Vista la totale assenza di neve e della carenza di zecche vista la stagione, abbiamo approfittato per salire la selvaggia cima della Pala Bassa per la via normale dall'omonima forcella e chiuderne la traversata scendendo per la cresta est verso forcella Medon. Si consiglia di compiere il giro al contrario in modo da affrontare le difficoltà maggiori in salita.
Il nostro itinerario parte nei pressi delle Case Bortot dove poco prima di esse si imbocca sulla sinistra una stradina sterrata che termina poco dopo presso l'ultima abitazione (poche possibilità di parcheggio 1-2 auto).
Dietro la casa si imbocca il sentiero CAI che traversando quasi sempre in quota raggiunge prima Casera Scarpotola (713m) e successivamente con dei sali e scendi Casera Medon (805m), da qui si continua fino a raggiungere il greto del Torrente Medon, qui lo si abbandona (continuerebbe per forcella Monpiana).
Attraversato il greto si individua un buon sentiero che risale la pala boscosa chiamata Colaz da prima verso sinistra e poi verso destra fino al suo bordo a una quota che si aggira attorno ai 1210m, va abbandonata la traccia principale diretta verso forcella Medon e si segue a sinistra (piccola freccia su albero) una labile traccia che via via si fa più marcata e permette di guadagnare quota fino ad un valloncello con acqua che va attraversato per umide roccette esposte. Si risale una crestina che porta all'imbocco di una facile ma esposta cengia attrezzata superata la quale salendo prima a sinistra e poi compiendo un traverso a destra porta alla conca del Lastregàl (cartelli in legno).
La cengetta dall'alto.
Poco prima del Lastragàl.
Il panorama si apre verso il Tiron de Monpiana.
E Serva e Terne
Dal Lastragàl per caratteristico passaggio di I+ si traversa a sinistra e si sale sulla lunga banca erbosa che per traccia libera e facile porta alla forcella Pala Bassa (1646m).
Dopo il passaggio di I+ all'imbocco della banca.
Dalla forcella il panorama è già stupendo su Schiara e Monti del Sole e sulla vertiginosa cengia della Pala Alta dove passa il "Viaz dei Camorz e dei Camorziei" con segnavia giallo-rossi.
Noi seguiremo proprio questi segnavia dapprima traversando lungamente in lato val Medon per poi raggiungere la cresta spesso aerea ma mai difficile che dopo vari sali e scendi porta alla vetta a 1862m.
Passaggi in lato val Medon.
La selvaggia cresta.
Parete nord della Pala Alta.
L'impressionante parete del Burel (circa 1500m).
Il giro potrebbe già ritenersi soddisfacente così ma a noi piace complicarci la vita e quindi sciegliamo di scendere per la cresta est verso forcella Medon lungo il Viaz. Ci eravamo preventivamente portati 60m di corda, cordini e maglie rapide per sicurezza.
Imbocchiamo così la cresta, che seguiremo per poco perchè dovremo abbassarci per un canale a nord fino ad un'espostissima cengetta che va seguita fino a una finestra sulla roccia (III, con cordino) che permette di passare al versante sud.
Da qui per crestine affilatissime, canalini di lopa vertcale e roccia e cenge si giunge sopra un salto di roccia di 20-25m, qui il viaz fa imboccare un esile cengetta che porta a un canalino attrezzato, noi abbiamo preferito attrezzare una calata su mugo presente lungo la cengetta (abbiamo messo un cordino nuovo + 2 cordini più vecchi, unito tutto con maglia rapida) così con una calata ci siamo portati nella cengetta sottostante alla fine delle attrezzature.
Da qui sempre per terreno esposto e pericoloso e con un ulteriore calata di circa 6-7m sempre da mugo siamo giunti nei pressi di forcella Medon stanchi ma soddisfatti.
Passaggi in costante esposizione.
Esile crestina da salire.
In un momento di riposo.
La calata di 20-25m.
Dalla forcella si scende per il canale che si origina da essa per traccia pressochè inesistente cercando il passaggio migliore fino a giungere su prato. Da qui si scende per la massima pendenza senza traccia (rari bolli sbiaditi) puntando al greto di un torrentello dove si trova un masso con una grande freccia rossa che indica il sentiero che a breve ci porterà sul Colàz dove questa mattina avevamo svoltato a sinistra.
Da qui per il sentiero di salita alla macchina.
Noi arriveremo col buio.
Itinerario di grande bellezza e soddisfazione che si svolge quasi sempre su tracce incerte e terreni difficili e molto esposti. Vivamente consigliato seguire l'itinerario al contrario rispetto a come descritto in modo da affrontare i passaggi di I,II e III e le varie cenge in salita diminuendo notevolmente le difficoltà.
Consigliato solo a chi avvezzo a questo tipo di giri.
Il nostro itinerario parte nei pressi delle Case Bortot dove poco prima di esse si imbocca sulla sinistra una stradina sterrata che termina poco dopo presso l'ultima abitazione (poche possibilità di parcheggio 1-2 auto).
Dietro la casa si imbocca il sentiero CAI che traversando quasi sempre in quota raggiunge prima Casera Scarpotola (713m) e successivamente con dei sali e scendi Casera Medon (805m), da qui si continua fino a raggiungere il greto del Torrente Medon, qui lo si abbandona (continuerebbe per forcella Monpiana).
Attraversato il greto si individua un buon sentiero che risale la pala boscosa chiamata Colaz da prima verso sinistra e poi verso destra fino al suo bordo a una quota che si aggira attorno ai 1210m, va abbandonata la traccia principale diretta verso forcella Medon e si segue a sinistra (piccola freccia su albero) una labile traccia che via via si fa più marcata e permette di guadagnare quota fino ad un valloncello con acqua che va attraversato per umide roccette esposte. Si risale una crestina che porta all'imbocco di una facile ma esposta cengia attrezzata superata la quale salendo prima a sinistra e poi compiendo un traverso a destra porta alla conca del Lastregàl (cartelli in legno).
La cengetta dall'alto.
Poco prima del Lastragàl.
Il panorama si apre verso il Tiron de Monpiana.
E Serva e Terne
Dal Lastragàl per caratteristico passaggio di I+ si traversa a sinistra e si sale sulla lunga banca erbosa che per traccia libera e facile porta alla forcella Pala Bassa (1646m).
Dopo il passaggio di I+ all'imbocco della banca.
Dalla forcella il panorama è già stupendo su Schiara e Monti del Sole e sulla vertiginosa cengia della Pala Alta dove passa il "Viaz dei Camorz e dei Camorziei" con segnavia giallo-rossi.
Noi seguiremo proprio questi segnavia dapprima traversando lungamente in lato val Medon per poi raggiungere la cresta spesso aerea ma mai difficile che dopo vari sali e scendi porta alla vetta a 1862m.
Passaggi in lato val Medon.
La selvaggia cresta.
Parete nord della Pala Alta.
L'impressionante parete del Burel (circa 1500m).
Il giro potrebbe già ritenersi soddisfacente così ma a noi piace complicarci la vita e quindi sciegliamo di scendere per la cresta est verso forcella Medon lungo il Viaz. Ci eravamo preventivamente portati 60m di corda, cordini e maglie rapide per sicurezza.
Imbocchiamo così la cresta, che seguiremo per poco perchè dovremo abbassarci per un canale a nord fino ad un'espostissima cengetta che va seguita fino a una finestra sulla roccia (III, con cordino) che permette di passare al versante sud.
Da qui per crestine affilatissime, canalini di lopa vertcale e roccia e cenge si giunge sopra un salto di roccia di 20-25m, qui il viaz fa imboccare un esile cengetta che porta a un canalino attrezzato, noi abbiamo preferito attrezzare una calata su mugo presente lungo la cengetta (abbiamo messo un cordino nuovo + 2 cordini più vecchi, unito tutto con maglia rapida) così con una calata ci siamo portati nella cengetta sottostante alla fine delle attrezzature.
Da qui sempre per terreno esposto e pericoloso e con un ulteriore calata di circa 6-7m sempre da mugo siamo giunti nei pressi di forcella Medon stanchi ma soddisfatti.
Passaggi in costante esposizione.
Esile crestina da salire.
In un momento di riposo.
La calata di 20-25m.
Dalla forcella si scende per il canale che si origina da essa per traccia pressochè inesistente cercando il passaggio migliore fino a giungere su prato. Da qui si scende per la massima pendenza senza traccia (rari bolli sbiaditi) puntando al greto di un torrentello dove si trova un masso con una grande freccia rossa che indica il sentiero che a breve ci porterà sul Colàz dove questa mattina avevamo svoltato a sinistra.
Da qui per il sentiero di salita alla macchina.
Noi arriveremo col buio.
Itinerario di grande bellezza e soddisfazione che si svolge quasi sempre su tracce incerte e terreni difficili e molto esposti. Vivamente consigliato seguire l'itinerario al contrario rispetto a come descritto in modo da affrontare i passaggi di I,II e III e le varie cenge in salita diminuendo notevolmente le difficoltà.
Consigliato solo a chi avvezzo a questo tipo di giri.
il peggio sono le giornate corte.

