Ricordi pericolosi

Carlobaz

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Non so se è già stato fatto... qual'è la pista dove avete rischiato di farvi o (speriamo di no) vi siete fatti male? Inizio io: Nuvola Rossa al Paganella: mi sono trovato da buon neofita in mezzo ad un muro un po' ghiacciato con le punte degli sci a monte a gambe divaricate... scivolato giù come un missile, mi si è staccato uno sci ma mi sono alzato integro.
Tanti auguri a tutti:PPINK:PPINK
 
Inverno 2005/6, gita a Cortina con lo sci club.
Ero poco più che principiante ma scendevo ovunque (con calma).
Prendo il primo troncone della Freccia del Cielo, scendo per una pista azzurra per scaldarmi, arrivo ad una seggiovia, boh la prendo, e mi accorgo che arriva vicino al famoso rifugio Duca d'Aosta...beh scendiamo...peccato che la pista era la Forcella Rossa...una pendenza inaudita per le mie capacità, cerco di andare piano, derapando a più non posso, scivolo, cado e mi faccio quasi tutta la pista a pelle di leone...fortuna che un gentile sciatore mi ha portato gli sci giù...ora sono migliorato però non mi è mai più capitato di andare a Cortina
 
Inverno 2012. Pista cir val gardena.ultima discesa del sabato prima di tornare a casa. Dopo una settimana di tempo uggioso con visibilità scarso dove cielo e neve si confondono, finalmente un giorno sereno temperatura invernale e poca gente d'altronde era sabato.
Cir deserta, neve dura e la voglia di congedarmi dalla val gardena con un ricordo indelebile. Spingo un po', la voglia di tirare la velocità aumenta il compagno di sciate che rimane via via indietro. Poi poco prima della biforcazione su un muro al cambio di pendenza ho preso una lastra, le lamine andate (mea culpa) non hanno agguantato e sono scivolato a terra lungo il fianco. Una scivolata come tante, ma dopo qualche metro di discesa lo sci si è piantato nella neve ammucchiata in fondo al muro ed il ginocchio ha fatto una rotazione laterale. gli sci si sganciano, sento uno sttaack ma non sono gli attacchi. Scivolo di schiena con la testa testa a valle e vedo distintamente il mio piede destro che traballa senza controllo ad ogni asperità del terreno, penso dentro di me "***** stavolta mi sono fatto male sul serio" Finalmente la mia corsa finisce, il dolore diventa subito intenso mi metto a sedere e ricopro il ginocchio con la neve. Dopo un paio di minuti il mio compagno mi raggiunge. Ce ne stiamo un po' li seduti parlando in attesa di far passare lo shock del momento. Nel frattempo un altro sciatore, un tedesco sulla sessantina, scivola sullo stesso punto e complice un' andatura molto più lenta della mia si ferma ad una quarantina di metri da me di rialza e riparte senza conseguenze. Questo ci convince che è meglio spostarci per guadagnare il bordo pista. Controllo le gambe si muovono i piedi i piedi anche li ruoto a destra e sinistra su e giù, ok mi alzo in piedi aiutato dal mio amico, ma come faccio un passo e poggio il piede sulla neve il ginocchio cede: lo sento distintamente traslare di lato e cado come una pera cotta. Un dolore lancinante ed un urlo che non scorderò mai. A quel punto non resta che chiamare e aspettare che due angeli mi portino a valle in toboga. Al pronto soccorso di Bressanone pardon Brixen la diagnosi ufficiale. Legamento crociato anteriore e collaterale rotti. Gli esami strumentali confermeranno la diagnosi iniziale includendo anche danni al corno posteriore del menisco ed interessamento del piatto tibiale.
Un intervento seguito da 3 mesi di fisioterapia e un anno dopo, sul tapis roulant del monte Pana di nuovo sugli sci seguendo mia figlia minore alle sue prime scivolate sulla neve ho pianto di gioia. Ero ancora uno sciatore.

Decisamente proprio un ricordo indelebile.
 
E che ve lo dico a fare HIHIHI

28 gennaio 2017: Ovindoli, giornata bellissima, Pistone ripetuto tre volte di seguito, a prima mattina: la terza volta scelgo malauguratamente di fare la deviazione finale rossa sulla dx e mi becco un megatrappolone in pista, subito sotto un cambio di pendenza. Lo sci rimane incastrato, l'attacco non si stacca e saltano legamento crociato e menisco.

Ho rotto le balle a mezzo forum e però mi sono ritrovato con più amici (veri) di quelli che immaginavo, sin dal giorno stesso dell'infortunio.

Adesso siamo al rientro, spero ormai a brevissimo.
 
Dovrebbe essere stato il 2011/2012 quando mi sono andato a spiattellare sui tornelli della seggiovia che passa sopra la Grava 2 a Zoldo
C'era pochissima gente e mentre facevo la curva per immettermi nella corsia mi sono distratto guardando una tipa che(succede raramente ma sapete che succede) nonostante fosse in tuta da sci e coperta come un palombaro, sprizzava sesso da tutti i poriHIHIHI
Io ero anche entrato nella corsia giusta(anche se sicuramente troppo veloce),solo che proprio in quel momento una vecchia aveva ben deciso di cambiare la sua di corsia,appena vista mi sono messo di traverso solo che erano già cominciati i binari in legno e invece di frenare sono decollato
Mi sono ritrovato in spaccata quasi sotto al tornello,gli addetti mi hanno aiutato a togliere gli sci,offerto un bicchiere d'acqua perché mi veniva da vomitareHIHIHImi hanno chiesto se volevo andare in infermeria ma io visto che le ginocchia erano ok ho declinato l'invito
Nel rimettermi la giacca che neanche ricordavo di essermi tolto ho sentito un dolore allucinante alla spalla sx,che ancora oggi quando è umido si fa sentire, comunque ho continuato con parecchia attenzione a sciare tutta la giornata

Buon anno a tutti
 

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Il ricordo davvero pericoloso risale a qualche anno fa.
Per ridurmi una lussazione alla spalla, i sanitari del pronto soccorso di MdC
hanno dovuto farmi una flebo di Valium per rilassare la muscolatura.
La spalla è andata a posto, mi hanno messo il tutore ed era implicito che,
da quel penultimo giorno, sarei rimasto buono buono in appartamento.
Ma certo! A causa del valium mi sentivo felice ed euforico; mi son tolto il tutore,
ho ripreso gli sci e sono salito sulla Pradalago. In cima (per fortuna) c'erano proprio
quei ragazzi che mi hanno soccorso. Si sono parati davanti a me: "Adesso la riaccompagnamo giù!"
Immancabile e doveroso cazziatone per tutta la discesa in cabina.
Non finirò mai di ringraziarli, anche perché quando finì l'effetto del valium.... capii!

Per il primo ricordo ...pericoloso, devo tornare al 1974 o giù di lì. Su una pista nera di
Fondo grande, oggi chiusa, perdo il controllo subito all'inizio, decollo su una gobba,
chiudo gli occhi, atterro di faccia (per fortuna la neve era solo crostosa),
comincio a ruzzolare e ribalzare con gli sci che mi bastonano fra testa e corpo,
perché erano sì sganciati, ma rimasti attaccati alle caviglie col laccetto (Ski-stop? Cos'è?).
Tranne per la faccia che aveva strisciato e le contusioni per le botte degli sci, ero integro.
Comunque la lezione è servita.
 
Non so se è già stato fatto... qual'è la pista dove avete rischiato di farvi o (speriamo di no) vi siete fatti male? Inizio io: Nuvola Rossa al Paganella: mi sono trovato da buon neofita in mezzo ad un muro un po' ghiacciato con le punte degli sci a monte a gambe divaricate... scivolato giù come un missile, mi si è staccato uno sci ma mi sono alzato integro.
Tanti auguri a tutti:PPINK:PPINK

Pila, Renato Rosa.
Non con gli sci, però: ho fatto malissimo un dosso in MTB e ho centrato in pieno un albero con la spalla sinsitra.
Fratture assortite, ma soprattutto lesione al nervo ascellare medio con conseguente paralisi flaccida del muscolo deltoide.
Una vera rottura di meenghia, sono ancora in fisioterapia... per fortuna non scio con la spalla :p
 
Madesimo ,
avevo circa 10/11 anni per cui parliamo a spanne del '77/'78,tempi di nevicate consistenti,col mio vicino di casa coetaneo uscivamo alle 9 e rientravamo a chiusura impianti,si scendeva come dei pazzi da quasi ogni dove ed una delle "gare" preferite era scendere sulla strada che da Madesimo raggiunge Motta (ai tempi sempre innevatisssima e utilizzata dai Gatti che portavano da Madesimo a Motta e poi alla Baita del sole i pedoni
questi per intenderci

206381-gatto-made.jpg


scendendo a razzo dietro uno dei tornanti me ne trovo uno davanti che sta salendo, i ricordi sono confusi..fatto sta che in qlc modo ci finii contro ma non abbastanza da lasciarci la pelle.(ringrazio ancora l'autista che probabilmente riusci' ad evitare il peggio)

Lo shock fu tale che silenziosamente rientrai a casa e mi infilai nel letto a leccarmi le ferite conscio che l'avevo scampata grossa
 
inverno 2006/2007, non c'è un filo di neve da nessuna parte ma in autunno avevamo già prenotato la settimana bianca a Champoluc per febbraio: in quei giorni i collegamenti sono chiusi e le piste aperte sono poche e tutte praticamente di ghiaccio puro. Sulla pista Ostafa II, dietro ad una gobba pronunciata, mi trovo una enorme lastra di ghiaccio: io non ricordo nulla dell'accaduto ma in pratica cado bruscamente, batto la testa, perdo i sensi e la lamina dello sci mi taglia di un paio di cm appena sopra il mento. Da quel giorno indosso sempre il casco e porto la minuscola cicatrice a monito di quello che può succedere in pista.
 
La Forcella Rossa è quella che scende da Ra Valles, non dal Duca d'Aosta.

Mi sono sbagliato...hai ragione....guardando la mappa in internet ho visto che non è la Forcella Rossa ma, pur con un altro nome, è una pista che dal Duca D'Aosta riportava alla base di partenza della stessa seggiovia...se non sbaglio (sono passati 10 anni e più), il primo tratto era tranquillo, poi iniziava un bel muro pendente, e finiva con un tratto rosso fino alla base di partenza della stessa seggiovia...
 
Io ho già giocato due jolly, ma preferisco non ricordarli. Dopo il secondo il mio approccio è diventato totalmente conservativo. Per questo mi muovo solo dove nevica, per non esser costretto a cercar powder in posti rognosi...
La cosa che più mi ha preoccupato è stato il fatto di non provare alcuna paura durante l'evento, ma di rendersi conto solo dopo di essere miracolato.
 
Di botti ne ho fatti tanti, per fortuna sempre senza grosse conseguenze... il peggio sono state contusioni e una cicatrice sul mento lasciatami da un palo da slalom preso in faccia...

Ma, quello potenzialmente più pericoloso, è stato da ragazzino (credo fosse l’87) a croce d’aune... c’era un nebbione che neanche a Rovigo, ho perso l’orientamento, son finito fuori pista e mi sono schiantato su di un tabià... a quei tempi non c’erano caschi ovviamente, per cui mi andò decisamente bene...
 
Pinzolo sulla Competition, avevo circa 6 anni. Con mia mamma e i miei fratelli, molto più grandi di me, andiamo sulla Competition (nera bellissima), i miei fratelli partono a libera giù per il muro e io intrepida cosa faccio?
Mi lancio all'inseguimento.
Dopo una curva sono caduta finendo sulle code e il resto del muro me lo sono fatta a razzo dritta finché non ho avuto il coraggio di buttarmi di lato.

Mia mamma ci ride ancora su sta storia... io un po' meno HIHIHI
 
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