Nell'autunno 2015 mentre cercavo di salire alla Roccheta dei Monti del Sole sbagliando per qualche minuto il sentiero di salita ancora a bassa quota intravedo nel versante opposto della valle, su una cengia sopra alti salti di roccia un tubo che la seguiva. Immagino immediatamente che sia un acquedotto e al momento non ci penso più.
Nel maggio del 2016 mi trovo con una mezza giornata libera e mi torna in mente questo acquedotto, inizio a cercare qualche informazione prima in internet prevedibilmente senza trovare nulla e poi su libri più o meno vecchi ma anche qui nessuna informazione!
Mi dico quindi di andare in zona e cercare un possibile accesso..
Arrivo cosi a C.se Candaten 420m dove parcheggio l'auto, scendo nel greto del cordevole e lo attraverso portandomi più a nord verso lo sbocco della Val Fogare nei pressi di un ponte. Sulla destra imbocco la via degli ospizi per abbandonarla poco dopo salendo sulla sinistra in direzione della Roccheta (segnalazioni selvagge a bolli rossi che fortunatamente non dureranno molto).
Arrivati in quota nei pressi dei tralicci della luce si abbandona verso destra la traccia che porta al Col dei Bec Basso e si segue una traccia che si addentra a sinistra in quota lungo la valle dove mi compare l'acquedotto nel versante opposto (qui dove ero tornato indietro l'autunno precedente).
Bolli rossi ovunque
Si intravede il tubo in cengia.
La valle che andrò a seguire.
Da qui continuo per sentiero a volte largo, a volte più stretto e esposto sulla valle fino a giungere una cascatella dove noto una traccia che sale, la seguo per un po e capisco sia la traccia che permette di salire al Mandriz de la Roccheta per la Fratta del Faliseppo ( ci tornerò per provare a salire da questo versante).
La cascatella.
Sotto la Roccheta.
Altri scorci favolosi che questi monti possono regalare.
Tornato alla cascatella proseguo in costa per bosco e cengette e le zecche aumentano a dismisura (impossibile contare quelle che mi camminavano addosso), senza pensarci continuo e arrivo nei pressi di quella che credo sia un opera di presa
Cengette.
Opera di presa.
Qui vicino arriverò sul fondo della valle sotto incombenti pareti e a sorpresa trovo numerosi manufatti come muretti, piccoli invasi e la partenza della famigerata tubazione.
Il piccolo invaso, ormai pieno di ghiaia, da cui parte il tubo.
Seguirò ora il tubo che inizialmente passa sospeso, alto sopra il greto fino a giungere ad una cengia che permette di congiungersi al tubo.
La cengia.
Ora va seguita interamente la cengia con scorci panoramici fantastici. Il percorso è quasi totalmente "riparato" da un corrimano ormai marcio e distrutto da crolli.
Verso Candaten.
Un ultimo sguardo alla valle appena percorsa e alla bellissima Roccheta.
Arrivati al termine della cengia ho trovato una scaletta di cemento e successivamente un buon sentiero che scendendo velocemente ci porta sul sentiero che scende dal Col de la Cazeta, da qui in breve sul greto del Cordevole con un notevole quantitativo di zecche (25-30 attaccate, non parliamo di quelle in movimento).
L'unica soluzione è stata quella di farsi un bel bagno ghiacciato coi vestiti nel Cordevole e successivamente sbatterli sulle rocce....Incredibile la quantità di vittime che ho causato!! [emoji23] [emoji23] [emoji23]
Nel maggio del 2016 mi trovo con una mezza giornata libera e mi torna in mente questo acquedotto, inizio a cercare qualche informazione prima in internet prevedibilmente senza trovare nulla e poi su libri più o meno vecchi ma anche qui nessuna informazione!
Mi dico quindi di andare in zona e cercare un possibile accesso..
Arrivo cosi a C.se Candaten 420m dove parcheggio l'auto, scendo nel greto del cordevole e lo attraverso portandomi più a nord verso lo sbocco della Val Fogare nei pressi di un ponte. Sulla destra imbocco la via degli ospizi per abbandonarla poco dopo salendo sulla sinistra in direzione della Roccheta (segnalazioni selvagge a bolli rossi che fortunatamente non dureranno molto).
Arrivati in quota nei pressi dei tralicci della luce si abbandona verso destra la traccia che porta al Col dei Bec Basso e si segue una traccia che si addentra a sinistra in quota lungo la valle dove mi compare l'acquedotto nel versante opposto (qui dove ero tornato indietro l'autunno precedente).
Bolli rossi ovunque
Si intravede il tubo in cengia.
La valle che andrò a seguire.
Da qui continuo per sentiero a volte largo, a volte più stretto e esposto sulla valle fino a giungere una cascatella dove noto una traccia che sale, la seguo per un po e capisco sia la traccia che permette di salire al Mandriz de la Roccheta per la Fratta del Faliseppo ( ci tornerò per provare a salire da questo versante).
La cascatella.
Sotto la Roccheta.
Altri scorci favolosi che questi monti possono regalare.
Tornato alla cascatella proseguo in costa per bosco e cengette e le zecche aumentano a dismisura (impossibile contare quelle che mi camminavano addosso), senza pensarci continuo e arrivo nei pressi di quella che credo sia un opera di presa
Cengette.
Opera di presa.
Qui vicino arriverò sul fondo della valle sotto incombenti pareti e a sorpresa trovo numerosi manufatti come muretti, piccoli invasi e la partenza della famigerata tubazione.
Il piccolo invaso, ormai pieno di ghiaia, da cui parte il tubo.
Seguirò ora il tubo che inizialmente passa sospeso, alto sopra il greto fino a giungere ad una cengia che permette di congiungersi al tubo.
La cengia.
Ora va seguita interamente la cengia con scorci panoramici fantastici. Il percorso è quasi totalmente "riparato" da un corrimano ormai marcio e distrutto da crolli.
Verso Candaten.
Un ultimo sguardo alla valle appena percorsa e alla bellissima Roccheta.
Arrivati al termine della cengia ho trovato una scaletta di cemento e successivamente un buon sentiero che scendendo velocemente ci porta sul sentiero che scende dal Col de la Cazeta, da qui in breve sul greto del Cordevole con un notevole quantitativo di zecche (25-30 attaccate, non parliamo di quelle in movimento).
L'unica soluzione è stata quella di farsi un bel bagno ghiacciato coi vestiti nel Cordevole e successivamente sbatterli sulle rocce....Incredibile la quantità di vittime che ho causato!! [emoji23] [emoji23] [emoji23]
e tenere sotto controllo le zone dove è avvenuto l'eventuale morso.