Diversi titpi di corto raggio all'estero,

mi associo e poi vorrei che una volta per tutte finissero di dirmi di non sciare a sci uniti.....vedi questo.....
 
Continuo a pensare che
1) ogni paese ha il suo approccio tecnico (si vedano i vari video dell'Interski)
2) c'è una bella differenza tra sciata per ottenere il tempo tra i pali e gesto (anzi gesti) in campo libero.
 
per me invece la tecnica non cambia, i movimenti fondamentali sono sempre quelli, poi quando si è imparato a padroneggiarli ognuno li interpreta alla sua maniera, tra i pali e fuori
 
Le tecniche di base cambiano probabilmente poco (anche se, oltre un certo livello, si vedono differenze immediate tra sciatori delle varie scuole nazionali), ma cambia l'approccio.
E, a mio modesto parere, non è detto che l'approccio "race" nostrano sia quello più completo quando si scia in campo libero. E per più completo intendo quello che consente di sfruttare e godere al meglio la più ampia varietà dei terreni delle condizioni di neve.
Sintetizzando direi che probabilmente gli obbiettivi finali sono diversi.
 

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Parlimao dello stesso sprt questo si, ci sono delle piccole differenze tecniche che messe insieme danno uno stile diverso alla sciata ed una diversa efficenza, si parla di stile in campo libero in quanto non c'è un cronometro come in gara. Differenze tecniche sono minime ma ci sono anche perchè mi sono state insegnate entrambe di recente anche il medesimo giorno. Vi faccio un esempio il puntamento delle ginocchia/tibie e femori osservatelo nella tecnica canadese ed in quella italiana, l'asse saggitale ache qui ci sono delle piccole differenze, la separazione, il pull back o il push front, la matrice è sempre quella lo sciatore nasce in basso ma poi ci sono differenze a livello motorio e di bio meccanica. L'impostazione che tutti notano piu' race o meno race a seconda della nazionalità deriva da queste piccole differenze. Il tutto porta a sciate piu' stilose ed eleganti ma magari piu' dispendiose in termini di energia/affaticamento a sciate piu' semplici che sfruttano di piu' le sciancrature degli sci e alcuni movimenti natuarli del corpo, movimenti che contrastano diversamente seppure con piccole differenze le inerzie.
 
mi associo e poi vorrei che una volta per tutte finissero di dirmi di non sciare a sci uniti.....vedi questo.....

dico una cosa , magari ovvia e gia' detta ma secondo me importante, se la sciata a sci piu' distanziati e con la distribuzione del carico 60% esterno , 40% interno e' piu' performante su fondo duro e regolare o in campo agonistico ed in questi campi anche bellissima da vedere,
piu' il terreno diventa mosso ed irregolare e la neve piu' morbida la sciata a sci piu' uniti diventa la migliore possibile,
Provate a sciare in neve fresca con gli sci distanziati, idem nelle gobbe.
Paolo
 
Approvo ma ‘sta cosa del 60-40 per cento mi fa sempre ridere. Nessuno scia con un dinamometro. Metti il peso sull’esterno che non sbagli :D
 
Sul ghiaccio preferisco tenere una base larga ma non nel corto raggio. Su fondi farinosi ma battuti mi è indifferente. In powder o gobbe sempre sci uniti per crare flow o galleggiamento.
Discorso peso sull'esterno, dipende da come lavoriamo con le caviglie e da quanta separazione diamo tra parte alta e bassa, a fine curva comunque lo sci interno prende peso seppur progressivamente è un po' un falso mito quello che sul ghiaccio si scia solo sullo sci esterno (è vero relativamente), sul ghiaccio occorre lavorare molto di piu' con piedi e caviglie e per via degli attriti differenti rispetto alla neve farinosa, non è concesso il minimo errore nella catena motoria, quindi separazione contratso delle inerzie, spalle e sguardo. Quello che cambia sotanzialmente nel ghiaccio è il laovro di caviglie dentro lo scarpone.......... e ripeto nel ghiaccio non si puo' sbagliare alcuna azione motoria, maggiore sarà l'errore maggiore sarà la sbandata.

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Approvo ma ‘sta cosa del 60-40 per cento mi fa sempre ridere. Nessuno scia con un dinamometro. Metti il peso sull’esterno che non sbagli :D

Bravissimo è un falso mito ci vuole tanta caviglia in piu' e i piu' non sono in grado di farlo, il ghiaccio porta poi alla paura e questo fa si che i piu' sciano con la grande massa tutta appesa verso la montagna e le caviglie dritte.
 
Le tecniche di base cambiano probabilmente poco (anche se, oltre un certo livello, si vedono differenze immediate tra sciatori delle varie scuole nazionali), ma cambia l'approccio.
E, a mio modesto parere, non è detto che l'approccio "race" nostrano sia quello più completo quando si scia in campo libero. E per più completo intendo quello che consente di sfruttare e godere al meglio la più ampia varietà dei terreni delle condizioni di neve.
Sintetizzando direi che probabilmente gli obbiettivi finali sono diversi.

Sono d'accordo, infatti l'obiettivo dovrebbe essere applicare la tecnica all'esigenza (e alla capacità) dello sciatore, è chiaro che un agonista esaspererà il gesto per ottenere velocità, l'appassionato cercherà di rendere efficace la sciata e l'aspirante maestro per renderla conforme a dei canoni dettati da una linea d'insegnamento.
Però si parla di applicare dei movimenti "base" che sono comuni e che permettono di poter controllare e gestire un'attrezzo, quindi credo sia più corretto parlare di interpretazioni diverse più che di differenze tecniche.
Il bello di essere da solo sugli sci è quello di poter sperimentare e provare l'atteggiamento che più ci dà soddisfazione!
 
Boh, sembra che sciino su pista liscia come se ci fossero le gobbe. Approccio molto jappokoreano. Infatti sulle gobbe sono molto bravi, in pista faccio veramente fatica a farmeli piacere, sembra che facciano il cambio in assorbimento ma senza azzeccarne una, risultato è un cedimento ad ogni curva con conseguente rimbalzo.

Andrea
 
Boh, sembra che sciino su pista liscia come se ci fossero le gobbe. Approccio molto jappokoreano. Infatti sulle gobbe sono molto bravi, in pista faccio veramente fatica a farmeli piacere, sembra che facciano il cambio in assorbimento ma senza azzeccarne una, risultato è un cedimento ad ogni curva con conseguente rimbalzo.

Andrea
E quindi il flexing in transition con relativo float dove finisce? Lo cestiniamo? E la virtual bump? E il pull back?
 
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