pat
Well-known member
Articolo di oggi su "La Repubblica":
Un tempo si partiva con la cartina nello zaino, la relazione degli alpinisti imparata a memoria e qualche dritta estorta ai più esperti, oggi basta uno smartphone in tasca e gite e ascensioni 2.0 si pianificano e condividono online nei minimi dettagli. Sul web si trova di tutto: mappe, meteo, itinerari, foto, ma a volte può essere difficile orientarsi in una marea di informazioni di cui non sempre si conosce l’affidabilità. Non per chi frequenta la zona del Bianco, dove il punto di riferimento è La Chamoniarde (www.chamoniarde.com), la Société de Prévention et de Secours en Montagne che dal 1948 coordina tutti gli operatori del soccorso alpino di Chamonix, attualmente presieduta dalla guide d’haute montagne Jean-Christophe Bèche..
L’idea è semplice e molto social: far descrivere la montagna da chi la vive in prima persona, guide alpine e gestori dei rifugi in primo luogo, ma anche semplici alpinisti che tornati a valle possono compilare un modulo online raccontando le condizioni che hanno incontrato sull’itinerario. Non è l’unico sito in cui si condividono gite, ma in questo caso le informazioni prima di essere pubblicate vengono vagliate dagli esperti de La Chamoniarde e dai “cugini” della Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur e l’affidabilità è garantita. Il sito per ora è solo in francese e in inglese e il punto di forza è la zona del Bianco, ma le segnalazioni arrivano anche da più lontano, fino al Gran Paradiso, al Cervino e al Rosa.
Il bollettino delle condizioni della montagna redatto sulla base di queste informazioni è molto dettagliato ed è ora consultabile anche in alcuni rifugi valdostani grazie ad iPad installati appositamente dalla Fondazione Montagna Sicura. L’estate scorsa, quando le temperature canicolari avevano messo a dura prova la sicurezza sulle Alpi costringendo alla chiusura forzata di molte vie, i serrati aggiornamenti de La Chamoniarde erano diventati un vero e proprio must per chiunque volesse avventurarsi ad alta quota, grazie al flusso di notizie in presa diretta su meteo, frane, crolli, stato della roccia e della neve e presenza di crepacci. Quest’anno, con un clima per ora senza grandi eccessi, la situazione per gli alpinisti è più tranquilla, ma le segnalazioni riguardano qualsiasi attività legata alla montagna, anche il semplice escursionismo. In questo caso la sicurezza è determinata in gran parte dalle condizioni meteo.
Nevai residui a inizio stagione, piogge e smottamenti possono rendere insidiosi anche i percorsi sulla carta non pericolosi e sui frequentatissimi sentieri dell’Alta Savoia gli interventi di soccorso sono più di 700 all’anno. Ad alta quota invece si fanno sentire i cambiamenti climatici. L’arretramento dei ghiacciai ha mutato molte vie alpinistiche e l’alterazione del permafrost le ha rese meno sicure, ma questo è solo uno degli effetti del clima più caldo sul fragile ambiente alpino. Le osservazioni di chi va in montagna sono quindi utili anche per gli scienziati e La Chamoniarde ha lanciato ALP-RISK, una app per la condivisione di testimonianze dirette sui rischi naturali sulle Alpi.
Il database contiene già un’ottantina di casi tra valanghe, frane, crolli di seracchi e svuotamenti di tasche d’acqua dei ghiacciai: gli alpinisti diventano così gli occhi dei climatologi.
La gestione è della Société de Prévention et de Secours en Montagne, che dal 1948 coordina tutti gli operatori di Chamonix Le segnalazioni arrivano anche da più lontano, oltre il massiccio, fino al Gran Paradiso al Cervino e al Monte Rosa
Un tempo si partiva con la cartina nello zaino, la relazione degli alpinisti imparata a memoria e qualche dritta estorta ai più esperti, oggi basta uno smartphone in tasca e gite e ascensioni 2.0 si pianificano e condividono online nei minimi dettagli. Sul web si trova di tutto: mappe, meteo, itinerari, foto, ma a volte può essere difficile orientarsi in una marea di informazioni di cui non sempre si conosce l’affidabilità. Non per chi frequenta la zona del Bianco, dove il punto di riferimento è La Chamoniarde (www.chamoniarde.com), la Société de Prévention et de Secours en Montagne che dal 1948 coordina tutti gli operatori del soccorso alpino di Chamonix, attualmente presieduta dalla guide d’haute montagne Jean-Christophe Bèche..
L’idea è semplice e molto social: far descrivere la montagna da chi la vive in prima persona, guide alpine e gestori dei rifugi in primo luogo, ma anche semplici alpinisti che tornati a valle possono compilare un modulo online raccontando le condizioni che hanno incontrato sull’itinerario. Non è l’unico sito in cui si condividono gite, ma in questo caso le informazioni prima di essere pubblicate vengono vagliate dagli esperti de La Chamoniarde e dai “cugini” della Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur e l’affidabilità è garantita. Il sito per ora è solo in francese e in inglese e il punto di forza è la zona del Bianco, ma le segnalazioni arrivano anche da più lontano, fino al Gran Paradiso, al Cervino e al Rosa.
Il bollettino delle condizioni della montagna redatto sulla base di queste informazioni è molto dettagliato ed è ora consultabile anche in alcuni rifugi valdostani grazie ad iPad installati appositamente dalla Fondazione Montagna Sicura. L’estate scorsa, quando le temperature canicolari avevano messo a dura prova la sicurezza sulle Alpi costringendo alla chiusura forzata di molte vie, i serrati aggiornamenti de La Chamoniarde erano diventati un vero e proprio must per chiunque volesse avventurarsi ad alta quota, grazie al flusso di notizie in presa diretta su meteo, frane, crolli, stato della roccia e della neve e presenza di crepacci. Quest’anno, con un clima per ora senza grandi eccessi, la situazione per gli alpinisti è più tranquilla, ma le segnalazioni riguardano qualsiasi attività legata alla montagna, anche il semplice escursionismo. In questo caso la sicurezza è determinata in gran parte dalle condizioni meteo.
Nevai residui a inizio stagione, piogge e smottamenti possono rendere insidiosi anche i percorsi sulla carta non pericolosi e sui frequentatissimi sentieri dell’Alta Savoia gli interventi di soccorso sono più di 700 all’anno. Ad alta quota invece si fanno sentire i cambiamenti climatici. L’arretramento dei ghiacciai ha mutato molte vie alpinistiche e l’alterazione del permafrost le ha rese meno sicure, ma questo è solo uno degli effetti del clima più caldo sul fragile ambiente alpino. Le osservazioni di chi va in montagna sono quindi utili anche per gli scienziati e La Chamoniarde ha lanciato ALP-RISK, una app per la condivisione di testimonianze dirette sui rischi naturali sulle Alpi.
Il database contiene già un’ottantina di casi tra valanghe, frane, crolli di seracchi e svuotamenti di tasche d’acqua dei ghiacciai: gli alpinisti diventano così gli occhi dei climatologi.
La gestione è della Société de Prévention et de Secours en Montagne, che dal 1948 coordina tutti gli operatori di Chamonix Le segnalazioni arrivano anche da più lontano, oltre il massiccio, fino al Gran Paradiso al Cervino e al Monte Rosa
Ultima modifica: