The physics of ski racing with Aksel and Kjetil

Talpino

Well-known member
Video secondo me molto interessante per capire quali sensazioni cercano nei materiali due grandissime sciatori ...

Spero che non sia già stato condiviso


Se non sapete il tedesco, basta attivare i sottotitoli di YouTube in italiano
 
Ma quante bottiglie di vino vuote ci sono alle spalle di Jansrud!!!... :DRUNK :bottiglia:
 
Mi sarei aspettato che da un momento all'altro tirasse fuori il martello HIHIHI

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Mooolto interessante..
 
Video molto interessante, grazie Talpino!
Ricollegando all'altra discussione (un video una poesia) Jansrud sembra cambiare in "flessione" mentre nella sequenza finale Axel spinge sulla gamba vecchia interna/nuova esterna.
E' un'impressione mia ? Può essere determinato dalla diversa situazione (tracciatura/pendenza)? O sono proprio stili diversi?
 

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Video molto interessante, grazie Talpino!
Ricollegando all'altra discussione (un video una poesia) Jansrud sembra cambiare in "flessione" mentre nella sequenza finale Axel spinge sulla gamba vecchia interna/nuova esterna.
E' un'impressione mia ? Può essere determinato dalla diversa situazione (tracciatura/pendenza)? O sono proprio stili diversi?

Ma flettere o estendere non è un dogma...
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vedi che grandi campioni fanno due cose diverse tra una porta e l'altra , semplicemente adattandosi a quello che trovano....
e questa vale anche per Manawa..non è tanto il flettere o estendere al cambio , quanto , assecondando le forze , che possono essere alte o anche
molto ridotte , innescare quello movimento di avanzamento del corpo rispetto alla traiettoria degli sci , che deve essere in genene più breve ....che poi si traduce in un recupero
della centralità.
 
Bellissima ed esplicativa sequenza, grazie Fausto.
Azzarderesti un'ipotesi sul motivo (riferito alla sequenza dell'immagine) della differenza fra i due cambi?
 
Ma , come tutti i grandi campioni , oltre a essere un gatto , era anche un visionario , nel senso che anticipava le necessità non della porta che stava affrontando ma di quella che doveva ancora venire... questo anche per dire che se non si scia con un minimo di intenzione di direzione , guardando avanti di almeno una curva , ci si trova sempre impreparati...è anche vero che il nostro avrà sicuramente fatto una ricognizione dettagliata imparando a memoria tutti i passaggi, per cui era preparato.... comunque è visibile fuori dalla prima porta un certo dosso del terreno , che lo porta a flettere al cambio per evitare spinte verso l'alto ed essere molto precoce sugli spigoli in modo da risolvere molto prima della porta la seconda curva , dovendo essere veloce per arrivare sulla terza , dove è visibile un certo avvallamento..dovendo rimanere in contatto con la neve non può che estendere chiudendo poi molto più velocemente la porta rispetto a quella precedente... tecnica , tattica, classe.....( Didier Cuche . GS.Adelboden..1° classificato)
 
Certo che mi viene da pensare che trovare il materiale davvero giusto sia un po' un terno al lotto per il professionista...visto che ognuno ha sciata differente e diverse caratteristiche fisiche (postura, peso etc). Chi dice che una volta arrivati allo sci giusto poi non cambino più (magari modificando solo le scritte per compiacere gli sponsor) forse ha ragione...
 
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