cappello di paglia
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[TREKKING] Estate in Costa Smeralda? No, in Costa della Viezzena - Val di Fiemme (TN)
Il 2 agosto 2016 sfrutto mia sorella che deve andare da una sua amica a Cavalese per organizzare una traversata pomeridiana di una montagna sotto la quale sono passato un milione di volte, che dal basso ho sempre trovato brutta e insignificante ma che ad attraversarla mi riserverà piacevoli sorprese. Trattasi della Costa della Viezzena, la dorsale che separa Moena/Predazzo dal Lusia/Bellamonte.
Il programma è questo: mi faccio mollare a Ronchi sopra Moena, prendo la cabinovia, attraverso la Costa della Viezzena, scendo per la val della Viezzena, se ho tempo arrivo a Predazzo senò mi faccio ripescare sulla provinciale dove sarò arrivato. Il programma ha funzionato
Mappa del giro
Aiutandosi con la cabinovia (11 euro sti ladri) il grosso del dislivello è fatto. Non resta che salire ai 2500 metri della Viezzena (indicazioni e segnaletica nuove ed eccellenti fino alla cima) e poi attraversarne la Costa fino al Baito delle Vacche sotto il monte Mulat, l'ultimo bastione boscoso prima di Predazzo. La seconda parte della traversata dalla "fine" della Viezzena al Baito delle vacche / monte Mulat si svolge su praterie e su inizio bosco dove è facile perdere la traccia e la segnaletica non è così eccellente....Tenendo come riferimento il fatto di dover stare in cresta l'attraversamento dei prati non dà comunque grossi problemi. In particolare quando iniziano gli alberi bisogna prendere come riferimento la baitella raggiunta la quale ricompare evidente la segnaletica.
Dall'arrivo della cabinovia in località Le Cune (2200 m) è chiaro l'imbocco del sentiero che sale in cresta ben segnalato da segnavia che indica 40 minuti per la cima Viezzena e 2.20 per il monte Mulat. La prima parte del crinale è molto tranquilla, l'incedere in cresta permette, nonostante il tempo non esaltante, di spaziare sulle Dolomiti Fassane e Fiemmesi, leggasi Lagorai, Pale, Cima Bocche, Marmolada, Cima Uomo, Vallaccia, Catinaccio Latemar e di scorgere ben oltre fino al Brenta se il tempo lo concedesse! La Viezzena è una montagna isolata e quindi dalla sua cima il panorama è ampio e di tutto rispetto :skiamo:
La cresta alla Viezzena
Comodo sentiero
Guardando indietro i verdi crinali verso Cima Bocche e i monti della val San Pellegrino
Vallaccia, Monzoni, Cima Uomo, Marmolada
Le Pale coperte di nuvole
Lagorai e Cima Cece. Notare i lavori per la cabinovia del Castelir
Porta sul Lagorai
Piste del Lusia lato Bellamonte con Pale, Paneveggio, Lagorai
Interessante vedere a destra del proprio incedere il col de Poza eil Sas da Mezodì da questa angolazione. Sarebbero i monti che contornano le piste nella Conca del Lusia sopra Ronchi di Moena. Da questa prospettiva non sono neanche male...
Sas da Mezodì e Catinaccio sullo sfondo
Col de Poza
In prossimità della Viezzena si attraversa un pezzo di pietraie molto stilose...
IGO
Segnavia su pietra
Stone World
Guardandosi indietro
Verso Paneveggio
La cima sarebbe un fantastico terrazzo panoramico visto che nell'immediato intorno non c'è nulla di più alto....peccato il tempo che fa un po' cagare e mi rovina foto e panorama!!! :MM
Arrivati alla vetta si prosegue su sentiero meno chiaro con tracce meno frequenti lungo il crinale roccioso (scesi della cima quando si arriva a una selletta il sentiero gira a sinistra, io invece ho voluto continuare in cresta salvo poi dovermi calare al sentiero principale quando mi sono trovato davanti a un dirupo :testone: )
Arrivati alla fine delle pietraie il sentiero svolta sul crinale a sinistra costeggiando dall'alto la strada che sale in val di Fassa, la stessa strada dalla quale pensi "ma che insulsa questa montagna qua sopra"
.
Prossimi alla croce della Viezzena
Il crinale percorso. La casetta che si vede è il rifugio delle Cune dove arriva la cabinovia
Il crinale che ci aspetta
Passaggio fra i sassi
Catinaccio
A sinistra dell'avamposto roccioso inizia il crinale pratoso direzione monte Mulat. La nostra destinazione è la baita che si vede nel prato
Alla nostra destra cala la sorprendente e sconosciuta val Pozil
Crestando su traccia libera arrivo a destra di questa fessura, ripresa da sotto. Non posso più andare dritto per dritto allora scendo al sentiero ufficiale.
Spaccatura
Il sentiero "ufficiale" una volta scesi dalla Viezzena e raggiunta una forcelletta gira a sinistra e prosegue i prati in costa sotto il crinale. Ma dal sentiero ufficiale il colpo d'occhio sulla val Pozil non si sarebbe visto come nella foto sopra [emoji14]
Sentiero che viene dalla Viezzena
In questa parte ho trovato il pezzo più problematico di tutto il percorso: il sentiero in alcuni punti è stato "mangiato" dall'erba e sebbene sia sempre evidente in alcuni tratti bisogna passare sopra ai bastardi ciuffi d'erba dove il pendio fra l'altro è anche abbastanza ripido....sconsigliato fare sto giro con la pioggia senò si rischia di ruzzolare a Bellamonte
Un tratto su cui prestare attenzione
Sguardo indietro verso cima Viezzena e Cima Pozze (a dx)
Cima Pezze e Lagorai. Siamo sul crinale della Valbona che poi percorreremo per scendere
L'ultima parte della traversata si fa su ampio crinale erbose, al cospetto del Latemar (se non fosse coperto di nuvole) da una prospettiva insolita. Sotto passa la statale, si vede Forno, la Valsorda...la traversata è piacevole fra i pascoli e i fiori ma si perde facilmente la traccia...non che questo sia un problema A PATTO DI MANTENERE IL RIFERIMENTO VISIVO DEL BAITO DELLE VACCHE, la baitina sulla sinistra che deve essere la nostra destinazione. Il crinale è ampio e morbido, non dà sorprese di scarpate o dirupi quindi perdersi in questo verde è solo che un piacere
La verde Costa delle Viezzena
Le padrone di casa
Arrivati al baito, di cui clamorosamente non ho una foto, ci sono le indicazioni se scendere a Predazzo via monte Mulat (di interessante qui vi sono i resti di una miniera) o attraverso la Valbona (o val della Viezzena che dir si voglia) tramite carrareccia che poi diventa strada forestale....scelgo questa seconda opzione perchè mi sembra meno chiusa dal bosco e più panoramica
La carrareccia che scenda dai bait
Interessante bivio all'inizio della Valbona presso il guado del rio: trattasi di una via per raggiungere Bellamonte
Rio Viezzena
Discesa della val Viezzena
Zaluna
Da Zaluna, piccola frazione di baite che si trova dove la provinciale che da Predazzo sale al passo Rolle compie i tornanti verso Bellamonte, sono sceso fino all'ingresso della gola di Sottosassa perchè sapevo avevano costruito un ponte tibetano ed ero curioso di testarlo. In realtà al ponte non ci sono arrivato quello stesso giorno ma un altro giorno. Di seguito pubblico un mix di foto scattate in giorni diversi per dare un'idea più completa di Sottosassa.
Per finire il racconto del giro dopo aver dato una sbirciata a questa "gola" scavata torrente Travignolo ho seguito la ciclabile fino alla piscina comunale dove mi sono fatto venire a prendere dalla sorellina in ritorno da Cavalese
Gola di Sottosassa
Ponte Tibetano in località Scofa (foto di un altro giorno)
RIASSUMENDO
Il giro proposto è molto panoramico trattandosi di un percorso quasi completamente in cresta su montagna isolata che è un terrazzo panoramico naturale....con visibilità buona si vedrebbe Adamello, Brenta, probabilmente Otrles e Cevedale, Civetta e tanto altro ancora. Sono stato un po' sfigato con il tempo ma........ magari sarà da stimolo per tornarci l'anno prossimo su percorso leggermente diverso
L' ascesa alla cima è facile su sentiero chiaro e ben segnalato mentre la discesa in costa è un po' più stronzetta dato che i il sentiero si confonde con tracce di bestiame (sulla Costa pratosa della Viezzena) e c'è qualche passaggio dove il selciato è stato "mangiato" dall'erba e bisogna quindi stare atteni a passare sui ciuffi specie de umidi. In linea di massima prendendo come riferimenti il fatto di dover proseguire sempre in cresta e il baito delle Vacche come punto di arrivo della traversata, è impossibile perdere la direzione.
Il giro che ho fatto, comprensiva di deviazione per l'ingresso della gola di Sottosassa e un pezzo di ciclabile verso Predazzo (fino alla piscina comunale) è di 12,5 km ha visto 330 metri di dislivello positivo e 1400 metri di dislivello negativo. La cosa buona è che si possono usare impianti per ridurre drasticamente il dislivello e facilitare il giro.
Mi rendo conto che così come ho fatto io il giro è poco replicabile non trattandosi di un anello. Come fare quindi un anello quindi e da dove partire? Il punto ideale è partire dagli impianti del Lusia di Castelir sopra Bellamonte , prendere la futura cabinovia + seggiovia delle Cune (è aperta anche questa d'estate?) ripetere il mio giro fino a quando si guada il torrente Viezzena.
Da qui si hanno 3 possibilità per tornare a Bellamonte
Due parole sulla gola di Sottosassa. Non si tratta di una gola clamorosa, non è né stretta (tipo i Serrai di Sottoguda) né imponente (tipo Gran Canyon) però nel panorama Dolomitico offre qualcosa di "diverso" e se presa senza enormi aspettative piacevole.
La prima parte è interessante, la strada sterrata costeggia il fiume fra pareti granitiche boscose e all'imbocco c'è un ponte antico con tanto di cascata (anche se poco fotogenica causa alberi in mezzo) . La seconda parte dal maso Andreola (c'è fontana per bere) al ponte Tibetano è noiosa e "insignificante" perchè la strada passa alta, non si vede più il torrente e nemmeno le pareti rocciose.....percorso monotono fino al ponte in località Scofa costruito proprio quest'anno sopra una cascata del Travignolo e caratteizzato da una lunghezza di 20 metri e altezza di 70 metri....è una struttura sicurissima perchè "chiuso" da ringhiere di protezione ciò nonostante si percepisce distintamente il movimento sotto i piedi come un vero ponte tibetano....interessante!
Dal ponte è poi possibile salire a Bellamonte o proseguire fino alla diga del lago di Paneveggio; non posso riportare informazioni su questi due percorsi perché il giorno che ho fatto questa passeggiata (assolutamente indicata per bambini e famiglie) raggiunto il ponte ho fatto dietro front
Alla prossima!
Il 2 agosto 2016 sfrutto mia sorella che deve andare da una sua amica a Cavalese per organizzare una traversata pomeridiana di una montagna sotto la quale sono passato un milione di volte, che dal basso ho sempre trovato brutta e insignificante ma che ad attraversarla mi riserverà piacevoli sorprese. Trattasi della Costa della Viezzena, la dorsale che separa Moena/Predazzo dal Lusia/Bellamonte.
Il programma è questo: mi faccio mollare a Ronchi sopra Moena, prendo la cabinovia, attraverso la Costa della Viezzena, scendo per la val della Viezzena, se ho tempo arrivo a Predazzo senò mi faccio ripescare sulla provinciale dove sarò arrivato. Il programma ha funzionato
Mappa del giro
Aiutandosi con la cabinovia (11 euro sti ladri) il grosso del dislivello è fatto. Non resta che salire ai 2500 metri della Viezzena (indicazioni e segnaletica nuove ed eccellenti fino alla cima) e poi attraversarne la Costa fino al Baito delle Vacche sotto il monte Mulat, l'ultimo bastione boscoso prima di Predazzo. La seconda parte della traversata dalla "fine" della Viezzena al Baito delle vacche / monte Mulat si svolge su praterie e su inizio bosco dove è facile perdere la traccia e la segnaletica non è così eccellente....Tenendo come riferimento il fatto di dover stare in cresta l'attraversamento dei prati non dà comunque grossi problemi. In particolare quando iniziano gli alberi bisogna prendere come riferimento la baitella raggiunta la quale ricompare evidente la segnaletica.
Dall'arrivo della cabinovia in località Le Cune (2200 m) è chiaro l'imbocco del sentiero che sale in cresta ben segnalato da segnavia che indica 40 minuti per la cima Viezzena e 2.20 per il monte Mulat. La prima parte del crinale è molto tranquilla, l'incedere in cresta permette, nonostante il tempo non esaltante, di spaziare sulle Dolomiti Fassane e Fiemmesi, leggasi Lagorai, Pale, Cima Bocche, Marmolada, Cima Uomo, Vallaccia, Catinaccio Latemar e di scorgere ben oltre fino al Brenta se il tempo lo concedesse! La Viezzena è una montagna isolata e quindi dalla sua cima il panorama è ampio e di tutto rispetto :skiamo:
La cresta alla Viezzena
Comodo sentiero
Guardando indietro i verdi crinali verso Cima Bocche e i monti della val San Pellegrino
Vallaccia, Monzoni, Cima Uomo, Marmolada
Le Pale coperte di nuvole
Lagorai e Cima Cece. Notare i lavori per la cabinovia del Castelir
Porta sul Lagorai
Piste del Lusia lato Bellamonte con Pale, Paneveggio, Lagorai
Interessante vedere a destra del proprio incedere il col de Poza eil Sas da Mezodì da questa angolazione. Sarebbero i monti che contornano le piste nella Conca del Lusia sopra Ronchi di Moena. Da questa prospettiva non sono neanche male...
Sas da Mezodì e Catinaccio sullo sfondo
Col de Poza
In prossimità della Viezzena si attraversa un pezzo di pietraie molto stilose...
IGOSegnavia su pietra
Stone World
Guardandosi indietro
Verso Paneveggio
La cima sarebbe un fantastico terrazzo panoramico visto che nell'immediato intorno non c'è nulla di più alto....peccato il tempo che fa un po' cagare e mi rovina foto e panorama!!! :MM
Arrivati alla vetta si prosegue su sentiero meno chiaro con tracce meno frequenti lungo il crinale roccioso (scesi della cima quando si arriva a una selletta il sentiero gira a sinistra, io invece ho voluto continuare in cresta salvo poi dovermi calare al sentiero principale quando mi sono trovato davanti a un dirupo :testone: )
Arrivati alla fine delle pietraie il sentiero svolta sul crinale a sinistra costeggiando dall'alto la strada che sale in val di Fassa, la stessa strada dalla quale pensi "ma che insulsa questa montagna qua sopra"
. Prossimi alla croce della Viezzena
Il crinale percorso. La casetta che si vede è il rifugio delle Cune dove arriva la cabinovia
Il crinale che ci aspetta
Passaggio fra i sassi
Catinaccio
A sinistra dell'avamposto roccioso inizia il crinale pratoso direzione monte Mulat. La nostra destinazione è la baita che si vede nel prato
Alla nostra destra cala la sorprendente e sconosciuta val Pozil
Crestando su traccia libera arrivo a destra di questa fessura, ripresa da sotto. Non posso più andare dritto per dritto allora scendo al sentiero ufficiale.
Spaccatura
Il sentiero "ufficiale" una volta scesi dalla Viezzena e raggiunta una forcelletta gira a sinistra e prosegue i prati in costa sotto il crinale. Ma dal sentiero ufficiale il colpo d'occhio sulla val Pozil non si sarebbe visto come nella foto sopra [emoji14]
Sentiero che viene dalla Viezzena
In questa parte ho trovato il pezzo più problematico di tutto il percorso: il sentiero in alcuni punti è stato "mangiato" dall'erba e sebbene sia sempre evidente in alcuni tratti bisogna passare sopra ai bastardi ciuffi d'erba dove il pendio fra l'altro è anche abbastanza ripido....sconsigliato fare sto giro con la pioggia senò si rischia di ruzzolare a Bellamonte

Un tratto su cui prestare attenzione
Sguardo indietro verso cima Viezzena e Cima Pozze (a dx)
Cima Pezze e Lagorai. Siamo sul crinale della Valbona che poi percorreremo per scendere
L'ultima parte della traversata si fa su ampio crinale erbose, al cospetto del Latemar (se non fosse coperto di nuvole) da una prospettiva insolita. Sotto passa la statale, si vede Forno, la Valsorda...la traversata è piacevole fra i pascoli e i fiori ma si perde facilmente la traccia...non che questo sia un problema A PATTO DI MANTENERE IL RIFERIMENTO VISIVO DEL BAITO DELLE VACCHE, la baitina sulla sinistra che deve essere la nostra destinazione. Il crinale è ampio e morbido, non dà sorprese di scarpate o dirupi quindi perdersi in questo verde è solo che un piacere
La verde Costa delle Viezzena
Le padrone di casa
Arrivati al baito, di cui clamorosamente non ho una foto, ci sono le indicazioni se scendere a Predazzo via monte Mulat (di interessante qui vi sono i resti di una miniera) o attraverso la Valbona (o val della Viezzena che dir si voglia) tramite carrareccia che poi diventa strada forestale....scelgo questa seconda opzione perchè mi sembra meno chiusa dal bosco e più panoramica
La carrareccia che scenda dai bait
Interessante bivio all'inizio della Valbona presso il guado del rio: trattasi di una via per raggiungere Bellamonte
Rio Viezzena
Discesa della val Viezzena
Zaluna
Da Zaluna, piccola frazione di baite che si trova dove la provinciale che da Predazzo sale al passo Rolle compie i tornanti verso Bellamonte, sono sceso fino all'ingresso della gola di Sottosassa perchè sapevo avevano costruito un ponte tibetano ed ero curioso di testarlo. In realtà al ponte non ci sono arrivato quello stesso giorno ma un altro giorno. Di seguito pubblico un mix di foto scattate in giorni diversi per dare un'idea più completa di Sottosassa.
Per finire il racconto del giro dopo aver dato una sbirciata a questa "gola" scavata torrente Travignolo ho seguito la ciclabile fino alla piscina comunale dove mi sono fatto venire a prendere dalla sorellina in ritorno da Cavalese
Gola di Sottosassa
Ponte Tibetano in località Scofa (foto di un altro giorno)
RIASSUMENDO
Il giro proposto è molto panoramico trattandosi di un percorso quasi completamente in cresta su montagna isolata che è un terrazzo panoramico naturale....con visibilità buona si vedrebbe Adamello, Brenta, probabilmente Otrles e Cevedale, Civetta e tanto altro ancora. Sono stato un po' sfigato con il tempo ma........ magari sarà da stimolo per tornarci l'anno prossimo su percorso leggermente diverso
L' ascesa alla cima è facile su sentiero chiaro e ben segnalato mentre la discesa in costa è un po' più stronzetta dato che i il sentiero si confonde con tracce di bestiame (sulla Costa pratosa della Viezzena) e c'è qualche passaggio dove il selciato è stato "mangiato" dall'erba e bisogna quindi stare atteni a passare sui ciuffi specie de umidi. In linea di massima prendendo come riferimenti il fatto di dover proseguire sempre in cresta e il baito delle Vacche come punto di arrivo della traversata, è impossibile perdere la direzione.
Il giro che ho fatto, comprensiva di deviazione per l'ingresso della gola di Sottosassa e un pezzo di ciclabile verso Predazzo (fino alla piscina comunale) è di 12,5 km ha visto 330 metri di dislivello positivo e 1400 metri di dislivello negativo. La cosa buona è che si possono usare impianti per ridurre drasticamente il dislivello e facilitare il giro.
Mi rendo conto che così come ho fatto io il giro è poco replicabile non trattandosi di un anello. Come fare quindi un anello quindi e da dove partire? Il punto ideale è partire dagli impianti del Lusia di Castelir sopra Bellamonte , prendere la futura cabinovia + seggiovia delle Cune (è aperta anche questa d'estate?) ripetere il mio giro fino a quando si guada il torrente Viezzena.
Da qui si hanno 3 possibilità per tornare a Bellamonte
- Si scende a Zaluna (frazione dove sfocia la Valbona e iniziano i tornanti della provinciale per Bellamonte), si ripercorre la gola di Sottosassa fino al ponte tibetano e poi si risale per Bellamonte
- Si scende a Zeluna e si percorre il sentiero dei Dossi fino a Bellamonte
- Al ruscello si percorre il sentiero come mostrato nella mia foto sopra che dovrebbe costeggiare fino sopra Bellamonte e poi scendere per i prati al paese
Due parole sulla gola di Sottosassa. Non si tratta di una gola clamorosa, non è né stretta (tipo i Serrai di Sottoguda) né imponente (tipo Gran Canyon) però nel panorama Dolomitico offre qualcosa di "diverso" e se presa senza enormi aspettative piacevole.
La prima parte è interessante, la strada sterrata costeggia il fiume fra pareti granitiche boscose e all'imbocco c'è un ponte antico con tanto di cascata (anche se poco fotogenica causa alberi in mezzo) . La seconda parte dal maso Andreola (c'è fontana per bere) al ponte Tibetano è noiosa e "insignificante" perchè la strada passa alta, non si vede più il torrente e nemmeno le pareti rocciose.....percorso monotono fino al ponte in località Scofa costruito proprio quest'anno sopra una cascata del Travignolo e caratteizzato da una lunghezza di 20 metri e altezza di 70 metri....è una struttura sicurissima perchè "chiuso" da ringhiere di protezione ciò nonostante si percepisce distintamente il movimento sotto i piedi come un vero ponte tibetano....interessante!
Dal ponte è poi possibile salire a Bellamonte o proseguire fino alla diga del lago di Paneveggio; non posso riportare informazioni su questi due percorsi perché il giorno che ho fatto questa passeggiata (assolutamente indicata per bambini e famiglie) raggiunto il ponte ho fatto dietro front
Alla prossima!

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