[27/07/2017] Cima Plem 3182m (Valcamonica - Adamello)

cleon

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Erano un paio d'anni che avevo in testa questa cima, non avendo mai trovato qualcuno con cui andare (chi è troppo lunga, chi è troppo difficile, chi l'ha già fatta) ho rimandato sino a che mi sono deciso di andare per conto mio. E anche ciò è una novità per me che non ho (quasi) mai fatto escursioni in solitaria di una certa difficoltà, tantomeno se mai provate prima. Ma fatti armi e bagagli, si punta la sveglia e si tenta di dormire quelle poche ore che riesco prima delle gite in montagna.

Prima di tutto una piccola introduzione geografica:
nella frazione Rino di Sonico in sinistra orografica del fiume Oglio a 650m slm che qualcuno ricorderà per le alluvioni di qualche anno convergono due valli, la selvaggia Val Rabbia dominata dall'omonimo (di nome di fatto) torrente e la ben più civilizzata Val Malga solcata dal torrente Remulo. Quest'ultima è risalita da una stradina ben asfaltata che si snoda in bellissimi boschi gestiti dall'attivo consorzio forestale dell'Alta Valle sino al parcheggio asfaltato a 1500m in località Punt del Guat (tremendamente tradotto nella cartografia in Ponte Gatto), prosegue poi su selciato sino alla Malga Premassone (pour parlè: vi si mangia un gran bene). Poco oltre la vallata si divide nettamente in due, guardando verso monte, a destra la Val Miller, culminante con il ghiacciato Passo dell'Adamello, e a sinistra la conca del Baitone, culminante con il passo Premassone (punto più alto dell'Alta via dell'Adamello). Le due valli sono separate da una tormentata linea spartiacque della quale la Plem è il picco più elevato.
Quì le parallele val Rabbia e Val Malga (di cui si vedono le cime dello spartiacque con la Val Salarno) viste da Edolo
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Lets go!
Sveglia alle 5, colazione, auto, benzina e via. A quest'ora per strada non c'è nessuno, si può andare speditamente senza timore di scomodi incroci con altri veicoli ed alle 6.40 siamo belli che pronti per incamminarci dal Guat. In cielo nemmeno una nuvola (non durerà), la temperatura di 10 gradi mi fa coprire come un esquimese.
Rimonto la strada selciata fino alla Malga Premassone, dove delle placide signorine si godono l'alba (beate loro)
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Si attraversa il Remulo, si risalgono pochi metri e si giunge al bivio, dx Baitone, sx Miller.
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Si punta a sinistra e attivata la modalità mulo da soma si risale monotonamente la traccia lastricata. Poco da dire, giù la testa e pedalare.
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Cammin facendo spunta il sole, incomincio a togliermi vestiti di dosso. Si apre anche il panorama sulla Val Miller e sulla strada già percorsa.
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In vista del rifugio Baitone a quota 2200m ecco una gradita sorpresa, uno stambecco che mi guarda sornione!
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E poco innanzi un altro, proprio ai piedi della diga del Lago Baitone, imponente invaso accanto all'omonimo monumentale rifugio che fu residenza degli operai.
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Perdiamo tempo aggirando sulla sinistra l'ampio lago, ma il soprastante rifugio Tonolini è già in vista.
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Questo dell'essere "già in vista" è una maledizione della giornata, ogni meta sembra lì a portata di mano e non arriva mai!

Eccoci finalmente al Tonolini, che con i suoi 127 anni di storia risulta essere la prima capanna escursionistica dell'Adamello! Siamo già a ben oltre i 2400m, una pausa torta di mele è d'obbligo!
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Uno sguardo al lago rotondo accanto al quale sorge il rifugio
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E un altro verso il sottostante lago Baitone, ben visibile al di sopra del gradino roccioso sul quale ci troviamo
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Si prosegue ora molto più scomodamente su traccia rocciosa e grosse cataste di massi: siamo nel sottogruppo del Baitone, proprio al suo cospetto, che mi aspettavo?!
La traccia corre ai piedi di un imponente fronte morenico
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sin oltre il lago bianco,
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dove ci separiamo dalla traccia (numero 1) che porta al Passo Premassone ed iniziamo a rimontare il versante roccioso sulla destra.
Davanti a noi il Passo del Cristallo, sella posta a 2800m compresa tra il Corno del Cristallo (2900m) a destra e la nostra meta, la Plem, a sinistra.
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Il passo si avvicina, ma la traccia si fa sempre più "scomoda".
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Vi chiederete "dov'è il sentiero?!". Vi dico che son 15 anni che mi pongo la stessa domanda, ma da queste parti qualche segno sbiadito lungo cataste di massi fanno una strada :D . Questo è, e questo ci facciamo andar bene, c'è poco da far gli schizzinosi.

Qualche chiazza di neve
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Uno sguardo alle spalle
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E si giunge ai piedi del passo. Qui le cose si fanno un pelo più delicate, una placchetta fessurata di decina di metri attrezzata con catene risulta più esposta e ostica di quanto mi aspettassi, alcuni utilizzano il kit da ferrata (in discesa potrebbe non fare schifo), ma in salita se non si soffre l'esposizione e si riesca a fare qualche passaggio di facile arrampicata fidandosi della roccia (il cavo risulta in posizione un po' scomoda per la progressione) si passa senza grossi problemi.
Vista la delicatezza del passaggio e la coppia che mi sopravanza che spara giù sassi non ho fatto foto, cercando di passare speditamente.
Qui una foto presa dai Sass Baloss
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Ed eccoci al passo, ci si affaccia sulla val Miller, dominata dalla seraccata del Ghiacciaio dell'Adamello accanto alla parete su cui corre la Via Terzulli e naturalmente sua maestà la parete nord dell'Adamello, oggi in esclusiva versione incappucciata
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(dal web) la via di salita alla vetta
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Sempre su evidente traccia tra cataste e ghiaietto si costeggia la linea di cresta sul versante del Miller di cui si vedono i sinuosi ricoli d'acqua 600m più giù.
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Flora dall'incredibile tenacia (Linaria alpina)
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Ora iniziano le (poche) difficoltà tecniche della salita. Un facile dietro si supera con pochi passi di facile arrampicata
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E ci si trova ai piedi delle impressionanti placconate ai piedi della cima. Sono piuttosto ripide ed esposte, ma danno un grip fantastico, è una roccia eccezionale questa!
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E con un po' di attenzione si giunge alle roccette sommitali, la traccia qui scompare ma vanno rimontate aggirandole sulla destra in quanto sulla sinistra diventano impraticabili per dimensioni ciclopiche, oltre ad essere a strapiombo su un bel salto
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Ed eccoci in vetta, d'obbligo un rintocco alla campana
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La vista è eccezionale:
lo spartiacque con la Val Salarno
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i laghi della conca del Baitone
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il sottostante passo Premassone con l'omonimo laghetto
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i laghi d'Avio
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Là in fondo la Valcamonica e un bel pezzo del lago d'Iseo (fidatevi sulla parola)
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e ovviamente il vero scopo della gita, la più celebrata ed incredibile vista sull'imponente bastionata nord dell'Adamello
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Foto di rito
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E giù di nuovo verso il passo in direzione però Val miller
Ancora massi, poi placconate ed infine sentiero inerbito sino all'autostrada verso il rifugio Gnutti
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Ed eccoci al rifugio
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Sosta e miglior vista della giornata
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Con sforzo di volontà si alza il sedere dalla sedia e ci si incammina nella placida piana del Miller
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In netto contrasto con l'impervio sentiero che ivi vi giunge, le "Scale del Miller"
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Da queste parti è bene non mancare alcun gradino
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Laggiù la nostra meta
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Alle nostre spalle l'impressionante gradone vallivo che abbiamo appena disceso allietato da una bella cascata
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Finalmente in fondo valle
Monumentali mughi e massi
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Brave (e buone) bestie al pascolo
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Ed eccoci al bivio (ve lo ricordate?)
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Ancora qualche fatica e dopo 10 ore e 1700m di dislivello con notevole sviluppo rieccoci alla partenza:HIP
 
Ultima modifica:
Incredibile! Quando ho letto delle signorine che si godono l'alba mi è venuto un tuffo al cuore, un forte pentimento per non essere venuto! Poi quando ho capito che non erano signorine umane, ma bovine, mi sono ripreso.
Ma se anche fossero state umane, non so se sarei stato all'altezza. Hai fatto davvero un giro faticoso! E le cataste di sassi, sono al secondo posto di odio, dopo i ghiaioni!!!
Ma in cima deve essere stato davvero bello. Complimenti!!!
 
Strabiliante : bello, molto bello. Non conosco quelle montagne, sembrano cataste di massi :shock: incredibile.
Gran bel giro
 
Esticazzi! Bravo Cleon.

Le scale del Miller in discesa, dopo tutto quel giro e quel ravanare tra i sassi, devono essere state un toccasana HIHIHI

L'autostrada che hai fatto al ritorno è il famoso canale Miller-Baitone ormai in disuso, che consentiva di riempire il lago tramite la centralina di pompaggio oggi non più funzionante.

@ Ema: noi ci rifaremo col giro dei 3 rifugi :D
 
L'autostrada che hai fatto al ritorno è il famoso canale Miller-Baitone ormai in disuso, che consentiva di riempire il lago tramite la centralina di pompaggio oggi non più funzionante.

Sarebbe interessante capire perché è stato compiuto questo peccato!
C'entra con l'abbandono del nucleare?
 

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Sarebbe interessante capire perché è stato compiuto questo peccato!
C'entra con l'abbandono del nucleare?

Non credo. Hanno abbandonato tutto negli anni 90 per una serie di motivi, tra cui distruzione della funivia nell'alluvione dell'87 e necessità di rinnovare la centrale risalente agli anni 30, quindi spese ingenti che probabilmente non intendevano sostenere. Magari un giorno...
 
Speriamo allora. È un peccato vedere un opera imponente ad alta quota, abbandonata.
 
Molto molto bello e anche ben descritto! Fin dove si puo' arrivare con la macchina?
 
Strabiliante : bello, molto bello. Non conosco quelle montagne, sembrano cataste di massi :shock: incredibile.
Gran bel giro

Ho sempre pensato che si possano smontare come i Lego :D

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Molto molto bello e anche ben descritto! Fin dove si puo' arrivare con la macchina?


Pagando il parcheggio ai 1650m di malga premassone, sennó un centinaio di metri sotto, al guat.
Il giro ad anello si puó completare anche percorrendo il ben più facile passo del gatto e tagliando di parecchio il dislivello, rendendolo un buon percorso escursionistico per chiunque faccia un migliaio di m di dislivello.
 
Infatti, l'imponente gruppo dell'Adamello, altro non sembra, se non una imponente catasta di massi! HIHIHI HIHIHI
Meglio le nostre verdi Orobiette zuppe di acqua! :TTTT


PS si scherza, eh!
 
Bellissimo questo report!

Ci sono degli ambienti veramente particolari, in particolare una foto mi ha fatto impressione, dove si vedevano 3 dorsali perfettamente parallele, stupende!
 
Un complimento dal Maestro dei report fa molto piacere :HIP

Comunque sì, quelle dell'Adamello son proprio belle montagna, una serie parallela di valli dalle caratteristiche marcatamente distinte vuoi per natura, storia o sfruttamento idroelettrico.
 
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