Sulla serata foto freeride (Damiano Levati) di Trescore Baln

Fabio

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Staff Forum
Serata molto bella ed interessante.
Piacevole e molto powder-multimedia.

E' partita con una presentazione-filmato di Damiano Levati nella quale facendo scorrere delle foto Divine ha parlato un po' del freeride.
La presentazione era divisa in 4 punti:
- freeride: una piccola idea di cosa è il freeride per Damiano;
- il Viaggio: componente essenziale per assaporare lo essere freeride
- Monte Bianco: un "cruccio" di Damiano Levati. Una montagna che Lui ama... un po' come le Dolomiti per me :D
- il freeride in altri ambiti, bici ecc...

Per finire la presentazione sono state messe alcune foto sullo sci ripido, questo epr introdurre la successiva esposizione dei due ragazzi di Aosta.

Chiedo a Damiano e/o a Emilio se hanno intenzione di inserire nel prox numero di freeride il filmato della presentazione. La prima parte per capirci, quella musicata, quella che scorreva automaticamente.
Penso farebbe infinitamente piacere spaparanzarsi sul divano e godere di tali foto e della magia particolare che tale video crea.
O se lo volete si potrebbe caricare il video su qualche server e farlo scaricare agl iinteressati. Penso che sia un vero peccato lasciare "in soffitta" quel video. Se invece lo riuserai o riuserai parti del video oppure ci sono accordi di non diffusione sotto, fa niente. Lo riguarderò nella mia memoria.


Dopo la presentazione Capozzi e Bigio hanno commentato 5 loro discese che hanno fatto nella scorsa stagione. Bellissimo sentirli parlare e vedere le foto sul grande schermo. Parlava la passione... sembrava di sentire i propri amici al bar appena tornati da una gita in montagna.

Alla fine un breve dibattito. Quelli del pubblico hann ochiesto delle cose ai 3 presentatori. Una ragazza, visto la pericolosità delle discese ha chiesto a Capozzi e Bigio se non avevano intenzione di diventare vecchi o una dimanda simile. Si voleva capire cosa li spingesse a fare delle discese nelle quali non si sa mai se si torna a casa. Hanno driblato il succo della domanda perfettamente. Penso che la risposta a tale domanda non esista o non possa essere scritta con le parole.

Altra domanda è stata: dove è il confine tra freeride e sci ripido. Non ho seguito la risposta. Tenendo presente cosa io intendo per freeride penso che sci ripido sia quando lo si fa per far colpo sugli altri, per fare exploit come lo definivano Capozzi e Bigio. Penso sia freeride quando lo si perchè lo si vuole fare per se stessi. Suppongo che le 5 discese dei due valdostani siano state 5 discese freeride.

Peccato che il proiettore non era perfettamente centrato sul telo e temo di essermi perso qualche metro quadro di foto :D

Stupende davvero le foto. Mi domando cosa potrebbe succedere se Damiano ed i suoi rider passassero una intera stagione tra le architetture delle Dolomiti. Ne uscirebbe sicuramente un album inverosimilemnte fantastico.

Dopo la serata ho incontrato alcuni Skifosi:
genepy, marcobg, finx e marc751
Skifosissimi tutti!!!

E cisto che ci sono, complimenti alla gnoccolona del bar delle birre e dei panini. Una autentica freerider della piadina.

2195-serata-damiano-levato-bergamo.jpg
 
Concordo su una cosa: la gnoccolona del bar. :clap:

Su tutto il resto dissento per principio, per rispetto nei confronti della figliuola.
 
Per prima cosa (in quanto tra gli organizzatori della serata) devo ringraziare chi è venuto anche facendosi un bel po' di kilometri in quel di Trescore. Peccato non aver incontrato qualche skifoso: al Sun Pub ci siamo andati e forse qualcuno di voi c'era. Ma l'avete presa lì la piadina o dove?

La presentazione a me è piaciuta anche se purtroppo è macato l'intervento di Jacopo Bufacchi. Mi aspettavo qualcosa di più nel dibattito finale. Magari qualche dissenso sull'uso del termine freeride da parte degli scialpinisti duri e puri della nostra zona. O anche un maggiore approfondimento su estremo/freeride che mi sembra un punto cruciale.


Tenendo presente cosa io intendo per freeride penso che sci ripido sia quando lo si fa per far colpo sugli altri, per fare exploit come lo definivano Capozzi e Bigio. Penso sia freeride quando lo si perchè lo si vuole fare per se stessi. Suppongo che le 5 discese dei due valdostani siano state 5 discese freeride.

Concordo sull'ultima affermazione perchè hanno aspettato delle condizioni per cui le discese erano davvero godibili e sciabili.
Sul fatto che il ripido si faccia solo per exploit forse no perchè uno potrebbe tenersi per sè la sua discesa estrema senza pubblicizzarla, certo la motivazione sarebbe diversa, molto interiore come nell'alpinismo solitario.
Da un confronto con una serata con Valeruz anni fa devo dire che Capozzie e Bigio hanno un approccio totalmente diverso, molto "cool" mentre Valeruz quasi si compiaceva di sottolinare il rischio.



Mi domando cosa potrebbe succedere se Damiano ed i suoi rider passassero una intera stagione tra le architetture delle Dolomiti. Ne uscirebbe sicuramente un album inverosimilemnte fantastico.

Sarebbe il massimo!
 
Sul prossimo numero della rivista abbamo fatto un esperimento un po' speciale, con il quale spaparanzarsi sul divano. Le foto della presentazione di Damiano per buonaparte le avete viste in questi anni di lavoro, altre arriveranno. Sarebbe stato un peccato spararle tutte insieme sulla carta, in un numero solo.


Per quanto riguarda la differenza tra sci ripido, sci estremo e freeride la domanda potrebbe essere il titolo di un libro. Ci sono citazioni sull'argomento da parte di specialisti della disciplina che sono incise come nella pietra nella storia di questo sport. Potremmo parlarne e dibatterne giorni interi, questo è in fondo comprendere la storia e la cultura sportiva dell'attività che ci piace praticare sulla montagna, in qualunque modo voi la vogliate chiamare: freeride o altro, visto che è di moda discuterne.

Dire genericamente che lo sci ripido e gli exploit servono solo per fare colpo sugli altri significa non riconoscere o comprendere il contenuto storico, sportivo, emotivo, culturale di performance che hanno spostato il limite dell'umanamente possibile sempre più avanti. Senza uomini che le scalano o le sciano, senza lo spirito della pietra e della neve che compenetra i sogni e le realizzazioni di ciascuno di loro, anche la più elegante montagna del mondo rimane sempre e soltanto un mucchio di roccia e ghiaccio. Niente di più.

Come li chamiamo i vari Valecant, Boivin, Valeruz, Rumez, De Benedetti , Sesana, Enzio che hanno fatto la storia dello sci ripido e estremo? Buletti? Ma dai...

Guardate che le discese del Kapo e di Bigio che hanno presentato a Trescore sono sci ripido, mica noccioline. Loro hanno solo detto che non è il loro limite estremo e che non sono state prime assolute, non che "è freeride".

Ragazzi, qua occorre studiare un po' di storia e tornare un po' con i piedi perterra, perchè stando davanti a un computer stiamo perdendo il senso delle proporzioni...

Per chiudere una citazione su tutte:
"Se cadi muori. Questo è lo sci estremo. Tutto il resto è freeride." [Dedè Rehm]





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.

Guardate che le discese del Kapo e di Bigio che hanno presentato a Trescore sono sci ripido, mica noccioline.
Lo hanno detto pur loro che erano discese di sci ripido.
Però hanno specificato che preferiscono dire di aver fatto freeride per "il come" le hanno affrontate.
Dalla foto in cui lo snowboarder si è fotografato mezza tavola si capisce che li non si scherza.

Forse ho capito male, forse mi sono perso un passaggio, di sicuro devo leggere molto ed iniziare a sciare più lontano dai cavi di acciaio.

Spero il prox numero esca presto.

Fabio (dal pc dell'ufficio)
 
Stasera dovrei incontrare Damiano Levati in quel di Milano per l'evento di cui ho parlato in un altro thread, (http://www.skiforum.it/skiforum/viewtopic.php?t=9234), ma visto che come per miracolo mi è apparso il post dell'esimio diretur....volevo solo dirgli: " diretur sei un grande, la rivista posso solo dire che è stupenda (anche se c'è poca tavola), continua cosi!!". So di essere andato OT, Fabio non volermene, ma volevo cogliere la lettera al balzo.

Peace & powder (se dio vuole)
 
Se la Nord della Tour Ronde, La nord Delle Courtes, la Brenva, il gervasutti al Tacul sono discese freeride beh allora io faccio sci di fondo...

Ma avete presente che stiamo parlando delle discese STORICHE del Monte Bianco, cose che per molti sono un sogno in salita...

Sul sito di Capozzi ci sono un paio di foto di non mi ricordo dove che si vedono loro che scendono e degli alpinisti che salgono... tutto detto!

Uno può anche dire che ha fatto dello sci da pista perchè aveva i P60 a fianco dritto montati con il Diamir ma per me quelle sono discese di sci estremo, punto e basta!

Stare a discquisire sulla teoria e sulle singole parole a mio giudizio è una cazzata.

Meno parole e più fatti, e capozzi Bufacchi e BIgio ne sono la dimostrazione...

... poi a dirla tutta i tre menzionati sono già tre guide e maestri che comunicazione per se stessi ne fanno, proiezione di foto, cataloghi con vari marchi, gare importanti, ci sono poi dei puri e duri dello sci ripido che delle foto e delle didascalie sui giornali se ne fregano e fa discese estreme solo ed esclusivamente per se stessi.

Una volta non li capivo ora li sto capendo, sono persone egualmente interessanti ma a cui non serve o non interessa fare della loro passione un bizness e quindi non pubblicizzano le loro discese.

Si faccia poi molta attenzione a non pensare che sciatori di quell calibro (Bufacchi Capozzi Sesana Bigio, etc. ) facciano ciò che fanno solo per un paio di foto sui giornali, credo che la loro sia una passione e cerchino in qualche modo di far fruttare questa passione, pensare che facciano dell'estremo o del ripidido solo per il gusto dello scatto fotografico e del compiacimento dei media del settore è semplice pazzia, o semplicemente non conoscere la stimoli che spingono a fare imprese che non mi vergono a definire straordinarie!

Pace & (speriamo) Polvere
 
Grazie a tutti, sono commosso!
Ma dove eravate dopo la serata?
Solo alcune cose.
Smettiamo di usare la parola freeride come un'etichetta. E' un termine inglese incomprensibile e senza un vero e proprio significato.
Però un attimo...io uso questo termine e per me, come tanti termini inglesi che utilizziamo, ha il vantaggio di sintetizzare il tutto ed il niente.
Marco Siffredi.
Marco Siffredi dice che il freerider non è focalizzato. Cioè è colui che fa le cose giusto per sentire qualche sensazione a metà tra il divertimento delle giostre e una filosofia inventata dal maketing.
Ma Marco Siffredi, per me, è un icona di quello che, per me, è il freeride e cioè lasciare una traccia, la mia unica, personale, come la voglio io, traccia su un pendio a qualsiasi inclinazione e raccontando con questa traccia il mio, personale ed arbitrario, rapporto con ciò che mi circonda. A questo punto il freeride non esiste più perchè ognuno ha il suo. Non c'è niente di meno freeride che dire di essere freeride!
Davide, Stefano e Jacopo in questo senso non sono freerider migliori di altri (di sicuro sono sciatori, guide, alpinisti migliori di tanti, di me di sicuro). Gli riconosco però di sacrificare l'aspirazione ad una vita normale per quello che credono. Hanno una visione del mondo loro (e da qui nascono le foto...) che vivono ogni istante della loro esistenza. A loro le foto piace sciare soprattutto e gli piace lasciare la loro traccia anche su una foto. Punto. Se non ci fossero le foto farebbero comunque quello che fanno.
Infine per quello che riguarda le dolomiti...daghe! Che mi piacciono un sacco.
Dam
 
Nessun vincolo sulla diffusione del video...a parte che non si può per via delle musiche!
Magari troveremo una soluzione.
 
demian ha detto:
Grazie a tutti, sono commosso!
Ma dove eravate dopo la serata?
Solo alcune cose.
Smettiamo di usare la parola freeride come un'etichetta. E' un termine inglese incomprensibile e senza un vero e proprio significato.
Però un attimo...io uso questo termine e per me, come tanti termini inglesi che utilizziamo, ha il vantaggio di sintetizzare il tutto ed il niente.
Marco Siffredi.
Marco Siffredi dice che il freerider non è focalizzato. Cioè è colui che fa le cose giusto per sentire qualche sensazione a metà tra il divertimento delle giostre e una filosofia inventata dal maketing.
Ma Marco Siffredi, per me, è un icona di quello che, per me, è il freeride e cioè lasciare una traccia, la mia unica, personale, come la voglio io, traccia su un pendio a qualsiasi inclinazione e raccontando con questa traccia il mio, personale ed arbitrario, rapporto con ciò che mi circonda. A questo punto il freeride non esiste più perchè ognuno ha il suo. Non c'è niente di meno freeride che dire di essere freeride!
Davide, Stefano e Jacopo in questo senso non sono freerider migliori di altri (di sicuro sono sciatori, guide, alpinisti migliori di tanti, di me di sicuro). Gli riconosco però di sacrificare l'aspirazione ad una vita normale per quello che credono. Hanno una visione del mondo loro (e da qui nascono le foto...) che vivono ogni istante della loro esistenza. A loro le foto piace sciare soprattutto e gli piace lasciare la loro traccia anche su una foto. Punto. Se non ci fossero le foto farebbero comunque quello che fanno.
Infine per quello che riguarda le dolomiti...daghe! Che mi piacciono un sacco.
Dam

A quando una proiezione in Piemonte?

Cazz :evil:

Sei di Ivrea e non si riesce ad organizzare un evento tipo quello di Bergamo in Piemonte??

Dai Damiano così veniamo anche noi a vedere un po di cose carine!!!!

P.s.: sei in zona Vallèe fra il 7 e il 10?
 
enrico ha detto:
demian ha detto:
Grazie a tutti, sono commosso!
Ma dove eravate dopo la serata?
Solo alcune cose.
Smettiamo di usare la parola freeride come un'etichetta. E' un termine inglese incomprensibile e senza un vero e proprio significato.
Però un attimo...io uso questo termine e per me, come tanti termini inglesi che utilizziamo, ha il vantaggio di sintetizzare il tutto ed il niente.
Marco Siffredi.
Marco Siffredi dice che il freerider non è focalizzato. Cioè è colui che fa le cose giusto per sentire qualche sensazione a metà tra il divertimento delle giostre e una filosofia inventata dal maketing.
Ma Marco Siffredi, per me, è un icona di quello che, per me, è il freeride e cioè lasciare una traccia, la mia unica, personale, come la voglio io, traccia su un pendio a qualsiasi inclinazione e raccontando con questa traccia il mio, personale ed arbitrario, rapporto con ciò che mi circonda. A questo punto il freeride non esiste più perchè ognuno ha il suo. Non c'è niente di meno freeride che dire di essere freeride!
Davide, Stefano e Jacopo in questo senso non sono freerider migliori di altri (di sicuro sono sciatori, guide, alpinisti migliori di tanti, di me di sicuro). Gli riconosco però di sacrificare l'aspirazione ad una vita normale per quello che credono. Hanno una visione del mondo loro (e da qui nascono le foto...) che vivono ogni istante della loro esistenza. A loro le foto piace sciare soprattutto e gli piace lasciare la loro traccia anche su una foto. Punto. Se non ci fossero le foto farebbero comunque quello che fanno.
Infine per quello che riguarda le dolomiti...daghe! Che mi piacciono un sacco.
Dam

A quando una proiezione in Piemonte?

Cazz :evil:

Sei di Ivrea e non si riesce ad organizzare un evento tipo quello di Bergamo in Piemonte??

Dai Damiano così veniamo anche noi a vedere un po di cose carine!!!!

P.s.: sei in zona Vallèe fra il 7 e il 10?

davvero damiano magari in zona novara biella santiha in questo triangolo se ci fosse una serata io sarei presente al 100% come penso la gente di biella o la parte alta del piemonte che direi molto interessata allo sci fuoripista in generale...sarebbe un bel regalo per noi dell'ovest... :roll:

per fabio ma cavolo e la foto con la paninara???? :twisted:
 
Dopo la serata siamo andati a berci una birra in un bar vicino al cinema.
Gran belle foto e discese veramente di tutto rispetto, alcune sono nella lista dei miei "vorrei" ma in salita non in discesa! :wink:
Complimenti a Davide, a Stefano e a Jacopo per le discese e a te per le foto veramente bellissime. :clap: :clap:
Peccato non esserci incontrati, sarà per la prossima volta, magari con più neve "vera" intorno.
Ciao
 
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