dopo la sbornia di emozioni regalatomi dalla piccola furchetta, avevo bisogno di una giretto "defaticante"... defaticante più per la mente che non per il fisico... anche perché di restare a casa, con giornate del genere, non se ne parlava proprio... è anche una buona occasione per testare le scarpe nuove... 
ecco allora un giretto abbastanza classico per chi frequenta la val di fassa, frequentato ma mai congestionato e, ovviamente, sempre assai generoso dal punto di vista ambientale, paesaggistico e storico... l'ho intitolato giro del colàc ma in realtà si tratta di un periplo abbondante e che si presta anche a numerose varianti, come si può vedere dalla cartina...
(a proposito, osservando la mappa si notano parecchie discrepanze tra il percorso da me seguito e il tracciato dei sentieri... non sono stato io a impegolarmi su per robe strane, tranne un paio di casi... è proprio la cartina a essere poco precisa...)
il giro comincia dalla conca del ciampac, ove sono giunto in funivia da alba... il piazzale è ora a pagamento e vi si accede tramite sbarre... 5 euro al giorno, ma resta gratis se si usufruisce dell'impianto... c'è comunque un piccolo parcheggio totalmente free per chi sale al rifugio contrin a piedi, si trova sul retro della funivia lungo la statale...
ad ogni modo, dicevo del ciampac... ci si può arrivare anche a piedi dal centro del paese lungo il segnavia 644 ma, come premesso, questo è un giro defaticante perciò viva gli impianti e abbasso i dislivelli...
questa conca è un luogo a me molto caro in quanto qui ho mosso i miei primi "passi" sugli sci...
mi avvio lungo la carrareccia (sempre segnavia 644) che sale verso sèla brunéch poi, circa all'altezza della stazione a valle della seggiovia roseal, la abbandono per seguire a sinistra le indicazioni per la forcia neigra... il sentierino risale per un tratto la pista che di solito ospita il tracciato cronometrato...
alle mie spalle tutto il settore meridionale del sella, oltre all'isolata crepa neigra...
aggirate le ultime propaggini del colàc, il sentiero piega decisamente a est lungo il suggestivo ciamp de agnel, sovrastato dalla scura mole del sas de roces...
alla mia destra la cresta del sas bianch, lungo cui si snoda il bel sentiero attrezzato pederiva... a giudicare dal numero di persone, è decisamente più frequentato del percorso che sto seguendo io...
dopo un primo tratto caratterizzato da pendenze abbastanza modeste, il sentiero comincia a farsi più ripido...
a ovest, oltre sèla brunéch, spuntano progressivamente catinaccio e latemar...
nell'ultimo tratto, superato il crocevia con il segnavia 613 proveniente da sèla brunéch, il sentiero s'impenna ulteriormente lungo una serie di gradoni...
in breve giungo alla forcia neigra, superbo balcone panoramico sul gruppo della marmolada...
scambiate quattro chiacchiere con un ragazzo diretto in cima al colàc per la via normale, mi avvio nuovamente lungo il sentiero 613 che, contrariamente a quanto indicato nella cartina, va a destra della forcella e non a sinistra... dopo pochi passi si incontra un primo, breve tratto attrezzato...
prima di affrontarlo dò un rapido sguardo a nord-est, dove la giornata limpidissima permette di scrutare sass d'la crusc, conturines e tofane...
poco oltre le corde fisse incontro il bivio con il sentiero 646 che scende ripido in val contrin... io proseguo lungo il 613 verso un secondo tratto attrezzato, sempre breve ma questa volta un po' più impegnativo...
oltre questo giungo presso una forcelletta sotto la croda neigra, da cui si può ammirare cima uomo e tutta la catena di costabella, oltre ad osservare il proseguimento del percorso...
da qui il sentiero si fa molto più comodo, per quanto un po' stretto e, con piacevole discesa contorna le pendici orientali del sas de roces, in vista del bucolico ciamp de mez e della marmolada...
giungo così a un altro crocevia, questa volta con il segnavia 613b che identifica il sentiero pederiva, da cui si può osservare il percorso fatto...
io proseguo sempre lungo il 613 in direzione del pas de sèn nicolò...
il sentiero transita presso una formazione rocciosa chiamata i varósc, costellata da postazioni di guerra che è possibile (e consigliabile) visitare tramite una serie di evidenti tracce..
dai varósc si è finalmente in vista del pas de sèn nicolò e dell'omonimo rifugio, alle cui spalle svetta il col ombèrt...
prima di fiondarsi in rifugio a fare merenda, vale la pensa fermarsi un attimo ad ammirare la bellissima valle sottostante...
con in mano un bel bicchierone di succo di sambuco, indugio a osservare la cartina per decidere come proseguire il mio giro... l'idea iniziale era quella di percorrere il sentiero di guerra che, correndo sotto le pendici occidentali del col ombert, si collega poi al segnavia 609 che dalla val sèn nicolò sale a pas pasché... purtroppo, i gestori mi informano che il sentiero in questione è ufficialmente chiuso perché continua a franare e non si riesce a consolidarlo... sono quindi costretto a trovare un'alternativa... ci sarebbe la ferrata dei kaiserjäger (così chiamata perché ricalca un percorso attrezzato realizzato dalle truppe austriache per raggiungere la vetta di quello che, durante la guerra, era un caposaldo della loro linea difensiva), ma non ho con me il set da ferrata e poi un percorso del genere cozzerebbe con la mia idea di relax... avendo appuntamento per pranzo con i miei a malga contrin, non mi resta che optare per il classico sentiero 608, che però non ho mai amato particolarmente... pazienza... nei primi metri dietro il rifugio il sentiero sembra quasi proiettarti verso cima ombretta...
sto per avviarmi lungo la discesa quando mi fermo a osservare un gruppetto di persone impegnate nel primo tratto di ferrata e, con sorpresa, noto un'evidente traccia non segnata che taglia tutto il versante settentrionale della montagna, di cui non ricordavo assolutamente l'esistenza... vuoi vedere che ho trovato il modo di ricollegarmi al 609? torno brevemente sui miei passi e vado a intercettare il sentierino di accesso alla ferrata, da cui ad un certo punto si stacca la traccia in questione...
all'inizio della traccia, sulla sinistra il sentiero 608 e in fondo alla valle il rif. contrin
il percorso corre agevolmente sul ghiaione fino al lambire le ultime propaggini del col ombèrt, transitando sotto rocce aggettanti e presso resti bellici...
fino a intercettare un altro sentierino che a sinistra va a ricongiungersi con il segnavia 608... io salgo invece a destra... anche qui numerosi resti di fortificazioni e trincee...
eccomi finalmente sull'agognato, bellissimo sentiero 609 che si snoda tra i prati sotto i lastè de contrin...
in breve sono nuovamente in vista del rifugio contrin, dominato dalla possente mole del gran vernel... dal lato opposto fa invece capolino il gruppo del sassolungo, di cui la val contrin è un punto d'osservazione privilegiato...
sembra di stare in una puntata di heidi...
nei pressi del crocevia con il sentiero 607 per la val de cirele mi imbatto in una piccola mandria di cavalli...
senza accorgermene sono in vista della malga...
qui si risveglia il ragazzino che è in me e, anziché proseguire lungo il sentiero, deciso di seguire il corso del ruscello che scende da cima ombretta e si immette poi nel ruf de cirele... mi metto così a saltare di qua e di là tra i massi del torrentello, scavalcando gli alberi schiantati...
fino al ponticello da cui si diparte il sentiero 608...
da qui risalgo alla malga, dove mi aspetta un bel tagliere di salumi e formaggi... :semagna:
dopo una bella siesta, mi rimetto in marcia verso valle con i miei, sempre con il sassolungo davanti al naso...
poco sotto il rif. contrin si trova la baita cianci... la consiglio vivamente a chi decide di salire semplicemnete lungo la val contrin perché si mangia molto bene...
oltrepassato il ruf de contrin, si percorre il lungo, pianeggiante pian de contrin...
tornando così sotto il colàc...
giunti alla locia de contrin (punto di arrivo del servizio navetta attivo, su prenotazione, dall'anno scorso), si è ormai in vista di alba e della chiusura del giro...
come premesso, si tratta di un bel giretto alla portata di (quasi) tutti e dal dislivello contenuto: 400 metri in salita e circa 1000 in discesa, ma distribuiti su quasi 15 km quindi senza picchiate eccessive... e si può comunque accorciare o allungare a piacere...

ecco allora un giretto abbastanza classico per chi frequenta la val di fassa, frequentato ma mai congestionato e, ovviamente, sempre assai generoso dal punto di vista ambientale, paesaggistico e storico... l'ho intitolato giro del colàc ma in realtà si tratta di un periplo abbondante e che si presta anche a numerose varianti, come si può vedere dalla cartina...
(a proposito, osservando la mappa si notano parecchie discrepanze tra il percorso da me seguito e il tracciato dei sentieri... non sono stato io a impegolarmi su per robe strane, tranne un paio di casi... è proprio la cartina a essere poco precisa...)
il giro comincia dalla conca del ciampac, ove sono giunto in funivia da alba... il piazzale è ora a pagamento e vi si accede tramite sbarre... 5 euro al giorno, ma resta gratis se si usufruisce dell'impianto... c'è comunque un piccolo parcheggio totalmente free per chi sale al rifugio contrin a piedi, si trova sul retro della funivia lungo la statale...
ad ogni modo, dicevo del ciampac... ci si può arrivare anche a piedi dal centro del paese lungo il segnavia 644 ma, come premesso, questo è un giro defaticante perciò viva gli impianti e abbasso i dislivelli...

questa conca è un luogo a me molto caro in quanto qui ho mosso i miei primi "passi" sugli sci...
mi avvio lungo la carrareccia (sempre segnavia 644) che sale verso sèla brunéch poi, circa all'altezza della stazione a valle della seggiovia roseal, la abbandono per seguire a sinistra le indicazioni per la forcia neigra... il sentierino risale per un tratto la pista che di solito ospita il tracciato cronometrato...
alle mie spalle tutto il settore meridionale del sella, oltre all'isolata crepa neigra...
aggirate le ultime propaggini del colàc, il sentiero piega decisamente a est lungo il suggestivo ciamp de agnel, sovrastato dalla scura mole del sas de roces...
alla mia destra la cresta del sas bianch, lungo cui si snoda il bel sentiero attrezzato pederiva... a giudicare dal numero di persone, è decisamente più frequentato del percorso che sto seguendo io...
dopo un primo tratto caratterizzato da pendenze abbastanza modeste, il sentiero comincia a farsi più ripido...
a ovest, oltre sèla brunéch, spuntano progressivamente catinaccio e latemar...
nell'ultimo tratto, superato il crocevia con il segnavia 613 proveniente da sèla brunéch, il sentiero s'impenna ulteriormente lungo una serie di gradoni...
in breve giungo alla forcia neigra, superbo balcone panoramico sul gruppo della marmolada...
scambiate quattro chiacchiere con un ragazzo diretto in cima al colàc per la via normale, mi avvio nuovamente lungo il sentiero 613 che, contrariamente a quanto indicato nella cartina, va a destra della forcella e non a sinistra... dopo pochi passi si incontra un primo, breve tratto attrezzato...
prima di affrontarlo dò un rapido sguardo a nord-est, dove la giornata limpidissima permette di scrutare sass d'la crusc, conturines e tofane...
poco oltre le corde fisse incontro il bivio con il sentiero 646 che scende ripido in val contrin... io proseguo lungo il 613 verso un secondo tratto attrezzato, sempre breve ma questa volta un po' più impegnativo...
oltre questo giungo presso una forcelletta sotto la croda neigra, da cui si può ammirare cima uomo e tutta la catena di costabella, oltre ad osservare il proseguimento del percorso...
da qui il sentiero si fa molto più comodo, per quanto un po' stretto e, con piacevole discesa contorna le pendici orientali del sas de roces, in vista del bucolico ciamp de mez e della marmolada...
giungo così a un altro crocevia, questa volta con il segnavia 613b che identifica il sentiero pederiva, da cui si può osservare il percorso fatto...
io proseguo sempre lungo il 613 in direzione del pas de sèn nicolò...
il sentiero transita presso una formazione rocciosa chiamata i varósc, costellata da postazioni di guerra che è possibile (e consigliabile) visitare tramite una serie di evidenti tracce..
dai varósc si è finalmente in vista del pas de sèn nicolò e dell'omonimo rifugio, alle cui spalle svetta il col ombèrt...
prima di fiondarsi in rifugio a fare merenda, vale la pensa fermarsi un attimo ad ammirare la bellissima valle sottostante...
con in mano un bel bicchierone di succo di sambuco, indugio a osservare la cartina per decidere come proseguire il mio giro... l'idea iniziale era quella di percorrere il sentiero di guerra che, correndo sotto le pendici occidentali del col ombert, si collega poi al segnavia 609 che dalla val sèn nicolò sale a pas pasché... purtroppo, i gestori mi informano che il sentiero in questione è ufficialmente chiuso perché continua a franare e non si riesce a consolidarlo... sono quindi costretto a trovare un'alternativa... ci sarebbe la ferrata dei kaiserjäger (così chiamata perché ricalca un percorso attrezzato realizzato dalle truppe austriache per raggiungere la vetta di quello che, durante la guerra, era un caposaldo della loro linea difensiva), ma non ho con me il set da ferrata e poi un percorso del genere cozzerebbe con la mia idea di relax... avendo appuntamento per pranzo con i miei a malga contrin, non mi resta che optare per il classico sentiero 608, che però non ho mai amato particolarmente... pazienza... nei primi metri dietro il rifugio il sentiero sembra quasi proiettarti verso cima ombretta...
sto per avviarmi lungo la discesa quando mi fermo a osservare un gruppetto di persone impegnate nel primo tratto di ferrata e, con sorpresa, noto un'evidente traccia non segnata che taglia tutto il versante settentrionale della montagna, di cui non ricordavo assolutamente l'esistenza... vuoi vedere che ho trovato il modo di ricollegarmi al 609? torno brevemente sui miei passi e vado a intercettare il sentierino di accesso alla ferrata, da cui ad un certo punto si stacca la traccia in questione...
all'inizio della traccia, sulla sinistra il sentiero 608 e in fondo alla valle il rif. contrin
il percorso corre agevolmente sul ghiaione fino al lambire le ultime propaggini del col ombèrt, transitando sotto rocce aggettanti e presso resti bellici...
fino a intercettare un altro sentierino che a sinistra va a ricongiungersi con il segnavia 608... io salgo invece a destra... anche qui numerosi resti di fortificazioni e trincee...
eccomi finalmente sull'agognato, bellissimo sentiero 609 che si snoda tra i prati sotto i lastè de contrin...
in breve sono nuovamente in vista del rifugio contrin, dominato dalla possente mole del gran vernel... dal lato opposto fa invece capolino il gruppo del sassolungo, di cui la val contrin è un punto d'osservazione privilegiato...
sembra di stare in una puntata di heidi...
nei pressi del crocevia con il sentiero 607 per la val de cirele mi imbatto in una piccola mandria di cavalli...
senza accorgermene sono in vista della malga...
qui si risveglia il ragazzino che è in me e, anziché proseguire lungo il sentiero, deciso di seguire il corso del ruscello che scende da cima ombretta e si immette poi nel ruf de cirele... mi metto così a saltare di qua e di là tra i massi del torrentello, scavalcando gli alberi schiantati...
fino al ponticello da cui si diparte il sentiero 608...
da qui risalgo alla malga, dove mi aspetta un bel tagliere di salumi e formaggi... :semagna:
dopo una bella siesta, mi rimetto in marcia verso valle con i miei, sempre con il sassolungo davanti al naso...
poco sotto il rif. contrin si trova la baita cianci... la consiglio vivamente a chi decide di salire semplicemnete lungo la val contrin perché si mangia molto bene...
oltrepassato il ruf de contrin, si percorre il lungo, pianeggiante pian de contrin...
tornando così sotto il colàc...
giunti alla locia de contrin (punto di arrivo del servizio navetta attivo, su prenotazione, dall'anno scorso), si è ormai in vista di alba e della chiusura del giro...
come premesso, si tratta di un bel giretto alla portata di (quasi) tutti e dal dislivello contenuto: 400 metri in salita e circa 1000 in discesa, ma distribuiti su quasi 15 km quindi senza picchiate eccessive... e si può comunque accorciare o allungare a piacere...
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