SCICO
Well-known member
Sabato prendo il genitore e ci dirigiamo in direzione del Lago d'Iseo con l'obiettivo di fare la abbastanza recente ferrata del Corno del Bene al Guglielmo.
su questa montagna ero salito solo d'inverno, con il brutto tempo, dal versante di Pezzoro.
Arriviamo a Zone e nell'ombra della mattina la temperatura è bella fresca. Abbastanza macchine in giro per cui mi immagino di trovare un bel po' di gente in ferrata.
Ci incamminiamo e, dopo un tratto di strada bello lungo (800m di dislivello) con qualche indicazione in legno per la ferrata, si prende un sentierino e in breve si arriva a vedere lo sperone del Corno del Bene. La ferrata corre sulla parte sinistra della parete, passando verso la fine proprio sullo spigolo.
La ferrata è di 200m di dislivello ed è sempre verticale ed esposta, non difficilissima tecnicamente, ma abbastanza fisica.
Alcuni tratti un po' terrosi dove si deve fare attenzione a non scaricare su chi sta sotto (alla fine noi avevamo solo una persona dietro)
Il panorama è sempre notevole e ricorda quello che si goda dal nostro Baldo
Alla fine del cavo si sbuca al sole sulla cima del Corno del Bene. Clima da maglietta a maniche corte. Poco lontani si vedono il rifugio Almici e la cima del Guglielmo.
Proseguo fino alla cima da cui il panorama è spettacolare con viste fino al Rosa, Bernina, Disgrazia, Adamello, Dolomiti e a sud la linea degli Appennini dopo il mare latteo della pianura.
Non mi resta che scendere i 1200m saliti, con una piacevole sosta alla malga Palmarusso di sotto aperta e gestita da volontari che ci hanno rifocillato con un offerta libera alla MatoGrosso come contropartita.
su questa montagna ero salito solo d'inverno, con il brutto tempo, dal versante di Pezzoro.
Arriviamo a Zone e nell'ombra della mattina la temperatura è bella fresca. Abbastanza macchine in giro per cui mi immagino di trovare un bel po' di gente in ferrata.
Ci incamminiamo e, dopo un tratto di strada bello lungo (800m di dislivello) con qualche indicazione in legno per la ferrata, si prende un sentierino e in breve si arriva a vedere lo sperone del Corno del Bene. La ferrata corre sulla parte sinistra della parete, passando verso la fine proprio sullo spigolo.
La ferrata è di 200m di dislivello ed è sempre verticale ed esposta, non difficilissima tecnicamente, ma abbastanza fisica.
Alcuni tratti un po' terrosi dove si deve fare attenzione a non scaricare su chi sta sotto (alla fine noi avevamo solo una persona dietro)
Il panorama è sempre notevole e ricorda quello che si goda dal nostro Baldo
Alla fine del cavo si sbuca al sole sulla cima del Corno del Bene. Clima da maglietta a maniche corte. Poco lontani si vedono il rifugio Almici e la cima del Guglielmo.
Proseguo fino alla cima da cui il panorama è spettacolare con viste fino al Rosa, Bernina, Disgrazia, Adamello, Dolomiti e a sud la linea degli Appennini dopo il mare latteo della pianura.
Non mi resta che scendere i 1200m saliti, con una piacevole sosta alla malga Palmarusso di sotto aperta e gestita da volontari che ci hanno rifocillato con un offerta libera alla MatoGrosso come contropartita.