cleon
Well-known member
Dopo due giorni di mare eccomi già con le scatole piene a fantasticare sull'arco di colli che contornano Alassio pensando "Ci sarà pur qualche escursione da fare!".
Rapida ricerca su internet e detto fatto, Monte Bignone e Madonna della guardia. In perfetto assetto da trekking senza uno zaino, senza una borraccia, senza scarponi, ci si infila una bottiglia in tasca, una giacca in vita, scarpe da ginnastica e via.
L'itinerario prevede oltre 5h ore di percorrenza, per poco più di 700m D+. Assolutamente esagerato, in 3h completerò il giro senza tirarmi il collo.
Si inizia a risalire direttamente dal paese (non lontano dalla stazione) con stradicciola a gradini seguendo uno strano segnavia a forma di due quadratini rossi appaiati. C'è anche abbondanza di cartelli, impossibile perdersi (disponibile anche la traccia GPS sul sito del comune).
Ben presto si supera la zona urbanizzata e si passa a costeggiare una serie di bellissime ville con olivi e poi diverse case rurali. Rapidamente si è fuori dall'anima turistica della località e si ritrova il sapore contadino della regione.
Salendo gli scenari si aprono sul mare in modo spettacolare e per me assolutamente nuovo essendo la mia prima esperienza nella macchia mediterranea costiera.
La traccia diventa sassosa e friabile con evidenti segni erosivi dell'acqua. Immagino che in seguito a forti piogge questi sentieri diventino dei torrenti.
Abbandonati i pini marittimi ci si ritrova immersi nel piano arbustivo, tal volta soffocante (d'estate dev'essere una fornace)
La vista oramai spazia sull'intera baia di Alassio col suo porto turistico e l'isola della Gallinara
e giunti sul costone la visuale spazia sull'intera piana di Albenga
in breve si giunge sulla cima del monte Bignone
Si perde ora rapidamente quota con l'unico passaggio un po' scomodo dell'itinerario
Il monte Bignone appena disceso
si prosegue lungo la costa e verso le dolci colline si intravede già il santuario (credetemi sulla parola, nella foto non ridimensionata si scorge il campanile)
Guardandosi indietro
Oramai al riparo dalla salsedine, un bellissimo ceduo di Roverella dà tregua dal sole
Un ultimo breve strappo e siamo alla Madonna della Guardia.
Un po' deludente il panorama precluso dalla vegetazione.
Si scende quindi con ripido sentiero e sempre seguendo il segnavia si attraversa l'abitato di Moglio, dai vicoli davvero caratteristici.
Orami giunti a fine giro si approda alla parte più nell'entroterra di Alassio, con desolanti scorci di palazzoni (che vi risparmio) degni di un qualsiasi quartiere periferico milanese e si perviene nuovamente al mare in prossimità del budello.
Che dire, escursionisticamente nulla di eccezionale, ma per me emozionante novità la vista del mare dai monti e la varietà floristica della macchia.

Rapida ricerca su internet e detto fatto, Monte Bignone e Madonna della guardia. In perfetto assetto da trekking senza uno zaino, senza una borraccia, senza scarponi, ci si infila una bottiglia in tasca, una giacca in vita, scarpe da ginnastica e via.
L'itinerario prevede oltre 5h ore di percorrenza, per poco più di 700m D+. Assolutamente esagerato, in 3h completerò il giro senza tirarmi il collo.
Si inizia a risalire direttamente dal paese (non lontano dalla stazione) con stradicciola a gradini seguendo uno strano segnavia a forma di due quadratini rossi appaiati. C'è anche abbondanza di cartelli, impossibile perdersi (disponibile anche la traccia GPS sul sito del comune).
Ben presto si supera la zona urbanizzata e si passa a costeggiare una serie di bellissime ville con olivi e poi diverse case rurali. Rapidamente si è fuori dall'anima turistica della località e si ritrova il sapore contadino della regione.
Salendo gli scenari si aprono sul mare in modo spettacolare e per me assolutamente nuovo essendo la mia prima esperienza nella macchia mediterranea costiera.
La traccia diventa sassosa e friabile con evidenti segni erosivi dell'acqua. Immagino che in seguito a forti piogge questi sentieri diventino dei torrenti.
Abbandonati i pini marittimi ci si ritrova immersi nel piano arbustivo, tal volta soffocante (d'estate dev'essere una fornace)
La vista oramai spazia sull'intera baia di Alassio col suo porto turistico e l'isola della Gallinara
e giunti sul costone la visuale spazia sull'intera piana di Albenga
in breve si giunge sulla cima del monte Bignone
Si perde ora rapidamente quota con l'unico passaggio un po' scomodo dell'itinerario
Il monte Bignone appena disceso
si prosegue lungo la costa e verso le dolci colline si intravede già il santuario (credetemi sulla parola, nella foto non ridimensionata si scorge il campanile)
Guardandosi indietro
Oramai al riparo dalla salsedine, un bellissimo ceduo di Roverella dà tregua dal sole
Un ultimo breve strappo e siamo alla Madonna della Guardia.
Un po' deludente il panorama precluso dalla vegetazione.
Si scende quindi con ripido sentiero e sempre seguendo il segnavia si attraversa l'abitato di Moglio, dai vicoli davvero caratteristici.
Orami giunti a fine giro si approda alla parte più nell'entroterra di Alassio, con desolanti scorci di palazzoni (che vi risparmio) degni di un qualsiasi quartiere periferico milanese e si perviene nuovamente al mare in prossimità del budello.
Che dire, escursionisticamente nulla di eccezionale, ma per me emozionante novità la vista del mare dai monti e la varietà floristica della macchia.
