Quell'irresistibile pigrizia dei piedi...

gheo72

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... perlomeno dei miei... Siamo a fine stagione e la sezione da qualche giorno langue un po' (dove sei Manawa??) però credo che quel post di Fausto sul "visibile e invisibile" (il sacro graal dello sci?) meriti un thread tutto suo. Rimetto qui quel video:


Nel mio caso la consapevolezza dell'uso dei piedi e delle caviglie era (ed è ancora) piuttosto scarsa. Sarà che gli scarponi sempre più rigidi ti fanno pensare che i piedi se ne debbano stare lì immobili, sarà la pigrizia nell'attivare muscoli che nell'uso quotidiano non ti sogneresti mai di usare (o se li attivi lo fai inconsapevolmente in situazioni particolari), sta di fatto che spesso i movimenti di chiusura/aperture caviglie e di presa di spigolo rischiano di essere la conseguenza passiva di altri movimenti anzichè almeno in parte il risultato di azioni attive.

In tema di chiusura/aperture caviglie (dorsiflessione/plantarflessione), mi sono reso conto dell'importanza della chiusura attiva delle caviglie nella gestione dello sci interno, per non lasciarlo scappare avanti e cercare di tenerlo bene sotto il bacino. Anche il portarsi avanti/tirare sotto entrambi i piedi a fine curva diventa più efficace con la chiusura attiva delle caviglie (alzando anche gli alluci come se volessi aggrapparmi coi piedi all'interno degli scarponi!).

L'altro tema è... la presa di spigolo... e il suo malefico intreccio con le controrotazioni/counteracting... :PAAU
 
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... perlomeno dei miei... Siamo a fine stagione e la sezione da qualche giorno langue un po' (dove sei Manawa??) però credo che quel post di Fausto sul "visibile e invisibile" (il sacro graal dello sci?) meriti un thread tutto suo. Rimetto qui quel video:


Nel mio caso la consapevolezza dell'uso dei piedi e delle caviglie era (ed è ancora) piuttosto scarsa. Sarà che gli scarponi sempre più rigidi ti fanno pensare che i piedi se ne debbano stare lì immobili, sarà la pigrizia nell'attivare muscoli che nell'uso quotidiano non ti sogneresti mai di usare (o se li attivi lo fai inconsapevolmente in situazioni particolari), sta di fatto che spesso i movimenti di chiusura/aperture caviglie e di presa di spigolo rischiano di essere la conseguenza passiva di altri movimenti anzichè almeno in parte il risultato di azioni attive.

In tema di chiusura/aperture caviglie (dorsiflessione/plantarflessione), mi sono reso conto dell'importanza della chiusura attiva delle caviglie nella gestione dello sci interno, per non lasciarlo scappare avanti e cercare di tenerlo bene sotto il bacino. Anche il portarsi avanti/tirare sotto entrambi i piedi a fine curva diventa più efficace con la chiusura attiva delle caviglie (alzando anche gli alluci come se volessi aggrapparmi coi piedi all'interno degli scarponi!).

L'altro tema è... la presa di spigolo... e il suo malefico intreccio col le controrotazioni/counteracting... :PAAU

Bel video questo fatto molto bene, non ne ho di video nuovi a parte due di neve fresca che avevo postato qualche settimana fa. Sto facendo sciare la mia ragazza dopo uno stop di 45 giorni in quanto l'avevano travolta e ora ha ripreso bene bene, dopo il riposo forzato dissocia molto meglio di prima la parte alta da quella bassa migliorando la presa di spigolo nontevolmente col ghiaccio, e inizia a legare le curve sul ripido sempre meglio.
Sto facendo queste cose HIHIHIHIHIHIHIHIHI. Saremmo andati da Valerio della Jam a lezione se quel pirla non la urtava.....
 
Questo thread mi fa giusto tornare in mente la mia ultima uscita.
Martedi sono salito per quella che, credo, sia stata (ahimè purtroppo), l'ultima per questa stagione.
Tanto per cambiare a Sestriere (e in tutta la ViaLattea) nevicava, sembrava dicembre non il 3 di aprile, nuvole molto basse, visibilità massima a 10m davanti a se, quando andava bene 20-30 metri.
Questa volta però avevo ben 3 orette prenotate col maestro, una volta sulle piste, viste condizioni, la maestra ci guarda e dice:"bene, viste le condizioni oggi lavora su centralità e sensibilità". Ci fa fare qualche curva con un paio di dritte, poi ci fa allentare leggermente gli scarponi, riproviamo e cambia tutto ci dice "ecco perchè io non sono troppo favorevole agli scarponi strettissimi, tutte queste cose con una scarpa che ti stringe non riesci a percepirle!".
Mentre sciavo, seguendo le indicazioni, mi accorgevo che cambiava tutto, riuscivo a trovare quella centralità che troppo spesso mi sfuggiva, alle volte mi sembrava che stessi re-imparando completamente e mi trovavo traballante e incerto... "...è normale mi diceva l'insegnante, stai stravolgendo il tuo modo di stare in equilibrio...!".
Si sciava su 10-15 cm di neve appena caduta, spesso a zolle o rotta e ammucchiata e pur tenendo la centralità acquistata dalle indicazioni ricevute e dalla nuova sensibilità percepita spesso vedevo la punta dello sci esterno che sbacchettava, poi su una curva un po ampia in mezzo a neve a zolle (prima mi ci sarei impiantato come un baccalà, mentre ora ci passavo in mezzo come se nulla fosse) vedo di nuovo la punta dello sci che scappa verso l'esterno, mi torna in mente cosa ho letto qui sul forum e allora chiudo l'alluce come se volessi afferrare qualcosa con le dita dei piedi e... la punta torna al suo posto, la spatola morde e continuo la curva perfettamente, in quella successiva lo rifaccio e questa volta do attenzione anche allo sci interno cercando di sentire il peso sul taglio del piede e anche li cambia ancora qualcosa...non mi sono mai divertito così tanto a sciare in condizioni così precarie...alle volte andare piano e tempo poco bello servono più di piste tirate come biliardi...mi spiace solo che ora dovrò aspettare un bel po prima di riprendere le sperimentazioni, perchè ora c'è molto molto da lavorare per far diventare tutto ciò una cosa naturale e automatica!!
 
Martedì anche io ero lì, quindi so bene di cosa parli. La tua Maestra, con la M maiuscola, é stata una grande, poi ovviamente anche tu ci hai messo del tuo. E' tutto vero quello che dici. Io uso sempre scarponi rigidi (130) ma li chiudo poco in modo che il piede possa avere un minimo di libertà di movimento. I piedi ringraziano e non sai più cosa sia il mal di piedi.
 

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Belli questi spunti sul non ostinarsi a stritolare i piedi dentro gli scarponi... io personalmente cerco di partire con gli scarponi agganciati relativamente larghi, per poi stringerli progressivamente nel corso della mattinata e dare il tempo ai piedi di "adattarsi".

Nell'ultimo periodo mi sono concentrato (diciamo pure fissato) sullo spinoso tema delle controrotazioni... sono andato a rileggermi la discussione aperta un paio di stagioni fa da Fausto, ho spulciato un po' i forum e i blog d'oltreoceano, guardato e riguardato un po' di video (a partire da quelli della Jam, ovviamente) e... non ho ancora capito se ci ho capito qualcosa. Beh, probabilmente qualcosa sì, perchè quando mi riesce ho quella bella sensazione di "chiudere le curve", con le code che tagliano la neve, che prima mi era praticamente sconosciuta :D:D

Metto qui un video interessante (un po' da maniaci della biomeccanica) che mostra come mettere i piedi di taglio comporti già di per sè una rotazione dei piedi verso l'esterno o l'interno (eversione/inversione) proprio per com'è fatta l'articolazione della caviglia. I piedi "in presa di spigolo" sono già di loro controruotati (o comunque già predisposti a fare e/o ricevere un'azione di controrotazione/controsterzo) rispetto alla direzione degli sci (dal minuto 1:48):


Butto giù qualche spunto frutto di un po' di prove sulla neve e a secco cercando di non farla troppo lunga:


  • L'importanza di una presa di spigolo forte che parte dall'azione attiva dei piedi e delle caviglie (il "tipping", se vogliamo dirla alla HH) penso che sia un'ovvietà per i più esperti. Però, quando i piedi si addormentano, è facile finire con l'appoggiarsi alla sciancratura e ottenere una presa di spigolo "passiva" dovuta solo all'inclinazione delle gambe, senza contributo dei piedi/caviglie.

  • L'azione dei piedi e delle caviglie crea una tensione muscolare che rende la presa di spigolo molto più forte, indispensabile quando il fondo si fa duro. Questa tensione muscolare predispone però anche alle azioni di controrotazione, per far "mordere" ancora di più le code e impedire che scappino verso l'esterno della curva.

  • Controrotazione dei piedi (controsterzo/countersteering): ho notato che in chiusura curva, se mi concentro solo sul controruotare i piedi come se volessi "conficcare i talloni dentro la montagna", finisco inevitabilmente arretrato con il peso sui talloni. Anche perchè all'inizio in queste prove mi "dimenticavo" di chiudere le caviglie per non arretrare. Chiudendo le caviglie naturalmente la cosa migliora (anche perchè quest'azione di chiusura delle caviglie rafforza ulteriormente la tensione muscolare creata dal "tipping"). Probabilmente sbaglio qualcosa ma la controrotazione dei piedi da sola non mi è comunque sembrata troppo efficace.

  • Controrotazione del busto (counteracting): se i piedi sono "addormentati" e manca tensione muscolare nelle gambe, il counteracting da solo produce poco anche lui. Magari migliora l'allineamento e l'equilibrio sulla gamba esterna, ma verso il basso non trasmette un granché. Se invece i piedi e le caviglie fanno la loro parte (è presente tensione muscolare che parte dal basso) il counteracting trasmette un'azione torsionante verso le gambe e i piedi, migliorando nettamente la presa di spigolo e la tenuta delle code.

  • Perciò mi sono fatto l'idea che queste azioni di controrotazione raggiungano il massimo dell'efficacia quando sono ben presenti entrambi i fondamentali della presa di spigolo (nel senso di "tipping" attivo) e di controrotazione della parte alta ("counteracting") che a quel punto possono rafforzarsi a vicenda permettendomi anche un più diretto "controsterzo" dei piedi.

  • Mi viene anche da pensare a questo punto che nel PMTS non si parli esplicitamente di "controsterzo dei piedi" (almeno per quel poco che ne so) perchè questo effetto si otterrebbe già sostanzialmente con l'azione combinata di "tipping" e "counteracting".
Queste considerazioni sono il frutto di poche giornate sulla neve, troppe ore sulla tastiera e soprattutto di uno che non prende un maestro da una vita, quindi mi sa che lasciano un po' il tempo che trovano... :shock::shock: ma mi piacerebbe sentire qualche parere in proposito.
 
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