PaoloB3
Well-known member
Siamo appena tornati da quattro giorni in Zillertal.
Giorni dedicati allo sci e nulla altro, se non il relax dopo lo sci.
Abbiamo sciato tra sabato 6 e martedi 9 febbraio in:
- HochZillertal: partendo da Kaltenbach e andando a Hochfuegen e ritorno
- Zillertal Arena: partendo da Gerlos e andando a Krimml e Wald-Koenigsleiten e ritorno
- Zillertal 3000: partendo da Finkenberg e andando sia al Rastkogel che poi Horberg
- Zillertal 3000: partendo da Tux e andando al Rastkogel e Eggalm per poi finire a Penken e scendere a Mayrhofen
Non siamo andati a Hinterux, in quanto è già una meta autunnale o primaverile.
Erano delle giornate di foehn e ha buttato qualche centimetro di neve (anche in valle) nella notte tra domenica e lunedi: ma comunque sempre temperature abbastanza alte con zero termico intorno ai 2000. E ci sono piste che scendono a 800 m.
In sintesi: neve fresca sui 2500, firn sabato e poi duretta sui 2000, smollava nel pomeriggio fino a 1500 e granita sotto i 1300.
Comunque abbiamo sciato alla grande su belle piste lunghe e a volte impegnative, sia per pendenze, che per lunghezze e trabocchetti vari.
Le piste sono quasi tutte rosse, con un discreto numero di nere e pochissime azzurre, per lo più varianti di qualche tratto di una rossa, che poi ritorna a esser rossa. O stradine large pochi metri su pendii esposti senza parapetti o reti o altro.
Psicologicamente duro il fatto di dover cominciare la giornata con una lunga nera (Gerlos verso Krimml) o una rossa tosta (Keltenbach) o uno stradino (Rastkogel verso Eggalm).
A causa del phoen, ieri abbiamo avuto dei problemi perchè un po’ alla volta hanno chiuso quasi tutti gli impianti e noi, partiti da Rastkogel non volevamo tornarci, per cui per scendere a Penken (Mayrhofen) ci siamo fatti un tratto a piedi con gli sci in spalla prima di prendere la Panorama Strecke (Route 66) con il vento che ti spostava, la pista spelata e/o mucchi di neve riportata a bordo pista e vedendoci poco per giunta.
In sintesi:
accomodation: un quattro stelle a 85 euro in HB trovato su booking (valutazione 9.6 mi sembra) e prenotato al mercoledì. Una spa di tutto rispetto (sauna con le erbe, col fieno, finlandese e agli aromi, baretto con le tisane, frutta secca e acqua coi sassi colorati dentro) e rigorosamente textil-frei. Probabilmente era una camera che era stata cancellata da qualcuno, in quanto sia a Mayrofen che altrove i prezzi erano quasi doppi.
mangiare: buono e abbondante (spece la colazione), basta ricordarsi che non siamo in Italia. Abbiamo mangiato anche in una macelleria a Mayrhofen e sempre a Mayhofen alla Neue Post Gasthof (neue … risale al 1890) una stube da guardare per imparare cosa può essere la boiserie
panorami: non valgono quelli delle Dolomiti o quelli della Val d’Aosta. Le montagne sono piuttosto nere e non hanno grandi picchi e guglie ardite
baite in quota: poche ma non ci siamo mai fermati in quota. Non è l’ Alta Badia dove tra una sciatina in compagnia e l’ altra è bello attardarsi nelle varia baite. Qui sciavamo alla grande e basta
locali in valle: si direbbe tanti, ma l’ apres ski non fa parte dei nostri interessi (meglio il bagno di fieno e poi la sauna finlandese)
gente locale: parlando un po’ di tedesco il ghiaccio è rotto in un minuto
affollamento: molti olandesi, inglesi e ovviamente tedeschi. Molta gente sulle piste, ma livello medio è alto e ci sono pochi impediti. Nessun italiano ..... anzi l' unico che abbiamo visto era in macchina e ci ha superato dentro un paesino quando abbiamo rallentato per attraversarlo.
qualità dello sciare: anche i maestri badano soprattutto a insegnare ai bimbetti a scendere sulle loro rosse. Nessuno che badava a fare binari sul millerighe (che non c’è) ma tutti si impegnavano a scendere, e mediamente veloci anche. Dopo il primo giorno ho lasciato in macchina i GS e ho sciato tre giorni con gli Stormrider, più adatti al tipo di neve, i percorsi e la quntità di gente attorno
piste: ottime per chi sa sciare, di impegno. Non buone per chi crede che sciare sia lasciare due intagli sulla neve lisciata come un biliardo. Ricche di trabocchetti e quindi l’ adrenalina veniva dalla attenzione e le reazioni richieste su piste mai fatte prima. La pista Harakiri (prima che qualcuno chieda): vista più volte dalla seggiovia che le passa a fianco non è che un muretto, bello in piedi, ma nulla più. Frequentata per lo più da impediti che vogliono tornare a casa dopo averla fatta (con sedere/schiena/pancia a terra) … più o meno come buona parte di quelli che “hanno fatto i quattro passi”.
Pista preferita: la Panoramastrecke (Route 66): una bella discesa di oltre 600 m di dislivello, in parte sul crinale della montagna
impianti: tutti di qualità e fantasia, inclusi seggiovie a 8 coi seggiolini riscaldati, un combi (seggiovia a 8 alternata a cabine, sempre a 8) e la fantastica nuova funivia Penkelbahn per scendere a Mayhofen. Mai fatto più di qualche minuto di coda. Per fortuna hanno tenuto una o due ancorette, da considerare ormai come dei monumenti.
logistica: si può iniziare da qualsiasi paese e finire in un altro e c'è un bus che riporta a quello di partenza. Poi un altro ancora per andare/venire dall' albergo. Il tutto compreso nello skipass
skipass: 185 euro per quattro giorni per tutta la Zillertal
Qualche foto (tutte fatte con il cellulare):

La Panoramastrecke: inizia dove arriva la funivia e scende sul crinale. Qui siamo a metà pista e poi si infila nel bosco fino a valle

L' Hotel Dornauhof a Finkenberg

Il Ponte del Diavolo

Andando a Gerlos la valle si apre e sulla sinistra si sale al Issikogel (Zillertal Arena)

L' inzio della Panoramastrecke con il vento di ieri

Finkenberg vista dalla Penkenbahn scendendo a Mayrhofen

Mayrhofen vista dalla Penkenbahn


La stube della Gastof Neue Post

La Zillertal Arene e Zell viste dalla Penkenbahn
Come si fa a mettere le foto in grande?
Giorni dedicati allo sci e nulla altro, se non il relax dopo lo sci.
Abbiamo sciato tra sabato 6 e martedi 9 febbraio in:
- HochZillertal: partendo da Kaltenbach e andando a Hochfuegen e ritorno
- Zillertal Arena: partendo da Gerlos e andando a Krimml e Wald-Koenigsleiten e ritorno
- Zillertal 3000: partendo da Finkenberg e andando sia al Rastkogel che poi Horberg
- Zillertal 3000: partendo da Tux e andando al Rastkogel e Eggalm per poi finire a Penken e scendere a Mayrhofen
Non siamo andati a Hinterux, in quanto è già una meta autunnale o primaverile.
Erano delle giornate di foehn e ha buttato qualche centimetro di neve (anche in valle) nella notte tra domenica e lunedi: ma comunque sempre temperature abbastanza alte con zero termico intorno ai 2000. E ci sono piste che scendono a 800 m.
In sintesi: neve fresca sui 2500, firn sabato e poi duretta sui 2000, smollava nel pomeriggio fino a 1500 e granita sotto i 1300.
Comunque abbiamo sciato alla grande su belle piste lunghe e a volte impegnative, sia per pendenze, che per lunghezze e trabocchetti vari.
Le piste sono quasi tutte rosse, con un discreto numero di nere e pochissime azzurre, per lo più varianti di qualche tratto di una rossa, che poi ritorna a esser rossa. O stradine large pochi metri su pendii esposti senza parapetti o reti o altro.
Psicologicamente duro il fatto di dover cominciare la giornata con una lunga nera (Gerlos verso Krimml) o una rossa tosta (Keltenbach) o uno stradino (Rastkogel verso Eggalm).
A causa del phoen, ieri abbiamo avuto dei problemi perchè un po’ alla volta hanno chiuso quasi tutti gli impianti e noi, partiti da Rastkogel non volevamo tornarci, per cui per scendere a Penken (Mayrhofen) ci siamo fatti un tratto a piedi con gli sci in spalla prima di prendere la Panorama Strecke (Route 66) con il vento che ti spostava, la pista spelata e/o mucchi di neve riportata a bordo pista e vedendoci poco per giunta.
In sintesi:
accomodation: un quattro stelle a 85 euro in HB trovato su booking (valutazione 9.6 mi sembra) e prenotato al mercoledì. Una spa di tutto rispetto (sauna con le erbe, col fieno, finlandese e agli aromi, baretto con le tisane, frutta secca e acqua coi sassi colorati dentro) e rigorosamente textil-frei. Probabilmente era una camera che era stata cancellata da qualcuno, in quanto sia a Mayrofen che altrove i prezzi erano quasi doppi.
mangiare: buono e abbondante (spece la colazione), basta ricordarsi che non siamo in Italia. Abbiamo mangiato anche in una macelleria a Mayrhofen e sempre a Mayhofen alla Neue Post Gasthof (neue … risale al 1890) una stube da guardare per imparare cosa può essere la boiserie
panorami: non valgono quelli delle Dolomiti o quelli della Val d’Aosta. Le montagne sono piuttosto nere e non hanno grandi picchi e guglie ardite
baite in quota: poche ma non ci siamo mai fermati in quota. Non è l’ Alta Badia dove tra una sciatina in compagnia e l’ altra è bello attardarsi nelle varia baite. Qui sciavamo alla grande e basta
locali in valle: si direbbe tanti, ma l’ apres ski non fa parte dei nostri interessi (meglio il bagno di fieno e poi la sauna finlandese)
gente locale: parlando un po’ di tedesco il ghiaccio è rotto in un minuto
affollamento: molti olandesi, inglesi e ovviamente tedeschi. Molta gente sulle piste, ma livello medio è alto e ci sono pochi impediti. Nessun italiano ..... anzi l' unico che abbiamo visto era in macchina e ci ha superato dentro un paesino quando abbiamo rallentato per attraversarlo.
qualità dello sciare: anche i maestri badano soprattutto a insegnare ai bimbetti a scendere sulle loro rosse. Nessuno che badava a fare binari sul millerighe (che non c’è) ma tutti si impegnavano a scendere, e mediamente veloci anche. Dopo il primo giorno ho lasciato in macchina i GS e ho sciato tre giorni con gli Stormrider, più adatti al tipo di neve, i percorsi e la quntità di gente attorno
piste: ottime per chi sa sciare, di impegno. Non buone per chi crede che sciare sia lasciare due intagli sulla neve lisciata come un biliardo. Ricche di trabocchetti e quindi l’ adrenalina veniva dalla attenzione e le reazioni richieste su piste mai fatte prima. La pista Harakiri (prima che qualcuno chieda): vista più volte dalla seggiovia che le passa a fianco non è che un muretto, bello in piedi, ma nulla più. Frequentata per lo più da impediti che vogliono tornare a casa dopo averla fatta (con sedere/schiena/pancia a terra) … più o meno come buona parte di quelli che “hanno fatto i quattro passi”.
Pista preferita: la Panoramastrecke (Route 66): una bella discesa di oltre 600 m di dislivello, in parte sul crinale della montagna
impianti: tutti di qualità e fantasia, inclusi seggiovie a 8 coi seggiolini riscaldati, un combi (seggiovia a 8 alternata a cabine, sempre a 8) e la fantastica nuova funivia Penkelbahn per scendere a Mayhofen. Mai fatto più di qualche minuto di coda. Per fortuna hanno tenuto una o due ancorette, da considerare ormai come dei monumenti.
logistica: si può iniziare da qualsiasi paese e finire in un altro e c'è un bus che riporta a quello di partenza. Poi un altro ancora per andare/venire dall' albergo. Il tutto compreso nello skipass
skipass: 185 euro per quattro giorni per tutta la Zillertal
Qualche foto (tutte fatte con il cellulare):

La Panoramastrecke: inizia dove arriva la funivia e scende sul crinale. Qui siamo a metà pista e poi si infila nel bosco fino a valle

L' Hotel Dornauhof a Finkenberg

Il Ponte del Diavolo

Andando a Gerlos la valle si apre e sulla sinistra si sale al Issikogel (Zillertal Arena)

L' inzio della Panoramastrecke con il vento di ieri

Finkenberg vista dalla Penkenbahn scendendo a Mayrhofen

Mayrhofen vista dalla Penkenbahn


La stube della Gastof Neue Post

La Zillertal Arene e Zell viste dalla Penkenbahn
Come si fa a mettere le foto in grande?
Ultima modifica: