PROGRAMMA UFFICIALE 
Giovedì 21 dicembre - ore 21
Una serata interamente dedicata al Freeride
Emilio Previtali direttore della rivista Freerider ci accompagnerà sulle tracce di Marco Siffredi attraverso la sua biografia [La Traccia dell'Angelo - CDA&VIVALDA] con proiezione di immagini e filmati inediti.
La Traccia dell'Angelo [CDA& Vivalda]
Marco Siffredi è scomparso in cima all’Everest nel 2002, tentando la discesa con lo snowboard del Couloir Hornbein. Quando il suo amico, la guida Olivier Besson, tenta di raggiungerlo, scopre che la sua traccia si interrompe bruscamente. La traccia di Marco, così netta, così bella, come tutte quelle che ha disegnato, si perde a 8700 metri, in una distesa bianca in mezzo a un dedalo di barre rocciose. Marco Siffredi: una persona speciale che, animata da una grande passione e da un grande talento, ha lasciato un segno su tutte le montagne che ha conosciuto oltre che nelle persone che sono venute in contatto con lui. Il ritratto di Marco si snoda tra i racconti della sua passione e la vita nella sua città natale, Chamonix. Nato nel 1979, si avvicina allo snowboard estremo seguendo gli amici del fratello, scomparso in un incidente in montagna. Con il passare del tempo la sua passione diventa incontenibile e, grazie al suo talento, si cimenta nelle discese più difficili del Monte Bianco. Compie il suo primo 8000 a vent’anni in Tibet, il Cho Oyu. Nel 2001 è la volta del Couloir Norton, all’Everest: scendendo il grande canalone della parete nord, realizza la prima discesa integrale in snowboard del Tetto del Mondo. Quel vasto pendio a 50 gradi è una via leggendaria. Ma il sogno di Siffredi è il Couloir Hornbein all’Everest. Quel canalone a dimensione himalayana, con circa 3000 metri di dislivello costituisce l’itinerario più estetico, più impegnativo. Ma mentre sfida il pendio scompare dalla vista degli sherpa. Da quel momento nessuno l’ha più visto.
Nel corso della serata verrà anche presentato l'ultimo numero di FREErider con racconti dalle mitiche nevi di Verbier alle selvagge montagne del Kizikistan.
EMILIO PREVITALI è uno dei pionieri dello snowboard in altissima quota ed ha al suo attivo due spedizioni al Cho Oyu (Himalaya, 5° vetta della terra, 8202 metri,1997 e 2002) con una nuova linea di discesa lungo la Cresta dei Polacchi e la prima discesa integrale e solitaria dalla vetta del Pik Lenin (Pamir, 7134m, 2000) attraverso la parete nord. Istruttore nazionale e maestro di snowboard, è l’unico atleta italiano invitato (per due volte) a partecipare alla Red Bull X-treme di Verbier. Proclamato miglior snowboarder/freerider italiano dalla rivista On Board , ha partecipato inoltre al King Of The Hill in Alaska. E' 14 volte Ironman finisher ed ha partecipato come concorrente ad altre importanti manifestazioni multisportive internazionali come il Camel Trophy ‘91 Tanzania – Burundi (6°overall) e l’international Marathon Bike del Sahara ’93 ( 800 km di mtb in autosufficienza da Tamanrasset a Djanet, 3° classificato).
Nonostante tutto c'è chi giura che scendere con lo snowboard non è l'unica cosa che gli riesce bene: Emilio è infatti anche un eclettico comunicatore. Fondatore e direttore di FREE.Rider la prima rivista italiana dedicata allo snowboard e al freeride su cui scrive sanguigni editoriali.
E' uno dei pionieri nell'uso dei nuovi strumenti della comunicazione durante le sue spedizioni.