Ricomincia prestissimo quest'anno la stagione dei Monti del Sole e simili ma essendo primavera la paura di trovare un invasione di zecche è grande nonostante io sia vaccinato. Il venerdì mi fermo a Cavarzano alla farmacia Chimenti dove avevo sentito producessero uno spray antizeccha a base di permetrina così decido di tentare anche se con poche speranze!
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[/FONT]Il giro che abbiamo fatto, in rosso salita e blu discesa.
L'indomani la sveglia è con comodo per le 7, passo a prendere un mio amico (il quale non ha chiuso occhio tutta la notte, ansia da prestazione

) e ci dirigiamo a Candaten, la macchina la parcheggeremo circa 600m più a nord dove c'è una piazzola. Ci prepariamo, corda da 30m utile per ogni evenienza, imbrago, ferraglia varia e cordini (non avevamo un giro preciso in mente, avremo improvvisato man mano).
Subito dobbiamo gudare il cordevole che fortunatamente è abbastanza in magra e permette un facile guado. Sulla sponda opposta individuiamo subito un ponte delle condotte d'acqua e lo raggiungiamo, da qui andando a sinistra intercettiamo il sentiero della "via degli Ospizi" che seguiremo brevemente fino ad incontrare un bivio sulla sinistra (numerosi bolli rossi dell'enel), lo seguiamo fino a due grandi tralicci della luce 530m. Qui abbandoniamo le tracce e seguiamo brevemente il crinale dietro il traliccio più alto lungo la massima pendenza fino a che un salto di roccia ci impedisce di proseguire, per intercettare il sentiero sopra il salto di roccia le alternative sono due, o deviare a destra fino a intercettare un sentiero oppure più brevemente salire spostandosi mano a mano a sinistra passando per i punti più deboli cercando di salire il più direttamente possibile (esposto su terreno molto ripido) al fine di trovare un evidente sentiero un po inerbito! Il sentiero poco dopo diventa cengia sempre comoda e facile che si addentra per la Val de la Fratta fino nei pressi di una casatella. Si abbandona la traccia a sinistra che porta al "famoso" acquedotto dei Monti del Sole per prendere una traccia ben segnata (numerosi piccoli bolli rossi) che sale sopra la cascatella per la Fratta del Faliseppo.
Si seguono i bolli finchè il sentiero non cambia versante della valle (bollo rosso con fondo giallo su albero), da qui si sale a destra al fine di guadagnare la cresta soprastante; da qui non si troverà più alcun minimo segno di vita. La cresta va salita cercando i passaggi migliori oltrepassando due evidenti sellette, dopo la seconda il pendio diviene ripido e va risalito fino a un prato con pendenze minori, da qui si guadagna una crestina affilata, esposta ma facile, dapprima si passa per cengietta a sinistra del filo per poi guadagnarlo. Infine per ripido prato obliquando a sinistra si raggiunge la normale della Rochetta (ho piegato alcuni rami di mugo per rendere più evidente il punto in cui si prende questo "sentiero" per un eventuale discesa.
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[/FONT]La Rochetta è ormai vicina.
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[/FONT]Lungo il crestone.
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[/FONT]Scorci durante la salita.
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[/FONT]Li in cima la cresta si assottiglia parecchio.
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[/FONT]Le cose si fanno più esposte.
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[/FONT]Breve cengia esposta ma facile.
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[/FONT][FONT="]
[/FONT]Tratto finale della crestina.
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[/FONT]Verso il Mont Alt.
Dopo una breve pausa scendiamo per 65m circa e raggiungiamo il Mandriz de la Rochetta. Qui valutiamo dove andare, un'idea era salire sulle Stornade ma non sapendo le condizioni neve decidiamo di avvicinarci per vedere meglio.
Decidiamo così di salire alla Forcella de la Rochetta (1436m), dal Mandriz si sale in direzione ovest nord-ovest senza percorso obbligatorio, salendo si trovano dei rami tagliati e qualche ometto molto essenziale (talvolta ci si chiede se siano realmente ometti) che ci permettono di raggiungere la forcella dopo un breve traverso a destra.
Durante la salita vediamo che le Stornade sono piene di neve così le scartiamo e optiamo per salire sul Col Zaresin, dalla forcella per cresta in mezzo a un mare di mughi si guadagna in 20 minuti la cima, bellissima ed istruttiva vista sulle Stornade che permette un po di capire quale sia il percorso migliore da affrontare per salirle.
Dopo una meritata pausa e qualche goccia di pioggia scendiamo per lo stesso percorso di salita fino al Mandriz.
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[/FONT]Il Col Zaresin.
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[/FONT]La Schiara salendo alla Forcella della Rochetta.
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[/FONT]In discesa dal Col Zaresin.
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[/FONT]La Rochetta viasta dal Mandriz.
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[/FONT]Spunta il monte Coro.
Qui vicino troviamo un palloncino dei Minions (è il secondo trovato in poche settimane).
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[/FONT]Il palloncino.
Dal Mandriz decidiamo di chiudere l'anello e scendere per il Viaz de la Zinturela che avevamo già percorso in occasione della salita alla Rochetta.
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[/FONT]Le Stornade sullo sfondo lungo il Viaz.
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[/FONT]Lungo il Viaz.
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[/FONT][FONT="]
[/FONT][FONT="]
[/FONT]Controllo zecche con esito negativo prima del guado.
Il giro è stato molto istruttivo pochè ha chiarito molti dubbi e ci ha fatto comprendere percorsi in programma per il futuro.
La giornata si chiude nel migliore dei modi con una bella birra e un toast.
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[/FONT]Il giro che abbiamo fatto, in rosso salita e blu discesa.
L'indomani la sveglia è con comodo per le 7, passo a prendere un mio amico (il quale non ha chiuso occhio tutta la notte, ansia da prestazione


) e ci dirigiamo a Candaten, la macchina la parcheggeremo circa 600m più a nord dove c'è una piazzola. Ci prepariamo, corda da 30m utile per ogni evenienza, imbrago, ferraglia varia e cordini (non avevamo un giro preciso in mente, avremo improvvisato man mano).Subito dobbiamo gudare il cordevole che fortunatamente è abbastanza in magra e permette un facile guado. Sulla sponda opposta individuiamo subito un ponte delle condotte d'acqua e lo raggiungiamo, da qui andando a sinistra intercettiamo il sentiero della "via degli Ospizi" che seguiremo brevemente fino ad incontrare un bivio sulla sinistra (numerosi bolli rossi dell'enel), lo seguiamo fino a due grandi tralicci della luce 530m. Qui abbandoniamo le tracce e seguiamo brevemente il crinale dietro il traliccio più alto lungo la massima pendenza fino a che un salto di roccia ci impedisce di proseguire, per intercettare il sentiero sopra il salto di roccia le alternative sono due, o deviare a destra fino a intercettare un sentiero oppure più brevemente salire spostandosi mano a mano a sinistra passando per i punti più deboli cercando di salire il più direttamente possibile (esposto su terreno molto ripido) al fine di trovare un evidente sentiero un po inerbito! Il sentiero poco dopo diventa cengia sempre comoda e facile che si addentra per la Val de la Fratta fino nei pressi di una casatella. Si abbandona la traccia a sinistra che porta al "famoso" acquedotto dei Monti del Sole per prendere una traccia ben segnata (numerosi piccoli bolli rossi) che sale sopra la cascatella per la Fratta del Faliseppo.
Si seguono i bolli finchè il sentiero non cambia versante della valle (bollo rosso con fondo giallo su albero), da qui si sale a destra al fine di guadagnare la cresta soprastante; da qui non si troverà più alcun minimo segno di vita. La cresta va salita cercando i passaggi migliori oltrepassando due evidenti sellette, dopo la seconda il pendio diviene ripido e va risalito fino a un prato con pendenze minori, da qui si guadagna una crestina affilata, esposta ma facile, dapprima si passa per cengietta a sinistra del filo per poi guadagnarlo. Infine per ripido prato obliquando a sinistra si raggiunge la normale della Rochetta (ho piegato alcuni rami di mugo per rendere più evidente il punto in cui si prende questo "sentiero" per un eventuale discesa.
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[/FONT]La Rochetta è ormai vicina.
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[/FONT]Lungo il crestone.
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[/FONT]Scorci durante la salita.
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[/FONT]Li in cima la cresta si assottiglia parecchio.
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[/FONT]Le cose si fanno più esposte.
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[/FONT]Breve cengia esposta ma facile.
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[/FONT]Tratto finale della crestina.
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[/FONT]Verso il Mont Alt.
Dopo una breve pausa scendiamo per 65m circa e raggiungiamo il Mandriz de la Rochetta. Qui valutiamo dove andare, un'idea era salire sulle Stornade ma non sapendo le condizioni neve decidiamo di avvicinarci per vedere meglio.
Decidiamo così di salire alla Forcella de la Rochetta (1436m), dal Mandriz si sale in direzione ovest nord-ovest senza percorso obbligatorio, salendo si trovano dei rami tagliati e qualche ometto molto essenziale (talvolta ci si chiede se siano realmente ometti) che ci permettono di raggiungere la forcella dopo un breve traverso a destra.
Durante la salita vediamo che le Stornade sono piene di neve così le scartiamo e optiamo per salire sul Col Zaresin, dalla forcella per cresta in mezzo a un mare di mughi si guadagna in 20 minuti la cima, bellissima ed istruttiva vista sulle Stornade che permette un po di capire quale sia il percorso migliore da affrontare per salirle.
Dopo una meritata pausa e qualche goccia di pioggia scendiamo per lo stesso percorso di salita fino al Mandriz.
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[/FONT]Il Col Zaresin.
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[/FONT]La Schiara salendo alla Forcella della Rochetta.
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[/FONT]In discesa dal Col Zaresin.
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[/FONT]La Rochetta viasta dal Mandriz.
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[/FONT]Spunta il monte Coro.
Qui vicino troviamo un palloncino dei Minions (è il secondo trovato in poche settimane).
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[/FONT]Il palloncino.
Dal Mandriz decidiamo di chiudere l'anello e scendere per il Viaz de la Zinturela che avevamo già percorso in occasione della salita alla Rochetta.
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[/FONT]Le Stornade sullo sfondo lungo il Viaz.
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[/FONT]Lungo il Viaz.
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[/FONT]Controllo zecche con esito negativo prima del guado.
Il giro è stato molto istruttivo pochè ha chiarito molti dubbi e ci ha fatto comprendere percorsi in programma per il futuro.
La giornata si chiude nel migliore dei modi con una bella birra e un toast.
