Più che altro mi era venuto da chiedermi in che misura l’ossessione del successo e quella della salvaguardia/sicurezza sarebbero in grado di privare per percorsi diversi un bimbo di vivere quelle esperienze per se stesso,al di là della fama,la gloria ed il protagonismo che sempre più i tempi ed i mezzi moderni reclamano.
Mi rendo pure conto che la domanda lascia il tempo che trova.
Ciao
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Però a parlar di infanti,flame,isterie,filosofia,sicurezza ed approcci alla neve,tanto per diversificare un pò la discussione e se interessa,unisco due filmati che ho apprezzato in questi giorni.
Uno è questo e l’altro è quello sui mini-filmatini didattici fisi postati non ricordo più da chi,che mi ha rinfrescato la memoria.
https://formazione.fisi.org/coscuma/alpino/mappa/map
Il punto L4 mi ha piacevolmente riportato all’età di 16/20 anni,quando alla ricerca di un pò di “stile” ricordo con piacere che mi obbligai a sciare così per ben più di una stagione.
Non dico dalla mattina alla sera,però mi dedicai a lungo ad una sciata calma,a bassissime velocità e scarse pendenze,proprio perchè avevo capito che era più difficile ed in fondo era per così dire filosoficamente gratificante.
Forse l’età porta prudenza,però ora che ho ripreso ammetto di provare ancora il gusto di una sciata in pieno relax e controllo,direi quasi meditativa,in contrapposizione ad una foga sciistica che regala molto spesso forse più problemi che soddisfazioni.
Leggo spesso di un ansia prestazionale,di un impazienza surreale,di un esasperata voglia di bruciare le tappe,di stupire.
Vabbè,quel punto didattico mi ha rinfrescato il concetto di sci come stare in pace ed armonia con se stessi e gli altri e meno frenetico di quello che spesso ho potuto constatare anch’io di persona.
Quindi,come sciate,ora?...e soprattutto ho esagerato col narghilè negli anni precedenti? :fumato:
Ciao.