COL SENNO DI POI [errori che è meglio non rifare]

Puzza87

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Questo topic nasce con l'idea di fare un j'accuse a sé stessi e riconoscere quella volta che in fuoripista, si è commesso un errore, ma per una cosa o quell'altra alla fine non è successo niente o l'abbiamo comunque sfangata. :skifrusta:
È mia usanza, a fine giornata, fare mente locale a tutte le discese affrontate e, col senno di poi, valutare se le scelte giuste sono state effettuate.

Prima di tutto valutare, anche confrontando con report di altra gente, se la località prescelta era la migliore. La località scelta era sufficientemente in condizioni per un freeride in relativa sicurezza? Il bollettino valanghe regionale è stato confermato localmente?
Seconda cosa: le discese affrontate erano abbastanza sicure, avremmo dovuto farle in orari diversi? Abbiamo commesso degli errori di valutazione o di metodo?

Se è vero che si impara dagli errori altri, dai propri si impara sempre meglio. O per lo meno, le persone che sanno mettersi sempre in discussione, riconoscono i propri errori ed evitano di ricascarci nuovamente. Questo per il bene di sé stessi, dei propri compagni di gita e soprattutto per chi ci aspetta a casa, che non sa mai quanto realmente rischiamo quando andiamo in cerca di avventura. :HIP

Invito i freeriderz del forum a raccontare qualche piccolo aneddoto che possa essere d'aiuto, magari postando anche qualche foto, per rendere meglio l'idea, evitiamo di fare nomi, così che nessuno si senta accusato e cominci a piagnucolare. :KEV
 
Comincio io.
Non parlerò della Balma di Alagna, immane cacata di gruppo già raccontata altrove, ma di una discesa affrontata con un amico nel Vallese.
La discesa era nuova per me, l'avevo individuata a vista, sia dal basso, salendo con l'auto, sia dall'alto, guardando giù, era parecchio lontana dalle piste e sarebbe stata di circa 1100m di dislivello, tutta in prima traccia e con punti in cui non si conosceva il terreno. Guardando lo skirama in teoria non ci sarebbero stati problemi, una discesa continua da cima a valle, da terminare in un paesino intermedio con un bus da prendere alle 14:20. Mal che vada, se sbagliamo linea si finisce giù al paese sottostante e torniamo in autostop o col taxi.

Dopo una mattinata di linee polverose (20-30 cm, in alto leggermente ventata), decidiamo di non fermarci a pranzare, facciamo un piccolo spuntino a bordopista, giusto per riposare le gambe e poi partiamo con l'ultima epica run.
Decidiamo di saltare il primo pezzo, itinerario freeride controllato, al momento chiuso, ci buttiamo quindi un po' più sotto, esposizione sud. Forse l'orario di ingresso non è stato il massimo (13:30), il momento più caldo, la neve in alcuni punti era già leggermente trasformata in superficie, quindi decidiamo di cambiare linea, scegliendo una pendenza più morbida e un posto più ombreggiato, evitiamo di sovraccaricare il pendio in campo aperto più ripido, ci buttiamo nel canale e cerchiamo di far veloce, nel caso dovessero svalangare i pendii laterali. Alla fine la giornata è stata molto fredda, quindi non mi sento di dire che l'orario fosse proibitivo, infatti non ho notato distacchi spontanei mai in nessun pendio, in tutta la giornata, come invece succede spesso in primavera.

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Nella parte bassa incontriamo una valanghetta che si immette nel canale (dai pendii laterali ripidi, scesa però il giorno prima) e delle bocche di balena nei pendii al sole.

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Alla fine, neve polverosa, prima traccia, nessun rumore d'assestamento, una goduria. L'errore è stato un altro.
Sbaglio di brutto l'uscita, non rendendomi conto di essere almeno 200m più a monte del previsto e costringo il mio socio ad un ravanaggio epico per rientrare sulla strada. In realtà se fossi sceso ancora 100m, sarei arrivato comodamente alla fermata del bus. HIHIHI Non sono riuscito ad orientarmi perché i riferimenti erano ambigui, sullo skirama erano segnate solo alcuni sentieri e casupole, altre no, abbiamo incontrato delle persone a piedi, ma nemmeno loro sapevano dirmi dove cacchio fossimo. :skifrusta:
Il problema reale era che il mio socio era cotto di brutto, in quanto prima uscita stagionale freeride, dopo un anno di stop forzato per infortunio. A metà discesa s'è trovato con le gambe tagliate in due, sostando un po' troppo nel canale e il peggio doveva ancora arrivare.

Bestemmie a profusione, ravanaggio tra arbusti, sentieri, ruscelli, casette, salitine, discesine, taglioni, muretti, strade asfaltate, addirittura una centrale idroelettrica: alla fine solo tanta fatica, ma nessun infortunio o incidente. :PAAU

Domanda: cartine a parte e tracce gps che preferirei non usare, può essere utile un altimetro in questi casi? è difficile da usare?
 
Un altimetro da solo serve a poco. Serve abbinato ad una cartina e /o gps. Non è difficile da usare. Lo devi tarare ( cioè inserire la quota giusta al punto di partenza) e ritararlo quando passi in un punto di cui conosci la quota. Perché un altimetro non è altro che un barometro.
 
La discesa era nuova per me, l'avevo individuata a vista, sia dal basso, salendo con l'auto, sia dall'alto, guardando giù, era parecchio lontana dalle piste e sarebbe stata di circa 1100m di dislivello, tutta in prima traccia e con punti in cui non si conosceva il terreno. Guardando lo skirama in teoria non ci sarebbero stati problemi, una discesa continua da cima a valle, da terminare in un paesino intermedio con un bus da prendere alle 14:20. Mal che vada, se sbagliamo linea si finisce giù al paese sottostante e torniamo in autostop o col taxi.

Dopo una mattinata di linee polverose (20-30 cm, in alto leggermente ventata), decidiamo di non fermarci a pranzare, facciamo un piccolo spuntino a bordopista, giusto per riposare le gambe e poi partiamo con l'ultima epica run.
Decidiamo di saltare il primo pezzo, itinerario freeride controllato, al momento chiuso, ci buttiamo quindi un po' più sotto, esposizione sud. Forse l'orario di ingresso non è stato il massimo (13:30), il momento più caldo, la neve in alcuni punti era già leggermente trasformata in superficie, quindi decidiamo di cambiare linea, scegliendo una pendenza più morbida e un posto più ombreggiato, evitiamo di sovraccaricare il pendio in campo aperto più ripido, ci buttiamo nel canale e cerchiamo di far veloce, nel caso dovessero svalangare i pendii laterali. Alla fine la giornata è stata molto fredda, quindi non mi sento di dire che l'orario fosse proibitivo, infatti non ho notato distacchi spontanei mai in nessun pendio, in tutta la giornata, come invece succede spesso in primavera.

Alla fine, neve polverosa, prima traccia, nessun rumore d'assestamento, una goduria. L'errore è stato un altro.
Sbaglio di brutto l'uscita, non rendendomi conto di essere almeno 200m più a monte del previsto e costringo il mio socio ad un ravanaggio epico per rientrare sulla strada. In realtà se fossi sceso ancora 100m, sarei arrivato comodamente alla fermata del bus. HIHIHI Non sono riuscito ad orientarmi perché i riferimenti erano ambigui, sullo skirama erano segnate solo alcuni sentieri e casupole, altre no, abbiamo incontrato delle persone a piedi, ma nemmeno loro sapevano dirmi dove cacchio fossimo. :skifrusta:
Il problema reale era che il mio socio era cotto di brutto, in quanto prima uscita stagionale freeride, dopo un anno di stop forzato per infortunio. A metà discesa s'è trovato con le gambe tagliate in due, sostando un po' troppo nel canale e il peggio doveva ancora arrivare.

Domanda: cartine a parte e tracce gps che preferirei non usare, può essere utile un altimetro in questi casi? è difficile da usare?

L'idea è interessante anche se sospetto che alla lunga sarà difficile "contenerla" in ambiti civili. Spero di sbagliarmi.

Della già nota discesa sappiamo, in generale se si ragiona sugli orari di percorrenza bisogna quantomeno capire la data e poi - come hai fatto - un minimo di andamento meteorologico e delle temperature.

Al di là di questo - che è difficile valutare salvo un generico "se non conosci la discesa bene meglio farla di mattino che non si sa mai" - mi pare che la problematica più basilare (nel senso che sta alla base) sia di gestione del gruppo e delle dinamiche di relazione/sociali. La brama della discesa polverosa non può farti dimenticare, considerato che "di fatto" sei tu il capogruppo in quella situazione, che il compagno non è nelle condizioni migliori. Fare una discesa da 1000 metri in neve vergine ma nel primo pomeriggio e a Sud (quindi neve non leggera per quasi forza di cose) potrebbe essere sufficiente per stancare di per se troppo, senza contare quello che hai fatto prima.
Oltretutto la dinamica di relazione potrebbe portare il "socio" a seguirti per non sentirsi inferiore o farti rinunciare a qualcosa di bello e questo è potenzialmente pericoloso, soprattutto se non ha l'esperienza e l'autonomia decisionale che lo porterebbero a valutarne la rinuncia.

Vista da fuori e da chi forse questa fase l'ha in parte passata anni addietro, si percepisce in generale che tu sia in una fase di grande "crescita", che unita alla voglia può portare a qualche errore di "foga", di "fretta". Ma non tanto nella singola situazione, di approccio generale.
I rischi possono essere - non avendo magari compagni fissi e sufficientemente esperti - di avere tu la responsabilità decisionale quasi sempre pur avendo un'esperienza che si sta creando ma non è ancora consolidata e di - ma non ti conosco, quindi posso sbagliarmi - voler/dover dimostrare qualcosa a chi è con te inconsciamente.
Se è così ci sta, non è grave se confinato a situazioni che rientrano nella gestibilità (vedi probabilmente questa situazione riportata) ma occhio con intelligenza a saper cogliere il confine, che magari non è lontanissimo.

Dimmi se pensi mi possa sbagliare di molto.

Sorvolo su carte, cartine, cartucole, gps eccetera perchè non mi va di parlarne. Dovrei conoscere anche quel territorio per fare analisi senza parlare a vanvera. Certo in generale non basarti sulle skirama ma su carte topografiche ben fatte. Ma non darle per oro colato.
 
Quello che dici è corretto anche se sono già ad uno step successivo penso.
Prima di tutto chiedo sempre ai miei soci se se la sentono di, la decisione è sempre unanime e se uno dice no, facciamo altro. Di solito al sopraggiungere della stanchezza passiamo all apres ski, anche se sono le 13.30 [emoji13]

La neve in realtà dentro al canale era very polverosa. Probabilm l esposizione era differente e le T sono state di molto negative tutta la giornata. Sulla sicurezza nn mi sento di dire che abbiamo rischiato troppo. Forse avremmo dovuto affrontarla prima, in realtà ci siamo proprio presi del tempo per guardarla da varie angolazioni, ragionarci in seggio e percorrerla dopo discussione.

Sulla stanchezza forse il socio ha valutato male, infatti l uscita successiva s è fermato prima. D altronde gli imprevisti in montagna ci sono, bisogna saperli affrontare, la bestemmia veneta aiuta molto nel ravanaggio [emoji13] [emoji13]

Grazie per il supporto.
 

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Domanda: cartine a parte e tracce gps che preferirei non usare, può essere utile un altimetro in questi casi? è difficile da usare?

perchè preferire di non usare il gps? è uno strumento in più. Che ti dice dove sei rispetto a una cartina e a punti e riferimenti che puoi aver preparato a casa, come per esempio l'intera traccia che si pensa di voler seguire. Da qualche anno i cellulari si appoggiano anche alla rete di satelliti russi (e non solo americani) e sono diventati molto ma molto più precisi di anni fa. Io ho un banalissimo Samsung S2 da pochi euro e il gps funziona a meraviglia.


sulla strada. In realtà se fossi sceso ancora 100m, sarei arrivato comodamente alla fermata del bus. HIHIHI Non sono riuscito ad orientarmi perché i riferimenti erano ambigui, sullo skirama erano segnate solo alcuni sentieri e casupole, altre no, abbiamo incontrato delle persone a piedi, ma nemmeno loro sapevano dirmi dove cacchio fossimo. :skifrusta:


Non sono sicuro di aver capito dove eri, perchè non mi torna il discorso dello skibus. Se la linea è quella che ho capito io tornerei con gli sci e a piedi e non con il bus, e allora forse ho capito male l'itinerario che hai fatto. Comunque ci provo: questa è la linea che cercherei di seguire io, sotto c'è il profilo altimetrico che promette non troppo sbattimenti all'uscita. Una volta usciti dal canale si seguono solo sentieri presenti su cartine. Col cerchio rosso ho messo il sentiero che forse hai preso te, sulle mappe si vede che ha diversi tratti in salita. Col gps acceso non ti saresti potuto sbagliare tra le due linee, se a casa hai fatto il lavoro di capire quale delle due prendere.


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