambient - chill".
La discesa più delicata.
Dopo la discesa difficile l'escursione diventa uno straordinario sentiero di cresta: sbalorditivamente bello e appagante.
Flavio
Passaggio wow x3
Sentiero non senza tratti esigenti! Non molla fino alla fine
Si passa per delle gallerie.
Fino al Bivacco Bontadini: posto sublime.
E poi giù in picchiata alla seggiovia Padon ma ancora meglio al Pastìn del Rifugio Padon.
Pastìn is life.
Una gita che potrebbe essere intesa come da mezza giornata, ma che non lo è
DD
E assieme alla ferrata delle Trincee una cassa di birre!
Cosa significa bella almeno per me: è iper panoramica, ha un senso (ovvero non hanno tirato un cavo in verticale a caso solo per renderla difficile come nelle più recenti realizzazioni), è storica, superata la zona di Porta vescovo e anche selvaggia, regala la giusta dose di adrenalina ed è frequentata il giusto.
La ferrata parte qualche centinaio di metri dalla stazione di monte del funifor di Porta vescovo o della cabinovia DMC.
La prima parte è la più difficile e si può evitare prendendo una piccola deviazione.
Giunti alla partenza della ferrata si vedono subito le difficoltà: il cavo e tirato dritto per dritto su per una placca nera che ha ottimo grip ma è anche ottimamente verticale.
Questa è la parte più difficile, chi non se la sente può o rinunciare a fare la ferrata oppure può prendere la deviazione e entrare dopo la parte tosta.
Al termine della prima parte hanno realizzato una variante adottando le nuove tecniche delle vie ferrate ovvero, su uno spuntone di roccia inclinato hanno tirato un cavo dritto per dritto e su per la roccia con elevatissimi difficoltà. Praticamente senza motivo! Ecco questa è la parte meno divertente la ferrata, è di quella che serve per far scattare i selfie per gli "aoooh anvedi dove sò rrivato".
Dopo la parte difficile la ferrata diventa una bellissima escursione in quota che corre sempre in cresta sulla formazione vulcanica che sta tra 2 prime donne delle Dolomiti: a destra abbiamo la Marmolada e a sinistra abbiamo la balconata del Sella.
L'ho percorsa la prima volta questo giugno, anzi luglio, assieme con il vostro amico Flavio.
Ecco alcune foto di questo bellissimo itinerario.
Mettete in conto circa 4-5 ore partendo e tornando da passo Fedaia (non della diga ma dal passo). Meno se usate funifor e rientrate ad Arabba.
Lasciata l'auto al Passo Fedaia facciamo la sinistra lago fino alla diga. Tanta gente.
Ecco il vallone da risalire.
Quella è la cresta su cui corre la Ferrata. Dopo averla fatta scierete ad Arabba con occhio differente.
Il vostro amico Flavio che guarda il Piccolo Vernel.
The Fezzion plow: colui che crea il solco per le tendenze moda a +3 stagioni.
La cuspide isolata è la Torre dell'Eremita, la roccia su cui nel 2019 hanno tirato la ferrata con gli standard "degrado moderno"
La prima difficile parte corre su questo massiccio (si può evitare).
Questo è il pendio da risalire per "entrare" in ferrata senza aver fatto la parte difficile.
L'inizio è bello, tosto e bello tosto.
Sui panorami che ha questa ferrata nemmeno provo a descriverli.
Il vostro amico Flavio sul primo tratto.
Flavio fuori dal tratto difficile iniziale.
Flavio sulla parte alta del primo "tiro", il più impegnativo.
Flavio sul traverso più bello della ferrata
Ultimi tratti verticali ma ora più facili.
Wow
La ferrata ha molte discese più o meno bastarde!
Consigliati i guanti o molta sensibilità sui piedi.
Wow (x 2).
Il famoso ponticello.
Il vostro amico Flavio che finge ci siano passaggi atletici.
La Torre dell'Eremita con i cavo tirato alla degrado-maniera.
Il pezzo più "ambient - chill".
La discesa più delicata.
Dopo la discesa difficile l'escursione diventa uno straordinario sentiero di cresta: sbalorditivamente bello e appagante.
Flavio
Passaggio wow x3
Sentiero non senza tratti esigenti! Non molla fino alla fine
Si passa per delle gallerie.
Fino al Bivacco Bontadini: posto sublime.
E poi giù in picchiata alla seggiovia Padon ma ancora meglio al Pastìn del Rifugio Padon.
Pastìn is life.
Una gita che potrebbe essere intesa come da mezza giornata, ma che non lo è
E assieme alla ferrata delle Trincee una cassa di birre!

dev'essere ben protetto dalla Marmolada e dal Sella