Nitrato's Ski Essentials: la carvatina sulla stradina!

Nitrato

Well-known member
Tutti noi davanti a una stradina di collegamento siamo tormentati dai medesimi dubbi: tutta dritta? Spazzaneve? Derapate di controllo? Ma soprattutto: come fare la miglior figura in mezzo alla massa di pecoroni che la percorrono?

La risposta è una sola ed è la celeberrima carvata accennata, o carvatina, ossia il passaggio da uno spigolo all'altro disegnando una serpentina senza fare vere curve. Non costa molto, è molto più facile che condurre in pista e suscita invidia e ammirazione negli altri utenti delle piste.

Ecco come si fa:
1. Accertarsi di non aver troppi sciatori davanti, perché lo slalom tra i birilli fa cafone. Accertarsi magari anche che la stradina non sia troppo in pendenza...
2. Il trucco è un lieve avanzamento, stare quasi sulle punte dei piedi. Rimanendo centrali bisogna impostare ogni volta una vera curva con avanti-interno, braccia, controrotazioni, ecc. ed è più la spesa dell'impresa. Arretrati non si combina nulla.
3. Braccia obbligatoriamente casual: io unisco le mani dietro la schiena o faccio finta di infilarmi il laccio dei bastoncini, va bene anche controllare in che tasca è il telefonino, eccetera.
4. Interno leader: si comincia sempre inclinando (poco) lo sci interno appoggiando leggermente il peso sull'esterno. Non cominciate con l'esterno che viene il ginocchietto e perdete glamour.
5. Inversione senza fretta: appena gli sci girano spostate lievemente la massa grande per caricare progressivamente il nuovo esterno e darvi tempo per inclinare il nuovo interno. Non usate mai i piedi per curvare, è sufficiente spostare il peso. Qui è dove aiuta il lieve avanzamento.
6. Fare il pendolo. Vedrete che dopo un paio di curve vi sembrerà di danzare sugli sci facendo oscillare il baricentro di pochi centimetri.

Quindi: avanzamento - atteggiamento disinvolto - interno leader - mai sterzare con i piedi - piccola oscillazione del baricentro. E sarete "The king/queen of the stradin!".
 
min 3.00, basta fare come lui:


Le stradine sono ottime proprio per risvegliare piedi e tibie.
 
Ne risente un po' l'apparente disinvoltura, ma fare il tutto su un solo sci potrebbe aumentare l'invidia dei suddetti pecoroni HIHIHI


Ilm
 
Tutti noi davanti a una stradina di collegamento siamo tormentati dai medesimi dubbi: tutta dritta? Spazzaneve? Derapate di controllo? Ma soprattutto: come fare la miglior figura in mezzo alla massa di pecoroni che la percorrono?

La risposta è una sola ed è la celeberrima carvata accennata, o carvatina, ossia il passaggio da uno spigolo all'altro disegnando una serpentina senza fare vere curve. Non costa molto, è molto più facile che condurre in pista e suscita invidia e ammirazione negli altri utenti delle piste.

Ecco come si fa:
1. Accertarsi di non aver troppi sciatori davanti, perché lo slalom tra i birilli fa cafone. Accertarsi magari anche che la stradina non sia troppo in pendenza...
2. Il trucco è un lieve avanzamento, stare quasi sulle punte dei piedi. Rimanendo centrali bisogna impostare ogni volta una vera curva con avanti-interno, braccia, controrotazioni, ecc. ed è più la spesa dell'impresa. Arretrati non si combina nulla.
3. Braccia obbligatoriamente casual: io unisco le mani dietro la schiena o faccio finta di infilarmi il laccio dei bastoncini, va bene anche controllare in che tasca è il telefonino, eccetera.
4. Interno leader: si comincia sempre inclinando (poco) lo sci interno appoggiando leggermente il peso sull'esterno. Non cominciate con l'esterno che viene il ginocchietto e perdete glamour.
5. Inversione senza fretta: appena gli sci girano spostate lievemente la massa grande per caricare progressivamente il nuovo esterno e darvi tempo per inclinare il nuovo interno. Non usate mai i piedi per curvare, è sufficiente spostare il peso. Qui è dove aiuta il lieve avanzamento.
6. Fare il pendolo. Vedrete che dopo un paio di curve vi sembrerà di danzare sugli sci facendo oscillare il baricentro di pochi centimetri.

Quindi: avanzamento - atteggiamento disinvolto - interno leader - mai sterzare con i piedi - piccola oscillazione del baricentro. E sarete "The king/queen of the stradin!".



sei 1 mito...le sai tutte!HIHIHI
 

.

Ho avuto grandi maestri di sci e di vita, caro Paolo! :D

anche io ho avuto buoni maestri:

bisogna puntare la classica fighetta che scende con le gambe un po' divaricate, e passagli sotto (schiena sugli sci), se dopo tre secondi senti una voce maschile e poco amichevole, proseguire dritti, altrimenti girarsi per verificare anche il lato A.
 
HIHIHI
Questa ci voleva perché è parte essenziale della personalità sciistica che deve possedere uno sciatore dall'argento base in su.

Se presente un bel panorama guardare quello, ovviamente ricordandoci del gesto tecnico base: togliere la maschera portando prima i
bastoni in una sola mano. Ma si deve far credere a tutti i presenti che si voglia far prendere aria alla faccia e respirare un po' di aria pulita.
Per raggiungere questo livello però bisogna avere uno sguardo godurioso: non alzate gli zigomi, o lo sguardo diventa sofferente; è necessario
chiudere leggermente entrambe le palpebre e accennare un sorriso.

Ricordarsi che la buona riuscita della carvatina dipende non dal valore intrinseco dello sciatore ma dal numero di incapaci per dm2.

Ci aspettiamo la parte II: "Atteggiamenti di contorno di un grande sciatore", in cui vengono trattati i seguenti argomenti:

-tempo di "settaggio" attrezzatura e scarponi, dallo spegnimento del motore nel parcheggio alla chiusura dell'ultima portiera: sopra quale tempo vieni immediatamente considerato "scarso"?
-modalità di trasporto sci su spalle
-impianti: scarponi slacciati o già chiusi? Ganci penzolanti o agganciati ma non chiusi? Pantalone sopra il gambetto o accartocciato verso il ginocchio?
-come mettere gli sci, il giusto metodo per un "clack" da oro avanzato
-come toglierli in meno di 3 secondi
-postura in seggiovia, con particolare attenzione al n. di volte che apro le zip per creare l'effetto sonoro del cartonato del Goretex o della setosità della Vuarnet
-con che atteggiamento arrivare alle rastrelliere del rifugio

ma sopratutto
come gestire i periodi morti (impianti, attesa funivia, seduti al rifugio) in caso di sciata in solitaria,
quale espressione adottare davanti al cellulare per far credere a tutti che stiate scrivendo a un bella ****, alla fidanzata o all'amante e non dare l'impressione che stiate digitando
"ciao mamma/cara, torno a casa alle 20 se non trovo traffico, mettimi su un brodino e condiscimi una zuppiera di broccoli per favore, sai che
con l'alta quota divento stitico"
"p.s danno temperature in calo, hai settato il termostato?"
"pps hai messo su la trapunta invernale? ciao"
 
Tutti noi davanti a una stradina di collegamento siamo tormentati dai medesimi dubbi: tutta dritta? Spazzaneve? Derapate di controllo? Ma soprattutto: come fare la miglior figura in mezzo alla massa di pecoroni che la percorrono?

La risposta è una sola ed è la celeberrima carvata accennata, o carvatina, ossia il passaggio da uno spigolo all'altro disegnando una serpentina senza fare vere curve. Non costa molto, è molto più facile che condurre in pista e suscita invidia e ammirazione negli altri utenti delle piste.

Ecco come si fa:
1. Accertarsi di non aver troppi sciatori davanti, perché lo slalom tra i birilli fa cafone. Accertarsi magari anche che la stradina non sia troppo in pendenza...
2. Il trucco è un lieve avanzamento, stare quasi sulle punte dei piedi. Rimanendo centrali bisogna impostare ogni volta una vera curva con avanti-interno, braccia, controrotazioni, ecc. ed è più la spesa dell'impresa. Arretrati non si combina nulla.
3. Braccia obbligatoriamente casual: io unisco le mani dietro la schiena o faccio finta di infilarmi il laccio dei bastoncini, va bene anche controllare in che tasca è il telefonino, eccetera.
4. Interno leader: si comincia sempre inclinando (poco) lo sci interno appoggiando leggermente il peso sull'esterno. Non cominciate con l'esterno che viene il ginocchietto e perdete glamour.
5. Inversione senza fretta: appena gli sci girano spostate lievemente la massa grande per caricare progressivamente il nuovo esterno e darvi tempo per inclinare il nuovo interno. Non usate mai i piedi per curvare, è sufficiente spostare il peso. Qui è dove aiuta il lieve avanzamento.
6. Fare il pendolo. Vedrete che dopo un paio di curve vi sembrerà di danzare sugli sci facendo oscillare il baricentro di pochi centimetri.

Quindi: avanzamento - atteggiamento disinvolto - interno leader - mai sterzare con i piedi - piccola oscillazione del baricentro. E sarete "The king/queen of the stradin!".

Sì, però tutto rigorosamente su uno sci solo; se no non vale.
 
Apo sei l'unico che mi capisci, altro che. Tutto quello che ho scritto è stato attentamente sperimentato: provate sul serio e ditemi.

Per tutti i buontemponi che parlano dello sciare su uno sci solo. Non faccio uno Ski Essential apposito perché non ne vale la pena, ma sciare su uno sci solo è più questione di coraggio che di bravura.

:CICCIO:CICCIO:CICCIO
 
Proprio nell'ultima sciata sono caduto proprio nel tratto di pista sotto la seggiovia, lo sci è partito e si è fermato
rimbalzando una quarantina metri sotto. Quindi per recuperare ho sciato su uno sci rischiando tutti i legamenti al momento della frenata
(cadendo ancora durante il tragitto).
Ecco, per recuperare alla figure di merda, la sciata su uno sci è il top.
Con la consapevolezza di peggiorare esponenzialmente la figura.
 
Apo sei l'unico che mi capisci, altro che. Tutto quello che ho scritto è stato attentamente sperimentato: provate sul serio e ditemi.

Per tutti i buontemponi che parlano dello sciare su uno sci solo. Non faccio uno Ski Essential apposito perché non ne vale la pena, ma sciare su uno sci solo è più questione di coraggio che di bravura.

:CICCIO:CICCIO:CICCIO

Così va bene? HIHIHI

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HIHIHIHIHIHIHIHIHI:TTTT
 
Ecco, sciare su uno sci solo e fare pure il gesto dell'ombrello all'osservatrice è da vero "lord off the slope"... [emoji16]
 
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