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Dopo il clamoroso successo di "Io sto con gli ippopotami" del grande Bud, e il non meno clamoroso successo di "Io sto con le marmotte" andato in onda su questi schermi forse un paio di anni fa, eccovi la terza edizione che completa la trilogia.
Grazie alle indicazioni di Ema, foppolese di adozione, parcheggio l'auto all'inizio della strada poderale che porterebbe al Passo (e al rifugio) Dordona; mi ha detto di seguire quella fino a quando incontrerò un bivio, che taglia a mezza costa la zona del monte Toro prima e del Montebello poi, arrivando a congiungersi con la pista rossa proprio poche decine di metri sotto la ben nota Terrazza Salomon del rifugio Montebello. Da lì, in venti minuti, si arriva al Lago Moro (o lago Moto, vista la presenza di ben tre trialisti nel corso di un paio d'ore?).
La strada è inizialmente cementata (quella per il Dordona), poi in corrispondenza di una curva a gomito si segue un sentierino mai difficile ma simpatico che sale con pendenza costante incontrando nel suo sviluppo anche due ruscelletti; dal Montebello al Lago Moro si percorre, con bel panorama sulla zona di Carisole, una strada carrozzabile con fondo in terra battuta e sassi (alcuni un po' smossi) di medio-piccole dimensioni.
Il Lago è un bacino artificiale, ma sembra naturale visto che il muro di contenimento sarà fprse lungo dieci metri e alto meno di due, quindi non è fastidioso alla vista.
Guardando il lago di fronte, io gli stambecchi li ho fotografati tutti sul ghiaione di destra; non dovete cercarli... sono loro che scendono a trovarvi! Poi qualcuno sconfina anche sul lato sinistro e pure sulla strada, ma il grosso rimane a mia disposizione per un servizio fotografico che non avrei immaginato di fare così ravvicinato neanche nelle migliori idealizzazioni.
Ed ora... foto!!
Grazie alle indicazioni di Ema, foppolese di adozione, parcheggio l'auto all'inizio della strada poderale che porterebbe al Passo (e al rifugio) Dordona; mi ha detto di seguire quella fino a quando incontrerò un bivio, che taglia a mezza costa la zona del monte Toro prima e del Montebello poi, arrivando a congiungersi con la pista rossa proprio poche decine di metri sotto la ben nota Terrazza Salomon del rifugio Montebello. Da lì, in venti minuti, si arriva al Lago Moro (o lago Moto, vista la presenza di ben tre trialisti nel corso di un paio d'ore?).
La strada è inizialmente cementata (quella per il Dordona), poi in corrispondenza di una curva a gomito si segue un sentierino mai difficile ma simpatico che sale con pendenza costante incontrando nel suo sviluppo anche due ruscelletti; dal Montebello al Lago Moro si percorre, con bel panorama sulla zona di Carisole, una strada carrozzabile con fondo in terra battuta e sassi (alcuni un po' smossi) di medio-piccole dimensioni.
Il Lago è un bacino artificiale, ma sembra naturale visto che il muro di contenimento sarà fprse lungo dieci metri e alto meno di due, quindi non è fastidioso alla vista.
Guardando il lago di fronte, io gli stambecchi li ho fotografati tutti sul ghiaione di destra; non dovete cercarli... sono loro che scendono a trovarvi! Poi qualcuno sconfina anche sul lato sinistro e pure sulla strada, ma il grosso rimane a mia disposizione per un servizio fotografico che non avrei immaginato di fare così ravvicinato neanche nelle migliori idealizzazioni.
Ed ora... foto!!