Certo che influisce ! Gli ipertesi non devono assolutamente andare a quote elevate.
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Io sono normoteso, anzi tendenzialmente ho pressione bassa, a volte anche troppo, eppure penso di aver sofferto almeno una volta l'altitudine, quando, nell'estate del 2009, ho fatto un trekking sopra i 2000 metri, roba molto tranquilla in realtà, con prima notte a 2000, dopo aver fatto dal Passo Gavia ai Forni, e seconda a 2500, al rifugio Pizzini.
Ecco, questa seconda notte non sono riuscito a chiudere occhio, la mattina dopo ero confuso. Sarei dovuto salire al Casati, ma ho preferito rinunciare e scendere. E appena sono arrivato penso a 2200 metri ho cominciato a sentirmi bene.
(Peraltro lungo il sentiero mi sono fermato a mangiare e ho avuto un incontro ravvicinato con un ermellino sfacciatissimo, che è pure salito in braccio alla mia bambina. A raccontarlo in questa sede sembra che abbia avuto le traveggole, ma è tutto vero!).
Da allora cmq presto attenzione ad avventurarmi oltre i 2500 metri. Però non ho fatto controlli specifici, né saprei che cosa fare...
Non so se c'entra ma riporto la mia esperienza dato che al momento non posso avventurarmi oltre certe quote per ordine del medico (che magari è stato ultraconservativo, ma di certo per il mio bene e del suo posteriore).
Non ho soverchi problemi di pressione, ma è la seconda volta in dieci anni che soffro di una TVP al polpaccio sinistro (ami saprà bene cos'è) data fondamentalmente dalle lunghe (taaaante) ore immobile alla scrivania e molto probabilmente da qualche concausa di origine genetica.
Mi è stato vivissimamente sconsigliato di salire oltre i 1.000-1.500 m (sono nato e vissuto a 600 m, attualmente vivo a 200 m s.l.m.) in attesa di terminare la terapia e dello screening necessario ad indagare le cause. Di viaggi aerei, ad esempio, non se ne parla neanche.
Non so se il tutto possa essere correlato anche ai problemi dovuti alla pressione sanguigna, ma visto che ci siamo vorrei sentire anche le vostre esperienze in merito.


che è IL fattore di rischio er le trombosi venose profonde (TVP). Poi se accade a un 87enne diabetico è un conto, se capita a un giovane probabilmente ha sotto una trombofilia, cioè fattori (genetici) predisponenti (in molti casi evidenziabili). Ma non è una ragione di non andare in quota (per la cronaca aerei in genere pressurizzati a 2000m slm). A meno che uno oltre ad una trombosi abbia avuto un'embolia polmonare a abbia una residua ipertensione polmonare severa che è una delle (poche) controindicazioni assolute all'esposizione ad alta quota.Questo può essere mal di montagna, ma nulla c'entra con l'ipertensione
Quella in rosso è la spiegazione.
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Poi se accade a un 87enne diabetico è un conto, se capita a un giovane probabilmente ha sotto una trombofilia (in molti casi evidenziabile).
Questo può essere mal di montagna, ma nulla c'entra con l'ipertensione
Infatti tra una settimana devo fare lo screening per verificarlo. Sulla quota, visto che comunque sono "sotto" eparina, cosa mi sai dire? (senza pretese di fare diagnosi su un forum, ma solo per parlarne)
Considera che mi occupo principalmente di cave ed attività estrattive (miniere) a quota non banale e il "divieto" mi crea non pochi problemi dal punto di vista lavorativo.
P.S.: ho letto dopo. Grazieaddio nessuna embolia polmonare, ma solo polpaccio dolente. Almeno ho avuto la fortuna che fosse sintomatica in entrambi i casi.
I sintomi in effetti sono quelli, ma mi chiedo come mai a quota così bassa. In fondo avevo già dormito una notte a 2000, un centro acclimatamento lo avrei dovuto avere, no?
Guarda, lo vedo solo un problema da un punto di vista di rischio infortunistico - specie vista l'attività lavorativa.
Mi chiedo invece perché eparina? Se la trombosi è profonda oggi lo standard di terapia è un anticoagulante orale non dicumarolico, quindi un inibitore del fattore X attivato (Apixaban o Rivaroxaban) o un antitrombinico diretto (dabigatran) per 3 mesi almeno (poi dipende da andamento.... trombofilia... recidive...) con vantaggi sia pratici sia di efficacia sia di rischio emorragico sull'eparina.
A volte l'ostacolo è solo logistico perché l'anticoagulante "nuovo" richiede un piano terapeutico che può essere redatto solo dallo specialista (in genere Cardiologo, Angiologo, Internista, Neurologo, Geriatra ma dipende dalla regione in cui risiedi...) - cioè non lo può prescrivere il Medico di famiglia. Ma secondo me vale la perdita di tempo di un passaggio dallo specialista (sempre che vi siano i presupposti)
Diverso se è una trombosi superficiale con indicazione (dubbia) a eparina per pochi giorni, ma cambia completamente il peso clinico della cosa.
, adesso che sono dimagrito quindici kg - anche se sono sempre 90 - si vede eccome
)Più che altro mi sa che qui vengono fuori tutti i "vecchietti" del forum coi loro acciacchi
E potremmo rititolare: "Pressione sanguigna e sci. Manda un pm al dottor Ami"DD
