Belluno: muore investito da uno sciatore

Larrybird

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La vittima, 38 anni, stava scendendo con lo snowboard
su una pista della val Zoldana

BELLUNO - Un uomo di 38 anni originario di Venezia è deceduto dopo essere stato investito da uno sciatore su una pista. È avvenuto nel pomeriggio sulla pista Le Foppe, in val Zoldana (provincia di Belluno). La vittima stava scendendo con uno snowboard quando è stato investito da uno sciatore, che poi non si è fermato per i soccorsi. Mentre l'investitore si dileguava, sono intervenuti il medico di servizio agli impianti, una squadra del soccorso alpino di Belluno e un elicottero, arrivato in pochi minuti con a bordo un medico rianimatore. Tutti i tentativi di salvare la vita allo snowboardista però sono stati inutili
 
E' sempre triste sentire certe cose...si può solo dire che l'investitore che non si è fermato è un bastardo che spero non si faccia più vedere sulle piste in qualunque luogo..
 
Mi ha preso sotto un tizio a tutta velocità anche a me 2 giorni fa e per fortuna a parte una gamba e la spalla un pò dolorante niente di grave, ma poteva andare sicuramente molto peggio se nn avevo casco e paraschiena oppure ancora peggio se ero un bambino , il tizio che mi ha preso dopo essere volato una trentina di mt. dopo di me penso si sia rotto una spalla e spero che gli sia servita di lezione per stare attento la prossima volta
 
Quando le piste sono strapiene, come in quel comprensorio in questi giorni, non ci si può permettere di correre.
Trovo "schifoso" il fatto che il tizio non si sia fermato. Spero non rimetta più piede sulle piste.
 

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Spero che ci sia stato qualche testimone e che riescano a beccarlo. La cosa migliore sarebbe che si rendesse conto della gravità della cosa e si presentasse di sua iniziativa.
 
Se non si presenterà volontariamente, spero solo che il rimorso lo perseguiti per il resto della vita, dopotutto era un incidente, ma adesso la sua posizione penale si è complicata.

Se davvero non se ne è reso conto, il che mi sembra impossibile, doveva essere davvero una mina vagante ... insomma, uno sciatore deve avere sempre i sensi allertati anche su quello che succede intorno.

Aspetto sviluppi sul caso e mi unisco nelle condoglianze ai suoi cari.

Mic
 
michela ha detto:
Se non si presenterà volontariamente, spero solo che il rimorso lo perseguiti per il resto della vita, dopotutto era un incidente, ma adesso la sua posizione penale si è complicata.

Se davvero non se ne è reso conto, il che mi sembra impossibile, doveva essere davvero una mina vagante ... insomma, uno sciatore deve avere sempre i sensi allertati anche su quello che succede intorno.

Aspetto sviluppi sul caso e mi unisco nelle condoglianze ai suoi cari.

Mic

Concordo pienamente
 
...è un bastardo di sicuro.. ma ancora non capisco bene la dinamica dell'incidente.. se lo ha investito si sarà fatto male anche lui... altrimenti come può uno morire cadendo dagli sci.. o andavano tutti e due troppo forte ... cmq ne ho visti troppi di incoscenti che scendono a tutta birra dalle piste ghiacciate solo perchè sanno stare in piedi sugli sci...
 
...ma mi sono chiesto... possibile che nessuno ha inseguito quel pirla ??? una volta che un paio di persone si sono fermate a prestare soccorso gli altri potevano inseguirlo...
 
ho sentito al GR che se avesse avuto il casco si sarebbe salvato...!
mah


io ho sciato nel pienone natalizio di plan de corones e me ne sono ben guardato di andar forte... visto che era strapieno di gente... uno puo' esser sicuro finche' vuole... ma se c'e' gente bisogna andar pianino...

mi chiedo anche io come ha fatto a scappare... magari gli ha urtato solo la tavola e non e' nemmeno caduto... (e in tal caso puo' anche non essersi accorto che il tizio s'era fatto male)...

sarebbe interessante conoscere la dinamica...

ciau g

ciauuuuuuu g
 
Ecco qualche dettaglio in più dal Gazzettino, comunque pare che anche l'investitore fosse uno snowboardista.

«È morto sul colpo, in pista un lago di sangue»
La testimonianza di alcuni sciatori che hanno assistito alla tragedia di Pecol. «L�investitore aveva una tuta verde»
Per gli sciatori che, in quel momento, si trovavano non lontani dal luogo dell'incidente, non sarà facile dimenticare le immagini a cui hanno assistito: «Mi trovavo sulla pista rossa, quella più a Valle e stavo scendendo, a velocità moderata, per raggiungere la ramificazione che porta alla pista nera - racconta, ancora sconvolto, Domenico Parisi, 19 anni da poco compiuti, trevigiano, sciatore da quando ne aveva 8 - all'improvviso mi sono accorto che la pista nera era stata chiusa e, subito dopo, mi sono trovato di fronte ad un'immagine terribile: c'era sangue dappertutto e il corpo di quel ragazzo era stato coperto da un largo telo, verde militare».

Il giovane trevigiano che, su quelle piste, ha sempre sciato ammette che, in tanti anni di sci, non gli era mai capitato di assistere ad una scena del genere: «Sono piste molto tranquille, si affrontano con una certa facilità e, sinceramente, all'inizio, ho creduto, o forse solo sperato, che quel ragazzo non fosse morto, invece quando ho raggiunto la valle, i maestri di sci, mi hanno confermato che non erano riusciti a salvarlo».

Infatti, anche alcuni maestri di sci, una volta appresa la notizia in rifugio, avevano raggiunto, immediatamente, il luogo dell'incidente, nel tentativo di rendersi utili, ma per il giovane era ormai troppo tardi: «Purtroppo, non c'era più niente da fare, lo sciatore travolto aveva subito la rottura immediata della cassa toracica e aveva diverse ferite piuttosto profonde sulla testa».

Il 38enne veneziano, infatti, è morto sul colpo ed è stato inutile l'immediato intervento dei soccorritori, giunti sul posto con l'elicottero: «L'impatto tra i due, evidentemente, è stato violentissimo» sostiene, ancora, uno dei maestri di sci, subito dopo l'accaduto. Una ragazza veronese che da anni usa lo snowboard e che stava scendendo sulla pista nera pochi prima del tragico incidente, afferma: «A mio avviso, chi lo ha investito, stava facendo un fuori pista ed è saltato, bruscamente, nella corsia regolare, travolgendo lo sciatore; altrimenti, proprio, non si spiegherebbe come possa averlo travolto quasi frontalmente con tanta violenza dovuta all'alta velocità sostenuta - afferma la ragazza visibilmente scossa - La cosa, poi, che mi ha lasciato senza parole è che sia scappato via senza avere alcuna esitazione, nonostante si fosse certamente reso conto della gravità della situazione».

Alcuni ragazzi, invece, si trovavano sulla pista nera, pochi metri più in là, rispetto allo sfortunato sciatore e, dunque, sono riusciti a vedere l'uomo che lo ha investito, scappare a tutta velocità, con lo snowboard: «Lo abbiamo inseguito, fino in fondo al Pian del Crep, il piazzale dove gli sciatori, solitamente, parcheggiano le auto, ma, sfortunatamente, non siamo riusciti a fermarlo». Le autorità potranno riuscire a risalire al nome dell'investitore anche grazie alle dichiarazioni di questi ragazzi: «Aveva una tuta verde e non era molto alto» hanno, infatti, sostenuto da subito, gli inseguitori.

In modo particolare, però, gli investigatori incaricati di occuparsi del caso, potranno ottenere preziose informazioni, anche grazie al controllo dettagliato di tutti gli skipass. Il prezioso ticket che permette, agli sciatori di accedere alle piste, infatti, segnala l'ora di entrata e di uscita precisa. Se si dovesse trattare di uno sciatore che frequenta le piste di Pecol, abitualmente, con molta probabilità, potrebbe avere fatto uno skipass stagionale o un settimanale e, in questo caso, essendo nominativi, si potrebbe riuscire a risalire al nome di chi, al momento dell'incidente, si trovava sul posto.

«In mattinata, vista la giornata serena, c'erano zero gradi e il clima era, decisamente, favorevole - afferma ancora Domenico Parisi - c'era stato un gran via vai di sciatori, fino alle 15, quando, moltissimi, avevano deciso di abbandonare le piste, spero che anche grazie a questo le autorità possano rintracciare l'investitore».
 
Hanno ascoltato decine di persone, e controllato tutte le auto che lasciavano la Val Zoldana dopo l'incidente i carabinieri di Forno di Zoldo, impegnati nel cercare di identificare lo snowboardista che, dopo aver investito e ucciso Adriano Marchetto, si è dato alla fuga. Le indagini sono scattate subito dopo l'incidente quando gli sciatori che avevano assistito al tragico scontro, dopo aver vanamente rincorso fino in parcheggio l'investitore, hanno dato l'allarme. Immediatamente i carabinieri hanno fatto scattare i posti di blocco: sono state controllate, in particolare, le auto a bordo delle quali c'erano degli snowboard. Gli occupanti sono stati identificati uno per uno. Contemporaneamente, in caserma, i carabinieri hanno ascoltato tutti i testimoni dell'incidente per cercare di raccogliere più elementi possibili per dare un volto e un nome all'uomo che, ieri pomeriggio, è fuggito dopo il tragico scontro.

I carabinieri sono fiduciosi, gli elementi raccolti sono numerosi e incrociando i dati già oggi l'investitore potrebbe avere un nome. Non è nemmeno escluso che, con il passare delle ore, quest'ultimo si renda conto della gravità del suo gesto e si costituisca: sarà chiamato a rispondere di omicidio colposo e omissione di soccorso.
 
cacchio :shock: ...posso capire che avolte la paura e l'adrenalina del momento possono farti fare delle gran caxxate... forse è meglio che si costituisca... spero che abbia agito per paura e non perchè proprio non gliene frega niente !...

...secondo me dagli skipass non cavi nulla, e se era uno straniero che ha fatto un giornaliero e poi è tornato nella sua patria...quando lo ribecchi...

...ripeto.. dovunque sia.. COSTITUISCITI ! (..pirla ! aggiungo io)
 
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