Sci e Tecnologie: discorso serio

AndreaCola

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Buongiorno a tutti. Dopo la chiusura dell'altro post, riporto qui lo spin-off di quella discussione. Perché mi interessa e spero che interessi ad alcuni visto che era emersa per dopo uno scambio vivace tra alcuni utenti.

Riporto interamente dall'altro topic l'ultima parte dell'ultimo post, che avevo scritto con attenzione e dedicandoci una mezz'oretta :)

...

Premetto che non sono un diretto esperto di materiali, ma sono un ingegnere- ricercatore nel campo della dinamica e controllo. Tuttavia, per forza di cose, date le caratteristiche del mio settore, sono coinvolto spesso nell'analisi di strutture innovative, leggere, con materiali innovativi. E, tra l'altro, il grafene (era l'argomento principe dell'altra discussione) è all'avanguardia anche per noi, essendo lo spazio un settore alla ricerca di nuove tecnologie, ma sempre reazionario e reticente nell'applicarle (affidabilità).

Aggiungo che potrò solo dare una breve spiegazione delle tecnologie sopracitate, ipotizzando il motivo di applicazione nello sci. Ma non essendo un esperto di tecnologia applicata agli sci mi astengo dal dire cose di cui non ho competenza.

Questi post serve per capire se queste tecnologie servono veramente in campo sciistico, ma considerando bene e seriamente la loro natura scientifica e non il sentito dire.

-KERS: Il kers utilizza una tecnologia, nata e estremamente utilizzata in ambito aerospaziale. All'inizio sviluppata per il controllo vibrazionale delle pale dei rotori degli elicotteri e poi anche al controllo attivo di strutture molto estese in ambito spaziale. In pratica rientra nel segmento delle smart structures (molto esteso e non solo limitato a questa tecnologia). La tecnologie è basata su materiali piezoelettrici che hanno la naturale caratteristica di convertire un'energia meccanica in elettrica e viceversa. Ad una deformazione del reticolo cristallino corrisponde una differenza di potenziale elettrico. È un effetto reversibile e pertanto può essere usato per generare "corrente" sollecitando meccanicamente il materiale (eq. quarzo degli orologi) o creare una deformazione meccanica applicando una differenza di potenziale (DDP) ai capi del materiale. La stessa può essere ovviamente generata e modulata in frequenza (vibrazioni). Nel caso del kers/chip head non so che materiale piezoelettrico usino (il materiale proprio) e che configurazione abbia (se fibra, laminato o altro). In pratica comunque, creano dei fogli di materiale composito "additivato" con piezoelettrici (es. matrice termoplastica+fibra di vetro+piezoelettrico (BaTiO3) o matrice termoplastica+fibra di carbonio+piezoelettrico se serve che ci sia anche una rigidezza strutturale) e li attaccano in delle parti dello sci (credo coda per il kers e spatola per il chip). Il tutto lo collegano ad un chip (circuito elettronico) che differenzia il kers dal chip di head chip. Perché è lui che gestisce la corrente generata e la controlla per ottenere le proprietà desiderate. Nel kers è in pratica un circuito rlc (nel dettaglio non so bene se sia vero rlc o integrato su transistor chip e più complesso) che si carica e scarica. Quando la curva è in azione la deformazione delle fibre piezoelettriche genera DDP che viene immagazzinata (eccolo l'accumulatore) nel "condensatore" e quando la curva sta per finire, la tensione scende perché la deformazione diminuisce, il progetto del circuito fa in modo che il condensatore si scarichi per irrigidire le fibre con la corrente immagazzinata in precedenza. In base al progetto delle fibre piezoelettriche (disposizione e quantità) e ai tempi caratteristici del circuito si ottiene il comportamento voluto. Coda si irrigidisce e fa tipo da molla.
Nel caso del CHIP di head invece la tecnologia è la stessa ma il progetto del circuito è diverso e più complesso, ecco perché costa di più ed è meno diffuso. In quel caso il chip (li ci deve essere un vero chip con una specie di clock) agisce in frequenza e opera da filtro taglia alto (smorza le vibrazioni ad alta frequenza della spatola) e in base alla deformazione (più o meno spinta) irrigidisce più o meno la spatola in modo da ottenere il comportamento camaleontico di qui modello. Quella tecnologia di chip (proprio il circuito) arriva pari pari dal controllo attivo delle vibrazioni delle pale degli elicotteri. Ci sono migliaia di articoli scientifici a riguardo e il progetto del circuito per ottenere il comportamento voluto è tutt'altro che banale. Ha anche applicazioni in vibroacustica.

-Grafene: Il grafene è il materiale delle meraviglie. Modulo elastico (rigidezza) e carico di rottura (robustezza) di almeno un ordini di grandezza superiori ai metalli e alle fibre migliori. Il tutto con un peso ridottissimo. E quindi è ottimo per irrigidire a parità di peso o avere ottime proprietà vibrazionali, le frequenze proprie di una struttura sono proporzionali alla rigidezza sulla massa: quindi si ottengono delle frequenze altissime difficilmente eccitabili da andare in risonanza e dar fastidio. Ovviamente attualmente costa ancora molto, 1 anno fa circa 100$ al grammo, ma la tecnologia produttiva sta tendendo a portare il costo del grafene a quello della grafite. Comunque pesando 0.77milligrammi al metro quadro, male non è.
Ovviamente il grafene puro non si usa per scopi strutturati ma si usa per creare dei materiali nanostrutturati (che hanno matrice+fibre convenzionali+fogli di grafene/nanotubi di grafene/o flakes (coriandoli) di grafene). Questi materiali sono l'equivalente attuale dei materiali compositi negli anni 80/90. Un gigantesco balzo in avanti rispetto all'attuale. Aggiungendo i flakes di grafene nel composito (come dovrebbe essere il graphene di head) si ottiene un materiale composito estremamente più rigido e robusto rendendo più difficili gli scorrimenti o le rotture nella matrice (difficile si rompano le fibre). Quindi serve meno materiale (massa) per ottenere la stessa rigidezza e quindi lo sci può essere più leggero. per avere gli sci da donna leggeri o sci con frequenze proprie di vibrazione in spatola e coda più alte in modo che non entrino in risonanza. Ovviamente non servirebbe nemmeno fare tutta l'anima in graphene (troppo rigida) ma piccole patch lungo l'anima aiutano ad ottenere il giusto comportamento dinamico e non costano un enormità. Magari mettono una patch in centro lunga 40/50 cm per irrigidire il centro sci. La patch è spessa come un foglio di cartoncino (immaginate la fibra di carbonio) e additivata con un 10/15% di grafene. Ci sarà qualche milligrammo di grafene dunque. Costo ragionevole, proprietà dinamiche desiderate, marketing (perché ovviamente il marketing a loro serve, ma l'innovazione comunque va fatta anche così). Loro hanno ora un materiale in più (oltre a legno, fibra di carbonio, koroidal) da usare dentro gli sci per ottenere il comportamento desiderato e bilanciare le masse. Non è il grafene fa lo sci, ma il progettista ha una variabile in più da usare.
Negli sci da donna head ad esempio hanno ottenuto di sicuro degli sci ben strutturato che pesa 100/200 grammi in meno del super shape pari lunghezza/attacco. Serve non serve???? Questo magari è puro marketing ma comunque molti di noi (io in primis) non comprano uno sci perché ha il grafene, ma perché va bene e centra quello che vogliono. Se head ci riesce usando anche questo materiale ben venga.


-Liquid Metal: Trattasi semplicemente di metallo amorfo, cioè senza struttura cristallina. In pratica le molecole di metallo non si dispongono in regola come nei metalli convenzionali, ma ad cazzum come nel vetro o nei fluidi. Vantaggi: numerose rotture nei metalli partono da cricche, scorrimenti e difetti sulla scala del reticolo cristallino. Il liquid metal si rompe pertanto sotto sforzo maggiore, più robusto a rottura ultima, ma non a deformazione plastica permanente (si piega senza rompersi), e non soffre di corrosione intercristallina. Per quanto ne sapevo io (questo non è un materiale di uso aerospaziale per altri tipi di problemi che non sto qui a spiegare) questo materiale era molto elastico e resistente a corrosione e usura, ma soffriva di deformazione plastica facilmente, quindi a seguito di urti si deformava irreversibilmente, rendendolo inutilizzabile praticamente. Quindi anche li potrebbero aver usato quel materiale come materiale strutturale con migliori caratteristiche specifiche di elasticità a parità peso, ma poi si "rompeva" con l'uso normale e quindi è stato abbandonato.


Spero sia tutto chiaro, perché a questo punto voglio imparare meglio io come conciliare tutte queste features con lo sci. Quindi ora, utili veramente?
 
Non hai parlato di un materiale che è stato usato nello sci dall'alba dei tempi e che nonostante vani tentativi di essere spodestato tuttora spopola negli sci di qualità....























.... il legno
 
Non hai parlato di un materiale che è stato usato nello sci dall'alba dei tempi e che nonostante vani tentativi di essere spodestato tuttora spopola negli sci di qualità....
... Il legno!

Ciao Ami, non mi sono dimenticato il legno, che è un ottimo materiale per lo sci. Non l'avevo inserito in quanto la discussione è spin-off di un altra, dove erano state citate queste tecnologie "moderne".

Comunque il legno è ottimo nello sci, perché?
Perché è 15 volte meno denso dell'acciaio e 5 volte meno denso dell'alluminio. Il modulo elastico in direzione tangenziale alle fibre tuttavia è notevole, solo 13-14 volte in meno di un acciaio e 5 volte in meno dell'alluminio. Quindi a parità di massa ha le stesse caratteristiche di rigidezza, ma ottime (addirittura migliori di alluminio e acciaio) caratteristiche di resistenza a trazione e compressione, pertanto rotture e (soprattutto) deformazioni (plastiche) permanenti sono meno probabili. Uno svantaggio comune del legno nelle strutture non lo è nello sci, infatti la forte anisotropia di questo materiale naturale (molto performante in direzione delle fibre e solamente discreto nelle altre direzioni) non è problematica nello sci, poiché basta allineare le fibre secondo la direzione dell'anima (cosa che poi si fa con le fibre nei materiali compositi artificiali). Il legno non soffre di corrosione. Secondo me però un vantaggio veramente notevole nel nostro caso è l'alto coefficiente di smorzamento del materiale, che pertanto ha ottime caratteristiche di risposta alle vibrazioni.

Ma a questo punto si rafforza secondo me lo spirito di questo post, perché ad esempio nello sci l'eliminazioni delle vibrazioni è così importante? Nel senso, a parte il motivo strutturale che posso immaginare, che effetto negativo hanno le vibrazioni ad alta frequenza sul nostro attrezzo?
 
Ovviamente attualmente costa ancora molto, 1 anno fa circa 100$ al grammo, ma la tecnologia produttiva sta tendendo a portare il costo del grafene a quello della grafite. Comunque pesando 0.77milligrammi al metro quadro, male non è.

Il graphene per uso industriale (un layer almeno di tipo ossidato, senza CVD) ha un costo sul mercato di circa 250-300€/g, e deve subire ancora un trattamento per poter essere usato come addittivo o per poterlo deporre su lamine metalliche o "spugne" in grafite.
Il graphene non potrà mai costare come la grafite (per altro il termine grafite è fin troppo generico) perchè la produzione "industriale" dello stesso deriva da una speciale tipologia di grafite che viene trattata tramite esfogliazione e successivamente deposta su un substrato (ad oggi si usano metalli nobili tipo platino e leghe di Nichel) quindi i costi di processo fanno lievitare il prezzo dai 60-70€/kg della "base" fino agli attuali 250-300. E' allo studio un processo più economico che usa degli ossidi rame (ma non solo) come substrato, ma esistono dei vincoli legati agli acceleratori di deposizione che oltre ad essere rari risultano anche pericolosi (esplodono a temperatura ambiente).

Altra cosa importante, maneggiare un materiale con uno spessore mono-atomico o fino a 8 layer (grado industriale G3) non è come toccare un foglio di carta, sono dispersioni liquide che necessitano di un bagno di deposizione e di un substrato che lo accolga.
 

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Il graphene per uso industriale (un layer almeno di tipo ossidato, senza CVD) ha un costo sul mercato di circa 250-300€/g, e deve subire ancora un trattamento per poter essere usato come addittivo o per poterlo deporre su lamine metalliche o "spugne" in grafite.
Il graphene non potrà mai costare come la grafite (per altro il termine grafite è fin troppo generico) perchè la produzione "industriale" dello stesso deriva da una speciale tipologia di grafite che viene trattata tramite esfogliazione e successivamente deposta su un substrato (ad oggi si usano metalli nobili tipo platino e leghe di Nichel) quindi i costi di processo fanno lievitare il prezzo dai 60-70€/kg della "base" fino agli attuali 250-300. E' allo studio un processo più economico che usa degli ossidi rame (ma non solo) come substrato, ma esistono dei vincoli legati agli acceleratori di deposizione che oltre ad essere rari risultano anche pericolosi (esplodono a temperatura ambiente).

Altra cosa importante, maneggiare un materiale con uno spessore mono-atomico o fino a 8 layer (grado industriale G3) non è come toccare un foglio di carta, sono dispersioni liquide che necessitano di un bagno di deposizione e di un substrato che lo accolga.

Interessante contributo Karl. Io avevo letto un articolo, americano, che riportava il costo di produzione sui 100$/g e che quindi risulterebbe compatibile, almeno in approssimazione, sui 250-300€/g di mercato che citi tu.
È ovvio che non potrà mai costare come la grafite (trattata), ma il limite inferiore del costo (per tempi infiniti) dovrebbe essere quello, e con i nuovi processi tecnologici (avevo letto proprio degli ossidi di rame) il costo è previsto in dimezzamento nel prossimo 1/2 anni. (OT. Tu sai qualcosa in più a riguardo, in termini di maturità tecnologica?)
Comunque se non parliamo di layers, ma di whiskers/flakes o nanotubi, il discorso cambia di molto, soprattutto per le lavorazioni industriali. I materiali nano-strutturati, come dovrebbe essere il Graphene™, fanno più spesso ricorso a questi ultimi, anche per ragioni di proprietà desiderate.
 
Interessante contributo Karl. Io avevo letto un articolo, americano, che riportava il costo di produzione sui 100$/g e che quindi risulterebbe compatibile, almeno in approssimazione, sui 250-300€/g di mercato che citi tu.
È ovvio che non potrà mai costare come la grafite (trattata), ma il limite inferiore del costo (per tempi infiniti) dovrebbe essere quello, e con i nuovi processi tecnologici (avevo letto proprio degli ossidi di rame) il costo è previsto in dimezzamento nel prossimo 1/2 anni. (OT. Tu sai qualcosa in più a riguardo, in termini di maturità tecnologica?)
Comunque se non parliamo di layers, ma di whiskers/flakes o nanotubi, il discorso cambia di molto, soprattutto per le lavorazioni industriali. I materiali nano-strutturati, come dovrebbe essere il Graphene™, fanno più spesso ricorso a questi ultimi, anche per ragioni di proprietà desiderate.

Il mercato chiede un costo industriale intorno ai 100€/g, ma al momento siamo lontani, la purezza necessaria (99,999999999999%) è ottenibile solo con grafiti sintetiche il cui costo di base è già alto (le grafiti usate nelle batterie Li-ion viaggiano sui 60€/kg e sono meno trattate), in più l'impatto delle successive lavorazioni incide per un'ulteriore 40-50%.
I flakes non sono altro che delle aggregazioni (interrotte) di layer monoatomici, sono comunque prodotti tramite uno speciale tipo di esfoliazione e successivamente devono essere trattati meccanicamente e ossidati ad alte temperature.
Spesso come addittivi per le plastiche si usa un grafene che in realtà è una micro-grafite a fiocchi che non ha subito trattamenti termici, ma solo una macinazione spinta, e ha costi decisamente più abbordabili.

I nano-tubi sono uno step ben oltre il "normale" grafene, se questo costa 1 la produzione di nano tubi arriva a oltre 10-15volte e viste le difficoltà di produzione credo che lo sci sia l'ultimo settore dove verranno REALMENTE impiegati.
Tanto per fare un esempio speculativo su 100g di materiale di partenza si ottiengono meno di 10g di nano tubi (l'unità di misura è puramente indicativa nella realtà è molto molto inferiore). Di questi 10g , 9 finiscono ai colossi del settore IT, 1 ai laboratori di ricerca.
Una cosa molto importante è che tanti si riempiono la bocca di nano-tubi o fullereni, ma ancora oggi non si sa se questi siano dannosi per l'uomo (visto al microscopio un nano-tubo assomiglia molto alla fibra di asbesto).

PS Gli americani non producono più da anni un solo grammo di grafite sintetica adatta alla produzione di grafene, si sono fatti attrarre dal settore oil&gas e adesso sono al palo, tanto che oggi il 70% di questo mercato è in mano ai cinesi, il 20% ai Russi e il restante all'azienda per cui lavoro.
 
Il mercato chiede un costo industriale intorno ai 100€/g, ma al momento siamo lontani, la purezza necessaria (99,999999999999%) è ottenibile solo con grafiti sintetiche il cui costo di base è già alto (le grafiti usate nelle batterie Li-ion viaggiano sui 60€/kg e sono meno trattate), in più l'impatto delle successive lavorazioni incide per un'ulteriore 40-50%.
I flakes non sono altro che delle aggregazioni (interrotte) di layer monoatomici, sono comunque prodotti tramite uno speciale tipo di esfoliazione e successivamente devono essere trattati meccanicamente e ossidati ad alte temperature.
Spesso come addittivi per le plastiche si usa un grafene che in realtà è una micro-grafite a fiocchi che non ha subito trattamenti termici, ma solo una macinazione spinta, e ha costi decisamente più abbordabili.

I nano-tubi sono uno step ben oltre il "normale" grafene, se questo costa 1 la produzione di nano tubi arriva a oltre 10-15volte e viste le difficoltà di produzione credo che lo sci sia l'ultimo settore dove verranno REALMENTE impiegati.
Tanto per fare un esempio speculativo su 100g di materiale di partenza si ottiengono meno di 10g di nano tubi (l'unità di misura è puramente indicativa nella realtà è molto molto inferiore). Di questi 10g , 9 finiscono ai colossi del settore IT, 1 ai laboratori di ricerca.
Una cosa molto importante è che tanti si riempiono la bocca di nano-tubi o fullereni, ma ancora oggi non si sa se questi siano dannosi per l'uomo (visto al microscopio un nano-tubo assomiglia molto alla fibra di asbesto).

PS Gli americani non producono più da anni un solo grammo di grafite sintetica adatta alla produzione di grafene, si sono fatti attrarre dal settore oil&gas e adesso sono al palo, tanto che oggi il 70% di questo mercato è in mano ai cinesi, il 20% ai Russi e il restante all'azienda per cui lavoro.

Visto che la tua competenza industriale, mi sembra molto interessante e di complemento alla mia esperienza di ricerca in un settore ad alta/altissima tecnologia, mi daresti un tuo parere sull'additivazione del Graphene ™ di Head per sci e racchette da tennis? Immaginavo non contenesse nano-tubi come fibre principali, cosa che invece ho visto su materiali alto-resistenziali per applicazioni border-line con la ricerca, con ottime proprietà anche termiche ed elettriche. Nemmeno fogli di grafene nel laminato credo, anche per la scarsa utilità, visto che il lavoro a trazione dello sci è minimo. Quindi immagino, come dicevo anche nel primo post siano dei flakes di grafene. Ritieni che sia vero grafene o solo quella "grafite macinata" a cui facevi riferimento tu?

Sulla pericolosità dei nano-tubi, così come tutti i materiali fibrosi, per la salute. Credo si debba aprire un capitolo a parte e che tutt'ora non ha risposta certa per la medicina. Ad esempio, anche la più comune fibra di carbonio, può essere dannosa durante la lavorazione: penso ad esempio alle strutture pressurizzate costruite in fibra di carbonio tramite filament-winding o thermal spray.
 
In questi dati qualcosa non mi torna. Così a naso i partecipanti a questa discussione lavorano tutti nel settore.. io però ho un dato che contrasta con i vostri.
Non conosco personalmente il grafene, ma i nanotubi di carbonio a mia disposizione costano ben al di sotto di quello che voi scrivete. (e parlo di ordini di grandezza).
Probabilmente c'è confusione su €/Kg e €/g. Tutti i prezzi sopra elecanti li intendete €/Kg?
 
Ciao Ami, non mi sono dimenticato il legno, che è un ottimo materiale per lo sci. Non l'avevo inserito in quanto la discussione è spin-off di un altra, dove erano state citate queste tecnologie "moderne".

Comunque il legno è ottimo nello sci, perché?
Perché è 15 volte meno denso dell'acciaio e 5 volte meno denso dell'alluminio. Il modulo elastico in direzione tangenziale alle fibre tuttavia è notevole, solo 13-14 volte in meno di un acciaio e 5 volte in meno dell'alluminio. Quindi a parità di massa ha le stesse caratteristiche di rigidezza, ma ottime (addirittura migliori di alluminio e acciaio) caratteristiche di resistenza a trazione e compressione, pertanto rotture e (soprattutto) deformazioni (plastiche) permanenti sono meno probabili. Uno svantaggio comune del legno nelle strutture non lo è nello sci, infatti la forte anisotropia di questo materiale naturale (molto performante in direzione delle fibre e solamente discreto nelle altre direzioni) non è problematica nello sci, poiché basta allineare le fibre secondo la direzione dell'anima (cosa che poi si fa con le fibre nei materiali compositi artificiali). Il legno non soffre di corrosione. Secondo me però un vantaggio veramente notevole nel nostro caso è l'alto coefficiente di smorzamento del materiale, che pertanto ha ottime caratteristiche di risposta alle vibrazioni.

Ma a questo punto si rafforza secondo me lo spirito di questo post, perché ad esempio nello sci l'eliminazioni delle vibrazioni è così importante? Nel senso, a parte il motivo strutturale che posso immaginare, che effetto negativo hanno le vibrazioni ad alta frequenza sul nostro attrezzo?

Il mio pensiero è chissenefrega, il legno va benissimo e non passa mai di moda. Cosa devo mettere dentro materiali o tecnologie fiche e costose che dopo una stagione nessuno vuole più.
Sarà che io invece NON lavoro con le tecnologie ma con le persone... in un ambiente dove la teoria serve solo a formulare ipotesi, ma l'ipotesi più bella del mondo se poi all'atto pratico non serve... non serve...
Che gli sci in legno vadano bene lo sappiamo tutti.
Quando sarà chiaro che il grafene kers liquidmetal danno un APPREZZABILE beneficio abbandoneremo il legno ;)
PERCHE' il legno vada bene mi interessa solo da un punto di vista teorico quando mi annoio e non c'è neve ;) quando c'è neve non mi interessa basta che ci sia :D
 
Visto che la tua competenza industriale, mi sembra molto interessante e di complemento alla mia esperienza di ricerca in un settore ad alta/altissima tecnologia, mi daresti un tuo parere sull'additivazione del Graphene ™ di Head per sci e racchette da tennis? Immaginavo non contenesse nano-tubi come fibre principali, cosa che invece ho visto su materiali alto-resistenziali per applicazioni border-line con la ricerca, con ottime proprietà anche termiche ed elettriche. Nemmeno fogli di grafene nel laminato credo, anche per la scarsa utilità, visto che il lavoro a trazione dello sci è minimo. Quindi immagino, come dicevo anche nel primo post siano dei flakes di grafene. Ritieni che sia vero grafene o solo quella "grafite macinata" a cui facevi riferimento tu?.

Bella domanda..
Il termine grafene è stato usato per prodotti commerciali per la prima volta da due aziende cinesi, da quel momento è diventato di uso comune e purtroppo usato a sproposito (ci sono produttori di grafite che chiamano il loro prodotto standard da 60-70micron graphenite o similari).
Nel settore della plastica la grafite è usata tantissimo (arriva fino al 20% in peso) ed effettivamente sulle sintetiche a grano molto fine (3-5 micron) c'è la presenza di grafene in percentuali ridotte, logicamente il costo è nettamente inferiore ad un grafene puro in fiocchi, però il suo "sporco lavoro" lo fa più che bene.

Io non conosco chi fornisca questa plastica ad Head, ma ti posso dire che è davvero difficile capire se è vero grafene in fiocchi oppure no (considera che l'addittivazione nel caso "NOBILE" è di circa il 3-5%)..il mio parere è che sia una "grafite micronizzata", che ormai quasi tutti i produttori di compound hanno a catalogo.


Le solette degli sci (di alta gamma) sono anni che vengono addittivate con grafite sintetica micronizzata, probabilmente il prossimo anno uno dei due produttori al mondo proporrà un prodotto addittivato al grafene (in questo caso si parla di fiocchi) .
 
@AndreaCola
Ti ringrazio per la spiegazione dettagliata.
La tua descrizione del funzionamento del kers è convincente e in effetti mi sembra verosimile che il kers possa funzionare in quel modo, ma continuo a dubitare che funzioni davvero e/o possa dare un contributo apprezzabile alla sciata. Prima di tutto perché, se fosse funzionante, credo che sarebbe inammissibile, da parte della FIS, un circuito elettrico e del relativo accumulatore all'interno di uno sci (dato che anche i supershape FIS hanno il kers, o almeno la serigrafia). E non so neanche quanto sia desiderabile, per uno sciatore "vero" avere sotto i piedi uno sci a flessibilità variabile. Poi, ho dei dubbi sulla fattibilità, a livello di costi, di sviluppare una tecnologia del genere, effettivamente funzionante, all'interno di uno sci che si trova adesso nei negozi a circa 250 euro (ho visto proprio oggi, nella grande distribuzione, gli i-titan 2017 a quel prezzo, comprensivi di attacchi). Infine, ma parlo da ignorante in materia, nel caso tale tecnologia fosse realmente applicabile, che "fragilità" avrebbe. L'esempio che fai tu dell'applicazione nelle pale di elicottero non mi sembra particolarmente calzante. A parte la diversità di vibrazioni, mi immagino che un'applicazione di quel tipo (negli elicotteri) sia controllata da una certa manutenzione. Negli sci, come faccio a sapere (io, ma anche il negoziante) che il circuito funzioni ancora in seguito ad un urto o a condizioni (di temperatura, etc..) non adeguate. E cosa succede se se ne rompe solo uno e mi trovo a dover sciare con due sci con caratteristiche di rigidità molto differenti tra loro?
Per quanto riguarda il grafene, effettivamente costa molto meno di quanto credessi (mi ci ero interessata un po' di anni fa) ma continuo a pensare che costi comunque troppo per essere inserito in quantità tali da rendere apprezzabile la presenza. Credo che sia un po' come per il succo d'arancia nell'aranciata. C'è, ma colore e gusto derivano da tutt'altro. Tra l'altro, se io volessi degli sci più leggeri, ridurrei, banalmente, il peso dell'attacco montandolo direttamente sullo sci, senza slitta. In realtà ho il problema opposto e fatico a trovare sci sufficientemente strutturati e pesanti da donna.

Vi ringrazio comunque tutti per le spiegazioni, e approfitto di tutti gli esperti di materiali che circolano su questo post per chiedervi, dati tutti i progressi tecnologici, perché non esiste ancora l'unica vera innovazione che farebbe davvero la differenza: delle lamine che non si consumano (o che lo facciano molto meno di quelle attuali)?
 
@AndreaCola
Ti ringrazio per la spiegazione dettagliata.
La tua descrizione del funzionamento del kers è convincente e in effetti mi sembra verosimile che il kers possa funzionare in quel modo, ma continuo a dubitare che funzioni davvero e/o possa dare un contributo apprezzabile alla sciata. Prima di tutto perché, se fosse funzionante, credo che sarebbe inammissibile, da parte della FIS, un circuito elettrico e del relativo accumulatore all'interno di uno sci (dato che anche i supershape FIS hanno il kers, o almeno la serigrafia). E non so neanche quanto sia desiderabile, per uno sciatore "vero" avere sotto i piedi uno sci a flessibilità variabile. Poi, ho dei dubbi sulla fattibilità, a livello di costi, di sviluppare una tecnologia del genere, effettivamente funzionante, all'interno di uno sci che si trova adesso nei negozi a circa 250 euro (ho visto proprio oggi, nella grande distribuzione, gli i-titan 2017 a quel prezzo, comprensivi di attacchi). Infine, ma parlo da ignorante in materia, nel caso tale tecnologia fosse realmente applicabile, che "fragilità" avrebbe. L'esempio che fai tu dell'applicazione nelle pale di elicottero non mi sembra particolarmente calzante. A parte la diversità di vibrazioni, mi immagino che un'applicazione di quel tipo (negli elicotteri) sia controllata da una certa manutenzione. Negli sci, come faccio a sapere (io, ma anche il negoziante) che il circuito funzioni ancora in seguito ad un urto o a condizioni (di temperatura, etc..) non adeguate. E cosa succede se se ne rompe solo uno e mi trovo a dover sciare con due sci con caratteristiche di rigidità molto differenti tra loro?
Per quanto riguarda il grafene, effettivamente costa molto meno di quanto credessi (mi ci ero interessata un po' di anni fa) ma continuo a pensare che costi comunque troppo per essere inserito in quantità tali da rendere apprezzabile la presenza. Credo che sia un po' come per il succo d'arancia nell'aranciata. C'è, ma colore e gusto derivano da tutt'altro. Tra l'altro, se io volessi degli sci più leggeri, ridurrei, banalmente, il peso dell'attacco montandolo direttamente sullo sci, senza slitta. In realtà ho il problema opposto e fatico a trovare sci sufficientemente strutturati e pesanti da donna.

Vi ringrazio comunque tutti per le spiegazioni, e approfitto di tutti gli esperti di materiali che circolano su questo post per chiedervi, dati tutti i progressi tecnologici, perché non esiste ancora l'unica vera innovazione che farebbe davvero la differenza: delle lamine che non si consumano (o che lo facciano molto meno di quelle attuali)?

Nella tua risposta ci sono degli spunti interessanti:
-Primo. L'applicabilità negli sci FIS di una tecnologia attiva o comunque semi-attiva (regolamento).
-Secondo. Mi accodo alla domanda, ma più che gli esperti di tecnologie e materiali, servono gli esperti (ma veramente esperti) di sci. Perché non esiste ancora ancora la break-through technology? Unica e affermata, tipo gli attacchi (dai lacci al "moderno" sistema).

Poi aggiungo dei commenti, iniziando dal basso:
-Quello delle lamine che si consumano sarebbe risolvibile con degli acciai a più alta durezza e tenacità. Tuttavia il filo si perderebbe comunque, visto che l'infinitamente duro e resistente non esiste, e la successiva raffilatura asporta comunque materiale. Inoltre alle case produttrici di sci non conviene per niente :)
-Il peso non è un problema di peso in se (tipo trasporto), ma un problema di masse distribuite e masse "appese" (e.g. coda e spatola) per il problema delle vibrazioni e del loro smorzamento. Quindi serve una risoluzione più fine ed efficace del problema e non basta alleggerire togliendo pezzi tipo la soletta. Ad esempio gli sci con il foro in punta (fisher credo) vanno in quella direzione in un modo semplice, e sicuramente parzialmente efficace.
-La tecnologia chip non è fragile visto che il materiale contiene intrinsecamente "l'attuatore" e il chip è molto semplice e robusto. L'uso come smorzamento di pale elicotteri e controllo di strutture spaziali prevede nessuna manutenzione (le pale degli elicotteri si buttano dopo un certo periodo ma per altri motivi. L'esempio è calzantissimo perché il problema da risolvere è molto simile e cambiano solo delle grandezze in gioco che influenzano quantità/dimensione del materiale e tempi caratteristici del chip: diversa taratura) Tuttavia se si rompesse, può succedere, credo sarebbe di interesse capire come vanno gli sci. A qualcuno è successo?
-Il costo della tecnologia chip è irrisorio, in quanto lo sviluppo è gia stato fatto. Hanno pagato i brevetti o preso accordi simili. La taratura abbastanza semplice e il materiale da usare molto economico.

@Gplayer. Mi riferisco di prezzi al grammo per il grafene. Per i nanotubi io anche sapevo fossero abbastanza economici, più del grafene, e li ho visti usati insieme alla fibra principale e non come particolato, abbastanza di frequente su materiali ad alte prestazioni. Tuttavia karl ha detto che hanno costi molto alti. Ma magari parliamo di applicazioni diverse.
 
@AndreaCola
Ti ringrazio per la spiegazione dettagliata.
La tua descrizione del funzionamento del kers è convincente e in effetti mi sembra verosimile che il kers possa funzionare in quel modo, ma continuo a dubitare che funzioni davvero e/o possa dare un contributo apprezzabile alla sciata. Prima di tutto perché, se fosse funzionante, credo che sarebbe inammissibile, da parte della FIS, un circuito elettrico e del relativo accumulatore all'interno di uno sci (dato che anche i supershape FIS hanno il kers, o almeno la serigrafia).

  • Ragiona sulle energie e sulle potenze in gioco.
  • considera la quantità di energia e potenza che deve essere accumulata rilasciata affinchè un essere umano ne percepisca l'effetto durante una sciata
  • considera che questa energia deve essere accumulata in pochi grammi di circuito, il quale deve rilasciare tutta quella energia in poco tempo, potenze enorme
  • a che teneratura dovrebbe funzionare il microchip?
  • il microchip gestisce micro/milli watt di potenza, potenze di quest'ordine possono causare modifiche strutturali percepibili in qualche modo da uno sciatore di 80kg agli 80 all'ora? Se sì allora a che temperatura va il microchip di qualche grammo dopo una Sylvester?
 
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